Non c’è pace per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, che sembra essere in “guerra” con la Regione. Prima, l’esclusione dal finanziamento del Cis Calabria ora, l’esclusione dalla conferenza stampa prevista a Roma sul programma celebrativo per il 50esimo dei Bronzi di Riace.
Un vero e proprio «grave sgarbo istituzionale» nei confronti dell’Ente che, «ha ritenuto opportuno comunicare ufficialmente l’uscita dal tavolo regionale e nel contempo la prosecuzione del virtuoso e proficuo percorso avviato nel quadro del coordinamento territoriale assunto a inizio anno insieme al Comune di Reggio Calabria, che, contestualmente, ha annunciato la sua assenza alla conferenza stampa di Roma, proprio in seguito al grave strappo istituzionale della Regione».
Un’azione ingiustificata nei confronti dell’Ente, che, proprio per l’importante ricorrenza, «fin dagli ultimi mesi dello scorso anno, nell’attività di programmazione degli eventi e delle iniziative riguardanti la celebrazione del Cinquantesimo dal ritrovamento dei Bronzi di Riace. Un lavoro che l’Ente ha avviato e sta tutt’oggi conducendo autorevolmente, nel quadro di un preciso indirizzo politico che l’amministrazione ha fortemente voluto adottare, operando di concerto con gli uffici del Settore Cultura e dando vita insieme al Comune di Reggio Calabria ad un tavolo istituzionale, attivato nello scorso mese di gennaio, a cui hanno aderito tutti gli attori territoriali coinvolti».
«In questo contesto, la Città metropolitana ha anche atteso, con grande senso di responsabilità e sensibilità istituzionale – viene evidenziato in una nota – il coinvolgimento all’interno della macchina organizzativa della Regione Calabria che, del resto, solo nello scorso mese di aprile ha inteso avviare una propria iniziativa di coordinamento delle attività, attraverso la costituzione di un tavolo regionale, al quale la stessa Metrocity insieme al Comune di Reggio Calabria ha aderito. Nell’ambito di quest’ultimo, tra l’altro, è stata anche affidata a soggetti esterni, dallo stesso Ente regionale, un’attività di comunicazione di cui, tuttavia, al di là della produzione di un logo che ha suscitato una serie di perplessità, ad oggi non risultano particolari evidenze».
«In questo quadro, dunque – spiega la nota – la Città Metropolitana ha appreso la notizia di una conferenza stampa organizzata dalla stessa Regione Calabria a Roma sul programma celebrativo dedicato ai Bronzi di Riace, notando con sconcerto e non poca sorpresa che l’Ente metropolitano non figura nemmeno tra le istituzioni invitate, sebbene una componente significativa dello stesso programma sia frutto del lavoro che proprio la Metrocity ha messo a punto in questi mesi».
«Un vistoso ed imperdonabile sgarbo istituzionale – viene evidenziato – dovuto non certo ad una mera dimenticanza ma a quanto pare ad una precisa scelta, operata non certo dal coordinamento interistituzionale, cui spetterebbe la titolarità di tali scelte, ma dall’entourage del Presidente della Regione, che ha inteso coinvolgere, nell’ambito dello stesso evento, ben tre rappresentanti istituzionali del medesimo Ente (Presidente e Vicepresidente della Giunta e Presidente del Consiglio regionale)».
La Metrocity non ci sta a queste continue azioni «in nome del quale si intende offendere e sminuire il ruolo della Città Metropolitana di Reggio Calabria, e con esso l’intera comunità metropolitana» e, perciò, ha deciso di proseguire «il virtuoso e proficuo percorso avviato nel quadro del coordinamento territoriale assunto a inizio anno insieme al Comune di Reggio Calabria».
Dunque, martedì 5 luglio la Città Metropolitana e il Comune di Reggio presenteranno il programma completo degli eventi e delle iniziative definite per il 50esimo del ritrovamento dei Bronzi.
