Dal 2 maggio dall’aeroporto di Crotone due nuovi voli per Verona e Bergamo

Buone notizie per l’Aeroporto Sant’Anna di Crotone: dal 2 maggio riprenderanno, progressivamente, i voli Ryanair da e per Bergamo e Bologna e, successivamente, saranno attivati due ulteriori voli settimanali di linea, operati dal settore Albastar, da e per Verona e Bergamo.

Lo ha reso noto la senatrice del Movimento 5 StelleRosa Silvana Abate, annunciando non solo che «la Compagnia Ego Airways ha ridimensionato il proprio programma, pur essendo interessata al nostro aeroporto, per via della diffusione pandemica e dell’estrema incertezza del mercato», ma anche che «la Sacal, ha riferito di stare mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per l’istituzione di collegamenti internazionali privilegiando la Germania, che ha un elevato bacino di utenza con prevalenza di traffico etnico, ma che ha condotto nel periodo in cui è stato operativo molti turisti tedeschi sulle nostre coste».

«Resta, inoltre – ha aggiunto – tra le priorità della società di gestione l’avvio, presso il nostro scalo, della base per i servizi di protezione civile e antincendio e l’introduzione di servizi innovativi di logistica merci. Purtroppo, ancora fermi al palo, i lavori di messa in sicurezza non ancora avviati a causa della mancata erogazione degli stanziamenti regionali a causa dell’assenza del via libera della Commissione Europea che continua a nutrire dei dubbi sul fatto che tali finanziamenti si configurino come aiuti di stato e come tali non ammissibili». (rkr)

Falcomatà incontra De Metrio per il rilancio dell’Aeroporto di Reggio

Un incontro proficuo, quello avvenuto tra il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e Giulio De Metrio, presidente della Sacal, per l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria.

Presenti all’incontro anche l’assessore ai Trasporti, Mariangela Cama, ed il coordinatore della task-force sull’aeroporto, Salvatore Chindemi.

Si è trattato di un confronto istituzionale durante il quale il primo cittadino, pure nelle funzioni di sindaco metropolitano, ha espresso «la piena disponibilità degli Enti territoriali nel supportare l’attività della società di gestione degli aeroporti calabresi in un’ottica di rilancio concreto dello scalo reggino».

«Ovviamente – ha spiegato, a margine dell’incontro, il sindaco Falcomatà – guardiamo con grande interesse ai progetti di sviluppo di un’infrastruttura fondamentale per l’economia dell’intera area metropolitana. In questo senso, ho apprezzato molto i programmi del presidente Giulio De Metrio proiettati ad una ripresa decisiva della nostra aerostazione».

Recentemente, infatti, il “Tito Minniti” è stato interessato da un cospicuo piano d’investimenti rivolto all’ammodernamento complessivo dell’infrastruttura.

«Continueremo a seguire le evoluzioni attinenti i lavori di recupero dello scalo, così come quelle relative al Piano industriale ed a tutte le attività che la “Sacal” sta mettendo a punto», ha affermato Falcomatà ringraziando il presidente De Metrio per «il costante e proficuo dialogo intrapreso con la Città Metropolitana». 

«Da parte nostra – ha concluso il primo cittadino – faremo di tutto affinché l’aeroporto “Tito Minniti” possa tornare ai livelli che gli competono».

Il presidente “Sacal”, Giulio De Metrio, ha ribadito l’interesse della società «a interloquire con chi rappresenta territorio». 

«Abbiamo intrapreso un percorso fondamentale per sviluppare l’aeroporto di Reggio Calabria», ha spiegato De Metrio, aggiungendo che «Credo ci siano tutte le condizioni per avere un’infrastruttura ed uno sviluppo del traffico passeggeri e voli all’altezza del bellissimo territorio della Città metropolitana». (rrc)

AEROPORTO DELLO STRETTO, ADDIO LIMITI
PER PREPARARE IL RILANCIO DELLO SCALO

Forse è la volta buona che si prepara sul serio il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto. Le limitazioni operative dello scalo hanno fino ad oggi penalizzato Reggio e il suo traffico: per poter atterrare i piloti devono avere una speciale abilitazione con formazione aggiuntiva che non tutte le compagnie aeree richiedono. Piuttosto che investire nella formazione specifica per particoli condizioni di atterraggio “difficile”, RyanAir, per esempio ha preferito ignorare nelle proprie rotte lo scalo reggino. Qualcosa sta, però, cambiando grazie all’encomiabile attivismo dell’on. Francesco Cannizzaro, il deputato reggino famoso per gli emendamenti dell’ultimo minuto a favore di Reggio: ha “strappato” 27,5 milioni per l’Aeroporto nella finanziaria 2019, e 15 milioni, in quella attuale, per la portualità di Reggio. Cannizzaro ha chiesto una riunione operativa all’Enac (l’Ente Nazionale di Aviazione Civile) per discutere delle “limitazioni operative” dell’Aeroporto dello Stretto.

Un incontro di due ore al quale hanno preso parte il Direttore generale dell’Ente Alessio Quaranta ed il Direttore centrale vigilanza tecnica Claudio Eminente. Con il parlamentare reggino c’erano il Presidente della Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi, Giulio De Metrio ed il Direttore generale della stessa società Piervittorio Farabbi, l’assessore ai Trasporti della Regione Calabria Domenica Catalfamo ed il Dirigente del settore Giuseppe Pavone.

Francesco Cannizzaro e Giulio De Metrio
Francesco Cannizzaro e Giulio De Metrio all’Enac

Nell’incontro con Enac sono stati affrontati vari temi relativi al rilancio dell’Aeroporto di Reggio Calabria, due in particolare quelli più rilevanti: l’accelerazione degli investimenti relativi ai 27,5 milioni di euro disponibili grazie all’Emendamento Cannizzaro che ha portato alla firma della Convenzione Mit-Enac-Sacal nel luglio scorso, per i quali oggi sono stati definiti gli impegni di tutte le parti per addivenire il più rapidamente possibile all’avvio dei lavori; la rimodulazione delle limitazioni all’atterraggio, che rappresentano una barriera all’ingresso da parte di molti vettori aerei. E si è registrata grande disponibilità da parte dell’Ente di Aviazione a superare un ostacolo allo sviluppo dello scalo reggino: abbattere l’atavico intoppo delle limitazioni renderebbe immediatamente appetibile l’Aeroporto, attraendo nuovi vettori.

Dal canto suo, il presidente della Sacal De Metrio ha predisposto la documentazione che fornisce nuovi elementi di giudizio per supportare l’Enac nell’eliminazione le delle limitazioni esistenti, rendendo fruibile lo scalo a tutte le compagnie aeree e con costi operativi ridotti rispetto ad oggi. Enac, condividendo l’opportunità di rilancio dell’Aeroporto e recependo le richieste in tal senso dell’on. Cannizzaro e dell’Assessore regionale Catalfamo, effettuerà in tempi stretti un’attenta e scrupolosa verifica della documentazione, con l’obiettivo di giungere al più presto all’eliminazione delle restrizioni.

