A Locri, Caulonia e Polistena in scena “Anna Karerina, le donne e la passione”

Il 2 maggio, a Locri, alle 21, all’Auditorium Palazzo della Cultura, andrà in scena “Anna Karenina, le donne e la passione” di Alberto Bassetti, per la regia di Filippo d’Alessio, con Maddalena Rizzi, Bruno Governale, Biagio Iacovielli, Alioscia Viccaro.

Lo spettacolo fa parte della rassegna teatrale a cura del Centro Teatrale Meridionale, per la Direzione artistica di Domenico Pantano, andrà in scena anche sabato 3 maggio a Caulonia Marina, all’Auditorium della Pace “A. Frammartino”, nell’ambito della XXXI Stagione Teatrale della Locride, e domenica 4 maggio alle ore 21.00, al Teatro “N. A. Manfroce” di Palmi, a cura del TCA Teatri calabresi associati, nell’ambito delle Stagioni Teatrali di Calabria.

Gli appuntamenti si avvalgono del patrocinio del Comune di Caulonia, della Città di Locri e del Comune di Palmi e sono co-finanziati con Risorse PAC 2014-2020- Az. 6.8.3 – Avviso pubblico Eventi di promozione culturale 2024 della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

Anna Karenina ci interroga sul mondo emotivo che travolge inaspettatamente il vissuto individuale e sociale, irrompendo con forza nella realtà e nell’immaginario. 

Un personaggio apparentemente scontato ma profondamente enigmatico che ha saputo trascinare nel vortice esistenziale delle emozioni un intero contesto sociale. 

Nella sala d’aspetto di una stazione, luogo di arrivi e partenze, crocevia di esistenze, riappare la figura di lei pronta a misurarsi con il suo vissuto in grado di coinvolgere i passeggeri in un gioco teatrale, vita che irrompe nella scena e scena che irrompe nel quotidiano. 

Il pubblico è trasportato nel grande romanzo di Tolstoj rivelando l’essenza intima, umana, spontanea, vera e attuale dei personaggi: un’occasione per indagare l’animo umano, e in questo caso un sentimento universale quale la passione.

Il viaggio di Anna in se stessa, attraverso l’amore per il conte Vronskij e il conflitto con il marito Karenin, è il viaggio di molti di noi.

Uno spettacolo che mette in relazione grande letteratura e nuova drammaturgia, per indagare con uno sguardo moderno e innovativo l’universalità dei sentimenti.

 

COSENZA – Al Duomo esposto “L’Oro di Cosenza”

Mercoledì, nella Cappella dell’Assunta del Duomo di Cosenza, alle 11.30, s’inaugura la mostra “L’Oro di Cosenza”.

Per la prima volta nella storia della Cattedrale sarà esposto al pubblico il patrimonio votivo legato alla Madonna del Pilerio, patrona della città: una selezione di preziosi monili devozionali mai mostrati prima, frutto di un lungo lavoro di documentazione e allestimento.

All’inaugurazione interverranno il Vescovo di Cosenza, Mons. Giovanni Checchinato, i promotori della mostra e le autorità civili e militari.

La mostra, visitabile fino al 28 giugno, è nata da un’idea condivisa tra Don Luca Perri, rettore della Cattedrale di Santa Maria Assunta, e l’imprenditore Sergio Mazzuca, ed è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Scintille Gioiellerie, l’Istituto Marconi-Guarasci di Cosenza, Banca Mediolanum, l’Associazione culturale Franco Guido, No.Do. Formazione Academy e Donnaoro Jewels.

«Dietro ogni oggetto – spiega Don Luca Perric’è una storia concreta, una richiesta d’aiuto, un gesto di affidamento nato nel dolore o nella speranza. La mostra rende visibile il filo tenace che tiene insieme da secoli la città e la sua Patrona. Non si tratta infatti di una semplice raccolta di gioielli, ma di una testimonianza viva della spiritualità popolare.»

Il percorso espositivo prende forma dopo un lungo lavoro di recupero e documentazione, che ha riportato alla luce oltre quattrocento monili offerti dai fedeli dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, di cui ora viene proposta una selezione di 66 pezzi, in un allestimento curato per mettere in evidenza tanto il valore simbolico quanto la qualità dell’artigianato orafo locale.

