L’ORGOGLIO FERITO E SMARRITO DI REGGIO
LA CITTÀ È ABBANDONATA E NON “DECOLLA”

di SANTO STRATI – La ricorrenza, qualche giorno fa, dell’anniversario della Rivolta di Reggio (sono passati 52 anni da quel drammatico “Buio”) ha dato sprone alla politica locale di esaltare e decantare i guai di questa città. Un’occasione ghiotta, a destra e a sinistra, per irridere reciprocamente l’avversario, insultarlo e attizzare il fuoco delle polemiche. Non è questo che serve a questa povera e dimenticata Città dello Stretto. 

Sono oltre 50 anni – verrebbe da dire – passati invano, nonostante le vittime, le devastazioni, le umiliazioni, gli sgarbi, le “rapine” (a volte palesi, a volte impalpabili) per depredare e saccheggiare l’ex capoluogo (che, comunque, non è rimasto a guardare), in nome di una presunta “superiorità”. Una stupida disfida a chi ce l’ha più lungo. 

Reggio e Catanzaro hanno sofferto in diversa maniera gli effetti della nascita delle Regioni: il capoluogo ha conquistato il “pennacchio” ma ha scoperto di essere pressoché invisibile e insignificante, vittima di una politica ad personam che si è dimenticata della città e dei suoi abitanti. Reggio s’è ritrovata “defraudata” del titolo, ma ha, apparentemente, reagito con orgoglio, mostrando – senza dubbio – di avere gli artigli, più di Catanzaro. L’errore per tutte e due le città è stato quello di guardare più all’apparenza che alla sostanza. La verità è che se Atene piange, Sparta non ride: Catanzaro è alle prese con una grave crisi identitaria che il nuovo sindaco Fiorita dovrà, con non poca difficoltà, cercare di superare e, possibilmente, far dimenticare. Catanzaro ha una sede universitaria che produce (ed esporta, ahimè) talenti in campo scientifico, ma a livello centrale non riesce a darsi una connotazione specifica su cosa vorrebbe (dovrebbe) diventare. Non hanno capito i catanzaresi (come non lo hanno capito i reggini) che se non si supera il gap della rivalità, delle tante Calabrie, non si va da nessuna parte. Occorre fare rete, occorre pensare in termini di regione coesa, unita nelle sue varie territorialità, a pretendere il rispetto del governo centrale, a esigere quello che tocca di diritto. Contro ogni idea di autonomia differenziata (che penalizza solo il Mezzogiorno col criterio della spesa storica) per presentare una grande idea di Calabria, unitaria in un comune obiettivo di crescita.

È un sogno, ma non è proibito crederci, a patto che in ogni singola realtà urbana  e provinciale si giunga a progettare e realizzare concretamente programmi di sviluppo che guardino alle nuove generazioni e interrompano la fuga di cervelli, qui inutilizzati, al Nord e all’estero valorizzati e “sfruttati” in maniera adeguata..

Quello che, tanto per centrare il tema, non sta accadendo nel Reggino. La città di Reggio sta vivendo una insopportabile involuzione che non trova spiegazione, se non nell’incapacità, conclamata, dei suoi amministratori e dei suoi politici di riferimento. Guardiamo a Cosenza: da borgo montagnolo è diventata una bella, piccola ma invidiabile, metropoli del Sud. La rigenerazione urbana ha dato i suoi frutti e oggi si possono cogliere i risultati che inorgogliscono l’intera regione. Il Censis ha promosso ai primi posti il sistema universitario dell’Unical (altra premiata fabbrica di cervelli con infelice record di esportazione). La città è viva, vitale, pronta alla sfida di un’ulteriore, ormai indispensabile, crescita, anche pensando al vecchio e contestato progetto di “Grande Cosenza” che prevede la fusione di Rende e Castrolibero nel capoluogo.

Invece, Reggio sta languendo, sta morendo, asfissiata dall’indifferenza e dalla cattiva gestione (?) della cosa pubblica. 

Basta fare un giro in città per domandarsi come sia possibile questo livello di abbandono e, a più riprese, di degrado sotto tutti i punti di vista. L’occasione del cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi poteva essere l’occasione di rilancio in chiave turistica di una città che profuma di cultura in ogni suo angolo. Invece, l’unico profumo, pardon, olezzo, è quello della spazzatura che disegna un paesaggio intollerabile e indegno di una città civile.

Il deputato reggino Francesco Cannizzaro ha scritto l’altro ieri una bella lettera ai reggini invitandoli “a rialzarsi e combattere”, ma è stato sbeffeggiato da una sinistra che, da parte sua, mostra chiaramente di avere perso il senso dell’orientamento. Non che le dichiarazioni d’intento di Cannizzaro debbano essere considerate vangelo, tutt’altro, ma anziché costruire in questa città c’è l’innnata vocazione a distruggere e a impedire il benché minimo segno di apertura dall’una e dall’altra parte della contesa politica.

Cannizzaro, a rischio di cadere nel ridicolo, si lancia in una serie di affermazioni che non possiamo che ritenere oltremodo ottimistiche a proposito dell’Aeroporto dello Stretto: «abbattimento delle limitazioni, ammodernamento dell’aerostazione, piano integrato di collegamenti con i porti di Reggio e di Messina, reinserimento del personale ex Alitalia, coinvolgimento di compagnie lowcost». 