Da segnalare l’impegno del presidente De Metrio, che si sta spendendo oltremodo nel dare nuovi impulsi dando le giuste attenzioni all’infrastruttura reggina in chiave di rilancio dell’intero territorio calabrese e di tutto il suo sistema aeroportuale. Fondamentale anche il supporto tecnico dell’assessore Catalfamo costantemente impegnata a dare il suo apporto per la definitiva soluzione del problema. Tutte le componenti tecniche oggi hanno cooperato sedute allo stesso tavolo per addivenire ad una soluzione efficace, manifestando ampia apertura verso un rapido superamento dell’annosa problematica.

Calabria.Live ha chiesto all’ing. Michele Buonsanti, professore di Modleli per la Sicurezza dei Trasporti al Dipartimento di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio e grande conoscitore dei problemi dello scalo reggino, come valuta l’iniziativa dell’on. Cannizzaro presso l’Enac.

«Apprendo con moderata soddisfazione – afferma l’ing. Buonsanti – la notizia del qualificato, quanto importante  incontro avvenuto in sede Enac tra la delegazione calabra, diretta dall’on.le Cannizzaro ed i vertici dell’Autorità preposta al controllo dell’aviazione civile e commerciale italiana. Mi compiaccio, poiché finalmente qualcuno ha messo sul giusto  tavolo  il vero ed unico problema dello scalo reggino, ovvero la sicurezza operativa di atterraggi e decolli. Problema atavico che  periodicamente si ripete specie quando l’evoluzione dei velivoli commerciali compie un salto di scala in termini di performance operativa e non solo per capacità di trasporto.

Era successo al salto F27 con DC9-30 quando operava l’ATI, si ripeté quando avvenne il cambio DC9-30 / MD80 con Alitalia concludendosi al passaggio finale con la classe Airbus 320.

La problematica riscontrata è sempre la stessa ovvero la fase  finale di avvicinamento che per particolarità orografiche non consente un perfetto allineamento alla pista in tempi quote e velocità normalmente utilizzate in altri aeroporti.

Questo ha impedito la classificazione come strumentale del nostro aeroporto (ed invece sarebbe bastato poco anche in passato intervenire con opportune radioassistenze, sulla pista 15 lato testata 33,  per  ovviare questo annoso problema che comporta la non operatività dello scalo quando le condizioni di visibilità scendono sotto le minime del volo a vista e quindi, paradossalmente un velivolo da turismo vola (VFR Speciale) e la linea resta a terra.

Ad ogni modo quello che ho potuto apprezzare è che finalmente  si parla di intervenire sulle restrizioni operative che toccano la pista 15/33. Queste non sono poche, ben 2 pagine di AIP (Aeronautical  information publication). Tra l’altro non è solo un problema di giusta quanto opportuna qualificazione e mantenimento delle current specifiche per l’avvicinamento RWY 33,  bensì limitazioni sono presenti per vento al traverso, pista bagnata ed altro, che rendono oggettivamente complesso un uso normale della infrastruttura.

Atteso che  si parla di interventi idonei alla eliminazione (personalmente  mi sembra  una parola troppo prematura, visto lo stato dell’arte) delle restrizioni, anche una loro adeguata riduzione potrebbe consentire attività operative più spedite aprendo la fruibilità a più operatori, con meno limitazioni.

Non sono pochi gli interventi mirati per garantire  una maggiore sicurezza del volo  ma ribadisco, dovranno essere mirati a risolvere un problema vero e concreto, non intervenire, avendo le somme a disposizione, per spendere  comunque.

Ho avuto modo di leggere il piano di intervento e non posso che apprezzare il primo della lista appaltato (così leggo dalla stampa). Gli aiuto visivi, cui l’intervento è proposto sono una componente fondamentale nelle procedure di avvicinamento ma anche nelle fasi di taxi durante  le operazioni notturne. Ma in ogni modo il punto debole e critico di tutto il sistema  è la fase finale dell’avvicinamento per la pista 33 ove il raggio di virata (migliorabile) comporta per i velivoli di linea l’allineamento finale a quote variabili tra 200 e 300 ft., poco, molto poco specie nella distanza tra allineamento e touchdown. Se poi si pensa che il velivolo pesa intorno a 70 tonn. e viaggia a  circa 5 km al minuto si comprende la grande energia in gioco, per portare in stato di fermo pista il velivolo. (e qui si spiegano quelle non dolci frenate cui spesso è necessario ricorrere)

Ecco quindi la necessità di un intervento profondo e radicale per gli avvicinamenti per RWY33, evitando di pensare che l’evoluzione tecnologica, specie degli apparati GPS, possa essere la completa  risoluzione del problema. Certamente eccellenti ausili ma a volte, impossibilitati a risolvere alla radice il problema, che da noi è il tratto in curva, necessariamente manuale, tale da non consentire nessun automatismo. Logica la richiesta di garanzie per gli equipaggi che volano questa procedura.

Personalmente, in funzione delle mie conoscenze  non penso che l’introduzione di nuove tecnologie possa eliminare totalmente una restrizione dettata dalla morfologia dei luoghi. Ovvero, l’autorità manterrebbe la richiesta di qualifica sull’aeroporto per i comandanti di velivoli commerciali, ma certamente  potranno allentarsi altri vincoli e questo è un bene che se realizzato andrà riconosciuta la brillante iniziativa del parlamentare reggino.

Nondimeno, ritengo sempre in funzione della mia esperienza che potrebbero essere percorse altre strade atte a verificare la possibilità di una modifica, sempre con procedura RNAV, del sentiero di avvicinamento al fine di aumentare il più possibile il raggio di virata ovvero, avere distanze finali, dopo il livellamento,  molto più consistenti e tali da consentire manovre di modifica delle traiettorie finali.

Importante in ogni caso mirare gli interventi il più possibile alla Sicurezza del Volo: serve più una procedura di sicurezza, una radioassistenza, un aiuto visivo, rispetto a maquillage che certamente hanno la loro dignità ma sulla scala delle funzionalità, mi permetto esprimere dubbi». (rrm)

 

Michele Buonsanti*

 

*Michele Buonsanti è professore al dipartimento di Ingegneria di Reggio Calabria, di Modelli per la Sicurezza dei Trasporti. Parimenti è docento presso lo Stato Maggiore Aeronautica Istituto per la Sicurezza Volo, per i corsi di S.V. agli ufficiali della F.A. . E’ qualificata Ufficiale Sicurezza Volo ed Investigatore oltre ad essere  Istruttore CRM.