Gli studenti dell’indirizzo di oreficeria dell’Istituto Marconi-Guarasci di Cosenza hanno partecipato alla catalogazione dei singoli pezzi, affiancati dai loro docenti e dai maestri orafi di Scintille, per chiarire il contesto di provenienza e il significato originario di ogni oggetto.

Ci sono, ad esempio, i cosiddetti orecchini borbonici, tipici del Sud Italia, realizzati in oro basso e impreziositi da smalti a fuoco e microperle, insieme ad anelli antichi con sigillo, smaltati e cesellati a mano. Accanto a questi, diverse collane di perle naturali e bracciali in oro con perle scaramazze – o barocche – molto apprezzate già nel Rinascimento e ancora oggi ricercate nella gioielleria contemporanea per l’irregolarità delle forme e la loro naturale eleganza. Topazi, smeraldi, zaffiri, rubini e diamantini compaiono in numerosi pezzi, in piccole incastonature che ne esaltano i dettagli. Altri monili, invece, sono lavorati interamente in oro, con una finezza artigianale che racconta l’abilità di chi li ha realizzati.

In mostra anche le due corone d’argento ottocentesche della statua processionale della Madonna del Pilerio: una, realizzata tra il 1826 e il 1831, per la Vergine; l’altra, del 1856, per il Bambino. Documentate negli inventari storici della Cappellanìa, sono tuttora utilizzate soltanto in occasione della festa e della processione del 12 febbraio. Restaurate nel 2011 dal maestro orafo Giovambattista Spadafora, vengono presentate per la prima volta all’interno di un’esposizione pubblica.

«Ci siamo trovati davanti a un patrimonio di rara bellezza – racconta Sergio Mazzuca –. Monili realizzati a mano con straordinaria maestria, ognuno con una sua unicità e un significato profondo. A questi si affiancano le corone della nostra Patrona, che abbiamo voluto inserire nel percorso espositivo per il loro valore simbolico e storico. Restituire luce a ogni oggetto, senza alterarne l’identità, è stato un lavoro di precisione e rispetto. Un’opera che ci ha coinvolti profondamente, per il valore artistico e per quello umano che questi manufatti custodiscono.»

Ancora, un’altra teca speciale trova posto tra le altre: quella dedicata agli ori ed ex voto di Santa Lucia, con la quale la città di Cosenza ha un vincolo d’affetto antichissimo e profondo. I monili esposti includono gioielli di varia provenienza e lavorazione, eseguiti con tecniche artigianali tipiche della gioielleria popolare meridionale tra Ottocento e Novecento. Bracciali, orecchini, anelli e pendenti si affiancano a ex voto oculari in oro a sbalzo, realizzati in lamina dorata con contorni essenziali e superfici bombate. Oggetti semplici ma molto accurati, che restituiscono il senso di una devozione viva da sempre. (rcs)

 

 

COSENZA – Al via i lavori alla Scuola Dionesalvi

Sono partiti, a Cosenza, i lavori di recupero e di ristrutturazione della scuola “Mario Dionesalvi”, vecchio edificio scolastico inagibile da tempo che diventerà la nuova sede del Centro provinciale per l’impiego.

Il sindaco Franz Caruso si è recato sul cantiere, appena avviato dalla ditta esecutrice dei lavori, insieme all’assessore ai lavori pubblici Damiano Covelli.

«In sinergia con la Regione Calabria e l’Assessorato per le politiche del lavoro, guidato dall’avvocato Giovanni Calabrese – ha sottolineato il primo cittadino – abbiamo progettato e destinato questa struttura al Centro provinciale per l’impiego».

«Una struttura importante per un servizio altrettanto importante – ha detto ancora Franz Caruso –. Se non avessimo trovato questa soluzione, avremmo perso come città di Cosenza il Centro per l’impiego e, invece, abbiamo fatto di tutto per evitare questa spoliazione che abbiamo scongiurato proprio con la nostra azione».

