d’Ippolito (M5S), Lucia (PD): Sacal richiami i stagionali

Il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito e Franco Lucia, coordinatore del Pd cittadino, hanno sottolineato come «richiamare gli stagionali è un dovere per Sacal, che in proposito non ha più scuse, anche alla luce della recente ricapitalizzazione della società, cui ha saggiamente partecipato pure il Comune di Lamezia Terme, grazie alla prontezza e lungimiranza della commissione straordinaria dell’ente».

«Peraltro, ci sono – hanno proseguito – stagionali di lungo corso. Tutti questi lavoratori hanno dato un contributo essenziale alla tenuta dei servizi aeroportuali. Adesso Sacal è nelle condizioni per riutilizzarli e quindi non può tenerli a casa, anche per le ricadute economiche e sociali che avrebbe la scelta, ingiustificabile, di non farli lavorare».

«Nel contempo, insistiamo – hanno continuato i due esponenti del Tavolo progressista lametino – affinché Sacal chiarisca una volta per tutte sugli investimenti e sugli obiettivi aziendali, renda noto il piano industriale e i soci pubblici compiano un ulteriore sforzo quando, a breve, si giocherà la partita sulle quote inoptate. Sacal gestisce i tre aeroporti calabresi. È bene che lo tenga presente, perché, proprio in quanto tra i protagonisti del trasporto pubblico regionale, deve rendere conto dei propri programmi ai rappresentanti politici e all’intera comunità».

«Come forze progressiste – hanno concluso D’Ippolito e Lucia – continueremo a premere perché la gestione di Sacal non si sottragga più al confronto e al ragionamento di prospettiva, soprattutto in considerazione delle sfide del futuro, che riguardano l’utilizzo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per lo sviluppo della regione, tra qualche settimana chiamata a scegliere chi dovrà governarla per i prossimi cinque anni». (rp)

La Città Metropolitana ha chiesto di entrare in Sacal

Mediante la sottoscrizione di quote per 2 milioni di euro, il 20% dell’aumento di capitale deliberato dalla stessa società nel corso dell’ultima assemblea dei soci, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha chiesto, alla Sacal, l’ingresso in società.

In una lettera ufficiale trasmessa da Palazzo Alvaro alla Società di Gestione, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha annunciato la volontà dell’Ente di aderire all’organigramma dei soci Sacal.

«La Città Metropolitana di Reggio Calabria – si legge nella missiva firmata dal primo Cittadino – ha manifestato ripetutamente, sia con atti consiliari che con dichiarazioni pubbliche, la volontà di entrare a far parte della compagine di Codesta Società di gestione per contribuire allo sviluppo dell’Aeroporto “Tito Minniti” e, più in generale, del sistema aeroportuale calabrese».

«Le condizioni finanziarie di questo Ente – ha spiegato ancora il sindaco nel testo della missiva – consentirebbero la sottoscrizione di quote per un valore di 2 milioni di euro, dei 10 milioni di aumento capitale che, da notizie di stampa, sarebbero state offerte ai soci, con notevoli benefici per il consolidamento di Codesta Società».

Un atto formale dunque, una proposta ufficiale, avanzata a mezzo Pec dall’Ente di Palazzo Alvaro che segue le molteplici interlocuzioni formali ed informali avviate dal sindaco Falcomatà con i vertici di Sacal, anche nell’ambito dei lavori della task force comunale dedicata al tema dell’aeroporto, nel corso dei quali i rappresentanti della Città Metropolitana hanno manifestato più volte la volontà dell’Ente di aderire alla sottoscrizione del capitale sociale di Sacal. 

«Chiaramente – prosegue la lettera del sindaco – come più volte dichiarato, l’acquisto delle quote non può che essere subordinato alla conoscenza delle condizioni finanziarie e del piano industriale di Codesta Società, non per mero capriccio, ma per capire se Sacal S.p.a. ha veramente intenzione di sviluppare l’Aeroporto dello Stretto e come, ma anche per l’esigenza, dettata dalle leggi in materia, di motivare gli atti amministrativi di acquisto di nuove partecipazioni societarie».

«Tanto premesso – si legge ancora nella proposta – dovendo il Consiglio della Città Metropolitana di Reggio Calabria determinarsi sull’applicazione dell’avanzo libero di amministrazione, si propone a Codesta Società di comunicare ufficialmente la volontà di addivenire all’ampliamento della compagine sociale consentendo a questo Ente la sottoscrizione di azioni per il valore di 2 milioni di euro».

Se ciò non dovesse verificarsi, è scritto infine nella missiva, «è evidente, che è dovere della Città Metropolitana perseguire ogni possibile strada per il conseguimento dell’interesse dello sviluppo dell’Aeroporto “Tito Minniti” ed in generale del circuito delle infrastrutture trasportistiche nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria e dello Stretto». (rrc)

  

 

 

Il consiglio regionale autorizza la ricapitalizzazione della Sacal

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la proposta di legge che autorizza la Giunta regionale a partecipare alla ricapitalizzazione della Sacal, società di gestione degli aeroporti calabresi, con un contributo di 295 mila euro.

La Sacal, infatti, era in una situazione di difficoltà, che «deriva dalle perdite di esercizio negli anni 2020 e 2021, per effetto della crisi pandemica, che ha visto nel 2020 una riduzione del traffico aereo di passeggeri in misura del 72,5%», rendendo necessario «sostenere la Sacal in questa fase di crisi derivante da cause esogene ed evitare la sua messa in liquidazione con grave danno sia per la collettività, sia per il patrimonio regionale».

Il presidente del Consiglio regionale, Giovanni Arruzzolo, ha evidenziato il motivo per cui «facciamo oggi (mercoledì ndr) questo passaggio direttamente in aula perché i tempi tecnici ci impediscono di andare oltre il 31 luglio», mentre il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, ha definito «necessario questo aumento di capitale anche per dare un sostegno di cassa alla Sacal in un momento di bisogno, in una seconda fase verificheremo se incrementare l’impegno finanziario della Regione».