Pilota Civile dal 1980

AEROPORTO “STRATEGICO” SOLO A PAROLE
SCALO CHIUSO, MA CROTONE DEVE VOLARE

C’è una volontà comune affinché si torni a “volare” all’aeroporto Sant’Anna di Crotone. Per questo, si è svolto un tavolo tecnico tra il presidente della SacalGiulio De Metrio, il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, la deputazione parlamentare composta da Elisabetta Barbuto, Sergio Torromino e Margherita Corrado, l’assessore regionale, Domenica Catalfamo, la consigliera regionale, Flora Sculco, e il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga.

Lo scalo pitagorico, infatti, dal 19 gennaio non ha più voli in arrivo e partenza, dal momento che Ryanair ha cancellato i collegamenti per Bergamo e Bologna. Per questo si è reso necessario un incontro per fare il punto della situazione.

Un incontro proficuo, in cui si è discusso, principalmente, di progetti e di futuro, con il presidente De Metrio che ha illustrato ciò che la società di gestione vorrebbe creare intorno allo scalo isolitano, a partire dalla presentazione del Master Plan per il rilancio dell’Aeroporto.

A detta del dirigente, infatti, lo scalo di Sant’Anna rientra nello sviluppo strategico della fascia ionica e proprio per questo sono già stati previsti interventi sia infrastrutturali, con allargamento della pista e ampliamento dei terminal, sia di trasporto, con il coinvolgimento di diverse compagnie aeree.

«La Sacal non ha alcuna intenzione di rinunciare a Crotone, anzi sta cercando di programmare il rilancio dell’aeroporto di Crotone in attesa della fase post pandemica» ha assicurato il presidente De Metrio, aggiungendo che a fine marzo la società di gestione degli aeroporti calabresi presenterà il piano industriale per lo scalo crotonese».

Il sindaco Voce ha evidenziato, nel corso del suo intervento, «il valore “sociale” dell’aeroporto di Crotone, infrastruttura fondamentale per il territorio non solo in termini di collegamenti ma anche di sviluppo. In particolare, il sindaco ha evidenziato l’opportunità, nella rimodulazione del bando per gli oneri di servizio, che si tenga appunto conto di questa necessità indispensabile per il territorio crotonese favorendo al massimo la partecipazione delle compagnie aeree. In un periodo di crisi generale che ha anche compromesso l’attività volativa nel suo complesso favorire al massimo la presenza di vettori nell’aeroporto crotonese è fondamentale».

Al riguardo, Voce si è anche chiesto che, «attraverso la Regione, si possano implementare risorse per l’aeroporto attraverso un aiuto governativo. Il presidente di Sacal De Metrio ha rassicurato sulla volontà di sostenere l’aeroporto di Crotone evidenziando che per il “Pitagora” è previsto un finanziamento di 4.340.000 euro destinati all’infrastruttura ed in particolare l’ampliamento della pista e per l’adeguamento del sistema Ils particolarmente importante nello svolgimento di operazioni in condizioni di bassa visibilità».

«Guardiamo con un po’ più di ottimismo al futuro dell’aeroporto di Crotone». È il commento della consigliera regionale Flora Sculco. «È stato un incontro fattivo – ha detto Sculco – nato dall’esigenza di confrontarsi sulle sorte dell’aeroporto di Crotone dopo la cancellazione da parte di Ryanair dei voli da e per Bergamo e Bologna. Devo dire, con sincerità, che esco dall’incontro con ottimismo, non solo per gli investimenti che, grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione, si possono effettuare sull’infrastruttura pitagorica, ma, soprattutto, perché abbiamo registrato, con questo nuovo presidente, un cambio di atteggiamento della Sacal e soprattutto una maggiore attenzione per il nostro scalo. Le parole del presidente De Metrio sono state chiare: la Sacal non ha alcuna intenzione di rinunciare a Crotone, anzi sta cercando di programmarne il rilancio del nostro aeroporto in attesa della fase post pandemica».

«A fine marzo, finalmente – ha aggiunto – sarà presentato il piano industriale dell’aeroporto di Crotone, nel frattempo è tutto pronto per cantierare i quasi 4,5 milioni messi a disposizione dalla Giunta regionale che serviranno al prolungamento della pista, al collaudo del sistema Ils (sistema di atterraggio strumentale) e alla messa in sicurezza del sedime aeroportuale. Per impegnare queste risorse si è, solamente, in attesa del parere della Comunità europea che dovrebbe dare il proprio via libera considerando questi investimenti non come “aiuto di stato”. Il prossimo passo è la “rimodulazione” del bando per gli oneri di servizi, andato deserto a dicembre, che andrà ripresentato cercando di trovare il modo di renderlo più “accattivante” per le compagnie aeree. Durante l’incontro, ho voluto sottolineare che l’aeroporto di Crotone ha tutte le carte in regola per cercare uno sviluppo che vada al di là del traffico passeggeri, con l’attività merci e con quella di rimessaggio, ma anche con la semplice riattivazione dell’Aeroclub, che nel passato è stato un vero e proprio fiore all’occhiello di questo territorio, e creando una sinergia con gli Istituti nautici-aeronautici della Calabria».

«Posso tranquillamente affermare – ha concluso – che è stato un incontro proficuo, nel quale le rappresentanze istituzionali del territorio hanno potuto rappresentare appieno le esigenze della nostra comunità e confrontarsi con il presidente di Sacal sul futuro dell’infrastruttura più strategica della costa ionica».

Soddisfatto dell’incontro il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga: «Il piano di rilancio illustrato dal presidente De Metrio è molto interessante, e noi ci siamo offerti di contribuire fattivamente alla crescita dello scalo che vuol dire soprattutto crescita del territorio».

«L’Aeroporto “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto – ha detto ancora – deve fare da traino al rilancio turistico non solo di tutta la fascia ionica. La nostra zona ha già diverse lacune inerenti ai trasporti, siamo senza ferrovie e senza strade degne di essere chiamate tali, con la nuova variante 106 siamo stati tagliati fuori dallo sviluppo autostradale e pertanto l’Aeroporto deve essere il nostro punto di forza».

«Ci auguriamo – ha concluso – che le parole del presidente De Metrio si trasformino presto in fatti, il nostro territorio ha bisogno di rialzarsi».

Le parlamentari del Movimento 5 StelleElisabetta BarbutoMargherita Corrado, hanno riferito di «sentirci soddisfatte da un momento di confronto importante e proficuo nel corso del quale sono stati illustrati strategia ed impegno della società per il rilancio dello scalo pitagorico».