Saranno presenti il sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace, il sindaco f.f. di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, il Consigliere metropolitano delegato alla cultura Filippo Quartuccio, l’assessora comunale alla cultura Irene Calabrò, e degli attori istituzionali coinvolti nell’attività di promozione culturale in occasione del cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace. (rrc)
I Bronzi di Riace candidati a patrimonio Unesco. È quanto ha deciso e reso noto la Città Metropolitana di Reggio Calabria che, per questa candidatura, ha costituito un Comitato apposito, composto dalla Metrocity e Comune di Reggio Calabria.
«Questa candidatura – ha spiegato il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio – rientra nella logica più ampia che vede collaborare diverse istituzioni così com’è stato per la promozione della Locride quale capitale italiana della Cultura. Queste delibere non sono meri provvedimenti amministrativi, ma testimoniano l’impegno della Città Metropolitana nella cultura, nella promozione e nel marketing territoriale in una strategia di sviluppo complessiva dell’intera area metropolitana».
Inoltre, è stato dato via libera al programma Memoria e Mito, un cartellone di eventi e attività predisposto dal Palazzo Alvaro proprio in occasione della ricorrenza che interessa i Guerrieri custoditi al Museo nazionale.
«È un atto profondamente ambizioso», ha affermato Quartuccio sottolineando come «il lavoro di costruzione sia stato tutt’altro che semplice. Il provvedimento – ha spiegato – ha comportato una variazione al bilancio di previsione 2022-2024, considerata la mancanza di un capitolo specifico. Così, abbiamo individuato somme per circa 510 mila euro e siamo in attesa che la Regione, come annunciato, contribuisca con 100 mila euro. Mi preme ringraziare quanti hanno lavorato, con grandi sacrifici, alla formazione del miglior programma possibile per garantire l’interesse dell’intera area metropolitana».
Nella circostanza, il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, ha promosso l’azione dell’intera amministrazione che «sta provando a segnare, in maniera fattiva, un passaggio che è importante non solo per il territorio metropolitano, ma per l’intera Calabria».
Inoltre, nel corso del Consiglio Metropolitano, è stato approvato il rendiconto di gestione per l’esercizio finanziario 2021. Il documento contabile ha incassato il voto favorevole ed unanime dell’aula Repaci con il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, che si è detto «molto soddisfatto per il lavoro portato avanti dai dirigenti e dal direttore generale, nel consegnare un Ente finanziariamente solido», e per «il contributo fattivo e collaborativo, nel merito di tutti i provvedimenti trattati nel corso della seduta, delle minoranze presenti in aula».
«Nonostante il periodo pandemico – ha detto Versace riflettendo sul rendiconto 2021 – registriamo un cospicuo avanzo di amministrazione, con l’evidenza che l’Ente non risulta in condizioni strutturalmente deficitarie, un tema caldo per gli enti pubblici in generale».
«Non ci siamo mai tirati indietro – ha aggiunto – quando si è trattato di dover investire cospicue somme, in conto capitale, su settori chiave quali l’edilizia scolastica o la viabilità. Quest’ultimo punto, poi, è particolarmente delicato se si considera come la Città Metropolitana sconti, nello specifico, difficoltà oggettive in tema di fondi ordinari e che, nel comparto stradale, non disponga di fondi previsti per questo tipo di interventi. Eppure, gli sforzi fatti ci consegnano importanti risparmi che indicano il buon cammino intrapreso dall’amministrazione».
Approvati, poi, sempre dal Consiglio, poste in entrata per 280 mila euro, relative a trasferimenti che i Ministeri dell’Interno e dell’Economia hanno riconosciuto alla Città Metropolitana per l’illuminazione delle sedi istituzionali, delle strade e degli istituti di istruzione secondaria.
L’aula “Leonia Repaci” ha, poi, discusso ed approvato il rinnovo dei protocolli d’intesa per l’evento della Traversata dello Stretto e per le attività da svolgere in sinergia con la “Deputazione di Storia Patria per la Calabria”, temi illustrati dai consiglieri Filippo Quartuccio e Giuseppe Giordano.
