Bocciata dal richiesta per il ritorno degli assistenti sociali all’interno del Gom

Una situazione drammatica quella determinata dall’assenza degli assistenti sociali che prestavano servizio all’interno del Grande Ospedale metropolitano di Reggio. Nei giorni scorsi il Centro Agape rappresentato da Mario Nasone e l’ordine regionale degli assistenti sociali dalla consigliera Francesca Mallamaci  hanno incontrato il commissario straordinario del GOM ing. Iole Fantozzi dalla quale hanno appreso con grande amarezza la decisione dei commissari regionali Cotticelli e Crocco di respingere al mittente la richiesta fatta nel mese di luglio dalla delegazione composta anche dai sindacati  di ripristinare il Servizio sociale all’interno dell’azienda ospedaliera, presenza che   in modo sconcertante  era stata completamente azzerata con l’andata in pensione dell’ultimo degli assistenti sociali in servizio.

«Reggio – dichiara Mario Nasone – acquisisce così un altro record nazionale negativo che vede due presidi ospedalieri importanti , il Riuniti ed il Morelli, sprovvisti di questa importante figura professionale di aiuto alle persone che vivono una condizione di sofferenza. Per capire il vuoto che si è creato basta fare un giro nei raparti, chiedere agli operatori sanitari per rendersi conto del prezioso lavoro che è venuto a mancare proprio in piena pandemia in particolare nel servizio di raccordo con le famiglie che spesso non possono visitare i congiunti per le norme anti covid e soprattutto  per il collegamento che gli assistenti sociali assicuravano  con la rete territoriale anche per garantire dimissioni protette Nonostante la richiesta motivata dall’ing.  Fantozzi i  Commissari Cotticelli e Crocco non hanno ritenuto di autorizzare i concorsi, né tanto meno di inviare i fondi richiesti per rimpiazzare almeno di due unità il vecchio organico. Dalla voce del commissario del Gom, coadiuvata da Santo Ceravolo e Gianluigi Scaffidi del suo staff, si è appreso di una grave carenza delle dotazioni organiche, in tutti i ruoli assistenziali, che mette a rischio anche la normale attività ospedaliera. Proprio nella stessa mattinata il Direttore dell’UOC di Radioterapia ha inviato una nota ai Commissari Cotticelli e Crocco e per conoscenza al Ministro ed al Vice Ministro della Salute ed al Presidente della Regione con cui comunica l’impossibilità a far fronte a garantire prestazioni di radioterapia ai pazienti oncologici che saranno costretti, con l’attuale assetto, ad emigrare fuori Regione per essere curati.

«A fronte di otto sale operatorie solo la metà è utilizzabile a causa di carenza di personale mentre in tutti gli altri reparti, alcuni fondamentali per un hub quali Oncologia, Ematologia e Centro Trapianti Midollo Osseo, Ortopedia, Pronto soccorso, Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica si rischia di dovere diminuire l’attività in modo drastico.Tale drammatica situazione è stata più volte rappresentata ai commissari Cotticelli e Crocco che, però, hanno dimostrato di non tenere in alcun conto tale realtà trincerandosi dietro motivazioni di natura ragionieristica che nulla hanno a che vedere con il dovere della tutela della salute dei Cittadini per come sancita anche dalla Costituzione e più volte ribadita da dalla Corte Costituzionale.Per tale situazione, i commissari governativi sono stati addirittura convocati dal Prefetto di Reggio Calabria ma, anche in quella sede, hanno ribadito motivazioni e convinzioni errate anche di fronte alla realtà, dimostrata per tabulas, che il GOM di Reggio Calabria è penalizzato rispetto, per esempio, all’Ospedale Pugliese di Catanzaro che con più personale e minore produttività del GOM riceve un maggiore finanziamento.