«Abbiamo chiesto questo confronto – hanno spiegato – dopo avere appreso la notizia che la Ryanair aveva sospeso i voli per Bologna e per Bergamo e lo abbiamo fatto in maniera univoca e trasversale affinché giungesse chiaramente alla Sacal la compattezza dell’azione del territorio a difesa dell’aeroporto. Il dott. De Metrio ha, preliminarmente, voluto sgombrare il campo da ogni dubbio in merito a presunte intenzioni di voler penalizzare e, quindi, giungere alla chiusura dello scalo crotonese, attribuite reiteratamente alla società da lui presieduta precisando che la Sacal gestisce un sistema aeroportuale e non un singolo aeroporto, sicché la strategia aziendale è improntata alla crescita e all’operatività di tutti gli scali del circuito calabrese ed ancora che la sospensione dei voli non è stata una scelta che la Ryanair ha riservato solo a Crotone ma ha esteso a tutta l’Italia».

«È noto, infatti – hanno proseguito le parlamentari – che il settore aereo sta attraversando una notevole crisi a livello mondiale ed è, inoltre, di stamani (ieri ndr) la notizia che i voli della compagnia irlandese sono stati ridotti del 70% su tutto il territorio nazionale, e ciò in relazione alle restrizioni degli spostamenti in seguito agli eventi pandemici. È chiaro che a Crotone, allo stato, essendo i voli per Bologna e Bergamo gli unici voli operativi, la sospensione degli stessi possa essere stata percepita come un “preavviso” di chiusura, anche considerate le alterne vicende che hanno da sempre accompagnato la storia dell’aeroporto crotonese. Ma così non è e non sarà».
«L’auspicio è, ovviamente – hanno detto ancora – che la pandemia regredisca al più presto e che le persone possano riprendere a muoversi liberamente, consentendo il ripristino dei voli, comunque previsto dopo la pausa forzata, ma anche la piena operatività dello scalo. Diversi sono stati i temi trattati durante l’incontro. Dagli incentivi che la Sacal mette a disposizione per ogni passeggero in partenza dal nostro scalo, ad un esame delle ipotesi studiate a livello europeo per far ripartire il mercato del traffico aereo contestualizzate su Crotone. Dagli orari di apertura dello scalo alla possibilità che lo stesso possa differenziare i servizi offerti, in maniera sussidiaria, al traffico passeggeri. Dai lavori che saranno eseguiti presso lo scalo non appena la Commissione Europea avrà dato il via libera, e che ci si augura vengano realizzati durante la forzata inattività dello scalo, alla tematica degli oneri di servizio».
A tal proposito la deputata Barbuto ha comunicato all’assessore Catalfamo che, in seguito alle costanti interlocuzioni con Enac, è stata eseguita l’indagine presso i vettori che, pur avendo manifestato interesse per partecipare al bando per l’aggiudicazione delle tratte onerat, non hanno, poi, concretizzato la loro offerta. Le osservazioni saranno trasmesse all’assessore, al Mit e a tutti i soggetti istituzionali competenti a sedersi al tavolo di una nuova indispensabile conferenza di servizi, fermo restando che la crisi in atto correlata alla consequenziale scarsa ipotesi di redditività per le compagnie, sembrerebbe essere stata la causa preponderante delle mancate offerte».
«Ringraziamo il dott. De Metrio – hanno concluso – per la sua chiarezza e apprezziamo l’impegno che ha deciso di mettere a disposizione dell’intero sistema aeroportuale calabrese. Siamo convinte che Crotone decollerà nuovamente, e che presto si apriranno nuovi positivi scenari per il nostro scalo. Nel frattempo, abbiamo informato il Prefetto, con il quale siamo in costante contatto, dell’esito dell’incontro e continueremo, unitamente agli altri rappresentanti istituzionali, a monitorare l’intera vicenda».

Intanto, le varie Associazioni che operano nell’area servita dall’Aeroporto di Crotone hanno scritto una lettera aperta al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, e al presidente della Sacal, Giulio De Metrio, chiedendo «un serio impegno da parte vostra per programmare al più presto  almeno una serie di collegamenti estivi da e per l’aeroporto di Crotone per poi dare attuazione ad un definitivo piano  di ripartenza per il nostro aeroporto».A firmare la lettera, le Associazioni Aido CrotoneAmici del Cuore CariatiAmidi del tedesco CrotoneArci CrotoneArcipelago Scec, Crotone, Basta Vittime sulla ss 106 CapolezzatiCapodanno in Paradiso Cariati, Cariatesi a MilanoCariati Borgo MedievaleCentro Studi Piergiorgio FrassatiCittadinanza Attiva CrotoneComitato cittadino aeroporto di Crotone Cooperativa Sociale OneConsorzio Jobel CrotoneCrotone vuole volareErmes Sport CrotoneFotoamatori CariatiGinevra di CropaniIl GrecaleIo restoLibera, nomi e numeri contro le mafieRadici e CifSorgente delle ArtiTribunale dei diritti del malato di CrotoneVivere SorridendoWwf Crotone.

«Come certamente saprete – si legge nella lettera – il nostro  aeroporto è praticamente chiuso. Mancano i voli. Per lo scalo di Crotone, a parte il volo per Bergamo, a partire da  fine marzo non c’è nulla. Capiamo il momento difficile legato al Covid, anche se il problema non dovrebbe riguardare  il solo aeroporto di Crotone. Non capiamo, invece, l’assoluta mancanza di un programma di collegamenti aerei per la prossima stagione estiva.  Eppure constatiamo con amarezza che i voli da Lamezia e da Reggio sono già prenotabili».

«Solo per fare un esempio – si legge nella lettera – sul sito della Ryanair, si possono già prenotare i voli primaverili ed estivi da Lamezia non solo per l’Italia, ma anche  per il resto d’Europa. Da Lamezia verso la Germania ci sono ben 3 voli con la compagnia Ryanair per Berlino,  Francoforte e Baden Baden. Altre compagnie hanno già messo online i biglietti da e per gli aeroporti di Lamezia e  Reggio. Perché a Crotone è stato riservato un trattamento diverso? Anche il nostro territorio fa parte della Regione Calabria. Eppure, i collegamenti aerei da Crotone per le varie destinazioni hanno sempre dato ottimi risultati per  numero di passeggeri».

«Il volo tra Crotone e Norimberga è stato un successo – hanno spiegato le Associazioni –. Stessa cosa vale per il volo con Bologna. Ristabilire un collegamento aereo con la Germania darebbe forte impulso turistico al nostro territorio e sarebbe un  grande aiuto per gli emigrati. Chiediamo, perciò, un serio impegno da parte vostra per programmare al più presto  almeno una serie di collegamenti estivi da e per l’aeroporto di Crotone per poi dare attuazione ad un definitivo piano  di ripartenza per il nostro aeroporto. Chiediamo inoltre di approfittare di questo periodo di forzata inattività per dare  finalmente corso all’installazione dell’Ils presso l’aeroporto di Crotone».