Ma di quale aeroporto sta parlando Cannizzaro? Di uno scalo fantasma, sicuramente, visto che l’abbandono è totale: bastano quattro sterpaglie a fuoco per cancellare i pochi voli rimasti. Sono trascorsi tre anni dal famoso 5 agosto 2019 quando venne annunciato in pompa magna l’utilizzo dei 25 milioni del famoso “emendamento Cannizzaro” che assegnava allo scalo quest’inaspettata dote finanziaria (incrementata poi di altre 3 milioni dai fondi di coesione). Bene di questi 28 milioni, dopo tre anni, non è stato speso un centesimo, non sono nemmeno stati indetti i bandi di gara per delle soluzioni che il viceministro leghista Morelli ha definito, senza giri di parole, ridicole e inutili. Al contrario, però, sono stati mandati a casa lavoratori che avevano esperienza e competenza, è stato ridotto al lumicino il traffico passeggeri con l’offerta volativa più assurda che uno scalo, in posizione strategica per servire anche la dirimpettaia Messina, potesse studiare. E nel frattempo c’è stata la crisi della ormai defunta Alitalia e il continuo depotenziamento anche dello scalo Sant’Anna di Crotone, a tutto vantaggio dell’aeroporto internazionale di Lamezia, che è molto vicino per come si presenta a uno scalo da terzo mondo. 

Quale criterio ha permesso di cancellare uno scalo che negli anni passati aveva un traffico di tutto rispetto e raccoglieva consensi per la puntualità e la funzionalità delle tratte servite? Quale miope strategia ha potuto fare in modo che lo scalo dello Stretto divenisse inutile e superfluo, quando, in realtà, la Citta Metropolitana ne avrebbe dovuto curare il rilancio e programmare il futuro? E forse è il caso di ricordare che la Ita, che è subentrata all’Alitalia, è tutta di proprietà pubblica: utilizza denaro dei contribuenti ma non ripaga gli stessi (quelli della Calabria) con una politica di sviluppo aeroportuale. Non ci sono scusanti per una società pubblica: le tratte si garantiscono anche se non producono ricavi, ma nessuno – a quanto pare – lo ha fino ad oggi rinfacciato ai responsabili amministrativi dell’Ita, che sullo scalo reggino mantengono l’indifferenza assoluta. Come nessuno si preoccupa di far valere il criterio della continuità territoriale per far risparmiare sul costo dei biglietti aerei. Reggio-Milano a 400 euro diventa un lusso (per Ita) che non si può più tollerare considerando che lo stesso volo da Lamezia costa otto volte di meno.

Del resto, le parole stanno a zero, parlano da soli i fatti. La presupposta limitazione al traffico aereo dello scalo che impedirebbe ai vettori charter e stranieri (in primis RyanAir) ad atterrare è in realtà una “burocratica” pratica di upgrading al tipo di pista che comporta semplicemente una formazione al simulatore di volo. Formazione che costerà al più qualche migliaio di euro per pilota e che società come RyanAir non hanno mai avuto alcuna intenzione di spendere. E ipotizzando qualche centinaio di migliaia di euro da investire, possibile che né alla Regione né alla Città Metropolitana (che pure buttano soldi in iniziative inutili e prive di ritorno) sia mai venuto in mente di mettere a disposizione la somma necessaria per formare i piloti delle compagnie sprovvisti della richiesta abilitazione per lo scalo dello Stretto? (I piloti dell’Alitalia ce l’avevano tutti…)

È mai venuto in mente a qualcuno, in Cittadella, che forse investendo qualche soldo sulle compagnie aeree si potrebbero incentivare i voli? Il volo del mattino richiede il pernottamento dell’equipaggio che arriva la sera prima: quanto costa alloggiare e offrire il soggiorno a 10-12 persone? È una spesa impossibile per la Regione? Se sì, dimenticatevi di decollare da Reggio al mattino. Dimenticatevi dell’aeroporto, e di qualsiasi idea di sviluppo turistico. 

Come vengono i turisti a vedere i Bronzi?  Atterrando a Lamezia o a Catania? E dire che la Regione ha stanziato ben 500mila euro da destinare ai collegamenti aeroporti-siti turistici: per Reggio (non ridete, per favore) la Regione investe per due mesi oltre 90mila euro per tre collegamenti “turistici” a mezzo bus. Per la cronaca, circa 15mila per la tratta Bagnara-Scilla-Villa S. Giovanni-Reggio-Aeroporto, circa 17 mila per la tratta Aeroporto-Reggio-Gambarie-S. Stefano d’Aspromonte e ben 58mila per la tratta Reggio-Bova Marina-Bovalino-Siderno-Marina di Gioia-Roccella Jonica-Caulonia. In buona sostanza 1.500 euro al giorno per compensare i bus turistici che collegheranno  l’Aeroporto dello Stretto. Per quali voli e quali passeggeri, rinunciamo, dolorosamente rassegnati, a domandare. (s)

Chindemi (Task Force Aeroporto RC): Basta prevaricazioni ai danni di Reggio

Il coordinatore della task force per l’Aeroporto dello Stretto, Salvatore Chindemi, ha chiamato in causa la Regione – e il presidente Roberto Occhiuto – e la Sacal per chiedere notizie sui lavori annunciati per l’ammodernamento dell’aerostazione e il superamento delle limitazioni.

«A questo punto si abbia il coraggio di ufficializzare la fine dell’Aeroporto dello Stretto» ha detto Chindemi, chiedendo «cosa o chi impedisce al Presidente Occhiuto di mantenere l’impegno, assunto il 7 di Febbraio con i due sindaci facenti funzioni Carmelo Versace e Paolo Brunetti, della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, di rivedersi dopo l’acquisizione, da parte dell’Ente Regionale, delle quote sociali di Sacal, acquisite in precedenza da privati, per concordare il futuro dello scalo reggino? Può un Presidente Regionale venir meno ad un impegno assunto durante un incontro istituzionale?».