L’unanimità dell’assemblea ha anche approvato l’istituzione del capitolo in bilancio per il fitto dei locali “UAT di Bianco”, riconoscimenti di debiti relativi a sentenze passate in giudicato, modifiche ed integrazioni al Regolamento per l’istituzione e la tenuta dell’Albo Unico Metropolitano delle Associazioni, al Regolamento per la concessione dei contributi a Enti pubblici e le organizzazioni private della Città Metropolitana, al regolamento recante la disciplina del cerimoniale, dell’uso dei segni distintivi e della concessione del patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria ed una variazione al programma biennale degli acquisti di forniture e servizi 2022-2023 per avviare una campagna promozionale del territorio attraverso le iniziative legate al “Jova beach party 2022”, il grande evento che vedrà l’intera area metropolitana al centro dell’attenzione mediatica nazionale ed internazionale. (rrc)
di FILIPPO QUARTUCCIO – Il territorio metropolitano reggino sta vivendo con grande attesa e partecipazione quest’anno così importante in cui si celebrano i Bronzi di Riace, nel cinquantesimo del loro ritrovamento, quale patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore e testimonianza storica di caratura mondiale.
Un appuntamento centrale anche nelle dinamiche di rilancio e sviluppo del comparto turistico, non solo reggino, ma dell’intera Calabria e per il quale, dunque, ci saremmo aspettati un impegno e un’attenzione decisamente più rilevanti da parte della Regione Calabria. Così non è stato, almeno fino a questo momento, da parte del governo regionale che pure è riuscito a individuare con sollecitudine, risorse importanti a favore dell’Arcidiocesi di Cosenza destinataria di uno stanziamento di 800mila euro per gli 800 anni della consacrazione della Cattedrale.
Senza voler minimamente mettere in discussione l’importanza, sotto i profili religioso e culturale, della ricorrenza che interessa l’Arcidiocesi di Cosenza, non possiamo tuttavia non evidenziare come nei confronti dei Bronzi di Riace l’azione della Regione si sia dimostrata del tutto inadeguata rispetto alla portata e alla capacità attrattiva che i due capolavori bronzei da sempre possiedono, a livello nazionale e internazionale.
La Regione Calabria avrebbe dovuto, a nostro avviso, investire per tempo e con adeguate risorse su quelli che sono considerati, unanimemente, i principali attrattori culturali dell’intero territorio calabrese, valorizzando la ricorrenza del cinquantenario anche come strumento per ridare impulso al settore turistico e ricettivo locale che viene da oltre due anni di crisi profondissima causata dalla pandemia. Rispetto a tutto ciò, purtroppo, la triste sensazione è quella di essere di fronte all’ennesima occasione mancata da parte della Regione Calabria.
Va avanti, invece, con decisione, l’ambizioso percorso avviato dalla Città metropolitana per il Cinquantesimo dei Bronzi, nell’ambito di un cammino che il nostro Ente ha intrapreso ormai da tanti mesi attraverso un’intensa attività di programmazione di eventi, progetti e iniziative, che sta coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e sociali del territorio. Un lavoro che la Città metropolitana, peraltro, con spirito costruttivo e senso di responsabilità ha messo anche a disposizione del tavolo istituzionale di coordinamento che la Regione stessa ha avviato nelle scorse settimane, con l’obiettivo di sostenere al meglio un percorso molto importante che non può e non deve essere svilito da logiche di campanile o di appartenenze politiche.
Questa amministrazione metropolitana crede fermamente in questo metodo di lavoro e lungo questo indirizzo intende andare avanti, con l’auspicio che nei confronti dell’unica Città metropolitana della Calabria e soprattutto dello straordinario patrimonio culturale che essa custodisce, ci sia da parte del governo regionale la stessa capacità di risposta che registriamo nei confronti degli altri territori calabresi. (fq)
I Bronzi di Riace saranno protagonisti all’Euroflora 2022 di Genova, l’appuntamento principale del mondo floro-vivaistico internazionale con un convegno dedicato proprio ai Bronzi a cura del prof. Daniele Castrizio, in programma domani pomeriggio alle 15, al Parco Nervi di Genova.