Dopo la relazione del consigliere regionale Filippo Mancuso, è intervenuta la consigliera Tilde Minasi, che ha annunciato voto a favore ma ha criticato il management della Sacal «perché finora per l’aeroporto di Reggio Calabria ha prodotto solo proclami ma nessun fatto, mancando di rispetto a un intero territorio».

«L’aeroporto di Reggio infatti vive, ormai da tempo  – ha detto la Minasi – di informazioni contrastanti, di poca considerazione, di mancanza di linearità, di annunci cui non è seguita alcuna operatività, di parole e non di fatti».

Il consigliere Francesco Pitaro ha criticato la «la mancata convocazione delle commissioni competenti sul progetto di legge» che «avrebbe permesso non solo di acquisire il verbale dei soci del 5/7/2021 e il parere del Presidente del collegio sindacale, ma anche di ascoltare il Presidente del Cda della Sacal e capire se le perdite subite da Sacal siano imputabili al Covid oppure a una eventuale mala-gestione degli amministratori», e ha proposto che «il Consiglio regionale e la commissione competente convochino il presidente e i vertici della Sacal, per capire cosa si vuole fare degli aeroporti calabresi».

«La legge – ha commentato Pitaro – è senza dubbio necessaria per scongiurare conseguenze devastanti in termini di blocco di spostamenti, di isolamento della regione e di licenziamento dei lavoratori. Ma una volta consegnati a Sacal i soldi dei contribuenti cosa succederà? Senza una seria strategia di sviluppo e un piano di irrobustimento dell’offerta aeroportuale calabrese, ci troveremmo punto e a capo, con i soliti problemi di carenza di voli e dipendenti mortificati con insoddisfacenti soluzioni part-time».

Il consigliere Graziano Di Natale, ha definito la «discussione monca, perché non si capisce quali saranno gli investimenti e le strategie della Sacal dopo l’aumento del capitale sociale».

Filippo Pietropaolo, infine, ha auspicato che «la Regione si impegni per acquisire le quote non opzionate degli altri enti pubblici in modo che la maggioranza resti pubblica, e che la Regione si faccia promotrice di un piano industriale della Sacal inserito in un piano regionale complessivo». (rrc)

Aeroporto di Reggio Calabria, Cannizzaro, De Metrio: Al lavoro per un cambiamento

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, e il presidente della Sacal, Giulio De Metrio, hanno reso noto che «stiamo lavorando a un cambiamento epocale» per l’Aeroporto di Reggio Calabria.

I due, infatti, a Roma hanno incontrato i vertici di Enac, in continuità con l’incontro dei mesi scorsi, supportati da dati tecnici molto rilevanti per arrivare all’obiettivo: abbattere le limitazioni operative che frenano l’Aeroporto di Reggio Calabria, e si sono presentati con un dossier tecnico redatto dalla ditta olandese To70, società internazionale indipendente che su incarico di Sacal ha predisposto le basi per poter superare il problema delle limitazioni, dimostrando ai piani alti dell’Aviazione Civile che quei limiti possono essere oltrepassati colmando determinate lacune infrastrutturali e rivedendo parte della concezione logistica dello scalo reggino.

Non è impresa da poco convincere Enac a tramutare l’Aeroporto dello Stretto in categoria B, ma l’unica possibilità di svolta sta proprio lì.

Quella con il direttore Generale, Alessio Quaranta, ed il direttore centrale regolazione aerea, Fabio Nicolai, è stata una discussione molto franca e concreta. I risultati dello studio su nuove procedure strumentali per l’atterraggio sono molto promettenti. Tuttavia, è evidente che a fronte del corposo dossier olandese sono necessari approfondimenti dettagliati da parte di Enac, che ha già predisposto un’altra riunione nelle prossime settimane per rispondere a quanto reclamato a gran voce da Cannizzaro e De Metrio. 

Le parti convergono sul fatto che componente fondamentale è il tempo: risulta infatti imprescindibile trovare una soluzione in rapidità, per via della situazione di Alitalia in costante evoluzione e soprattutto dell’inizio dei bandi di gara frutto dell’Emendamento pro Aeroporto Cannizzaro 16.012.

E, la riunione tecnico-operativa, è stata, appunto, l’occasione per parlare anche di ciò che prevedrebbe l’emendamento, con annessi progetti ed investimenti, che risultano adesso più che mai inevitabilmente collegati all’abbattimento delle limitazioni e, dunque, convergenti. (rrc)

Vertenza Sacal, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A.: pessimo stato delle relazioni sindacali

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A., hanno espresso «chiara e netta preoccupazione per il pessimo stato delle relazioni sindacali con Sacal, ritenendo tale atteggiamento inaccettabile, non solo nel merito, ma anche nel metodo perché avvenuto dopo una discussione relativa all’azzeramento della Cigd nel settore specifico per consentire, appunto, l’assunzione dei lavoratori stagionali precari ormai da anni anche in virtù degli accordi precedentemente assunti che prevedono l’utilizzo del personale inserito nelle rispettive graduatorie».

In seguito alla riunione svolta nei giorni scorsi alla Sacal, a seguito della richiesta dei sindacati di discutere della stabilizzazione del personale adibito al servizio Prm e sulla garanzia occupazionale dei lavoratori stagionali, le organizzazioni sindacali hanno scritto al presidente della società aeroportuale che «ha ritenuto necessario, nonostante i sindacati avessero già comunicato la fattibilità di quanto chiesto, approfondire l’argomento sottoponendo un quesito all’Inl regionale sulla possibilità di assumere personale a tempo determinato in costanza di ammortizzatori sociali con causale Covid».

«Nonostante la trattativa sia ancora in corso – si legge in una lettera inviata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A. – la Sacal ha provveduto, invece, unilateralmente ad esternalizzare in parte la gestione del servizio PRM adibito all’assistenza e sicurezza alle persone a ridotta mobilità».

«È ancor meno accettabile il tentativo di giustificazione della Sacal di non poter attendere l’esito del quesito posto a causa della necessità impellente di impiegare risorse in tale servizio – si legge ancora –. Ma questa discussione era stata già affrontata nella riunione del 5 luglio scorso e Sacal, dopo ben 16 giorni, non è stata in grado di dissipare i propri dubbi ciò anche a significare che la Società aveva già scelto quale linea adottare trattando i sindacati non come strumenti rappresentativi dei lavoratori ma come soggetti fastidiosi».