«Risulta imbarazzante ed increscioso ammettere pubblicamente che lo scalo lamentino è stato, oramai eletto come l’unico scalo operante in Calabria e che quello reggino è, di fatto, un inutile ed ingombrante accessorio? Chi ha avuto una investitura popolare – ha proseguito Chindemi – e pretenderebbe di essere riconfermato, spieghi, al territorio che rappresenta, come ritiene di fronteggiare adeguatamente questo ignobile scippo dell’attività, volativa e non, del nostro aeroporto».

«Chi ha, quasi giornalmente – ha detto – l’opportunità di interloquire con i rappresentanti della società di gestione dei tre scali calabresi, castrati chiaramente di ogni capacità decisionale autonoma, con i vertici Enac nonché con il vettore nazionale, informi la città per quale misteriosa ragione non vengono ripristinati i voli, almeno per Roma e Milano, con partenza il mattino ed il ritorno la sera, promessi ed annunciati una infinita di volte».

«Da cosa o da chi dipende – ha chiesto – la mancata risoluzione delle presunte restrizioni che impedirebbero, ad alcuni vettori, di operare sullo scalo reggino? Qualcuno conosce lo stato dei lavori che renderebbero più moderno ed efficiente il Tito Minniti, utilizzando i finanziamenti del celeberrimo “emendamento Cannizzaro”, peraltro silenti da anni e inesorabilmente bollati come “inutili e dannosi” dal Sottosegretario ai Trasporti (leghista) Alessandro Morelli?».

«E si potrebbe prolungare a lungo questo triste e scandaloso elenco di soprusi ed insopportabili prevaricazioni ai danni di questa città e del suo scalo – ha proseguito – senza il quale la Metrocity diventerebbe una scatola vuota, mentre chi avrebbe l’obbligo istituzionale di difendere il proprio territorio, invece, incomprensibilmente latita e/o collude con i mandanti. Oramai il quaderno delle doglianze è strapieno: il tempo delle lamentele e delle denunce è finito».

«Ognuno, a tutti i livelli – ha evidenziato – sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. E nonostante i maldestri, quanto inutili, tentativi di delegittimazione della Task force, continueremo a denunciare questo scandalo e, contemporaneamente, sollecitare, nelle competenti sedi nazionali, proposte e soluzioni concrete».

«Da parte nostra – ha concluso – siamo pronti a mettere in campo una società, pubblico privata, adeguatamente capitalizzata, disponibile ad assumere l’onere di una gestione autonoma del nostro scalo. Lasciamo alla città la possibilità di valutare, serenamente, i comportamenti di chi tenta di difendere questo territorio ed, invece, chi concorre a disarticolare le sue strutture, affossandolo definitivamente, sorprendendosi, poi, delle sonore sconfitte elettorali». (rrc)

Morabito (PD): Regione e Sacal rendano noti i programmi per lo sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto

Antonio Morabito, segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico, ha chiesto alla Regione e a Sacal di rendere noti «i programmi di sviluppo nei confronto dell’Aeroporto dello Stretto».

«Da mesi, per non dire da anni ormai – ha spiegato Morabito – è piombato il più assoluto silenzio sulle attività di sviluppo che dovrebbero interessare il nostro scalo. Ed al di là di qualche vago annuncio non si registrano novità sostanziali, se non una inesorabile e nemmeno troppo lenta spoliazione dell’offerta volativa reggina. L’ultimo in ordine di tempo è stato il volo Reggio-Torino. Notizie recenti riguardano la cancellazione del night-stop, con orari e prezzi improponibili, che era stato inizialmente mantenuto da BluAir dopo la cancellazione delle altre tratte settimanali. In sostanza una debacle annunciata, alla quale circa un mese fa, in seguito alle sollecitazioni pervenute dalle istituzioni reggine, la nuova governance di Sacal aveva tentato di mettere una pezza, annunciando tre nuove destinazioni e rimandando i dettagli ad una comunicazione successiva da li a qualche giorno».

«Ma, nonostante i buoni propositi ad oggi niente di concreto – ha rilevato il segretario – nonostante sia trascorso praticamente un mese e la stagione estiva sia già in fase avanzata. Cosi come si sono perse le notizie del finanziamento per l’ammodernamento dell’aerostazione annunciato in pompa magna ormai quasi quattro anni fa nel corso di una conferenza stampa, proprio presso i locali dell’aeroporto, e che però non ha prodotto ad oggi alcun effetto».

«Non è certo una questione di campanilismo – ha aggiunto Morabito – ma lascia perplessi la circostanza che vede per l’aeroporto di Lamezia l’avvio, quasi a cadenza settimanale, di nuove rotte internazionali. Per carità siamo assolutamente contenti per lo scalo lametino, che costituisce il principale hub aeroportuale della Calabria. Ma ci piacerebbe conoscere qual è l’indirizzo regionale ed i programmi da parte di Sacal circa lo sviluppo dello scalo reggino, sul quale era stata annunciata un’attenzione specifica non più di qualche mese fa. Bene hanno fatto i Consiglieri della Città Metropolitana a chiedere delucidazioni in tal senso».

«Circa un mese fa – ha ricordato – da Palazzo Alvaro si era sollecitato il ripristino dei voli per Roma e Milano ad orari e prezzi accettabili, il minimo sindacale per uno scalo aeroportuale che deve acquisire una vocazione turistica ma che serve quotidianamente i collegamenti dei reggini sui due principali hub nazionali, per motivi di lavoro, di studio o di salute».