L’evento è stato organizzato dall’Accademia delle Imprese Europea in occasione del 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi e sarà condotto dal presentatore reggino Marco Mauro. L’evento si potrà seguire in diretta streaming sul canale Youtube dell’Accademia delle Imprese.
Grazie all’area espositiva di oltre 400 mq della Regione Calabria, promossa dal Dipartimento dell’Agricoltura, che ospita circa 600 esemplari di alberi e piante, impreziositi da una cornice di colori composta da oltre 500 fiori, la nostra Regione spicca per profumi e varietà cromatiche e verrà, inoltre rappresentata, grazie ad Accademia delle Imprese Europea, dai prodotti tipici del territorio, in particolare il Pane dello Stretto, l’Olio di Oliva Extravergine Grecanico, il Caciocavallo di Ciminà e il Succo di Bergamotto di Reggio Calabria. Previsti, inoltre, gli interventi dei produttori giunti ad Euroflora. (rrm)
Il Comune di Reggio, tramite delibera, ha aderito alla proposta avanzata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria di iscrivere i Bronzi di Riace nella lista del patrimonio mondiale Unesco.
Con tale provvedimento, inoltre, l’amministrazione comunale sottoscrive anche la costituzione di un tavolo tecnico interistituzionale coordinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e finalizzato a predisporre il fascicolo per la candidatura secondo le Linee Guida operative del Ministero della Cultura – Ufficio Unesco.
Si tratta di un’iniziativa, spiegano in una nota congiunta i Sindaci f.f. di Città metropolitana e Comune, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio e l’assessora comunale alla Cultura e Turismo, Irene Calabrò, «che ha come obiettivo quello di condurre una solida e autorevole azione istituzionale a sostegno di un percorso che crediamo sia di fondamentale importanza, nell’ottica del progressivo consolidamento e di una sempre maggiore valorizzazione, specie in chiave internazionale, della centralità storica e culturale che caratterizza i capolavori scultorei custoditi nel nostro Museo e ritenuti, universalmente, l’espressione più significativa dell’arte greca».
La proposta di candidare i Bronzi di Riace, nell’anno che celebra il cinquantesimo del loro ritrovamento avvenuto il 16 agosto del 1972, è scaturita nello scorso mese di marzo dalla Città metropolitana su forte impulso del Sindaco f.f. Versace e del consigliere delegato alla Cultura, Quartuccio, con il preciso obiettivo di avviare un percorso istituzionale condiviso, insieme ai Comuni di Reggio Calabria e Riace, nel quadro di un comitato tecnico a cui viene affidato il compito di istruire l’iter della candidatura stessa in sede Unesco.
«I Bronzi di Riace – evidenziano i rappresentanti di Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio – costituiscono gli elementi di punta dello straordinario patrimonio culturale, storico ed archeologico del territorio di Reggio Calabria, rappresentando, nel contempo, una testimonianza unica di valore universale e dunque perfettamente coerente con quelli che sono i criteri previsti dalle linee guida Unesco».
Un percorso certamente complesso quello che conduce al prestigioso riconoscimento e che, in una prima fase della candidatura, prevede la richiesta di iscrizione nella lista propositiva nazionale (Tentative List), con la quale lo Stato segnala al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell’arco di 5-10 anni.
«In questa direzione, dunque – concludono i Sindaci f.f. e i delegati di Città metropolitana e Comune – è di fondamentale importanza che il territorio, con in testa le istituzioni locali, faccia fronte comune in modo costruttivo e propositivo rispetto a questa straordinaria opportunità di rilancio dei nostri più importanti attrattori culturali. Nella consapevolezza che quest’anno così significativo per la storia dei due capolavori bronzei e per l’intero territorio metropolitano, possa rappresentare un momento esaltante di partecipazione e cooperazione, tra istituzioni e attori sociali, che può consentirci di raggiungere un traguardo di portata epocale». (rrc)
di SANTO STRATI – Con tanto di scuse preliminari a Primo Levi per aver emulato il titolo di un suo famoso libro, ma non ce la facciamo a non dar sfogo a tutta l’indignazione che da Laino Castello (ultimo comune della regione) fino a Melito di Porto Salvo, quindi lungo tutta la Calabria, sta salendo per la grottesca storia della celebrazione dei 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi a Riace.