«Restiamo in attesa dell’esito – conclude la lettera – che ci  auguriamo positivo, di queste nostre richieste. Se così non fosse continueremo a batterci coinvolgendo un numero  sempre maggiore di realtà sociali affinché al nostro territorio vengano riconosciuti gli stessi diritti e concesse le  stesse opportunità delle altre comunità regionali».

(rkr)

CROTONE, ULTIMA CHIAMATA PER IL VOLO…
E RYANAIR LASCIA LO SCALO ‘PITAGORICO’

Crotone e i crotonesi rischiano di rimanere, di nuovo, isolati. Ryanair, infatti, ha cancellato dal 17 gennaio i voli da e per Bologna e quelli da e per Milano-Bergamo fino al 27 marzo (ultimo imbarco da Crotone il 19 gennaio) per «esigenze di carattere commerciale». In buona sostanza, Crotone resta senza voli, isolata e beffata da un apolitica commerciale che non tiene conto delle esigenze del territorio e dei suoi abitanti. L’alternativa? Il FLixbus, oppure un comodo pullman per il Lamezia Airport, dove, invece, i voli continuano e, anzi, nonostante la crisi covid, crescono pure. La denuncia arriva dal Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone che, in un post su Facebook, ha scritto di essere «basiti dal silenzio istituzionale. Nessuno ha fatto alcun accenno alla prossima cancellazione del volo Crotone-Bologna. Nessuno fa alcun accenno alla prassi, ormai consolidata di Ryanair, di cancellare i voli anche in aeroporti in continuità territoriale».

«Procedendo con questo ritmo – continua il post su Facebook – da Crotone sempre meno viaggiatori prenoteranno preferendo comprare voli per l’aeroporto di Lamezia Terme che non ha mai problemi simili. Pensiamo che un gestore aeroportuale attento debba far sentire la propria voce verso la compagnia aerea ed evitare la cancellazione dei pochi voli dallo scalo pitagorico».

A peggiorare la situazione, è la cancellazione definitiva del volo Crotone-Bologna, che il Comitato aveva cercato di scongiurare con una petizione online.

Il Comitato, poi, ha incontrato il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, per «illustrare i problemi dell’aeroporto affinché possa intervenire ed incontrare la Sacal e far presente i disagi vissuti dai cittadini».

«Abbiamo consegnato a lui – fanno sapere dal Comitato – con la massima disponibilità tutte le nostre idee, elaborate ed organizzate in un Piano dei trasporti ionico. Una base da cui partire per avere idee comuni per fare decollare la fascia ionica. Un documento che, come sempre, verrà condiviso affinché possa essere migliorato».

L'immagine può contenere: 3 persone, il seguente testo "COMITATO AIO CROTONE AEROPORTO"

«Abbiamo parlato della Sacal – ha proseguito il Comitato – di un gestore che non gestisce, e ha reso precario il nostro scalo. Abbiamo parlato di un’eventuale futura partecipazione del Comune di Crotone nel capitale sociale del gestore aeroportuale calabrese. Abbiamo invitato il sindaco di Crotone a non cedere ad alcun “ricatto” con la Sacal sul nostro diritto alla mobilità in cambio di soldi. La Sacal ha partecipato, volontariamente, ad un bando pubblico nazionale per la gestione di un aeroporto in continuità territoriale con tanti problemi».
«Deve provvedere – hanno aggiunto – al rilancio di tale infrastruttura con propri mezzi, e non facendo affidamento ad un territorio che è già fortemente penalizzato! Speriamo che il sindaco Voce faccia tesoro dei nostri consigli. Noi continueremo a lottare in ogni sede, affinché ciascun cittadino possa esser libero di partire, libero di tornare».
In merito a questa situazione grave, la segreteria provinciale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e la Filt Cgil regionale, in una nota a firma del segretario generale Enzo Scalese e di Rossella Napolano, e di Nino Costantino della Filt Cgil regionale, hanno espresso preoccupazione per le conseguenze che si determineranno sul Crotonese in seguito alla cancellazione dei voli Ryanair e hanno chiesto al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, l’urgente convocazione di un tavolo con Sacal per capire la situazione.

«La compagnia aerea Ryanair – si legge in una nota – ha cancellato tutti i voli dall’aeroporto di Crotone per Bergamo e Bologna, non solo quelli in programma dal 19 gennaio prossimo, ma anche quelli in calendario per febbraio e marzo, che pure erano ancora prenotabili sul sito della compagnia aerea. Ne consegue che lo scalo Sant’Anna fra pochi giorni non sarà più operativo per mancanza di collegamenti. Nè per i mesi successivi si prevede alcuna ripresa atteso che Ryanair, l’unica compagnia che operava collegamenti da Crotone».

«Davanti a questa situazione – continua la nota – non possiamo rimanere in silenzio, e non dovrebbero farlo nemmeno le istituzioni, ad ogni livello».

«La provincia Crotonese – continua la nota – e gran parte della fascia ionica versano in un atavico isolamento determinato da  una linea ferroviaria insufficiente e obsoleta, l’unica strada di collegamento, la Statale 106, frammentata e pericolosa. Parliamo, quindi, dell’incapacità di sopperire alla necessità di collegare il territorio al resto della regione in modo efficace e sicuro».

«Pertanto – hanno scritto Scalese, la Napolano e Costantino – chiediamo al presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, di convocare nel più breve tempo possibile le organizzazioni sindacali, gli Enti territoriali e la Sacal per capire come affrontare la situazione di emergenza per fare in modo di sbloccare l’isolamento di questo territorio che aggrava la già compromessa situazione economica e sociale, acuita  ulteriormente dall’emergenza Covid».

«Lo scalo – conclude la nota – rappresenta, infine, la possibilità, anche se parziale, di rimanere in contatto con il resto del paese e mantenere viva la speranza di una ripresa».

Bisogna, comunque, dire che tutti i rappresentanti politici istituzionali crotonesi hanno deciso d fare fronte comune per difendere l’operatività dell’Aeroporto di Crotone, e fare sentire con forza la voce della città indipendentemente dallo schieramento in cui militano. Accanto al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, i parlamentari Sergio Torromino ed Elisabetta BarbutoMargherita CorradoElisabetta BarbutoNico Stumpo e il consigliere regionale Flora Sculco, che hanno chiesto un confronto immediato con il presidente della Sacal, Giulio De Metrio, che si è detto disponibile a incontrare la delegazione già nella prossima settimana.