«Una situazione drammatica che finora ha retto per i sacrifici del personale (ben 40.000 sole le ore di eccedenza ad oggi accumulate). Il Centro Agape, che ringrazia per il suo impegno  il consigliere regionale Marcello Anastasi presente all’incontro, fa appello a tutte le forze sociali interessate a mobilitarsi contro  il progressivo scadimento dell’assistenza ospedaliera per colpa di commissari inadeguati e solleciterà tutti gli organismi istituzionali al dovuto intervento fermo restando che è intenzione del Centro intende costituire un pool di legali per procedere a specifiche denunce di quanti stanno causando, con comportamenti irresponsabili ed errati, questa grave situazione.Si coglie, infine, l’occasione per stigmatizzare il comportamento dell’ASP di Reggio Calabria che pur avendo avuto uno specifico finanziamento per dare corso ad oltre quattrocento assunzioni da oltre sei mesi non ha attivato nemmeno una procedura concorsuale. Su questi temi serve in particolare una azione decisa dei parlamentari della nostra regione verso il Governo nazionale». (rrc)

Il malato immaginario, al Teatro San Bruno di Reggio

Stasera alle 19.30 al Teatro San Bruno di Reggio, il gruppo artistico Blu Sky diretto da Mimmo Raffa presenta Il malato immaginario, due atti da Molière per la regia dello stesso Raffa.

Il gruppo artistico Blu Sky

Con Angela Costantino, Antonella Camera, Mimmo Raffa, Mariella Cardinale, Peppe Pino, Antonio Scorziello, Cosimo Placanica, Caterina Borrello e Pietro Morena. Scene di Giuseppe De Gregorio, luci di Silvana Marrapodi. Suoni di Vincenzo Barreca e Fabio Versaci. Il Teatro San Bruno si trova attaccato alla chiesa di San Brunello ed è stato inaugurato qualche settimana fa. (rs)

Parco Ecolandia, a Reggio, “Canzone”: Nino Racco cantastorie

Oggi pomeriggio, domenica 11 ottobre, alle 17.30 il recital di Nino racco con “Canzone per un racconto virale”. Nino Racco è uno degli artisti della cultura popolare più amati dal nostro pubblico. Con lo spettacolo Canzone – che ha toccato le cento repliche in due anni – il cantastorie continua la sua metamorfosi e si volge verso l’argomento “virale”.
Partendo da una prima parte sui cantastorie e i cantautori adesso tocca il tema del contagio. Nulla di ideologico ma spaccati di vita quotidiana, breve diario lockdown, in salsa tragicomica…

Nino Racco si forma come attore di teatro a Roma nei primi anni ottanta. Nel 1982 avviene l’incontro decisivo con Jerzy Grotowski , drammaturgo e regista teatrale polacco, figura di spicco dell’avanguardia teatrale del Novecento. Un incontro che lui stesso definisce “folgorante”.
Grotowski gli fece capire “che non esisteva una sola maniera di fare teatro, che c’erano diverse e molte maniere di concepire il teatro, che ognuno di noi è “il teatro”. E per me – in una di quelle giornate che valgono mille – fu il teatro dei cantastorie”.
Si dedica così a una ricerca personale che lo condurrà alle radici della teatralità meridionale con la riscoperta dell’antica tradizione dei cantastorie. (rs)

REGGIO-VILLA UN SALASSO CON LE FRECCE
È L’ORA DELLA CONTINUITÀ TERRITORIALE

Non azzardatevi a prendere un treno veloce per andare da Reggio Calabria a Villa San Giovanni, costa una cifra. Da 12,90 (Frecciabianca) a 15,90 (Frecciarossa) a 18 euro (Frecciargento) per Trenitalia. E identica cosa se invece preferite utilizzare Italo: in questo caso il costo del biglietto varia in base alla data da 11,90 a 13,90. Se invece prendete un treno regionale, il classico treno locale, andrete a spendere appena 1,80 euro. Perché quest’assurda tariffazione? Per evitare affollamenti? Ammesso e non concesso che si voglia disincentivare l’utilizzo dei treni dell’alta velocità per percorsi così brevi (appena 13 km), appare troppo penalizzante per lo sprovveduto viaggiatore che, ignorando le tariffe, vada a prendere Italo o Frecciarossa per prendere un traghetto per la Sicilia.