Annunciato in pompa magna, con tanto di segreto assoluto, come per le nomination vincitrici agli Oscar, il logo che dovrebbe lanciare nel mondo le celebrazioni del cinquantesimo del ritrovamento dei Bronzi è di una pochezza infinita. Una scelta “minimalista” spiegherà qualche illustre critico d’arte, ma le domande che farebbe un ragazzino delle scuole elementari ci stanno tutte: dove sono i bronzi? dove sta la Calabria? dove sta la Magna Grecia? e dove sta Reggio? Secondo la logica minimalista, basta metterci un po’ di immaginazione… Ma per favore!
Ora, scusate, abbiamo a disposizione l’immagine dei due guerrieri che è inconfondibile, assolutamente e inimitabilmente identitaria e il “creativo” di turno che fa? Riduce tutto su una scritta, peraltro in italiano. Ma dove vivono i responsabili di questa infamia? C’è l’immagine dei Bronzi riconoscibile in qualunque parte della terra (almeno là dove l’inadeguata campagna di sensibilizzazione fallita per 50 anni ha fatto arrivare una foto dei guerrieri ritrovati a Riace) e il logo “identitario” di un anniversario così significativo si riduce a un lettering (peraltro modesto) e un 50 che emerge dalle stesse lettere. A chi è destinato il messaggio? a quelli di Campobasso o di Ventimiglia di qualsiasi altra località italiana, ma non sicuramente a un pubblico internazionale che – ovviamente – non potrà mai associare una scritta – in italiano – alla maestosa presenza dei Bronzi. I logos servono a esprimere un’identità, ma in questo caso non dicono nulla, con l’aggiunta di una datazione che fa tanto da epigrafe funeraria, nascita e morte. Con buona pace di qualsiasi idea di marketing strategico per attrarre attenzione e visitatori da mezzo mondo. Poteva essere l’occasione, al pari di un’Olimpiade, un anniversario che diventa pretesto per diffondere nel mondo l’immagine dei Bronzi e far venire voglia di vederli da vicino. Invece diventa una festa provinciale che non interessa a nessuno e tratta queste meravigliose testimonianze del V secolo a.C. al pari di una mostra estemporanea di dilettanti della pittura.
Saremmo, a questo punto, lieti di ascoltare qualcuno che ci spieghi in quale maniera questo logo esprime: 1) i Bronzi, 2) la Calabria, 3) Reggio 4) la Magna Grecia. E via discorrendo. Saremmo altresì lieti (e crediamo gran parte die calabresi) di conoscere chi lo ha commissionato, chi lo la scelto, chi lo ha approvato. Sicuramente il comitato interistituzionale messo in piedi in quattro e quattr’otto, come se non si sapeva da anni che nel 2022 ci sarebbe stata la ricorrenza del cinquantenario. Tutto quanto, ci spiace rimarcarlo, mostra una grande impreparazione (nonostante siano presenti nel Comitato personalità culturalmente di tutto rispetto) e soprattutto una grande improvvisazione.
Come se non bastasse, c’è un calendario degli eventi, per celebrare al meglio l’anniversario, che sa tanto di strapaese, con qualche piccola eccezione internazionale (tipo un Gran Galà a Vienna all’ambasciata italiana). Secondo quanto annunciato ieri mattina al Museo dei Bronzi sono in programma da qui a tutto dicembre 2022 «mostre, rappresentazioni teatrali, animazione territoriale, promozione di eventi culturali, scientifici e ludici, seminari internazionali e attività di divulgazione storico culturale, coinvolgimento delle scuole, viaggi di istruzione e l’istituzione nelle Università italiane del “Bronzi Day school and University”» con l’aggiunta, all’omonimo Teatro di Reggio, dell’opera Adriana Lecouvrer (del grandissimo palmese, quasi misconosciuto solo in Calabria, Francesco Cilea) con Maria Agresta e il tenore Michele Fabiano.