L’iniziativa è nata dalla notizia dell’impossibilità «di prenotare, nei prossimi mesi e fino alla fine di marzo, i voli per Bergamo e Bologna ha determinato tutti, senza esitazione, a decidere di agire congiuntamente per scongiurare che una eventuale sospensione possa tramutarsi in una chiusura definitiva. Anche se questa ipotesi che, in maniera allarmistica, è stata diffusa sembra essere irrealistica poiché le sospensioni dei voli sono state operate da Ryanair su tutto il territorio nazionale in coincidenza con il periodo dello stato d’emergenza e con l’intero settore aereo in crisi a livello mondiale».

«Il che porta a pensare – si legge in una nota – che le ragioni della stessa siano da ricercare nella contrazione della richiesta in conseguenza delle note restrizioni alla mobilità interregionale e, come tali, quindi, temporanee. Le stesse ragioni che, probabilmente, hanno scoraggiato le compagnie aeree a presentare offerta in questa prima gara per l’aggiudicazione delle tratte onerate».

«Il confronto immediato sulle iniziative da adottare – continua la nota – è stato preceduto dalle doverose e necessarie interlocuzioni con la Sacal, in persona del suo presidente, ing. Giulio De Metrio, il quale ha comunicato che la società di gestione aeroportuale ha, finora, ricevuto esclusivamente la notizia di una sospensione dei voli fino alla fine di gennaio. Nel ribadire, inoltre, che la Sacal, contrariamente alle notizie diffuse in maniera assolutamente impropria, non ha assolutamente intenzione di abbandonare al proprio destino l’aeroporto crotonese sul quale punta al pari degli altri scali calabresi, il presidente si è dichiarato disponibile ad incontrare la delegazione crotonese già nella prossima settimana».

«Tutti insieme – prosegue la nota – per fare comprendere a chiunque, ed in qualunque sede, che le fisiologiche contrapposizioni politiche non saranno mai in grado di impedire loro di difendere la città e, nel frangente specifico, lo scalo pitagorico che continua ad essere un tassello importante, se non fondamentale, della logistica dei trasporti dell’area jonica».

«Vorremmo che fosse chiaro – hanno dichiarato i componenti la delegazione – che non siamo disposti a consentire che il nostro territorio sia ulteriormente mortificato e per ribadire la nostra ferma convinzione abbiamo deciso di fare sentire la nostra voce in maniera unitaria. Tante, troppe volte, la mancanza di unità di azione, ha fatto il gioco di altre realtà. Non deve più accadere. La città e l’intero territorio hanno bisogno di sperare in un futuro degno di essere vissuto dai nostri figli». (rkr

Lavoratori aeroporto licenziati, Lo Papa (Fisascat Cisl): Li assuma direttamente la Sacal per rimediare

In merito alla vicenda dei 12 lavoratori addetti nel bar ristorante dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, a cui non è stato rinnovato il contratto di somministrazione da parte di Gerico all’agenzia interinale E work, Fortunato Lo Papa, segretario generale della Fisascat Cisl Calabria, ha annunciato che si valuterà sit-in permanenti nell’area antistante la stazione.

Lo Papa, infatti, aveva chiesto un incontro al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì e al presidente della Sacal, Giulio De Metrio, ma senza ottenere risposta: «Non siamo più disposti ad aspettare neanche un minuto, di fronte a lavoratori buttati in mezzo ad una strada dopo essere stati dietro quel bancone per venti anni, riuscendo a superare diverse tempeste e cambi di appalto. Un silenzio così assordante non è ammissibile né dignitoso».

«La società aeroportuale Sacal a partecipazione pubblica– ha rimarcato il sindacalista – ha sbagliato non inserendo nel bando di affidamento del servizio le clausole sociali».

Già all’epoca dell’affidamento dell’appalto alla Gerico, non solo i lavoratori non erano stati assunti direttamente come previsto dalla legge, ma tre di loro erano stati tagliati fuori nel cambio gestione e non sono state mai più richiamate al lavoro.

«La Sacal ha delle responsabilità, ha sbagliato ma può rimediare assumendo direttamente i lavoratori – ha proposto il segretario generale Lo Papa –. Padri e madri di famiglia che hanno in media più di cinquanta anni e che rischiano fortemente di essere tagliati fuori dal circuito del lavoro».

«Questa volta la Sacal non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia – ha detto ancora Lo Papa – e non può non rivolgere attenzione a lavoratori che per venti anni hanno offerto un servizio pubblico essenziale senza mai risparmiarsi».

«La responsabilità di questa macelleria sociale – ha concluso Lo Papa – è solo della società aeroportuale. A costo di passare il Natale in tenda in aeroporto la Fisascat Cisl non mollerà la presa». (rcz)

Cannizzaro (FI): Partono i lavori all’aeroporto di Reggio per adeguarlo agli standard europei

Finalmente al via i lavori per l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria che utilizzeranno la somma di 25 milioni di euro ottenuta dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro con un emendamento alla legge di bilancio del 2019.

Secondo il deputato Cannizzaro «si iniziano a raccogliere i primi frutti degli impegni e delle progettualità dei mesi scorsi». L’emendamento Cannizzaro 16.12 della Legge di Bilancio 2019 – come si ricorderà – ha garantito la cifra record di 25 milioni di euro spendibili per mettere in sicurezza, ammodernare e rilanciare definitivamente l’Aeroporto di Reggio Calabria.

«Con l’avvio delle procedure di gara – ha aggiunto l’on. Cannizzaro – relative agli interventi per la sicurezza del volo e il controllo del traffico aereo, parte del più ampio progetto denominato “Interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’Aeroporto di Reggio Calabria”, oggi si apre un nuovo importante capitolo della storia dei collegamenti da e per Reggio Calabria».

«In qualità di Soggetto attuatore – ha proseguito Cannizzaro – Sacal, proprio in queste ore, ha proceduto a pubblicare formalmente sul proprio sito istituzionale i rispettivi avvisi degli interventi, con l’avvio dei lavori previsto per il secondo trimestre del 2021. Proficuo il lavoro del presidente Giulio De Metrio, con il quale le interlocuzioni sono continue e costanti. È un momento storico, atteso da troppo tempo dai reggini, ripetutamente sedotti e abbandonati – come l’aeroporto del resto – nella speranza prima o poi di un concreto e reale sviluppo del “Tito Minniti” e conseguentemente di tutto l’indotto».

«È solo un piccolo grande successo – ha concluso – di cui andiamo orgogliosi perché ottenuto dall’opposizione, battendoci con fierezza per il bene della Nostra terra. E non ci fermiamo a questo primo passo, stiamo lavorando per ottenere ancora di più, per addivenire al definitivo decollo di Reggio e della Calabria». (rrc)

Dalla Regione in arrivo 5 milioni di euro per l’aeroporto di Lamezia

Sono 5 milioni di euro la somma che la Regione Calabria ha stanziato, a fondo perduto, a favore dell’aeroporto di Lamezia Terme.