«Ed anche su questo fronte – ha concluso – ad oggi da parte di Sacal siamo al nulla di fatto. Cosi come risulta ancora lontana dalle strategie di Sacal l’interlocuzione con il bacino messinese vitale per intercettare l’utenza sull’Aeroporto dello Stretto (che non a caso si chiama cosi) e che potrebbe collegare gli ingenti flussi turistici per le isole Eolie, non solo durante il periodo estivo». (rrc)

Versace, Brunetti: Ripristinare slot su Roma e Milano a prezzi e orari accessibili

I sindaci f.f. della Città Metropolitana di Reggio e del Comune di Reggio, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, hanno chiesto di ripristinare, all’Aeroporto dello Stretto, lo slot su Roma e Milano a prezzi e orari accessibili.

«Apprendiamo a mezzo stampa – hanno spiegato – in seguito all’allarme sollevato da Città Metropolitana e Comune di Reggio Calabria, contestuale all’appello pubblico del Presidente di  Confindustria Reggio Calabria, che Sacal starebbe programmando l’attivazione di tre nuove rotte dall’aeroporto dello Stretto. Un fatto certamente positivo, sul quale però avremmo gradito una preventiva interlocuzione con il nuovo Amministratore Sacal, necessaria a concertare i passaggi più opportuni per il rilancio dello scalo reggino, in linea con le aspettative del territorio che ci pregiamo di poter rappresentare».

«Dal punto di vista operativo – hanno proseguito Versace e Brunetti – siamo convinti che, prima ancora di annunciare nuove rotte, la precondizione per una ripartenza dello scalo sia quella del ripristino dei voli giornalieri sulle due direttrici principali di Roma e Milano, attraverso la riproposizione dei medesimi slot esistenti fino a poco tempo fa, con costi accessibili e con orari mattutini e serali che consentano i viaggi in giornata per motivi di lavoro, studio e salute, permettendo anche le combinazioni con destinazioni internazionali, da Fiumicino e Linate, da sfruttare in ottica turistica per l’attività di incoming non solo durante il periodo estivo, ma per tutti i mesi dell’anno, in linea con l’attività di destagionalizzazione che il nostro territorio sta proponendo in chiave turistica».

«Non sfugge, infatti – hanno detto ancora – che nel contesto del nostro territorio metropolitano, l’aeroporto svolge una funzione essenziale non solo per la necessaria continuità territoriale, per spostamenti veloci per coloro che intrattengono relazioni professionali o per i viaggi per motivi di studio e, ahinoi, di salute, ma anche e soprattutto in ottica turistica per la predisposizione di un servizio di trasporto veloce ed accessibile verso il bacino dell’area dello Stretto. Il paradigma da proporre infatti prevede l’utilizzo dello scalo non solo per il territorio della Calabria meridionale, ma anche per il bacino della Città Metropolitana di Messina e per le isole Eolie, straordinario polo di attrazione turistica che va associato, attraverso un’attività sinergica con le istituzioni siciliane, ai flussi volativi del Tito Minniti».

«Su questi aspetti auspichiamo ormai da lungo tempo un confronto reale e operativo con la Regione Calabria e con la Società di gestione – hanno detto Versace e Brunetti – un’interlocuzione che però, nonostante il manifestato ottimismo, le conferenze stampa, l’illustrazione di progetti e gli annunci pubblici, non ha sortito ad oggi alcun miglioramento concreto. Anzi negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un ulteriore depauperamento dell’offerta volativa reggina, oltre al brutto pasticcio dell’aumento delle quote private di Sacal, con il successivo intervento della Regione che però ha semplicemente ripristinato la precedente condizione di equilibrio nell’organigramma societario».
«Consapevoli dell’enorme importanza che lo scalo riveste per il territorio della nostra Città Metropolitana – hanno concluso – auspichiamo oggi un netto cambio di passo rispetto alla tendenza che in questi anni ha prodotto solo una progressiva spoliazione dello scalo da parte di un contesto regionale che, fino ad oggi, si è dimostrato totalmente miope rispetto alle prospettive di crescita e sviluppo che il territorio reggino merita». (rrc)

Franchini (Sacal): Al lavoro su tre nuove rotte dall’Aeroporto dello Stretto

Marco Franchini, amministratore unico di Sacal, ha reso noto che la società è «impegnata quotidianamente per rilanciare il settore aereo regionale, per attrarre nuove compagnie, per attivare nuove rotte, per rafforzare i tre scali della regione, in particolar modo quelli di Reggio Calabria e Crotone, le due realtà che allo stato attuale hanno maggiori margini di crescita».

«Sono alla guida della Sacal da poche settimane, – si legge in una nota – conoscevo le difficoltà esistenti, alcune anche strutturali, ma ciò non mi impedisce di lavorare con determinazione per invertire la rotta e per migliorare, e di molto, l’esistente».

Franchini, poi, ha spiegato che «il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, vuole fortemente investire sugli scali calabresi e sul loro futuro, e sono certo che insieme raggiungeremo importanti risultati per la Calabria».

«In questi giorni – ha proseguito – è giunta la notizia che la compagnia Blue Air ha cancellato – anche a seguito di un recente incidente verificatosi presso l’aeroporto di Napoli – la tratta tra Reggio Calabria e Torino. Stiamo lavorando per trovare una soluzione immediata a questo problema, e soprattutto stiamo operando, in modo strategico e sistematico, per portare a Reggio Calabria tre nuove importanti rotte: nei prossimi giorni avremo novità in merito».