La buona educazione ci suggerisce di non esprimere con un termine sintetico questo “magnifico” programma (ma chi vuol intendere intenda): un programma che ha mandato in brodo di giuggiole il parterre presente al Museo per il “grande annuncio” e il disvelamento del logo: la vicepresidente della Giunta regionale, Giusi Princi, l’assessore regionale alle attività produttive e alle attività culturali Rosario Varì, il direttore del Museo Carmelo Malacrino, i sindaci facenti funzioni Paolo Brunetti per il Comune quello della Città Metropolitana Carmelo Versace, il sindaco di Riace Antonio Trifoli, il Rettore dell’Università Mediterranea Santo Marcello Zimbone, l’assessore al Bilancio e al Patrimonio culturale del Comune di Reggio Irene Calabrò e il presidente della Camera di Commercio di Reggio Antonino Tramontana. Lo scirocco dello Stretto a volte fa brutti scherzi, mettiamola così e non infieriamo su queste imperdonabili quanto clamorose cavolate di gretto sapore provinciale. Ma non non riusciamo a trattenerci dal riferire i commenti del parterre, chiedendoci cosa ci sia da vantare.
Cominciando dall’assessore Varì: «I bronzi di Riace sono simbolo di scoperta, cultura e voglia di rinascita. Oggi, con la celebrazione del 50esimo anniversario del loro ritrovamento, vogliamo avviare un percorso di valorizzazione dell’ingente patrimonio archeologico e culturale che la Calabria possiede e che il mondo merita di conoscere e apprezzare» – ha detto esprimendo apprezzamento per «il programma unitario stilato dai diversi enti istituzionali e territoriali», soffermandosi poi sul fatto che «l’immagine della Calabria è indissolubilmente legata ai Bronzi», e l’occasione non poteva che essere sfruttata per «adottare attorno a questo attrattore culturale una strategia chiara, volta a valorizzare, con i bronzi al centro, tutto il vasto patrimonio calabrese». Appunto: dov’è la Calabria? Nel lettering del logo?
Il direttore Malacrino ha espresso la sua contentezza: «Oggi è un giorno di festa – ha detto – perché si concretizza un’idea sulla quale questo Museo sta lavorando da oltre un anno, per valorizzare il ricchissimo patrimonio culturale calabrese assieme al ministro della cultura, Dario Franceschini che da mesi ha posto l’attenzione su questo evento pensato per celebrare quello che è il simbolo identitario più importante della nostra regione». E dire che quando l’architetto Malacrino, a Paestum aveva esibito il suo logo (subito sbeffeggiato per mancanza di identità) almeno aveva avuto il buon giusto di rimarcare che era fatto in casa, senza costi. Il design non è un’idea astratta, richiede professionisti (che costano e valgono) perché il messaggio sia efficace e duraturo.
E neanche la vicepresidente Princi, verso la quale nutriamo una sincera stima, si è trattenuta dall’evitare una pessima figura davanti al mondo: «Abbiamo lavorato per definire un programma di eventi ed una campagna di comunicazione fortemente digitale e diffusa attraverso tutti i canali. Il logo è stato pensato per accompagnare le immagini dei Bronzi – ha spiegato Giusi Princi – e si mostrerà accompagnato da una melodia ideata utilizzando la successione di Fibonacci. Un logo che ha le caratteristiche dei brand contemporanei in grado di rappresentare il passato, la ricorrenza, mostrare la maestosità, l’eleganza e l’identità dei Bronzi di Riace».