Lo ha reso noto la deputata di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, spiegando che con tale somma «si consente allo scalo di superare il momento di difficoltà finanziaria della società di gestione, legato al crollo dei passeggeri, che ha messo a rischio anche il pagamento degli stipendi ai dipendenti e, soprattutto, si mette in sicurezza la principale infrastruttura da cui passerà la ripartenza del turismo in Calabria quando sarà superata l’emergenza covid».

La Ferro, inoltre, ha ringraziato l’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, che ha incontrato il presidente di Sacal, Giulio De Metrio e approntato una importante delibera, che arriverà domani in giunta, con cui vengono decise una serie di misure aggiuntive di sostegno alle attività economiche, tra cui quelle destinate all’aeroporto lametino.

«Oltre al sostegno diretto alla Sacal – ha spiegato Wanda Ferro – verranno destinate misure di ristoro agli operatori economici che hanno le loro attività all’interno del terminal aeroportuale, e che sono state fortemente penalizzate dal calo di presenze. Problematiche su cui ci sono state una grande attenzione e una continua sensibilizzazione da parte dei rappresentanti di Fratelli d’Italia di Lamezia Terme». (rrm)

Regione e Sacal a lavoro le prospettive e sviluppo dei tre aeroporti calabresi

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha incontrato il presidente della SacalGiulio De Metrio, per discutere delle nuove strategie per i tre aeroporti calabresi.

Durante il «cordiale ed estremamente costruttivo incontro», programmato per fare il punto sulle prospettive e sullo sviluppo del sistema aeroportuale calabrese, il presidente De Metrio ha chiaramente delineato la strategia e le azioni intraprese finalizzate a raggiungere la piena potenzialità dei tre scali, ognuno secondo le proprie peculiarità e potenzialità.

L’assessore Catalfamo ha «pienamente condiviso l’approfondita analisi del presidente riconoscendo un concreto impulso basato su una chiara strategia e una proficua apertura alle istituzioni e alle parti sociali».

La responsabile regionale dei Trasporti ritiene, infatti, che «lo sviluppo di ognuno degli aeroporti deve essere programmato in una logica di sistema non concorrenziale ma di reciproco supporto, a servizio delle relative aree geografiche la cui distanza fisica impone la piena ed efficace operatività dei tre scali».

Per l’Aeroporto di Lamezia Terme «sono state confermate tutte le prospettive di sviluppo supportate anche dagli importanti interventi infrastrutturali programmati dalla Regione e dal collegamento diretto alla stazione ferroviaria».

Per l’Aeroporto di Crotone «si è preso atto dell’iter avviato dalla Regione finalizzato a garantire la continuità territoriale con connessioni con Roma, Torino e Venezia: i bandi di gara sono stati pubblicati e le rotte dovrebbero essere avviate a partire dal 1 febbraio 2021.

Ci si è, inoltre, impegnati reciprocamente a finalizzare al più presto l’investimento per la messa in sicurezza del sedime aeroportuale».

Per l’Aeroporto dello Stretto, l’assessore Catalfamo, «dopo aver preliminarmente rilevato l’assoluta assenza di interventi sullo scalo nei precedenti programmi della società», ha condiviso con De Metrio «le importanti prospettive di sviluppo dello scalo connesse anche alla particolare posizione geografica che, dopo essere stata sempre individuata come una limitazione, potrebbe diventare un punto di forza se si agisce considerando che l’area dello Stretto costituisce un unicum paesaggistico con grandi potenzialità attrattive».

La disamina delle azioni in corso ha consentito di verificare lo stato di attuazione dell’importante investimento di 27,5 milioni di euro finanziato per 25 milioni di euro dal governo centrale e per 2,5 milioni di euro dalla Sacal. De Metrio si è dimostrato «consapevole dell’opportunità di sfruttare pienamente e rapidamente questa occasione unica», che si concretizzerà nella realizzazione di 9 interventi che incideranno significativamente sullo sviluppo aeroportuale e che potrebbero consentire allo scalo «di essere classificato in categoria B lasciando la non adeguata categoria C.

La continua interlocuzione con Enac sta consentendo di superare le ultime problematiche e di avviare le procedure di gara per le singole opere». Alcuni degli interventi previsti e ormai imminenti – è emerso ancora dall’incontro – «forniranno un importante contributo per superare le ataviche problematiche derivanti dalla procedura di sicurezza che le compagnie aeree devono applicare per operare sull’aeroporto di Reggio Calabria, che prevede che i piloti acquisiscano una specifica abilitazione attraverso una formazione iniziale e un mantenimento attraverso una continuità di operazioni sullo scalo reggino. Questa procedura risulta una significativa barriera all’ingresso per i vettori aerei, soprattutto quelli low cost. Il presidente si è impegnato a fornire tutte le motivazioni tecniche del caso all’Enac, finalizzate a rimuovere questa limitazione ritenuta eccessiva e anacronistica».L’assessore Catalfamo ha assicurato «tutto l’impegno istituzionale possibile da parte della Regione Calabria affinché, nei tempi più brevi possibili, siano effettuate tutte le necessarie valutazioni tecniche finalizzate a superare questo critico vincolo.

Catalfamo ha, poi, illustrato le iniziative della Regione mirate a garantire una adeguata accessibilità dei tre scali.

«Per l’aeroporto di Lamezia – ha sottolineato – grande attenzione alla connessione tra lo scalo e la stazione attraverso la realizzazione del piazzale antistante la stazione, mentre nel contempo è in fase di stipula il contratto per la progettazione del sistema people-mover programmato nella precedente legislatura regionale e portato a termine in questi mesi.Per l’aeroporto di Crotone si sta programmando il collegamento con la SS 106 nonché ogni possibile miglioramento di connessione alla rete dei trasporti».

Per il miglioramento dell’accessibilità al Tito Minniti l’assessore ha invitato la Sacal «a partecipare al tavolo permanente di recente istituito dalla Regione per coordinare insieme alla Regione Sicilia gli orari dei servizi di tutte le modalità di trasporto a servizio dell’area dello Stretto di Messina».L’assessore ha anche comunicato i risultati delle interlocuzioni con Trenitalia, finalizzata all’utilizzo della fermata ferroviaria in prossimità dell’aeroporto.

Catalfamo ha evidenziato l’importanza che «Anas, a seguito della propria espressa richiesta, abbia di recente garantito l’imminente affidamento dei servizi di progettazione per completare lo svincolo sulla SS 106 Jonica. Tale opera, che consentirà l’accesso diretto all’aerostazione provenendo da nord, nonostante fosse stata progettata alcuni anni fa era stata poi accantonata per motivazioni che su specifico impulso della Regione, troveranno immediato superamento».