Ma perché prendere un Frecciarossa per andare a Villa? Bella domanda. E, difatti, nessuno lo fa. Ma questa bizzarria tariffaria ci dà lo spunto per parlare delle tariffe ferroviarie e aeree e della mancata applicazione della “continuità territoriale”. Per arrivare a Roma da Reggio si spendono con Trenitalia da 54,90 col treno delle 8.30 del mattino (Frecciabianca) ai 95 euro del Frecciarossa delle 9.42: La differenza tra le due soluzioni prevede sette ore e mezzo per il Frecciabianca e 6.13 per il Frecciarossa. Con Italo le tariffe sono più abbordabili: per la data presa in esame (10 ottobre) ci vogliono 79,90 euro, negli altri giorni si arriva a 62,90 euro.

Tariffe Italo a confronto

Ok, il prezzo è giusto? Non è una popolare trasmissione televisiva, ma una domanda pertinente. C’è quella cosa che appunto si chiama continuità territoriale che permette alla regioni “svantaggiate” di poter usufruire per i propri abitanti di agevolazioni tariffare. Vale per gli aerei (proprio di recente la Regione Sicilia ha riottenuto di far viaggiare i siciliani a prezzi agevolati), ma anche per treni e navi e dovrebbe valere per qualunque tipo di trasporto visto che l’obiettivo è di “garantire i servizi di trasporto ai cittadini abitanti in regioni disagiate… ovvero di rafforzare la coesione tra le diverse aree… superando svantaggi connessi alla loro lontananza”. La Calabria è lontana in tutti i sensi dal resto dell’Italia, soprattutto dal punto di vista tariffario,e benché se ne parli da sempre nessun intervento c’è mai stato per attuare la continuità territoriale almeno per quanto riguarda il trasporto aereo

Ryanair Lamezia-Malpensa

In proporzione, costa meno andare in low cost  a New York che affrontare un Milano-Reggio Calabria con Alitalia: da 168,98 a 238,98 euro per sola andata (tariffa del 10 ottobre), a seconda che sia un biglietto non modificabile né rimborsabile in caso di mancato utilizzo o che sia di tipologia “flex”, ovvero che permetta il cambio di prenotazione. E qui c’è subito da far notare che il volo in economy light (168,98 euro) non prevede bagaglio in stiva (aggiungere da 25 a 45 euro). Quello flex, invece, include un bagaglio in stiva fino a 23 kg e prevede un rimborso di 50 euro in caso di rinuncia al volo e buonanotte al secchio. In quest’ultima ipotesi per contattare il customer care prevedere di spendere 64 centesimi di euro al minuto (da linea fissa) o 95/98 centesimi da cellulare: attenzione,  l’attesa per la risposta – mentre gira il “tassametro” della chiamata – è solitamente lunga. Ci sono, è vero, anche tariffe particolarmente attraenti, ma sono un terno al lotto: Lamezia-Milano del 17 ottobre con Ryanair costa 20 euro, se si ha la fortuna di prendere l’offerta limitatissima, con destinazione Malpensa; se poi si prende sempre da Lamezia il volo Malta Air si andrebbero a spendere appena 9,99 euro (partenza ore 22.20 arrivo a Malpensa 0.10). Ma la mobilità non è una lotteria, visto che il biglietto “normale” di Malta Air Lamezia-Malpensa costa, in realtà, 100 euro. Da notare la differenza di trattamento sui voli da e per Lamezia rispetto allo scalo di Reggio: l’utilizzo dell’Aeroporto dello Stretto non è certamente incentivato e non se ne capisce la ragione. Serve, dunque, offrire un ventaglio di possibilità, con un sistema di tariffazione che, appunto, tenga conto della disagiata situazione dei viaggiatori calabresi, ma permetta anche di scegliere lo scalo di destinazione. I tre aeroporti calabresi fino ad oggi non hanno fatto rete, anzi, a volte, sono sembrati in competizione tra loro. La società di gestione – la Sacal – è unica e dovrebbe armonizzare il pieno utilizzo dei tre scali, ma risulta evidente che tutti gli sforzi sono concentrati su Lamezia.