«Ci siamo molto impegnati – ha aggiunto, inoltre, Franz Caruso – trasferendo, intanto, i locali da un piano all’altro dell’immobile provinciale e per il quale il Comune di Cosenza paga 80 mila euro all’anno per il fitto dei locali alla Provincia. Adesso, recuperando l’immobile della scuola “Mario Dionesalvi”, daremo una sede dignitosa al Centro per l’impiego».

Il primo cittadino non ha nascosto la sua soddisfazione per l’apertura di questo nuovo cantiere che si aggiunge agli altri numerosi cantieri attivi in città e che muovono anche l’economia locale.

«L’avvio dei lavori – ha aggiunto Franz Caruso – ci consente di rispettare il programma che abbiamo a suo tempo sottoposto al vaglio degli elettori e che stiamo continuando a realizzare. I lavori iniziati oggi termineranno il 31 dicembre 2025. È un’opera complessa, ma che è stata resa possibile oltre che dal rapporto sinergico con la Regione, che ha destinato circa 3 milioni di euro alla realizzazione dell’intervento, con risorse del Pnrr, dall’impegno costante dell’assessore Damiano Covelli e della struttura tecnica guidata dal nostro dirigente, ing. Salvatore Modesto e di cui fa parte anche il Rup, ing.Gennaro Spolverino che seguirà, insieme alle altre figure di verifica e di direzione dei lavori, tutta l’attività che si dovrà mettere in campo per realizzare l’opera così come è stata progettata, ma soprattutto per rispettare i tempi di realizzazione».

Come primo atto dei lavori, è stata allestita l’area del cantiere e sono stati sgomberati i locali della scuola dai banchi e dalle suppellettili. Quindi, si procederà all’adeguamento sismico e alla messa in sicurezza di tutta la struttura e alla rifunzionalizzazione degli spazi interni da destinare a nuova sede del Centro per l’impiego. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore Damiano Covelli Covelli.

«Il nuovo Centro dell’impiego – ha detto – sarà un ufficio sicuro, moderno e accogliente. Abbiamo superato non pochi ostacoli per raggiungere l’obiettivo e soprattutto per mantenere il Centro a Cosenza. Potremo contare su una struttura moderna, in posizione centrale e strategica e raggiungibile agevolmente anche da chi arriva in città dalla provincia. Ancora una volta questa Amministrazione si contraddistingue per la capacità di saper intercettare e utilizzare al meglio i fondi del Pnrr». (rcs)

Mendicino comune riciclone: a marzo raggiunto il 79,47% nella differenziata

È un importante traguardo quello raggiunto da Mendicino nella gestione dei rifiuti: a marzo ha raggiunto il 79,47% nella raccolta differenziata.

Lo ha reso noto la sindaca Irma Bucarelli, molto soddisfatta di questo risultato realizzato dall’Amministrazione comunale, anche grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti i cittadini e degli operai della Ditta incaricata Ecoross.

«Un risultato – ha commentato Irma Bucarelli – frutto di un lavoro di squadra e di una consapevolezza crescente sull’importanza della raccolta differenziata. È fondamentale mantenere alto questo livello di partecipazione e proseguire con iniziative che favoriscano il rispetto dell’ambiente e la tutela del nostro territorio».

Anche l’assessore all’Ambiente, Ignazio Giordano, si è detto entusiasta per l’obiettivo raggiunto, «che rappresenta un notevole passo avanti verso una comunità più sostenibile e rispettosa dell’ambiente e testimonia l’efficacia delle politiche di sensibilizzazione e di gestione implementate nel corso degli ultimi mesi».

Il sindaco Bucarelli ha ricordato, inoltre, che la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti sono fondamentali per tutelare l’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile. Separare correttamente i materiali permette di ridurre l’inquinamento, diminuire il volume di rifiuti destinati alle discariche e risparmiare risorse naturali preziose. Inoltre, il riciclo contribuisce a ridurre l’emissione di gas serra e l’impatto ambientale complessivo, favorendo un uso più efficiente delle materie prime.