«Alla Sacal non si può esternalizzare il lavoro – scrivono ancora  Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti  e Ugl T.A. –. Per questo, chiediamo nell’immediatezza di annullare l’esternalizzazione del servizio, diversamente senza indugio alcuno denunceremo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’Inps, ed a tutti gli altri soggetti competenti questo atteggiamento aziendale teso a sostituire manodopera intentando anche una azione risarcitoria nei confronti dei lavoratori stagionali non assunti. Questa vicenda è ancora più grave anche perché durante la riunione presso Confindustria a Catanzaro le Organizzazioni sindacali e l’Azienda avevano condiviso la necessità di sottoporre al competente Ispettorato del lavoro le interpretazioni legislative”. Infine, le Organizzazioni sindacali “non condividono l’atteggiamento della Sacal a ritardare la presentazione del Piano industriale approvato dal mese di marzo fino “al momento opportuno” che coinciderà con la campagna elettorale. Sacal cambi presto atteggiamento nell’interesse degli scali calabresi, dei passeggeri e dei lavoratori che sono i più colpiti da questo assurdo comportamento».

Intanto, Nino Costantino, segretario regionale Filt Cgil Calabria, chiede all’azienda la trasformazione dei part time in full time nella Sacal Gh e nel PRM: «L’azienda è obbligata a trasformarli, sta prendendo solo tempo. Noi questa battaglia l’abbiamo cominciata e la porteremo fino in fondo». (rcz)

LO SCANDALO DELL’AEROPORTO DI REGGIO
PICCOLI AGGIUSTAMENTI, NESSUN RILANCIO

di SANTO STRATI – Sono trascorsi due anni dalla pomposa e superba presentazione dell’arrivo di 25 milioni per l’Aeroporto dello Stretto, frutto di un’abile mossa del deputato reggino Francesco “Ciccio” Cannizzaro nel tradizionale assalto alla diligenza della legge finanziaria. Un emendamento subito passato col risultato – straordinario – di avere una paccata di milioni immediatamente disponibili. Peccato che alla orgogliosa soddisfazione dell’allora presidente Sacal (la società che ha preso in gestione i tre aeroporti calabresi)  Arturo De Felice e di Ciccio Cannizzaro, siano seguiti due anni di vuoto totale, per scoprire, a qualche settimana dal secondo anniversario del proclama, che sono stati programmati solo piccoli, modestissimi, interventi di manutenzione che non serviranno certo a far rilanciare lo scalo. Ma se la Sacal – che continua a non voler rendere pubblico il piano industriale – ha delle evidenti e pesanti responsabilità, forse sarebbe il caso di rinfacciare alla Città Metropolitana di Reggio un atteggiamento di remissiva indifferenza, quasi a tenere lontano un fastidioso problema. Cosa ha fatto e cosa sta facendo la Metrocity per la popolazione della provincia reggina (e i dirimpettai cugini messinesi che ne trarrebbero vantaggio)? Poco, pochissimo, con scarsa attenzione a un problema enorme: che senso ha il progetto turistico della MetroCity se viene a mancare l’aeroporto? Come si può continuare a ignorare che l’azione della Sacal è stata unicamente rivolta a far crescere il traffico aeroportuale di Lamezia, trascurando sia Crotone sia Reggio, dimenticando l’obiettivo primario che era quello di fare rete tra i tre scali in modo da ottimizzare risorse, traffico e occupazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Aeroporto dello Stretto non genera traffico perché i passeggeri vengono demotivati da orari impossibili, la struttura è obsoleta, l’intero impianto aeroportuale è vecchio e, soprattutto, incoerente con il progetto del Parco lineare Sud che la Città di Reggio sta portando avanti. In particolare, andrebbe rivista la collocazione dell’aerostazione in prossimità della stazione ferroviaria (ora in disuso) che potrebbe costituire un punto di snodo rilevante nella mobilità da e verso l’aeroporto.

Nelle passate settimane c’è stato uno scambio epistolare tra il presidente della Sacal Giulio De Metrio e il sindaco Giuseppe Falcomatà. De Metrio contestando notizie «ingenerose e fuorvianti» sulla Sacal aveva affermato nella sua lettera che «per esperienza di settore ero e sono convinto che l’aeroporto abbia significative potenzialità di traffico inespresse, che è venuto il momento di cogliere dopo anni di incuria» e indicato le prime aree di intervento: «rimozione delle limitazioni operative, che in tutti questi anni hanno tenuto lontane dall’aeroporto le compagnie aeree più performanti e con prezzi al pubblico competitivi; riqualificazione delle infrastrutture aeroportuali, inserite in un quadro paesaggistico con pochi rivali al mondo, ma ridotte nel tempo in uno stato indecoroso; stimolo alle compagnie aeree a volare nel nostro aeroporto; attivazione di accessibilità su gomma, ferro ed acqua all’aeroporto, al momento lontana da un livello accettabile; promozione del decoro e dei servizi urbani intorno all’aeroporto (e direi anche in città) oggi molto migliorabili se si vogliono attrarre sia turisti che businessman; promozione e sviluppo del territorio, con una discontinuità visibile in campo culturale, sociale, turistico, economico».
C’è da sottolineare che per atterrare a Reggio è necessaria una particolare abilitazione dei piloti che le società di trasporto aereo si guardano bene dall’attivare (bisogna spendere qualche soldo) ed è questa una risibile scusa per motivare l’assenza dallo scalo di numerose compagnie. In realtà non servirebbe molto se la Regione (o la Città Metropolitana) volessero investire offrendosi di pagare la formazione “aggiuntiva” abilitante ai piloti delle varie RyanAir (per fare un esempio), ma è che manca proprio una visione strategica dell’utilizzo dello scalo. Solo i cittadini di Reggio e di Messina hanno chiaro cosa costa l’Aeroporto che non vola, in termini di tempo, di mobilità, di servizi.