Se i reggini e i calabresi stavolta non s’incazzano davvero, vuol dire che non c’è più alcuna speranza. Il processo di crescita muore di fronte alla banalità di un logo che non rappresenta niente e nessuno. E una celebrazione che non celebra nulla e di cui si perderanno le tracce appena dopo qualche giorno. Ancora una volta si pensa in grande e si finisce al nulla assoluto. Povera Calabria e poveri Bronzi. Qualsiasi posto del mondo avrebbe inventato e messo su una “rivoluzione culturale” a livello planetario avendo a disposizione due capolavori assoluti (che meriterebbero di essere Patrimonio Unesco dell’umanità, solo annunci ma nessuno ci lavora). Il Comitato interistituzionale pensa che basteranno due manifesti al Salone del Libro di Torino e qualche gigantografia in aeroporto (non in quello di Reggio, pressoché inutilizzabile se non a costi stratosferici (Milano-Reggio, tre persone 1.300 euro andata e ritorno): e vogliamo attrarre così visitatori?
Poveri Bronzi, povera Calabria e povera Reggio: si continua a forza di indignazione che, altrove, farebbe vergognare qualche responsabile con ancora un briciolo di dignità, ma che alla latitudine dello Stretto è diventata una tipicità cui manca solo il marchio doc. (s)
Un grande padiglione espositivo, di grande suggestione. A questa edizione della Bit la Calabria vuole attrarre attenzione e conquistare buyers e tour operator.Anche la Città Metropolitana di Reggio Calabria è presente e l’occasione del 50° del ritrovamento dei Bronzi aiuta non poco a suscitare interesse.
Secondo il Sindaco metropolitano ff Carmelo Versace «La presenza, qui oggi, della Città metropolitana, suggella un lavoro certosino che è stato condotto in questi mesi dall’Ente, nel quadro della proficua sinergia avviata con gli altri attori istituzionali del territorio, con l’obiettivo di presentare, nell’anno che celebra i Bronzi di Riace, una proposta turistica di alto livello, in grado cioè di abbracciare tutti i siti e gli attrattori del contesto metropolitano».
Alla conferenza Storia e miti nella Città metropolitana di Reggio Calabria nell’anno del cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace”, hanno presenziato il Sindaco f.f. di Reggio Calabria Paolo Brunetti e l’assessore alla Cultura Irene Calabrò, il Consigliere metropolitano Delegato alla Cultura Filippo Quartuccio, il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, il Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana e l’on. Alfonso Pecoraro Scanio.
«La Bit – ha detto Versace – è un’occasione irrinunciabile per il territorio metropolitano, non solo per il prestigio e la rilevanza che tale appuntamento riveste, ma anche perché questo evento consente di rafforzare la rete di relazioni che istituzioni e attori sociali sono chiamati a sviluppare in sede locale e nazionale».
Sin dalle prime ore di avvio delle attività, lo stand della Città metropolitana ha fatto registrare una significativa presenza da parte di tanti visitatori, «segno evidente – ha concluso il Sindaco metropolitano f.f. – della rinnovata attenzione e dell’interesse autentico che si sta generando nei confronti del nostro patrimonio, delle nostre bellezze e dell’intero sistema di ospitalità metropolitano».
Per il Comune di Reggio Calabria essere presenti in questa vetrina così importante, rappresenta un bel segnale di ripartenza «in un anno che tutti noi avvertiamo con particolare emozione e orgoglio, – ha affermato il sindaco ff Brunetti – perché si celebrano le opere d’arte che da sempre identificano la nostra città ovunque nel mondo. Reggio però, non è solo Bronzi di Riace, ma un contesto attrattivo, ospitale e ricco di bellezza. Naturalmente il Cinquantesimo dei Bronzi rappresenta un fattore di spinta notevole, che ci consente di amplificare i messaggi che stiamo mandando a livello nazionale. E devo dire che i primi riscontri già registrati qui a Milano, sono estremamente incoraggianti. Stiamo incontrando, infatti, tante persone fortemente interessate all’offerta che la nostra città e in generale il territorio metropolitano, sono in grado di offrire».
Federalberghi Calabria, guidata dal Presidente Fabrizio D’Agostino, afferma che, aspettandosi una stagione estiva straordinaria, «la Calabria è pronta ad abbracciare i vari turismi, quello del mare, della cultura, delle terme, dei borghi, della montagna, dell’enogastronomia. In un momento difficilissimo per la pandemia e per la guerra i nostri operatori sono pronti ad accogliere i turisti».