«È importante – ha concluso – che tutti collaborino con senso civico e responsabilità, affinché il nostro territorio possa beneficiare di un ambiente più pulito e salutare. Continueremo a promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione per mantenere e migliorare ulteriormente questa percentuale, nella convinzione che il rispetto dell’ambiente sia una responsabilità di tutti». (rcs)

Tis, il sindaco di Cerisano Di Gioia incontra Senese (Uil)

Si è discusso della proposta emersa nei giorni scorsi finalizzata alla stabilizzazione dei Tis attraverso un voucher economico di 25 mila euro (una tantum) per ciascuna assunzione a tempo indeterminato, nel corso dell’incontro avvenuto tra il sindaco di Cerisano, Lucio Di Gioia e la segretaria generale di Uil Calabria, Mariaelena Senese.

Una proposta che non convince e si appresta insufficiente.

Senese e Cretella hanno incontrato, altresì, i tirocinanti del municipio delle Serre per esprimere loro solidarietà e vicinanza e garantire impegno per la soluzione di una annosa vertenza. Il sindaco Di Gioia – riportando il malcontento di tutti i sindaci calabresi – ha ribadito le tante perplessità sulle soluzioni prospettate. L’appuntamento del 5 maggio in Provincia, tra sindaci e sindacati sarà occasione di diretto confronto per chiarire le tante criticità e i limiti delle proposte avanzate da Regione e sindacati.
Ed invero, se la situazione e, soprattutto, la soluzione “politica” rimarranno quelle prospettate difficilmente Cerisano (e gli altri Comuni) potranno “confermare” i propri tirocinanti con la certezza che i tanti comuni calabresi rimarranno senza personale per l’ordinaria attività.
Si tratta di un vero e proprio percorso di “instabilizzazione”, quello immaginato, che non ha avuto alcun preliminare confronto con i sindaci, esclusi da qualunque trattativa, parere o mero consiglio.
«Si chiede proprio ai comuni di procedere con assunzioni insostenibili e impossibili per le casse degli Enti. Ma non molliamo: sosterremo le loro legittime aspettative maturate nel tempo per ottenere vera giustizia sociale, equità, dignità e diritto al lavoro», il messaggio del sindaco. (rcs)

POLISTENA (RC) – Si presenta il libro di Luigi De Magistris

Domani pomeriggio, a Polistena, alle 18, nella sala Condello, in Via Francesco Jerace n. 32, sarà presentato il libro “Poteri occulti – Dalla P2 alla criminalità istituzionale: il golpe perenne contro Costituzione e democrazia” di Luigi De Magistris.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna culturale “Senza memoria non c’è futuro” promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi.

Il prestigioso evento sarà aperto dai saluti di Michelangelo Tripodi, presidente della Fondazione, vedrà gli interventi programmati di Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi, e di Giancarlo Costabile, docente Unical Pedagogia dell’Antimafia e si terrà con la partecipazione dell’autore del libro, Luigi De Magistris.

Luigi De Magistris con il suo libro “Poteri occulti” della collana ‘Le terre’ di Fazi Editore torna ad occuparsi dei decenni angosciosi e inquietanti del dopoguerra italiano, tra intrecci mafiosi e silenziosi depistaggi delle logge massoniche, trattative torbide tra Stato e criminalità, terrorismo eversivo e servizi segreti, imprenditori senza scrupoli e finanzieri spregiudicati.

Protagonista da magistrato di scottanti inchieste su corruzione e criminalità organizzata, Luigi De Magistris in questo saggio evidenzia come la Repubblica italiana, da decenni, sia fortemente condizionata da poteri occulti, con collusioni che arrivano fino al cuore dello Stato. Questi poteri costituiscono un sistema spesso criminale e sempre più pervasivo, che intreccia mafie, massonerie più o meno deviate, servizi segreti, imprenditori, finanzieri, politici e perfino settori della magistratura.

Negli ultimi trent’anni, in particolare, si è assistito a una crescente criminalità istituzionale: i poteri occulti si sono mimetizzati nelle istituzioni, utilizzate per finalità illegali e per colpire, attraverso la legalità formale, chiunque osi indagare o opporsi. Dalla Prima Repubblica a oggi – dalla strategia della tensione al piano di rinascita democratica della Loggia P2, dalla trattativa Stato-mafia alle politiche autoritarie e salva corrotti del governo Meloni – il libro ricostruisce il ruolo eversivo dei poteri occulti nella storia italiana: un vero e proprio “golpe perenne” contro la Costituzione e la democrazia. De Magistris documenta come operano le nuove mafie, al tempo del neoliberismo e denuncia la dilagante corruzione e la rinascita di una P2 trasversale ai partiti, dedita alla rapina delle risorse pubbliche.