Dunque è ora che i nostri parlamentari e il governo regionale si facciano parte diligente perché si riveda la politica delle tariffe in Calabria: la mobilità è un tema spinoso su cui c’è il rischio di scivolare malamente. Occorre però precisare che la continuità territoriale è una legge già attiva e l’eventuale provvedimento va semplicemente in carico al Ministero competente, quello di Paola De Micheli, Infrastrutture e Trasporti. I calabresi sono viaggiatori disagiati e tartassati da tariffe spesso impossibili: non serve, in sostanza, modificare il prezzo del biglietto da Reggio a Villa (se si prende la macchina si spendono appena 1,36 euro di carburante, l’autostrada è gratis) ma rivedere l’intero impianto tariffario per treni navi e aerei. È di qualche giorno fa la protesta, guidata dal leader del Movimento La Calabria che vogliamo Giuseppe Nucera, sulle stratosferiche tariffe del traghettamento privato sullo Stretto, ormai pressoché obbligato con le società private vista la scarsa offerta delle navi delle Ferrovie. Nessuna agevolazione per chi vive nell’una o nell’altra sponda dello Stretto. Un costo esagerato e nessuna agevolazione per i residenti. È ora di rivedere il sistema trasporti in Calabria, non solo dal punto di vista infrastrutturale – e qui ci sarebbe da aprire un cahier de doleance infinito – ma anche e soprattutto sul piano tariffario. I calabresi gradirebbero l’attenzione che l’argomento merita. (s)

REGGIO – Nuccio Pizzimenti su elezioni: «Minicuci silurato dalla maldicenza»

È un politico con grande esperienza a parlare, Nuccio Pizzimenti, presidente dell’Associazione “Cittadini per il Cambiamento”, nonché fiduciario-mandatario del candidato sindaco Nino Minicuci. «La storia personale – dice Pizzimenti – parla per ognuno di noi: il candidato-sindaco, Antonino Minicuci, è stato indicato da Matteo Salvini e dopo condiviso da tutta la coalizione di Centro-Destra, ma non prima di essere stato ingiustamente attaccato e denigrato e con puntigliosità scientifica, contrastato e dipinto falsamente addirittura come un “alieno” e “straniero”, ancora prima di scendere nell’agone politico, in un modo tanto sconcertante, quanto autolesionista, da una nefasta parte dello stesso Centro-Destra».

Forzista dal 1994 con incarichi politici importanti, Pizzimenti esprime l’amarezza per il trattamento riservato a Minicuci dalla sua stessa parte politica. «Per capirci meglio – ha scritto in una nota –, avremmo potuto dire, – (ma ovviamente non lo pensiamo), – che l’on. Santelli “cosentina”, che è stata candidata a Reggio Calabria ed eletta nel nostro collegio-elettorale, fosse “forestiera”! Queste bassezze non ci appartengono e le troviamo deleterie, basti pensare soltanto all’attacco fatto a Minicuci anche da parte di quattro Consiglieri Comunali di Forza Italia al Comune di Reggio Calabria, definibile come un fortissimo contrasto, sul quale si è innescato poi un indecoroso e barbaro turpiloquio, infarcito da epiteti irripetibili sui social e sui vari mezzi di comunicazione, diretti all’uomo, alla persona, ancor prima che al politico! Noi ci chiediamo, come ciò sia possibile? Questa è una strategia, ordinata ed intenzionale, messa in campo con il contributo nefasto di altre “voci” del panorama politico del Centro-Destra! Questa nefasta strategia, però, come un boomerang ha punito proprio gli artefici della disfatta, non essendo stati essi riconfermati in consiglio. Adesso, dopo la sconfitta, che costoro sparino a zero, su tutti, è veramente allucinante! A costoro consigliamo un bagno di umiltà, e possibilmente buttandosi a mare, onde rinfrescare le loro idee! Perché essere infallibili non è cosa giusta, poiché la storia ci insegna che saggezza, umiltà e serietà ripagano sempre! Noi “umili” non ci siamo risparmiati mai, ci abbiamo sempre creduto, anche quando sembrava tutto impossibile, siamo stati sempre vicini a Minicuci, ci siamo difesi come “leoni”, dando il nostro contributo, adesso faremo opposizione costruttiva nell’interesse della nostra amata città». (rrc)