La Sacal, assegnataria del bando unico voluto da Mario Oliverio, è una società a capitale misto pubblico-privato, ma non è presente in alcun modo nella compagine societaria né il Comune di Reggio né la MetroCity. Si allargherà il capitale ad altri soci? Adesso che la Sacal ha una forte crisi di liquidità (con iniezioni di fondi freschi garantite dalla Regione) sarebbe un’operazione di dubbia valenza finanziaria. E allora si dovrebbe ricorrere a chiedere alla Sacal la rinuncia a gestire lo scalo reggino e provvedere a un nuovo bando. Ma è pura illusione. Basta scorrere le note scritte da De Metrio a Falcomatà: «Torno a notare però con dispiacere che, anche dal suo staff e non è la prima volta, vengono diffuse notizie che mal si conciliano con quanto avviene tra di noi. Sarei stato… convocato, messo in mora, audito da comitati, pressato, invitato a maggiore incisività, e…chissà quant’altro? Si fa leva su progettualità sicuramente disinteressate che sbocciano simpaticamente gratis e fuori tempo massimo con tutto il corredo di valorizzazioni. Nulla di tutto ciò è avvenuto in mia presenza. Quando ho ritenuto, mi sono cortesemente reso disponibile, contando sulla correttezza dei rapporti, e non immaginando la diffusione di informazioni strumentali.

«Nonostante la crisi epocale – ha scritto De Metrio al sindaco di rReggio –, SACAL si è impegnata e continua a farlo senza sosta dal primo giorno nello sviluppo del sistema aeroportuale calabrese ed in particolare dell’Aeroporto dello Stretto, attraverso iniziative industriali e rapporti con interlocutori opportuni, fuori da sterili campanilismi, anzi cercando di curarli quando possibile. Mi auguro che i rapporti con gli stakeholder continuino a svilupparsi positivamente, così come sono cominciati, nella convinzione che si comprenda che non esistono bacchette magiche che risolvano problemi con radici lontane, che non esistono giudici e giudicati, ma solo attori che devono incidere in modo sistemico ognuno nel proprio ambito per avvicinare la Calabria al mondo».

Belle parole che confliggono con la scelta dei “piccoli” interventi di manutenzione predisposti con i famosi 25 milioni della Finanziaria. Progetti che non convincono il viceministro alle Infrastrutture, il leghista  Alessandro Morelli, il quale è in visita a Reggio in questi giorni. Morelli  ha espresso a nome del Ministero le sue perplessità: «ho visto un elenco di 9 piccoli progetti che dubito seriamente possano servire a rilanciare lo scalo reggino. Come già detto in più occasioni, l’obiettivo condiviso da istituzioni, società di gestione ed ente controllore deve essere migliorare l’accessibilità all’Aeroporto di Reggio Calabria per renderlo appetibile e competitivo a livello nazionale e internazionale. Questo significa garantire un accesso ferroviario diretto possibilmente all’interno dell’aerostazione, implementare le attuali linee viarie di accesso, e sviluppare i collegamenti via mare tra Messina e l’Aeroporto dello Stretto. Ci sono ben 25 milioni di euro a disposizione da quasi 3 anni: è bene che siano impiegati, in modo virtuoso, per rendere possibili soluzioni di questo tipo, e non per interventi di dubbia rilevanza, peraltro con l’esborso di ingenti quantità di denaro pubblico».

Il viceministro Morelli ha anche fatto presente di voler predisporre un tavolo tecnico «con tutti gli attori interessati, per ragionare su interventi seri atti a migliorare l’accessibilità dell’Aeroporto, utilizzando le risorse già disponibili e stanziandone delle altre se necessario».
Una società privata ha presentato un progetto per il rifacimento dell’intera area aeroportuale con una spesa complessiva di 32 milioni, ovvero appena 7 in più rispetto a quelli disponibili per “reti da pollaio e nuova pavimentazione col linoleum dell’aerostazione” (come qualcuno ha definito gli interventi previsti). Pensate che qualcuno abbia voluto analizzare, valutare o discutere questo progetto? La risposta è ovvia. Inutile chiedersi perché Reggio (ma tutta la Calabria) non riesce – è il caso di dirlo – a decollare. (s)

Aeroporto dello Stretto: comitato spontaneo contro la Sacal. L’appoggio dell’assessore Cama

Lettera aperta contro la Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, da parte del comitato spontaneo costituitosi a Reggio, in difesa della struttura aeroportuale. La lettera, inviata all’ENAC e per conoscenza ad amministratori regionali e locali, imputa alla Sacal un atteggiamento «irresponsabile» nei confronti dell’Aeroporto dello Stretto. Alla lettera è seguita la presa di posizione dell’assessora comunale ai Trasporti e all’Urbanistica di Reggio, Mariangela Cama. «Sull’aeroporto dello Stretto di Reggio – ha dichiarato la Cama – è giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti. Troppe volte abbiamo assistito ad annunci roboanti e dichiarazioni di intenti che però nel tempo si sono rivelati esclusivamente un bluff nei confronti della comunità dei cittadini di Reggio e dello Stretto. A Sacal chiediamo una netta e concreta accelerazione delle attività per lo sviluppo del nostro aeroporto. Da parte nostra siamo pronti, da istituzioni responsabili, a supportare concretamente questo percorso, ma è necessario aprire una fase nuova, trasparente, partecipata e soprattutto realmente incisiva nelle dinamiche di sviluppo di un’infrastruttura strategica per il nostro territorio.

«Da giorni – afferma l’assessora – leggiamo sulla stampa locale di una fase di stallo finanziario che la società di gestione starebbe attraversando, con una richiesta di ricapitalizzazione nei confronti del proprio socio di maggioranza. Ma al di là delle dichiarazioni d’intenti della Regione, non esistono, ad oggi, risultanze concrete di un percorso di crescita per lo scalo reggino. Né possiamo immaginare di gioire per l’annuncio della presenza di un solo volo per Roma in orario mattutino previsto per il solo mese di settembre, senza ritorno serale peraltro, che appare più come un inutile contentino, una sorta di ripiego, piuttosto che un reale segnale di risveglio delle programmazione societaria nei confronti dello scalo reggino.