Dopo aver approfondito tutte le possibili azioni per «un efficace iter di rilancio dell’intero sistema aeroportuale», l’assessore e il presidente hanno incontrato i rappresentanti dell’associazione Miti – Unione del Sud, con i quali si è discusso, «in forma molto cordiale e costruttiva», dello sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto e delle proposte della stessa associazione.

In vista dei successivi confronti con Enac, principale ulteriore interlocutore per il raggiungimento dei comuni obiettivi, «è emersa concretamente la possibilità di un’ampia condivisione e sinergia per un nuovo impulso al comparto aereo calabrese.

Il trasporto aereo verrà finalmente considerato imprescindibile strumento e volano per lo sviluppo socio-economico della nostra Regione, con una visione che supera i limiti derivanti da localismi e approcci di comparto, agendo con una adeguata ed efficace logica di sistema». (rrm)

La Sacal promette il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto

Rilanciare l’aeroporto di Reggio Calabria. È stato questo il fulcro dell’incontro tra Giulio De Metrio, presidente della Sacal, il direttore Piervittorio Farabbi, Domenica Catalfamo, assessore regionale alle Infrastrutture, Giuseppe Pavone, dirigente del Dipartimento Infrastrutture, Ll.pp del Settore Sistema aeroportuale e logistica e la sezione Miti Unione Sud, formata dal presidente Fabio PutortìFilomena Malara.

Il presidente della Sacal, dimostrando la consapevolezza che l’infrastruttura debba essere collegata con il territorio circostante, ha evidenziato la massimo disponibilità a valorizzare lo scalo che può raggiungere un milione di passeggeri di traffico annuale,  pur in presenza di una limitazione di natura tecnica sulla pista che sarà comunque rimossa.

Anche l’assessore regionale Catalfamo ha manifestato il massimo impegno per il rilancio dell’infrastruttura, e la disponibilità a collaborare in qualsiasi iniziativa utile al conseguimento della sopraindicata finalità.

La delegazione del Miti Uds, invece, ha illustrato quelle che sono le priorità da seguire, prima fra tutte «la situazione attuale e le prospettive sulle tratte nazionali al termine delle limitazioni per l’emergenza covid-19».

Su questo punto, il presidente De Metrio ha dichiarato che, ad oggi, non si può puntare alla sola compagnia Alitalia per il potenziamento dei voli sull’aeroporto dello Stretto, poiché la crisi aziendale in cui versa sta portando alla creazione di una nuova compagnia aerea soggetta a ridimensionamento, mentre la delegazioni del Miti si è detta favorevole alla possibilità dell’insediamento di altre compagnie sullo scalo ricordando, però, che «l’Alitalia con il Dl 18 del 2020 ha beneficiato, comunque, di una ricapitalizzazione di natura pubblica che porterà la nuova compagnia al controllo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oppure da parte di altra società a prevalente partecipazione pubblica».

«Inoltre – si legge in una nota della delegazione del Miti – il riconoscimento della continuità territoriale sull’Area dello Stretto e l’attraversamento della rete europea Tent-T, impongono al Governo, e quindi alla nuova compagnia di bandiera controllata, di fornire il servizio di trasporto aereo dall’aeroporto dello Stretto almeno verso gli hub principali nazionali (Roma e Milano)».

«Pertanto – prosegue la nota – in attesa dell’arrivo di altre compagnie aeree, si è chiesto l’impegno, anche attraverso la collaborazione con l’assessore regionale ai trasporti, di garantire alla comunità dell’Area dello Stretto almeno l’operatività dei voli antecedenti all’emergenza da Covid-19».

Il secondo punto fondamentale è stato l’accordo tra Miti Uds e la società di gestione dell’aeroporto internazionale polacco di Rzeszow «per l’avvio di una tratta aerea e lo scambio commerciale e turistico», dove il presidente De Metrio e l’assessore Catalfamo hanno espresso la la massima disponibilità per portare a termine l’accordo e dare attuazione al consecutivo progetto.

Inoltre, la delegazione del Miti Uds ha prospettato anche l’opportunità che, l’accordo con i rappresentanti di Rzeszow, darebbe la possibilità all’Area dello Stretto di essere inserita in una rete internazionale di città virtuose, in cui ancora non è presente una città italiana, per lo scambio delle best practices.

Altro punto importante, l’utilizzo dei 25 milioni di euro per l’ammodernamento dell’aeroporto dello Stretto, dove il presidente della Sacal ha dichiarato «che non è conveniente modificare i progetti di spesa al fine di non rischiare lungaggini burocratiche e l’inutilizzo dei finanziamenti, anche se, nella fase di attuazione, si possono ricavare degli spazi per rispondere meglio alle esigenze commerciali e funzionali».

Tuttavia, la convenzione con Enac, detentore del finanziamenti, è stata firmata nel mese di luglio, e prevede una serie di obbligazioni  a carico di Sacal che rappresenta solo il soggetto attuatore.

Entro l’anno, dunque, si cercherà di bandire la gara d’appalto per il primo blocco di lavori per un milione e mezzo di euro.

L’obiettivo è quello di portare l’infrastruttura al livello di categoria b, al fine di poter facilitare l’avvento di nuove compagnie aeree.

Ultimo punto trattato, ha riguardato il Piano Industriale, dove è stato chiesto al presidente De Metrio se è intenzionato a renderlo pubblico, escludendo le strategie interne e i dati sensibili, al fine di rendere più appetibile agli investitori uno scalo, come quello di Reggio Calabria, che, ad oggi, appare improduttivo.

Il presidente, partendo dalla premessa che non ha alcun obbligo legale nel pubblicare tale documento programmatico, ha inizialmente manifestato un’apertura nel pubblicare i dati relativi agli indirizzi generali, per poi ritrarsi con gli interventi del direttore Farabbi e del dirigente Pavone.

Su tale aspetto vi è stato un confronto su posizioni differenti riguardo i doveri e l’opportunità di pubblicazione, relativamente anche alla natura giuridica della Sacal quale società a partecipazione pubblica che la delegazione del Miti Uds ha rappresentato come soggetta alla disciplina del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, Dlgs n 175 del 2016 e del DLgs n 33 del 2013.

«In ogni caso – si legge in una nota – visto il clima collaborativo instauratosi all’inizio dell’incontro si è rinviata la discussione concentrando l’attenzione sulle attività immediate da mettere in campo per dimostrare concretamente l’impegno nel perseguire lo sviluppo dello scalo all’interno del sistema aeroportuale calabrese».

L’incontro si è concluso con il mandato alla delegazione del Miti Uds a contattare i rappresenti istituzionali dell’area metropolitana di Rzeszow, per dare seguito all’accordo iniziale raggiunto e, al contempo, vi sarà un aggiornamento periodico sullo stato di avanzamento degli altri interventi trattati in riunione. (rrm)