FALCOMATÀ CONVINCE I REGGINI E VINCE
REGGIO NON SI “LEGA” E DICE NO A SALVINI

di SANTO STRATI – La Fata Morgana ha giocato un brutto scherzo a Salvini & Co. il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà ottiene dai reggini il “secondo tempo” richiesto e vince con circa 19 punti di distacco dallo sfidante Nino Minicuci (58,36% contro il 41,64%). L’esito di questa sfida appariva il giorno dopo il primo turno molto incerto e fino a ieri mattina nessuno voleva a tentare un pronostico, anche se l’orientamento in città verso l’«usato sicuro» di Falcomatà sembrava ormai determinato. Degli errori clamorosi compiuto dalla destra ci sarà materia per confronti e scontri che si prevedono molto accesi, a cominciare dall’infausta imposizione di Matteo Salvini ai reggini di un sicuramente ottimo burocrate ma pessimo politico. L’avv. Antonino Minicuci ha inanellato una serie clamorosa di errori che nemmeno il più sprovveduto candidato a elezioni potrebbe compiere tutte in una volta. Secondo Klaus Davi, – quasi consigliere Reggio, in attesa di conferma dalla commissione elettorale – che di comunicazione se ne intende, «Falcomatà ha fatto una campagna elettorale senza errori e Minicuci ha pagato le divisioni del centrodestra. Sicuramente – ha dichiarato a Calabria.Live – la guerra che gli ha fatto una componente del centrodestra per 15 lunghi giorni non ha aiutato. È prevalsa la narrazione del Pd: incredibilmente, in una situazione di svantaggio il centrosinistra e il Pd sono riusciti comunque a prevalere facendo passare il messaggio dell’avversario in negativo: sono riusciti a invertire il trend, nonostante la spazzatura sotto casa, la mancanza dell’acqua e via discorrendo. È senza dubbio un’operazione notevole del centrosinistra che fino a un mese e mezzo fa sarebbe stata davvero impensabile».

Ma non è di Minicuci e della Lega – che Reggio aveva già tenuto alla larga col miserevole 4% al primo turno – che si deve parlare oggi, ma del formidabile risultato che il “perdente sicuro” (come lo definivano gli avversari politici ancora qualche giorno fa) è riuscito a ottenere. La campagna impostata sul non consegnare Reggio alla Lega per chiudere ogni spazio a Minicuci è risultata azzeccata. Mentre il candidato di Salvini attaccava mostrando documenti, lettere, citando i numeri dei “disastri” dell’Amministrazione Falcomatà, finendo con irritare anche il più paziente degli ascoltatori, il sindaco uscente ha colpito il vero punto debole dell’avversario: l’ombra, pesante e inopportuna, di Salvini che aveva già data per conquistata questa sponda dello Stretto. Avevamo, in tempi non sospetti, avvisato delle mire salviniane sul Mezzogiorno, ultima chance per risalire una china ormai segnata, ma allo stesso tempo ci eravamo premurati di segnalare al leader leghista e alla sua pittoresca compagnia di ex-anti-meridionalisti fintamente pentiti che l’aria dello Stretto non faceva per loro. Non ci hanno ascoltato.

Come pure, in più occasioni, avevamo indicato le difficoltà crescenti per la coalizione di centrodestra di trovare un punto di coesione: vale per la destra, come per la sinistra e il livello di litigiosità è direttamente proporzionale all’assoluta garanzia di una sconfitta sicura. Basta guardare quanto è successo alla “Stalingrado del Sud”, la rossa Crotone, che dopo anni di predominio della sinistra si è ritrovata persino senza il simbolo del Partito Democratico nelle schede. Tutto per una stupida bega tra le anime divisive della sinistra calabrese che ha fatto avanzare il progetto di Carlo Tansi (già candidato governatore, nemmeno riuscito a entrare in Consiglio regionale a causa di una legge elettorale da riformare al più presto) e di un gruppo di liste civiche “indipendenti” che hanno portato al successo Vincenzo Voce, un ingegnere “estraneo” fino ad oggi alla politica. La sua vittoria è la sconfitta di un certo modo di intendere e pensare la politica come ormai non esiste più.