Analizzando fatti e vicende che pochi hanno il coraggio di raccontare, Poteri occulti è una lettura per conoscere le profonde connessioni tra politica, affari, criminalità e poteri segreti e al contempo un appello per un risveglio politico, etico e civile.

La presentazione del libro sarà l’occasione per un ricordo di Papa Francesco, scomparso il 21 aprile, e per un momento di raccoglimento in sua memoria. (rrc)

RENDE (CS) – Il musical “Alice”

In scena domani sera, al Cineteatro Garden di Rende, alle 20.30, il musical Alice (Dove sono le meraviglie?) di Francesco Mastroianni e una produzione Teatro Rossosimona.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Tirreno Festival curato da Dedo Eventi e prevede una matinèe per gli studenti.

Una versione attualizzata dell’eroina di Lewis Carroll nella quale – spiega Mastroianni, che oltre ad aver curato drammaturgia e regia è anche in scena – «viene dato valore allo smarrimento della protagonista in quella delicata fase di passaggio dall’età dell’innocenza al mondo degli adulti. Il paese delle meraviglie, e i suoi abitanti, non sono altro che lo specchio della vita di Alice e dei suoi rapporti familiari e sociali». 

Il ruolo di Alice è affidato alla giovanissima Raffaella Zagordo, selezionata fra gli allievi del “Performing Arts Studio Mirella Castriota” insieme a Benedetta Bilotto, Sofia Cundari, Francesca Froio, Paolo Rendace, Vincenzonilo Stellato e Sara Zanolini.

Ad affiancarli un gruppo di performer professionisti con un background di tutto rispetto – Donato Altomare, Gea Andreotti, Giulia Maffei, Linda Gorini, oltre allo stesso Mastroianni –, in scena con Mirko Iacquinta, Alessia Mandoliti e Gabriella Sarubbo.

Da segnalare anche le coreografie di Angela Tiesi, la direzione di scena di Patrizia Castriota e la direzione di produzione di Lindo Nudo; completano i credits Jacopo Andrea Caruso (responsabile tecnico), Vittorio Falbo (fonico) e Raffaele Iantorno (macchinista). 

Lo spettacolo sarà in replica al teatro Odeon di Paola domani, 24 aprile, al cineteatro Vittoria di Diamante il 26 e 29 aprile, all’auditorium Massimo Troisi di Morano Calabro il 27 e 28 aprile. (rcs)

Rizziconi, i riti sacri della Pasqua celebrati in un film di Ferdinando Sette

di PINO NANOSabato Santo a Rizziconi va in scena il film della Pasqua cristiana mista ai riti pagani della stessa, un documentario firmato dal giovane regista Ferdinando Sette e interamente dedicato alla storia della Pietà Popolare nella Piana di Gioia Tauro, a ridosso di Palmi, tra Taurianova e Cittanova, insomma il cuore dell’Aspromonte.

Ad ospitare la prima nazionale del film sarà il Municipio di Rizziconi con il saluto iniziale del sindaco Alessandro Giovinazzo. Sarà poi la volta dell’assessore alla cultura Giuseppe Scarfò e della professoressa Maria Rosaria Russo che daranno del documentario una chiave di lettura antropologica. Poi l’intervento del sacerdote don Nino La Rocca studioso e profondo conoscitore delle tradizioni locali di queste zone e di questi paesi.

A me hanno chiesto invece di parlare ancora una volta del Caso-Natuzza Evolo, avendo la storia di Natuzza Evolo, e che io ho raccontato per la Rai mille volte diverse, una parte predominante anche in questo documentario televisivo.