«Gli obiettivi che ci siamo prefissati – ha concluso – si raggiungono solo grazie ad un costante dialogo con le compagnie aeree, – conclude l’amministratore unico –  ad una positiva sinergia con le autorità competenti, e creando le condizioni per attrarre interesse e investimenti attorno agli scali calabresi. Siamo ottimisti e concentrati sulle cose da fare». (rcz)

Aeroporto di Reggio: Versace e Brunetti contro il taglio del volo per Torino

Dopo l’annunciato taglio del volo Reggio-Torino, il sindaco metropolitano ff Carmelo Versace e il sindaco ff Paolo Brunetti hanno rimarcato l’assenza di una strategia mirata al rilancio dello scalo dello Stretto: «Dalla Regione ancora silenzio. Basta annunci, la pazienza è terminata».
I due sindaci facenti funzione, pertanto, chiedono una netta inversione di tendenza sulla gestione regionale dello scalo reggino: «L’aeroporto dello Stretto – hanno dichiarato in una nota congiunta –  continua a perdere pezzi e nonostante i buoni auspici dichiarati dalle autorità regionali, dal Presidente Occhiuto e dalla società di gestione regionale Sacal, purtroppo l’ultimo annuncio di una compagnia aerea riguarda la cancellazione di un altro volo, quello per Torino, già programmato per l’estate 2022».
«Abbiamo sempre affermato che lo sviluppo del Tito Minniti richiede uno sforzo corale da parte delle istituzioni territoriali, a partire da chi ormai da tanti anni detiene la gestione dello scalo attraverso la società regionale. Non è nostra intenzione puntare il dito contro nessuno, ma gli auspici a più riprese dichiarati dal presidente Occhiuto, che nei mesi scorsi ha continuato a chiedere pazienza al nostro territorio, ad oggi non risultano assolutamente rispettati. E la pazienza da parte dei reggini è da considerarsi terminata. Non solo infatti non si registrano miglioramenti per l’offerta volativa in riva allo Stretto, a fronte di un aumento di voli e compagnie che interessano invece l’aeroporto di Lamezia, ma addirittura una delle poche compagnie operanti sul nostro scalo pare aver deciso di tagliare uno dei voli già previsti per questa estate, in nome di un ritardo nelle consegne degli aeromobili».
«Non è certo il migliore degli auspici per la rivoluzione copernicana annunciata da Occhiuto – conclude la nota – anzi l’impressione è che la programmazione regionale di Sacal, nonostante gli annunci, continui a privilegiare lo scalo di Lamezia a danno di quello di Reggio Calabria, anche in una stagione importante come questa con l’anniversario dei Bronzi ormai alle porte. Neanche i tanto sbandierati interventi per l’ammodernamento dello scalo reggino hanno prodotto alcunché. A tre settimane dalla nomina del nuovo Amministratore di Sacal vige ancora il silenzio più assoluto circa i programmi di crescita annunciati dalla Regione per l’aeroporto dello Stretto. Anzi l’unica notizia riportata da alcuni organi di stampa, ad oggi, riguarda il taglio di un altro volo, circostanza sulla quale ci piacerebbe conoscere il parere del Presidente della Regione e della compagine di Sacal, soggetti entrambi preposti per dovere istituzionale, e non certo per gentile concessione, ad informare i calabresi e soprattutto i reggini, sulle intenzioni che riguardano il nostro aeroporto». (rrc)

L’assessore Minasi: Rassicurazioni dal viceministro Morelli su Porto Saline Joniche e Aeroporto dello Stretto

L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Tilde Minasi, ha incontrato il viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, che ha rassicurato «sull’impegno concreto suo e del Governo circa una serie di Infrastrutture cruciali per l’area di Reggio e per l’intera Calabria, sulle quali già nei mesi scorsi aveva concentrato la sua attenzione e sta continuando a lavorare: il Porto di Saline Joniche e l’aeroporto di Reggio».

«Quanto allo scalo aeroportuale reggino – ha spiegato Minasi – il Viceministro ha nuovamente ribadito l’indifferibile necessità di intervenire sulla sua accessibilità, sia stradale – per la quale già a settembre scorso, ospite a Reggio, aveva annunciato l’individuazione con Anas di apposite risorse per l’apertura di uno svincolo da anni non operativo – sia ferroviaria e marittima, con un accesso ferroviario diretto all’interno dell’aerostazione e il definitivo potenziamento operativo dei collegamenti via mare tra l’Aeroporto e Messina, reperendo i fondi necessari anche attraverso un tavolo tecnico dedicato all’interno del Ministero».

 «Quanto invece al porto di Saline – ha continuato l’Assessore Minasi – dopo il suo inserimento nell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, la struttura potrà allargare a completare l’offerta retroportuale del nostro territorio, in una posizione peraltro strategica, ampliando così le opportunità di progresso del tessuto economico reggino e calabrese».

«Lo sviluppo – ha detto ancora – non può prescindere da Infrastrutture nuove ed efficienti. Il Presidente Occhiuto lo sa bene – sottolinea ancora Minasi – e sta lavorando intensamente su questo fronte, per recuperare anni di ritardo che hanno penalizzato la nostra Regione: dall’Alta velocità alla Statale 106 Jonica, al porto di Gioia Tauro e così via dicendo, sta coinvolgendo i Sindacati perché insieme si possa agire sul Governo per rendere la Calabria una priorità della sua azione».