E la destra, sia a Crotone sia a Reggio, non è stata meno della sinistra: litigiosa, divisiva, priva di una strategia unitaria. Diciamo, la verità, Falcomatà ha vinto (meritatamente) contro un avversario  che dal primo giorno che è arrivato a Reggio, annunciato da Salvini, viaggiava con la sconfitta in tasca. Vorremmo sbagliare, ma abbiamo la netta sensazione che avremo un altro copione alla Callipo: non riusciamo a vedere l’avv. Minicuci, con tutti gli incarichi che ha (qualificati e ben retribuiti) ricoverare a Reggio per fare il capo dell’opposizione. Si insedierà in Consiglio (come fece Pippo Callipo) e dopo qualche seduta di maniera saluterà presentando le dimissioni. Intendiamoci, Callipo ha mollato perché ha capito che il suo progetto politico non aveva funzionato (pur avendo portato in Consiglio apprezzabili e seri professionisti che si sono messi subito al servizio della Calabria, come Marcello Anastasi, per esempio), ma le motivazioni di Minicuci saranno meno nobili perché pesano molto la sconfitta e il “rifiuto” della città.

Falcomatà ha vinto il suo referendum, ma la sua seconda chance si presenta abbastanza in salita: i reggini chiedono adesso un cambio di rotta e l’Amministrazione bis non potrà ripetere gli errori del passato né mettere insieme una Giunta esclusivamente vincolata ai risultati elettorali dei singoli consiglieri. Servono competenze e professionalità, capacità e voglia di impegnarsi. Gli assessori non devono essere per forza trovati tra i consiglieri eletti dai reggini, ma andrebbero scelti preferibilmente tecnici con dichiarate e provate capacità e non necessariamente della stessa area politica. Sarebbe bello poter immaginare un impegno trasversale, con un intelligente apporto dell’opposizione, per un comune impegno a favore della Città. Un superamento degli schemi (grossa coalizione?) per un comune obiettivo, con una trasversalità che travalica il vecchio modo di fare politica ma pensa solamente agli interessi dei cittadini. È un sogno, ma non si può mai dire. Il “vecchio” sindaco “ragazzino” è cresciuto in tutti i sensi e mostra innato talento politico, potrebbe, a questo punto, costruirsi il suo futuro politico (Regione, Parlamento) mostrando negli anni che verranno la giusta determinazione e circondandosi di gente capace e competente, con la voglia di cambiare davvero volto a questa città.
È quello che, nel segreto dell’urna, molti cittadini tra ieri e oggi avranno pensato, nella candida convinzione che se c’è la volontà di cambiare le cose si fanno. Purché, lo ribadiamo a costo di apparire pessimisti, non si tenga a mente la classica soluzione politica suggerita dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: cambiare tutto perché nulla cambi. Ovvero, come diceva testualmente il principe di Salina, «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Dio non voglia. E tanti auguri al sindaco Falcomatà. (s)

[La fotografia di copertina è di Attilio Morabito, courtesy Luigi Palamara]

Ballottaggio a Reggio Calabria

Lo studio del Gom sulla somministrazione via aerosol su una rivista internazionale

Lo studio sulla somministrazione via aerosol del Grande Ospedale Metropolitano è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Clinical Medicine.

A riportare la notizia, un articolo a firma di Cristina Cortese della Gazzetta del Sud, in cui viene spiegato che si tratta di una tecnica innovativa in cui viene utilizzata l’adenosina, che è in grado di interferire con quei recettori polmonari che possono spegnere l’infiammazione.