«Così mentre a Lamezia si susseguono le novità positive per lo scalo principale, Reggio continua a rimanere indietro e quel che è peggio, al di là dei rapporti cordiali con il presidente De Metrio, recentemente audito nell’ambito della riunione della task force reggina sull’aeroporto, non vi sono oggi segnali che lascino intuire una reale inversione di tendenza sullo sviluppo del nostro scalo. Rimangono ancora in piedi le limitazioni tecniche, non si hanno notizie ufficiali del progetto di ammodernamento dell’aerostazione, né siamo a conoscenza di reali intenzioni da parte di Sacal di allargare la base societaria accogliendo l’ingresso di nuovi soci.

«Il sindaco Falcomatà – prosegue l’assessora reggina – ha dichiarato a più riprese l’intenzione della Città metropolitana di entrare nella società di gestione, previa presa visione, prevista dalla normativa, del piano industriale della società. Una richiesta peraltro nient’affatto secondaria, considerando soprattutto che serve anche un’operazione di chiarezza nei confronti dell’intera comunità reggina, che da anni assiste solo ad una sequela di annunci sull’aeroporto senza però che questi siano seguiti reali e concrete opportunità di sviluppo.

«C’è da considerare inoltre che, al di là dello sviluppo dell’aeroporto su scala regionale, l’obiettivo strategico è quello di generare una reale conurbazione tra le due sponde dello Stretto, per aumentare il flusso dell’utenza da parte della sponda messinese. In questo senso riteniamo urgente e necessario attivare azioni congiunte con l’Autorità di Sistema Portuale e con Rfi, per rilanciare il collegamento con Messina, integrando e potenziando il sistema infrastrutturale per come programmato anche dal’Amministrazione comunale reggina. Su questi temi abbiamo la necessità di confrontarci al più presto con Sacal, nella speranza che questi mesi di interlocuzione preliminare, in attesa di concrete ipotesi di sviluppo, non siano purtroppo trascorsi invano».

Difficile, del resto lasciare inascoltata la documentata denuncia del comitato spontaneo sull’Aeroporto: «Premesso che – si legge nella lettera del comitato spontaneo – l’aeroporto di Reggio di Calabria sia da molti anni afflitto da una crisi causata dalla mancata presenza di vettori aerei in grado di soddisfare le richieste della città e di praticare una politica tariffaria congrua alla Domanda del Bacino d’Utenza dello Stretto tra Reggio e Messina.

• Come da Report 1/2017 “Stato di Attuazione degli Investimenti Aeroportuali in Italia” (URL: https://www.enac.gov.it/…/N123…/report_1_2017_stampa.pdf) e Precedenti, pubblicati nel sito ENAC, in cui la stessa metteva in evidenza le cause del progressivo calo dell’utenza, tra cui la più gravosa era ed è tutt’ora riferita al mancato collegamento della struttura con la Ferrovia e i collegamenti marittimi con Messina, Isole Eolie e Taormina.
• Tali difficoltà erano e sono note alle varie P.A. e enti competenti che per cercare di superare tali difficoltà hanno realizzato importanti investimenti pubblici ed in particolare la Stazione Ferroviaria (Aeroporto) e il Pontile per l’Attracco di Aliscafi e vari.
• La Stazione (Aeroporto) sia perfettamente funzionante e aperta al pubblico ma inutilizzabile dall’Utenza dell’Aeroporto in quanto la viabilità di collegamento è de facto ostruita e il Pontile lasciato in stato di abbandono da ormai diversi anni.
• Il Parlamento Italiano ha stanziato un finanziamento di circa 25 Milioni di Euro per la valorizzazione della Struttura.
• SACAL ha in sfregio ad ogni ragionevole valutazione inteso utilizzare queste ingenti risorse per frazionare gli Interventi in 9 micro-progetti che non affrontano i problemi citati (da voi evidenziati) e che peraltro non tengono conto della previsione d’istituzione dell’Area ZES.
• In data 27 Gennaio 2020 un Gruppo Imprenditoriale Reggino ha offerto, gratuitamente, un progetto preliminare e uno studio di fattibilità per la realizzazione di una nuova aerostazione da realizzare all’interno dell’area aeroportuale in corrispondenza della fermata della Ferrovia e del Pontile che prevede un costo complessivo di realizzazione pari a circa 32 Milioni di Euro.
• Il Comune di Reggio Calabria ha già approvato un progetto per la realizzazione della nuova viabilità di collegamento tra il Centro Città e la Stazione (Aeroporto), il Pontile e l’eventuale Nuova Aerostazione.
Ciò premesso, si chiede di sapere quali valutazioni siano state eseguite per giustificare la realizzazione di opere minimali (i 9 micro-progetti di cui sopra) sulla Vecchia Aerostazione che non porteranno nessun cambiamento in termini di inter-modalità tra le varie Strutture, di cui sopra, e pertanto nessun miglioramento in termini di Funzionalità dell’Aeroporto e di Attrattività dello stesso.
Le condizioni economiche dell’Italia e della nostra città in particolare non possono consentire di continuare a spendere denaro pubblico senza possedere la certezza di un ritorno in termini di risultati.
Si invitano le Autorità in Indirizzo di avviare ogni utile approfondimento al fine di evitare che anche questa occasione diventi un’occasione persa». (rrc)

Aeroporto Reggio, Sacal: Finanziati 9 progetti per ristrutturazione e messa in sicurezza

Sono stati finanziati nove interventi  per la ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria. Lo ha reso noto la Sacal, spiegando che ciò è stato possibile grazie alla convenzione Mit-Enac-Sacal avvenuta un anno fa, e che il costo dell’investimento è di più di 27 milioni di euro, di cui 25  finanziati con fondi Fsc 2014-2020 e 2,5 milioni a carico di Ssacal.

«Ad oggi – viene spiegato nella nota – sono già stati affidati sia tutti gli incarichi di progettazione previsti, sia tutti gli incarichi di supporto alla Stazione appaltante (gestione gare e verifica progetti). Enac ha già approvato i progetti per tre dei nove interventi previsti. Si procederà conseguentemente alle gare d’appalto integrato, entro l’estate corrente per uno di essi, per gli altri due entro l’autunno. Sacal ha, altresì, sottoscritto una Convenzione con la Regione Calabria, che prevede il finanziamento (circa 1.500.000 €) della parte conclusiva dei lavori sulle infrastrutture di volo interrotti a seguito del fallimento della precedente Società di gestione dell’aeroporto».