«Poter contare, dunque – ha concluso – sull’attenzione del Viceministro al ramo è molto importante. Nel caso dell’Aeroporto di Reggio, ad es., la creazione definitiva di un collegamento rapido e diretto dal comprensorio reggino e dalla Sicilia significa finalmente dar corpo al sogno di un’area dello Stretto estesa e viva, con ricadute fondamentali non solo in tema di turismo – che dovrebbe essere principale propulsore della nostra economia  – ma anche di attrazione di investimenti industriali e di altro tipo, portatori di ricchezza e occupazione. Ringrazio nuovamente, dunque, il Viceministro Morelli – conclude Minasi – felice anche di poter constatare, ancora una volta, quanto l’impegno della Lega per la Calabria sia sempre molto forte e come l’asse leghista tra Regione e Stato continui a regalare ottime prospettive per il nostro futuro». (rrm)

AEROPORTI CALABRESI, SETTIMANA CLOU
LA “NUOVA” SACAL S’IMPEGNI A FARE RETE

di SANTO STRATI – È una settimana cruciale per gli aeroporti calabresi: dopo l’approvazione del bilancio 2021 il presidente della Sacal Giulio De Metrio ha presentato le dimissioni e la “nuova” Sacal attende di conoscere il management indicato dal Presidente Occhiuto. Si chiude una storia, tra chiari e scuri, che ha visto una gestione dei tre scali calabresi fortemente concentrata su Lamezia e fortemente distratta su Crotone e Reggio. Scali diventati secondari e forse “ingombranti” per una politica aeroportuale molto accentratrice sull’hub lametino, di respiro internazionale (ma con un’aerostazione che fa pena) e di grande rilevanza per tutta la regione. 

La nuova governance rappresenta anche la futura scommessa sul rilancio definitivo (o la chiusura?) dell’Aeroporto dello Stretto verso il quale il presidente Occhiuto ha mostrato molta attenzione. Reggio era uno scalo importante prima dell’avvento della Sacal, ma con la soppressione del volo postale notturno (e relativa chiusura serale dell’aeroporto) ha preso una piega disastrosa, tra soppressione di voli, licenziamenti di personale altamente specializzato, chiusura delle attività commerciali in capo allo scalo. Da aeroporto che aveva 12 tratte, ne ha conservate due, peraltro con orari impossibili. 

Se non c’è traffico, ovviamente, un aeroporto è destinato a chiudere, ma se il traffico viene disincentivato con voli a orari scomodissimi per chi viaggia soprattutto per cure o lavoro e tariffe stratosferiche (rispetto a Lamezia) s’intuisce che è legittimo immaginare che ci siano solo due possibilità per spiegare queste scelte. O sono state fatte da chi non ha visione né immagina la necessità di fare rete con i tre scali (e quindi dimostra scarsa capacità operativa e di management), oppure – come pensano gran parte dei reggini – si può supporre un disegno (esecrabile) di chiusura degli altri scali. La volontà “politica” di penalizzare Reggio e la sua Città Metropolitana deprivandola dell’aeroporto e spostando tutto il traffico su Lamezia. Non è difficile capire che, probabilmente, era nelle intenzioni della “vecchia” Sacal chiudere Crotone e Reggio e trasformare i due terminal come punto di raccolta per i passeggeri da imbarcare a Lamezia (per mezzo di navette). Questo avrebbe significato non solo i risparmi provenienti dal licenziamento di tutti i lavoratori dei due scali (salvo una biglietteria per i ticket dei pullman per Lamezia) e, naturalmente, un incremento di traffico dello scalo lametino.

Fatte queste premesse, i reggini (ma anche a Crotone sono in febbrile attesa) guardano con sospetto il futuro management che il Presidente Occhiuto vorrà indicare per la Sacal, più speranzosi che fiduciosi – anche grazie alle modifiche statutarie in arrivo – su cosa cambierà per l’Aeroporto dello Stretto.

Ci sono i 25 milioni ottenuti dall’on. Francesco Cannizzaro con la finanziaria del 2019 (sono trascorsi tre anni e ancora non c’è un appalto) destinati allo scalo reggino più altri tre che provengono dai fondi di coesione. Anziché fare manutenzione potrebbero essere utilizzati per dare il via a un nuovo grande progetto dell’aeroporto integrato nel parco lineare sud della città dello Stretto. Una società privata che fa riferimento all’imprenditore e architetto Giuseppe Falduto, ha messo a disposizione gratuitamente un suggestivo progetto per molti versi “rivoluzionario” che trasformerebbe lo scalo in qualcosa di avveniristico e innovativo. Un vero hub in grado di servire tutta l’area dello Stretto, un bacino importantissimo di passeggeri negli ultimi anni mandato al diavolo per assenza di visione strategica e di volontà politica, evidentemente. Ma non ha avuto riscontro.

Il Presidente Occhiuto è stato abile a scoprire le carte della privatizzazione della Sacal (che di fatto escludeva la presenza istituzionale nella società che deve gestire gli aeroporti che sono strategici per la crescita e lo sviluppo del territorio) e ha stoppato i giochi dei privati riportando la Regione in maggioranza. Occhiuto ora deve mostrare ai calabresi che le sue scelte saranno dettate non dalla classiche “cambialette” elettorali cui tutti i politici sono, quasi sempre, costretti a onorare o da preferenze “amicali”, bensì ispirate a modelli di competenza e capacità. Ci sono personalità, in Calabria, in grado di poter degnamente far parte del nuovo Consiglio di Amministrazione della Sacal, ma sarebbe bello (e auspicabile) che venissero premiate attitudini e competenza in materia. 

Con tutto il rispetto e la stima per lo stilista Anton Giulio Grande chiamato a fare il commissario della Film Commission (un commissario quando ci sono da gestire 20 milioni di investimenti per gli Studios programmati a Lamezia?), non vorremmo che, alla fine, a capo della Sacal venisse nominato uno chef internazionale (che ha, però, vasta esperienza di volo  e molte card fedeltà di frequent flyer)… 

Il Presidente Occhiuto ha mostrato molta determinazione e la precisa volontà di guidare un “governo del fare”, mostrando di avere le capacità e l’adeguata esperienza politica per raggiungere (e si è già visto in diverse occasioni) risultati fino ad oggi nemmeno immaginabili. 