«Parliamo di un docufilm – spiega il giovane regista di Rizziconi – che vuole riproporre “La Sacra Tragedia di Cristo”, una rappresentazione teatrale divisa all’epoca in 5 atti, nel tempo ridotta a 3 atti, scritta dal Professore Francesco Carbone, ai fini del ‘800. Il copione è considerato una «priorità locale» da non consegnare alle altre località limitrofe. La sua durata totale di 150 minuti, unita ai versi entrati nel linguaggio popolare, la rende una componente culturale radicata nel tessuto sociale di Rizziconi». 

Atto Primo. Si parte dalla Domenica delle Palme: l’ingresso di Cristo a Gerusalemme Il documentario apre con le immagini della scena teatrale in cui Gesù viene accolto dalla folla festante con rami di palma e ulivo. Queste riprese si intrecciano con la cerimonia contemporanea della benedizione delle palme che si svolge presso la Chiesa del Calvario, in un montaggio che evidenzia la continuità simbolica tra passato e presente. 

Atto Secondo, la lavanda dei piedi e l’Ultima Cena: anche in questo caso, le sequenze della tragedia si alternano con le riprese della liturgia odierna, celebrata durante la Santa Messa del Giovedì Santo. L’intimità del gesto di Cristo che lava i piedi agli apostoli si riflette nell’intensità spirituale della celebrazione religiosa attuale.

Atto Terzo, la Salita al Calvario e il legame con Natuzza Evolo. Il dolore della Via Crucis si manifesta attraverso le immagini teatrali della salita al Calvario e del pianto della Veronica. Questi momenti trovano eco nella figura di Natuzza Evolo, cui è dedicato un approfondimento simbolico, e nella processione del Cristo Morto, documentata con un montaggio che alterna la tradizione teatrale con le riprese dell’ingresso in chiesa della statua del Cristo. 

Atto Quarto, l’Affruntata. San Giovanni corre per tre volte per portare alla Madonna la notizia della Risurrezione. Il culmine è l’incontro con il Cristo Risorto, svelato tra applausi e fuochi d’artificio. Un evento che, ogni anno, emoziona profondamente la comunità: occhi lucidi negli anziani, partecipazione intensa nei giovani. 

Il documentario – aggiunge ancora Ferdinando Sette – prende vita attraverso immagini d’archivio delle varie manifestazioni locali, restituendo il sapore del tempo e delle emozioni collettive vissute negli anni e le immagini di chiusura, immagini contemporanee delle stesse celebrazioni, mostrano come la fede e la tradizione continuino a camminare insieme, rinnovandosi continuamente e senza mai perdere la loro essenza. (pn)

A Cinquefrondi inizia la costruzione del primo asilo comunale

È stato aperto il cantiere per la costruzione del primo asilo comunale di Cinquefrondi. Lo ha reso noto l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Conia, sottolineando come «questo intervento segna una nuova tappa nel percorso di sviluppo e miglioramento dei servizi sociali per le famiglie del nostro territorio, che si aggiunge ai tantissimi cantieri attualmente attivi, con progetti che spaziano da infrastrutture a opere di forte utilità sociale».

«L’asilo nido – viene spiegato nella nota del primo cittadino e di Roberta Manfrida, assessora alla Pubblica Istruzione – che sorgerà in una zona facilmente accessibile, rappresenta una vera e propria innovazione per il nostro comune. Si tratta di una struttura che risponde a un bisogno concreto delle famiglie, offrendo un ambiente sicuro e stimolante per i bambini dai 3 mesi ai 3 anni».

«La nuova struttura – hanno aggiunto – non solo garantirà un servizio essenziale per i più piccoli, ma si inserisce anche in una visione di sviluppo che pone al centro il benessere delle persone, in particolare delle madri, in un’ottica di politiche di genere concrete e di supporto alla conciliazione tra vita familiare e professionale».

«L’asilo nido si inserisce in un contesto di rinnovamento e di crescita – si legge – che ha visto negli ultimi anni altre importanti opere pubbliche. Tra queste, ricordiamo la creazione della nuova sede del Liceo Musicale e l’introduzione del nuovo Liceo Coreutico, unica sede nel territorio reggino, rispondendo così alla crescente domanda di specializzazioni in ambito artistico. Inoltre, sarà inaugurata una scuola di alta specializzazione in costruzione che sorgerà nella ex sede della Comunità Montana, per favorire la formazione professionale e il rafforzamento delle competenze in diversi settori».