«Infine – conclude la nota – la Società internazionale indipendente TO70, appositamente incaricata da SACAL, ha completato proprio questa settimana, con risultati molto promettenti, lo studio su nuove procedure strumentali per l’atterraggio in aeroporto, che sarà presentato a breve a Enac per la riduzione delle limitazioni operative che hanno sinora vincolato lo sviluppo del traffico aereo sull’Aeroporto dello Stretto». (rrc)

AEROPORTO DELLO STRETTO NON DECOLLA
L’INUTILE VOLO PER ROMA CON ORARI FOLLI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «Esisteva una volta un aeroporto dello Stretto. Nell’ultimo decennio è stato declassato fino a ridursi a un piccolo, marginale, aeroporto di una piccola provincia». Inizia così la lettera scritta da Tonino Perna, vicesindaco di Reggio Calabria e indirizzata alla SacalAlitalia, in merito alla situazione dell’aeroporto di Reggio Calabria che, purtroppo, è – e continua a essere – penalizzato sotto tutti gli altri aspetti.

Una conditio perenne, quella dell’aeroporto dello Stretto che, insieme all’aeroporto di Crotone, sembrano essere dimenticati non solo dalla politica comunale, ma anche quella regionale. Eppure, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, aveva annunciato, per lo scalo reggino, una «task force istituzionale supportata da esperti ed addetti ai lavori» per il suo rilancio, ma di cui non si è più saputo nulla, e di cui «c’è da chiedersi se ha motivo di esistere, atteso che manca un confronto e soprattutto un’agenda di indirizzo e di supporto tra le parti. Per non parlare dell’inconcepibile ‘silenzio’ della società di gestione Sacal, il cui piano industriale per l’infrastruttura non è ancora stato ‘lanciato» denunciano Rosy Perrone e Domenico Giordano, rispettivamente segretario provinciale Cisl e segretario provinciale Fit Cisl.

«I nostri appelli, di programmare una strategia di ampio respiro, caduti nel vuoto – hanno proseguito – diventano ancora più allarmanti adesso, che la pandemia Covid, ha ulteriormente limitato il traffico aereo. Siamo convinti servano idee e management all’altezza della sfida di sviluppo di cui necessita l’Aeroporto di Reggio Calabria. I milioni (25) ad esso destinati, da un emendamento al bilancio dello Stato di due anni fa, siamo sicuri bastino per il suo rilancio? Se non si elabora un disegno che coinvolga le compagnie di bandiera e altre società che hanno intenzione – senza trattative a rialzo – di far atterrare gli aerei in riva allo Stretto, pensiamo di no».

«Inoltre – hanno proseguito – risulta indispensabile, scongiurare le strumentalizzazioni montate ad arte, anche con luoghi comuni, o addirittura da talune compagnie di aviazione, secondo cui le restrizioni del ‘Tito Mnniti’ rappresentano un motivo insormontabile per la sua effettiva ripresa. Niente di più falso. La restrizione riguarda, considerata l’orografia del territorio e dell’aeroporto, con un raggio di virata molto stretto, il sistema di atterraggio, per cui sono richieste abilitazioni di piloti ed equipaggio che alcune compagnie (e sulle quali Sacal erroneamente insiste) non possiedono. Senza entrare nel merito tecnico che non ci compete, atteso che ci sarebbe una nuova procedura invece idonea almeno in parte, ad oggi non chiediamo – è il caso di dirlo – voli pindarici ma, servizi essenziali, periodicità, sicurezza e una visione di ampio respiro per far decollare l’aeroporto Tito Minniti. Intavolando trattative con le compagnie che hanno a disposizione vettori ed equipaggi idonei ad atterrare a Reggio Calabria e soprattutto disposti a garantire almeno due voli giornalieri».

Perna, assieme all’assessore al turismo di Messina, Enzo Caruso, hanno spiegato che «il bacino potenziale di utenti comprende una parte rilevante delle due città metropolitane di Reggio e Messina» e che «sulla sponda siciliana oltre la città di Messina e i paesi limitrofi abbiamo tutto il bacino di Barcellona-Milazzo che, in termini di tempo e costi, troverebbe conveniente recarsi all’aeroporto dello Stretto anziché a Palermo o Catania. Sulla sponda calabrese tra Palmi e Brancaleone l’aeroporto dello Stretto è più facilmente raggiungibile rispetto a Lamezia».

«Per non parlare – continua la lettera – delle isole Eolie che per tanto tempo erano collegate al sistema di trasporto: aeroporto dello Stretto- pulman-aliscafo diretto a Messina, Lipari, Vulcano, Stromboli. Quello verso le isole Eolie è un flusso turistico rilevante, proveniente dal Nord Italia e Nord Europa, che utilizzava l’aeroporto dello Stretto per la rapidità con cui raggiungevano le mete prestabilite. Con la fine della pandemia si torna a parlare di rilancio del turismo, un fattore essenziale per la ripresa economica e sociale dell’area dello Stretto».

«Ma, come si può parlare di turismo – hanno scritto ancora – se dall’aeroporto dello Stretto ci sono solo due voli: uno per Roma alle 19,20 e uno per Milano alle 14,55. E viceversa da Roma alle 17,25 e da Milano alle 12,00. Orari assolutamente penalizzanti, tanto per gli abitanti dello Stretto quanto per chi viene da fuori sia per ragioni di lavoro che di turismo. Insomma, avremmo bisogno di aver restituiti i voli la mattina presto per Roma e Milano che per tanto tempo sono stati largamente utilizzati quanto quelli della sera tardi».

Di problemi di mobilità, ne ha parlato anche il Comitato cittadino Aeroporto di Crotone, che ha definito insufficienti a garantire il diritto alla mobilità del territorio le tratte che, da fine giugno, saranno garantiti da Ryanair per Bergamo (quattro) e Bologna (due).