E allora ci permettiamo a nome dei calabresi di fare un appello: Presidente, abbia la capacità di dire no alle pretese dei partiti e alle sollecitazioni personali, ma metta insieme una squadra che prima di avere precisi connotati politici abbia le competenze necessarie per trasformare l’utilizzo degli scali calabresi in un volano di attrazione formidabile: per i turisti-visitatori, per i manager e gli imprenditori, per chiunque voglia investire in Calabria, ma soprattutto per i calabresi.

Non si tratta di avere l’aeroporto dietro casa (come succede per alcune fermate “obbligate” nel tragitto ferroviario dei treni veloci), ma di offrire al territorio e a chi ci vive e ci abita il diritto alla mobilità (anche aerea) a prezzi e orari decenti. Per i prezzi, uno dei primi impegni su cui Regione e Sacal dovranno impegnarsi è ottenere la continuità territoriale per i voli da e per la Calabria: significa agevolare territori svantaggiati (già è attiva in Sardegna e in Sicilia) con interventi sulle tariffe.

Lo scalo di Reggio è all’ultima chance e il nuovo management dovrà decidere se investire e rilanciare l’aeroporto, allargando a Messina e dintorni, l’offerta di voli e aprendo anche a rotte internazionali.

La cosiddetta limitazione dell’Aeroporto dello Stretto per gli atterraggi (è richiesta una specifica formazione dei piloti, vista la classificazione dello scalo) è stato fino ad oggi il pretesto per tenere lontani dalle piste reggine vettori  internazionali e compagnie charter.

Come si può immaginare uno sviluppo turistico del territorio reggino (il più ricco di suggestioni artistiche, naturalistiche, ambientali, etc) se non c’è un aeroporto efficiente e in piena funzionalità? È una domanda che ci piace girare non solo al Presidente della Regione e alla vicepresidente (reggina) Giusi Princi, ma soprattutto al Comune e alla Città Metropolitana di Reggio. Come si giustifica ancora oggi questa totale assenza di visione strategica sullo scalo? Perché non viene messa priorità assoluta al problema aeroporto? 

Più d’uno si chiede che senso abbia la Città Metropolitana che, pur avendo un aeroporto che un tempo primeggiava al Sud, non si preoccupa di battere i pugni a Germaneto, a Roma e dovunque sia necessario per affrontare in maniera definitiva il “problema”. Già perché l’Aeroporto dello Stretto è un “problema” irrisolto e rischia di diventare irrisolvibile se non si trova un concerto di idee e di iniziative  che lo riportino agli antichi splendori, ma soprattutto gli restituiscano il ruolo fondamentale che può svolgere nell’area mediterranea dello Stretto.

Il caso dell’Aeroporto Sant’Anna di Crotone ha molte affinità con quello reggino, e richiederà l’attivazione di nuove rotte, utili a servire tutto l’Alto Jonio calabrese.

Ecco, la “nuova” Sacal dovrà decidere se fare “rete” e quindi creare sinergie ideali e funzionali tra i tre scali oppure continuare a ignorare le istanze dei sempre più scarsi utilizzatori degli aeroporti di Crotone e di Reggio. Non interessa ai calabresi se presidente Consiglio abbiano qualche tessera di partito in tasca, l’importante è che siano premiati il merito e la competenza. La capacità si potrà misurare subito dopo, con scelte di strategia, idee innovative per lo sviluppo, crescita del traffico aereo.

La Calabria vuole volare, ma non solo da Lamezia. Vuole accogliere i potenziali tantissimi ospiti e ha possibilità di offrire tre opportunità di scalo: non siano sprecate, sarebbe un errore imperdonabile.  (s)

Sacal: dopo il bilancio si scioglie il Cda. Presto il nuovo management

Il Consiglio di Amministrazione della Sacal, la società che ha in gestione i tre aeroporti calabresi, ha licenziato il bilancio 2021 e ha concluso il suo mandato prendendo atto delle dimissioni del presidente Giulio De Metrio. Adesso si attendono le decisioni del presidente della Regione Roberto Occhiuto per la nomina del nuovo management che dovrebbe “rivoluzionare” (soprattutto per gli scali di Reggio e Crotone) i rapporti della società di gestione e il territorio. De Metrio rimane alla guida in regime dei proroga fino alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del nuovo presidente.

Come si ricorderà, l’estate scorsa la Sacal era stata privatizzata con la colpevole disattenzione della Regione. Il Presidente Occhiuto ha denunciato e bloccato l’operazione, facendo tornare in mano pubblica la maggioranza della società. Le modifiche statutarie che si preannunciano potrebbero costituire l’ultima chance di rilancio per l’Aeroporto dello Stretto che ha visto negli anni ridurre al minimo le rotte e i voli, oltretutto con collegamenti a orari impossibili per viaggiatori dell’area dello Stretto. Il nuovo corso preannunciato dal presidente Occhiuto dovrebbe finalmente puntare a fare rete tra i tre scali calabresi. Un’opportunità di rilancio soprattutto per il trasporto aereo dell’area dello Stretto. Il nuovo management avrà un compito difficile ma l’obiettivo di armonizzare il traffico dei tre scali non è impossibile da raggiungere. (rrm)

REGGIO, ORARI IMPOSSIBILI DELL’AEROPORTO
ECCO GLI SCOMODI VOLI PER ROMA E MILANO

di SANTO STRATI – C’è dell’irrazionale negli orari dei voli dell’Aeroporto dello Stretto: penalizzano i passeggeri di Reggio e Messina e mortificano qualsiasi idea di traffico. Per quale motivo l’aeroporto di Reggio è l’unico scalo italiano che non collega Milano Linate al mattino e costringe al pernottamento chiunque abbia necessità di andare nel capoluogo lombardo e sbrigare in giornata i propri impegni?