«Il nostro impegno per il futuro non si ferma: l’apertura dell’asilo nido comunale segna un altro passo importante verso la realizzazione di una comunità più inclusiva, solidale e al passo con i tempi. L’asilo nido – viene sottolineato – non è solo un servizio per i bambini, ma anche un supporto fondamentale per le donne del nostro territorio, permettendo loro di accedere più facilmente al mondo del lavoro, senza rinunciare alla cura e alla crescita dei propri figli».

«In un momento storico in cui la conciliazione tra impegni familiari e lavorativi è sempre più difficile – hanno continuato Conia e Manfrida – l’Amministrazione comunale di Cinquefrondi ha deciso di investire con decisione su politiche che pongano al centro le persone, con particolare attenzione alla tutela delle pari opportunità e all’inclusività».

«La realizzazione di questo asilo nido – conclude la nota – è il frutto di un lavoro collettivo, che coinvolge diversi settori dell’Amministrazione e che testimonia ancora una volta la nostra volontà di rispondere alle esigenze dei cittadini, con interventi mirati, concreti e di qualità. Siamo certi che questa nuova struttura rappresenterà un punto di riferimento per tutte le famiglie e contribuirà a rendere Cinquefrondi una città sempre più accogliente, moderna e attenta al futuro dei più piccoli». (rrc)

Il progetto della Pro Loco per celebrare i 243 anni di Filadelfia

Il 16 aprile del 1783 fu fondata Filadelfia. Sono passati 243 anni da allora e, per l’occasione, la Pro Loco di Filadelfia ha presentato in Comune un progetto/programma per l’anno 2026 intendendo organizzare un evento che unisca storia, cultura e comunità. “Festeggiamo la nostra storia. 16 aprile 1783 – 16 aprile 2026”.

La proposta della Pro Loco prevede: una cerimonia istituzionale con cerimonia d’apertura alla presenza del Sindaco, della cittadinanza, della scuola, delle associazioni, degli enti, delle istituzioni e di tutte le realtà sociali di Filadelfia; la benedizione della città con la partecipazione delle autorità religiose;  l’istituzione della data del 16 aprile come “Giornata celebrativa della Fondazione di Filadelfia”, in ricordo della posa della prima pietra della città e la posa di una targa o di una stele commemorativa della fondazione. 

La proposta proseguirà con il momento della rievocazione storica in cui è prevista una mostra fotografica con immagini e documenti storici, i momenti più salienti della vita della città e la Lettura di documenti storici sulla fondazione della città. Altro momento sarà il “Filadelfia si Mostra: Anniversario” con Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni: stand gastronomici con piatti e prodotti tradizionali di Filadelfia. E ancora attività per coinvolgere i cittadini e la scuola tramite concorsi di poesia, fotografia, disegno a tema “La mia Filadelfia”.

Non può mancare il momento delle note, in cui si chiederà alla Banda musicale Ampas e all’Orchestra Gemelli ed altri attori musicali presenti sul territorio di Filadelfia l’esecuzione di brani tratti dai loro vasti repertori. 

Il momento conclusivo prevede una torta gigante dei 243 anni ed un brindisi collettivo, uno spettacolo pirotecnico per chiudere la festa. Il programma proposto è ricco e articolato, pensato per valorizzare al meglio la storia e le tradizioni di Filadelfia ma la sua realizzazione sarà modulata ed arricchita dalle collaborazioni che si riuscirà a mettere in campo, mantenendo sempre l’obiettivo di offrire alla comunità un evento significativo e partecipato. 

Attraverso incontri periodici si intenderà co-progettare la giornata in cui ognuno propone e costruisce un pezzo della Festa. La Pro Loco di Filadelfia intende quindi non solo istituzionalizzare la “Giornata celebrativa della Fondazione di Filadelfiama anche valorizzare il significato profondo del nome Filadelfia (amore fraterno), rafforzando così il senso di appartenenza e rendendo la festa davvero collettiva. (rvv)