«Il messaggio che passa da quel comunicato è che vada tutto bene, ma non è così. Sei voli a settimana – ha spiegato Giuseppe Martino del Comitato cittadino aeroporto Crotone a LaCNews 24 – in piena stagione estiva ci preoccupano, non si può dire che vada tutto bene. È solo un’elemosina, che non possiamo accettare. Se in estate avremo sei voli, in inverno non avremo nulla. Dicono che in Calabria si attendono un milione di turisti, ma a Crotone come faranno ad arrivare?».

Una situazione, dunque, quella dei due aeroporti calabresi, che è diventata insostenibile e che fa rabbia, sopratutto se si considera che, invece, l’aeroporto di Lamezia Terme propone, ai viaggiatori, numerose rotte in tutta Italia, tra cui quella verso Berlino con la compagnia Easyjet che partirà dal 23 giugno, con la grande soddisfazione del presidente Giulio De Metrio, che ha parlato del nuovo collegamento come «frutto di un’eccellente collaborazione, conferma la volontà del vettore di voler investire in Calabria per migliorarne la connettività e favorire la ripresa economica del territorio».

Verrebbe da dire solo quello lametino, dato che è l’unico scalo su cui le compagnie aeree stanno investendo, snobbando gli altri poli – quello reggino e crotonese – che, invece di essere sfruttati per le loro potenzialità, vengono abbandonati in un limbo di incertezze e scontentezza, sia per i calabresi in loco che per quelli all’estero. (ams)

TRENI, IL SOGNO DI REGGIO-ROMA IN 3 ORE
ECCO L’ALTERNATIVA PULLMAN CON ITABUS

di SANTO STRATI – Lo scetticismo (giustificato, visti i precedenti) di qualcuno sulla promessa di Mario Draghi di una vera Alta Velocità tra Salerno e Reggio così da coprire la tratta Roma-Reggio in poco più di quattro ore (lo stesso tempo di Roma-Torino) o addirittura poco più di tre ore (sono giusto 500 km di ferrovia, una ventina in più di Roma-Milano) non impedisce ai calabresi di sognare una mobilità adeguata. Era un vecchio pallino dell’ex presidente Mario Oliverio il collegamento rapido ferroviario Reggio-Roma, ma le soluzioni adottate, alla fine, avevano fatto risparmiare sì e no poco più di una ventina di minuti. Adesso l’Alta Velocità/Alta Capacità calabrese è nel Recovery Plan: nuovi binari, nuova rete, in grado di garantire velocità fino a 300 kmh. Il progetto supera il limite del 2026 fissato dal Next Generation Ue (dovrebbe essere completato entro il 2030), ma è già un buon segnale. Soprattutto indica una cosa che nessuno può contestare: la Calabria è diventata – con il Mezzogiorno – una reale “preoccupazione” del Governo, nel senso che l’esecutivo Draghi ha capito la valenza di quanto affermato a più riprese dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte “se non riparte il Sud non riparte l’Italia” (pensiero ammirevole, ma non attuato) e ha deciso di mettere il turbo ai progetti. Complice l’insistenza della nuova ministra per il Sud Mara Carfagna per una seria “attenzione” verso la questione Mezzogiorno, qualcosa si sta finalmente muovendo. Le risorse finanziarie ci sono: serve progettualità e capacità di spesa, un binomio che richiede utilizzo di capacità e professionalità reali. Ci sono progettisti, manager e “burocrati illuminati” in grado di mettere a profitto talento e competenza: cosa si aspetta a chiamarli? Sarà la volta buona che verranno valorizzate anche risorse locali (che non mancano)?

Intanto, a conferma della nuova “attenzione” per il Sud, va registrata la nascita di una società di trasporto su gomma “costola” di Italo Treno che – in verità – la scorsa estate ha inaugurato la tratta Roma-Reggio, subito imitato dal Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato. E stato infatti presentato Itabus, il nuovo operatore privato di trasporto su gomma a lunga percorrenza che dal 27 maggio collegherà anche la Calabria con il resto dell’Italia: pullman extralusso, comodi e moderni con il solo difetto di offrire una durata del viaggio abbastanza lunga: ci vogliono dieci ore esatte da Reggio a Roma, con una spesa da 16,90 a 26,90 euro. Il trasporto su gomma, si sa, ha i suoi vantaggi e le evidenti criticità, soprattutto per la durata della percorrenza, ma in Italia l’esperienza del pullman a low cost inaugurata da Flixbus è tutto sommato positiva. Certo, dieci ore di viaggio, pur con tutte le comodità previste, risultano difficili da digerire – pensando alla futura Alta Velocità prossima ventura, ma si consideri che utilizzando Frecciarossa – sempre da Reggio – ci vogliono 5 ore e 44 minuti per arrivare a Roma con una spesa di 86 euro (che diventano 10 ore e mezza nel caso si utilizzi un treno regionale con due cambi, alla modica cifra di 39,75 euro). Il Frecciargento impiega poco più di sei ore ma costa sempre 86 euro. Italo costa 79,90 (in classe Smart) e impiega circa sei ore (a seconda delle promozioni si spendono anche “solo” 59,90 euro). Piccolo particolare: c’è un solo collegamento giornaliero del Frecciarossa (alle 10.11 con arrivo alle 15.55) e di Italo (alle 7.28 con arrivo alle 13.30): dal 27 maggio Italo annuncia che diventeranno quattro e lo stesso, probabilmente, faranno le FS.