˘Una delle tante storture che affliggono lo scalo reggino, destinato, di questo passo, a chiudere definitivamente. Non si tratta di essere pessimisti, ma realisti. Come segnalatoci da Pino Franco, prima c’erano due voli per Milano e uno per Roma programmati fino al 26 marzo scorso. Poi – fa notare Franco – Ita Airways ha fatto finta di togliere e lasciare solo il volo per Roma per poi ripristinare tutto all’ultimo minuto , facendo passare la cosa come una vittoria e una concessione alle richieste dei reggini. In realtà i voli per Milano hanno cambiato gli orari (il primo alle 12.05, l’altro alle 17.15) eliminando quello del mattino (ore 6,20) che permetteva il rientro alle 23.30. Sono rimasti due voli per Milano, ma gli orari non incentivano il traffico, dirottando i passeggeri su Lamezia.

Ecco, Lamezia, un aeroporto nato con vocazione internazionale, e diventato per la Sacal – attuale società di gestione da poco tornata a maggioranza pubblica (dopo la disastrosa rinuncia dell’estate scorsa della Regione), unico scalo calabrese da coltivare, sviluppare, rilanciare. Come se gli altri due scali calabresi, il Sant’Anna di Crotone e il Tito Minniti di Reggio, fossero al più una fastidiosa incombenza, una presenza di disturbo allo sviluppo di Lamezia. Prima dell’avvento della Sacal lo scalo reggino contava 12 tratte, ora sono rimasti appena due, con orari impossibili che c costringono inevitabilmente almeno a un pernottamento. Invece va considerata l’idea essenziale di fare rete con tutt’e tre gli aeroporti, guardando alle esigenze e alle prerogative del territorio, anche tenendo conto delle possibilità offerte dalla continuità territoriale (fino ad oggi mai richiesta) che permetterebbe importanti agevolazioni di viaggio per i calabresi.

Si è creata insomma una sorta di stupida rivalità tra Lamezia e gli altri due scali, ma soprattutto nei confronti di Reggio si continuano a registrare inspiegabili strategie volte a far declassare ancora di più lo scalo dello Stretto. Un esempio facile facile: se prendo oggi da Reggio il volo delle 12.05 arrivo a Linate alle 13.45; con un taxi sono in centro intorno alle 14.30. E spendo (tariffa e-dreams scontata 231,07 euro). Non ho voli di rientro in serata, il primo utile è alle 9.40 di domani  al “modico” prezzo di 167,65 euro (oppure alle 14.50, con qualche euro in meno di spesa, sempre con le tariffe scontate attraverso il portale e-dreams). Per sbrigare affari ho tutto il pomeriggio e se non mi basta i pernottamenti diventano due. Se, invece, mi lascio incantare dall’occhiolino che mi fa lo scalo di Lamezia, scopro che posso partire alle 8.25 per arrivare a Linate alle 10.25, spendendo “appena” 104,48 euro (tariffa prime e-dreams), con la possibilità di rientrare alle 22.10 con arrivo a Lamezia alle 23.50 con 135,90. Facendo due conti, se scelgo Reggio spendo solo di volo quasi 400 euro (a cui dovrò aggiungere almeno un pernottamento: 100 euro?), quindi circa 500 euro (per risparmiare salterò la cena…), invece se do la preferenza a Lamezia spenderò circa 240 euro, cioè quasi la metà (e mi viene persino voglia di una bella cotoletta alla milanese…). Purtroppo c’è poco da sorridere: con questa situazione quale traffico può attrarre lo scalo di Reggio? Non solo pe ri reggini ma anche he per i dirimpettai messinesi che evidentemente non sono più (come capitava un tempo con grande frequenza) ospiti graditi della compagnia di bandiera.

Il sospetto, più volte espresso, è che la “vecchia” Sacal avesse un obiettivo ben celato: chiudere i due scali di Reggio e Crotone e farli diventare dei terminal per Lamezia, con collegamenti bus veloci (si fa per dire, viste le condizioni dell’Autostrada del Mediterraneo che è un cantiere sempre aperto). Con buona pace dei lavoratori dei due scali e di quelli dell’indotto (ma chi apre uno shop in un aeroporto a mezzo servizio?). A chi serve un aeroporto così?

È una domanda da girare direttamente alla Città Metropolitana che dovrebbe puntare ad avere uno scalo non solo efficiente mai funzionale ai progetti di crescita e sviluppo del territorio, non solo in termini turistici ma anche imprenditoriali. Il Presidente Occhiuto ha scoperto per tempo la “privatizzazione” della Sacal avvenuta per espressa rinunzia della Regione (qualcuno dovrà pur spiegare chi ha deciso così o, peggio, ha ignorato le mire di privatizzazione dei soci non istituzionali) e ha bloccato tutto, riportando a proprietà pubblica la società. Occhiuto sa bene cosa significa fare rete e che così si potranno avere in piena efficienza i tre scali per far arrivare gli ospiti che una indovinata campagna promozionale potrebbe attrarre, ma gli apprezzabili intenti del Presidente si scontrano con la totale insensibilità di una terra avara di iniziative (soprattutto in campo turistico). La vicenda della promozione (?) a scoppio ritardato del 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi la dice lunga su come ancora una volta si rischia di perdere il treno. Quel treno dei desideri che in Calabria all’incontrario va (come scriveva Paolo Conte per Celentano). In un confronto in diretta ieri sera su Telemia, l’on. Francesco Cannizzaro ha annunciato il raddoppio dei voli e nuove importanti iniziative che riguardano soprattutto l’Aeroporto dello Stretto. Saremo felici di constatarne gli sviluppi. (s)