Il lavoro scientifico è firmato da Carmela Falcone, dirigente medico di Radiologia, Massimo Caracciolo, Pierpaolo Correale e Sebastiano Macheda, da Eugenio Giuseppe Vadalà, Stefano La Sacla, Marco Tescione, Roberta Danieli, Anna Ferrarelli, Maria Grazia Tarsitano, Lorenzo Romano e Antonio De Lorenzo, ed è «in assoluto il primo articolo pubblicato che descrive l’uso dell’adenosina somministrata per aerosol – ha spiegato la dirigente Falcone – come farmaco capace di neutralizzare la carica virale del Sars-Cov2 e la risoluzione del danno respiratorio. Il danno polmonare è stato valutato attraverso una tecnica radiologica: la tomografia computerizzata del torace».

Inoltre, la dott.ssa Falcone ha ricordato che «lo studio, nato da una felice sinergia con l’Università Tor Vergata, Dpt di Biomedica e prevenzione diretta dal prof. A. De Lorenzo, rappresenta un traguardo unico nel suo genere, che raccoglie mesi di studio e sinergie con alcuni centri italiani, e non solo. È stato prodotto anche un brevetto registrato per l’uso dell’adenosina attraverso somministrazione via aerosol e cresce l’interesse da parte di diversi ospedali italiani, americani e brasiliani».

«Questa immagine – hanno sottolineato i componenti del team – richiama il lavoro di tante donne medico che, con abnegazione e sacrificio, si sono impegnate nella lotta alla pandemia del secolo. Ed in particolare, siamo molto soddisfatte di avere contribuito a realizzare una rete radiologica intra-ospedaliera, consentendo l’espletamento di esami diagnostici radiologici altrimenti non effettuabili». (rrm)

REGGIO – Al via la 13esima edizione del Concorso “In memoria di Olga”

Al via la 13esima edizione del Concorso Nazionale “In memoria di Olga: la vita oltre, promosso dal Planetarium Pythagoras – Sez. Calabria Società Astronomica Italiana, il Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, nell’ambito del Protocollo d’Intesa Miur/Sait, la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il Concorso fu istituito nel maggio 2008 per ricordare la piccola Olga Panuccio, vittima di una feroce aggressione insieme con i suoi genitori e deceduta il 1° aprile 2008.

Attraverso il ricordo di Olga Panuccio, l’iniziativa intende ricordare tutti i bambini a cui è stata negata la possibilità di un sereno avvenire.

Il Concorso, ad oggi l’unico, è indirizzato agli alunni della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, per sollecitarli all’osservazione del cielo notturno e all’elaborazione di una personale riflessione, che si traduca in una pagina scritta o in una elaborazione grafica, nella considerazione che il cielo stellato sia il luogo che idealmente accoglie ogni bimbo scomparso.

Il concorso è articolato in due sezioni: Disegno, con tema “Disegnate il Cielo”, e Composizione letteraria con tema “Raccontate il Cielo”. Alla scuola dell’infanzia è riservata la sezione Disegno.

La data di scadenza per la presentazione dei lavori è fissata al giorno 30 novembre 2020, che dovranno essere inviati a Planetarium Pythagoras; Casella postale 32;  89125 Reggio Calabria.

I lavori, infine, possono, anche, essere presentati brevi manu presso il Planetarium Pythagoras, Via Margherita Hack (già Salita Zerbi, 1) – Reggio Calabria. (rrc)

A Camini s’inaugura sabato la scultura in bronzo L’arciere di Nelson Carrilho

È uno scultore delle Antille Nelson Carrilho, uno dei più interessanti artisti europei: a Camini s’inaugura sabato la sua scultura in bronzo “L’arciere”, sua prima installazione permanente in Italia.