In una città che sta facendo di tutto per perdere l’aeroporto, è pur sempre un’alternativa agli impossibili orari di Alitalia che quest’estate offrirà un solo volo da Roma a Reggio alle 13.25 e un solo volo da Reggio a Roma alle 15.05. A quale tipologia di passeggeri è dedicata questo bizzarra scelta di orario non è dato di sapere, ma se è una strategia per declassificare ulteriormente l’Aeroporto dello Stretto è sicuramente vincente. Significa penalizzare il traffico aeroportuale a meno di 100mila passeggeri l’anno, il che – naturalmente – rende improduttivo lo scalo. A titolo di cronaca, per l’estate c’è anche un solo volo per Milano e ritorno: quando arrivò la Sacal, quattro anni fa, all’Aeroporto dello Stretto c’erano quattro voli per Roma e due per Milano. A prescindere delle tante dichiarazioni d’intento e i lavori annunciati nell’agosto del 2019 per 25 milioni, pare evidente che la Città Metropolitana non meriti di avere un aeroporto…  Ovvero, in Calabria abbiamo la classe politica che ci meritiamo, incapace di battere i pugni sia in casa Sacal sia al Ministero della Mobilità e delle Infrastrutture, dove nessuno, sottolineiamo nessuno, si prende la briga di avviare una pratica per il riconoscimento della continuità territoriale (come è avvenuto per la Sardegna e la Sicilia). Con tale riconoscimento è possibile per le compagnie aeree praticare “prezzi politici” dei biglietti per i residenti, svantaggiati rispetto al resto dell’Italia.

Allora, ben venga Itabus col suo progetto di collegare con gomma anche la Calabria con il resto d’Italia: l’obiettivo dichiarato è 350 servizi al giorno (in tutti’Italia) e 90 milioni di chilometri l’anno, con 300 pullman granturismo che creeranno – ulteriore nota positiva – circa 1000 nuovi posti di lavoro (di cui circa una quarantina in Calabria). Il progetto ha anche importanti elementi di sostenibilità ambientale: la flotta utilizza autobus Man (gruppo Volkswagen) che montano motori euro 6d a bassa emissione di inquinamento nella lunga percorrenza e sono allo studio utilizzi (per percorrenze non lunghe) biocarburanti alternativi e alimentazioni alternative (elettrico e idrogeno) in partnership con Eni. Il comfort – secondo quanto dichiarato da Itabus – è garantito da sedili comodi e spaziosi (interamente reclinabili), tavolini al posto, luci al led e prese Usb e di corrente, distributori automatici di snack e bevande e presenza della toilette a bordo. Una partnership con Tim garantisca una connessione a bordo in banda ultralarga.

Esistono, per la verità, altre connessioni via gomma tra la Calabria e il resto del Paese: la Simet guidata da Gerardo Smurra da Corigliano-Rossano e altri centri del nord della Calabria collega agevolmente, con un servizio di ottima qualità, Salerno, Napoli, la Capitale, Milano, Torino, Verona e prima della pandemia offriva anche collegamenti con alcune capitali europee. Il viaggio da Cosenza a Roma (6 ore e mezza di durata) costa 51,50 euro: parte alle 14.45 e arriva alle 21.15. FlixBus copre lo stesso tragitto in sei ore e 45 minuti, con una tariffa di 31,99 euro (parte alle 8 del mattino e arriva alle 14.45). Troiolo Bus da Locri a Roma parte alle 6.50 e arriva alle 16.06, il biglietto costa 36 euro. Le Autolinee Federico collegano Reggio a Roma in dieci ore e 35 minuti a 40 euro: parte dalla Stazione Centrale di Reggio intorno alle 5.30 del mattino (arriva alle 14.30) con un biglietto da 40 euro. Solo qualche esempio (i prezzi sono stati raffrontati su un ipotetico viaggio del 29 maggio), per far capire quanto inciderà la presenza di Itabus con la sua politica di low cost. Nei viaggi aerei sono migliorati, in parte, i servizi, ma c’è stato un calo generalizzato delle tariffe, a tutto vantaggio dei passeggeri: è facile prevedere una cosa analoga nel trasporto su gomma. La novità, semmai, è il nuovo approccio delle società di trasporto nei confronti dei passeggeri e la concorrenza, in questo caso, sarà uno stimolo aggiuntivo a offrire maggiori comfort e, soprattutto, sicurezza. La qualità del servizio è sicuramente la discriminante nella scelta del vettore per la stragrande maggioranza dei viaggiatori, ma certamente abbattere i costi diventa un elemento di grande rilievo nella politica commerciale, a tutto beneficio di chi viaggia. L’importante è che non avvenga quanto succede oggi con i voli low cost: la qualità del servizio è degradata e il prezzo basso non corrisponde, purtroppo sempre spesso, a un viaggio confortevole e sicuro.

Comfort, sostenibilità ambientale, sicurezza: le premesse di Itabus appaiono eccellenti: La Calabria sarà servita già dal 27 maggio, giorno di lancio del servizio. I bus offriranno anche un comodo collegamento notturno (si parte da Reggio alle 20.15, con arrivo a Roma Tiburtina alle 6 del mattino). Da Roma per Reggio, invece, i collegamenti sono previsti con due bus, uno alle 9.30 (arrivo alle 19.20) e l’altro – notturno – alle 23.30 (arrivo alle 9.15). Le località calabresi servite, al momento, sono, in ordine alfabetico: Cariati, Cirò Marina, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Frascineto, Gioia Tauro, Lamezia Terme, Palmi, Reggio, Rende, Rosarno, Sibari, Vibo Valentia, Villa San Giovanni.

Soddisfazione è stata espressa dai due amministratori delegati di Itabus, Francesco Fiore: «L’ingresso di Itabus nel mercato del trasporto su gomma porterà ampi benefici ai molti viaggiatori che si spostano ogni giorno in Italia. Il nostro modello si contraddistingue per sicurezza e qualità a prezzi estremamente competitivi. Abbiamo puntato su una rete estesa e capillare perché crediamo nelle potenzialità del territorio italiano», ed Enrico Zampone: «Itabus introduce un concetto di viaggio su gomma completamente nuovo, con gli standard migliori del settore aereo e ferroviario ad alta velocità, per sviluppare l’intermodalità e integrarsi in maniera sinergica con il sistema di mobilità esistente più all’avanguardia. Le persone sono al centro del nostro progetto, abbiamo deciso di investire per creare occupazione e offrire maggior scelta ai viaggiatori, rispondendo a tutte le esigenze grazie alla flessibilità dei nostri servizi».

La società Itabus conta tra gli azionisti Luca Cordero di Montezemolo, Flavio Cattaneo, la famiglia Punzo, Angelo Donati e Isabella Seragnoli. La presidente di Itabus è Elisabetta Colacchia, mentre Giovanni Punzo ricopre il ruolo di Presidente onorario. (s)