Le opere in bronzo di Carrilho, tra i primi e più rilevanti artisti della diaspora nera in Europa, sono il cuore di una operazione artistica che tra il 2020 e il 2022 contempla una mostra e la posa di altre due sculture all’interno del territorio della città Metropolitana di Reggio Calabria.
«Ad Amsterdam – ha dichiarato Chiara Scolastica Mosciatti, a capo del progetto che da un anno la vede impegnata in Calabria – sono rimasta colpita dalla monumentalità e dall’estetica primordiale delle opere di Carrilho, un artista che dall’estrema periferia delle colonie europee porta al centro del vecchio continente una poetica basata sul coraggio e l’umiltà. Sono questi gli strumenti per decostruire il pensiero coloniale, ovvero un accumulo di dinamiche predatorie. Dopo gli infruttuosi tentativi di coinvolgere Riace, il comune di Camini nel Febbraio del 2020 mi offrì un vero e proprio “asilo artistico” per realizzare la mia idea di arte pubblica. L’investimento di fiducia che ho avuto dal comune di Camini è stato importantissimo per arrivare a questo risultato».

Il gruppo creatosi per il progetto vede una collaborazione fra atelier Carrilho in Amsterdam, comune di Camini, comune di San Ferdinando e Associazione Ventura di Reggio Calabria. «L’opera in bronzo scelta per Camini – ha detto il sindaco Giuseppe Alfarano – rappresenta un arciere che ha scoccato una freccia verso il cielo. Ho pensato ad un’impresa fantastica, all’ entusiasmo che la rende possibile e alla comunità intera che ne gioverà. È stato un pensiero bello, potente. Nonostante l’anno difficile in corso e grazie agli sforzi e alla dedizione di tutto il gruppo di lavoro, Camini festeggia questo traguardo con due giorni di celebrazioni in cui si formalizza l’ingresso di altri attori importanti nel partenariato, si fanno laboratori di immaginazione, danze e canti tradizionali africani e un dibattito-performance che lo scorso luglio è stato già sperimentato con successo nella sala consiliare del comune di San Ferdinando. Nella versione per Camini la performance sarà tutta al femminile e vedrà protagoniste donne di ogni età e provenienza, che hanno legato il proprio nome alla lotta per la cultura, l’affrancamento e l’inclusione».
Tra le ospiti della performance spiccano la ex sindaca di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, Suzanne Diku Mbiye, presidente della Redani – rete della Diapora Africana Nera in Italia –, la giornalista Bianca Stancanelli e la giovane attrice e attivista piemontese Alice Uli Protto.

«Il complesso artistico su Nelson Carrilho in Calabria mette insieme la necessità della memoria e il bisogno di intervenire in maniera dinamica nella società. San Ferdinando, che investe molto su ogni forma di cittadinanza attiva, non poteva che essere in prima fila in un progetto in cui l’arte contemporanea punta a stimolare i processi di ricomposizione democratica. Il sodalizio fra i comuni di questo progetto riporta le appartenenze politiche ad una base valoriale forte» – ha detto Gianluca Gaetano, assessore al Bilancio del comune di San Ferdinando e referente istituzionale del progetto per l’intervento del 2021.

Nelson Carrilho, artista in linea con la temperie storica e per questo in forte richiesta, è nel contempo impegnato in altri importanti progetti in diversi paesi d’Europa. Atteso in Calabria per la prima settimana di ottobre sarà impegnato in una serie di incontri istituzionali in diverse località della Città Metropolitana di Reggio.

Il ballottaggio a Reggio: l’analisi di Giuseppe Smorto oggi su Repubblica

La repubblica dedica oggi una pagina al ballottaggio per il sindaco di Reggio: un’acuta analisi firmata da Giuseppe Smorto (già vicedirettore del quotidiano) che mette in luce i contraddittori aspetti di questa nervosissima sfida elettorale. Smorto chiarisce subito che fare il sindaco a Reggio è «in buona posizione nella classifica dei mestieri più difficili» per chiosare alla fine con un «Divisi fino alla fine: chi perderà avrà vita più facile, questo è sicuro».

Smorto, reggino di nascita, conosce molto bene la città e fa un reportage onesto ed equilibrato facendo rilevare (al non reggino) le tante contraddizioni di quest’appuntamento elettorale. «Primo mistero – scrive –, come il centro-destra abbia potuto candidare una persona targata Lega in una città così identitaria, dove ancora ci si divide sulla Rivolta di Reggio ’70. Dove la campagna elettorale si fa spesso in dialetto…». (rrm)