Federalberghi Calabria è presente in fiera con il direttore Francesco Perino con i Presidenti provinciali di Cosenza Giancarlo Formica e di Reggio Calabria Maurizio Baggetta. Verranno affrontati con gli albergatori il “nuovo turismo”, ossia le piattaforme di business per incoming e outgoing e marketplace di incontro domanda-offerta italiane e internazionali. (rrc)
di SANTO STRATI – Nonostante il grande impegno della vicepresidente Giusi Princi e degli altri attori chiamati nel comitato per le celebrazioni del cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi nel mare di Riace, la sensazione che ancora si coglie è di grande improvvisazione, con l’angoscia di mettere in fretta rimedio a una disattenzione imperdonabile. Non si è scoperto ieri che il 16 agosto del 2022 sarebbero stati 50 anni esatti dal ritrovamento dei due tesori della Magna Grecia. Tesori che il mondo intero – e non sappiamo quanti ancora non ne conoscono l’esistenza – ci invidia. Eppure a pochi mesi dall’anniversario che offriva ai calabresi, e soprattutto ai reggini, un’occasione irripetibile di promozione turistico-culturale che avrebbe messo la Calabria sotto gli occhi di tutto il pianeta, ancora manca un progetto preciso la cui realizzazione dovrà combattere con tempi ristrettissimi. Per fare un esempio, il logo del cinquantenario avrebbe dovuto essere l’occasione per un concorso internazionale destinato a designer e artisti di tutto il mondo e avrebbe costituito una prima promozione mondiale dell’evento. Invece…
Invece, ad oggi, l’unica proposta – risibile – è quella di far venire a Reggio Bocelli a cantare: e chi se ne frega di Bocelli (con tutto il rispetto per il grande artista) diranno i potenziali visitatori attratti (?) dall’idea di vedere da vicino i due guerrieri. Chi vuol vedere i Bronzi non cerca la voce possente di Bocelli, ma vorrebbe capire come fare ad arrivare a Reggio, visto che l’aeroporto funziona a mezzo servizio (permetteteci la generosa valutazione per uno scalo vergognosamente inutilizzato) e che tipo di offerta turistica potrebbe trovare. Per intenderci, chi volesse venire a Reggio per una visita ai Bronzi, non si accontenta di un meraviglioso gelato nel chioschetto centenario di Cesare o delle prelibatezze dello chef Filippo Cogliando e del suo magnifico ristorante l’Accademia (entrambi a un passo dal Museo Archeologico Nazionale – un tempo “della Magna Grecia, oggi non più? – ma probabilmente avrebbe piacere di scoprire l’Aspromonte, gli altri straordinari siti archeologici (la Villa Romana di Casignana, il Teatro Greco di Locri, le preziose testimonianze di Medma-Rosarno, l’incanto di Scilla, il fascino di Tropea, il Codex Purpureus e mille altre inestimabili bellezze che solo i calabresi non sono capaci di valorizzare. No, il visitatore deve avere un ventaglio di offerte, con le cosiddette commodities che gli permettono di spostarsi e guardarsi intorno, scoprire – a seconda delle proprie preferenze – paesaggi incontaminati e mozzafiato (per esempio le Valli Cupe) e percorsi religiosi (il Cammino di San Francesco o quello Basiliano) oppure itinerari enogastronomici inimitabili, che si possano attuare con facilità. Non serve Bocelli, serve cervello e buonsenso che fanno il paio con capacità e competenza.
Oggi la Calabria è al Bit. Cosa andiamo a proporre alle agenzie di viaggio se non c’è un piano intelligente e programmatico per accogliere (e avvincere) i potenziali futuri turisti? Che poi non andrebbero considerati tali, bensì ospiti in visita, con tutto il riguardo che la tradizionale accoglienza calabrese non fa mai mancare. Diciamoci la verità: chi scopre la Calabria se ne innamora. Ma non si fa nulla per farla scoprire. La promozione ridicola del corto di Muccino costata tanti quattrini non ha funzionato (come si fa a stanziare quasi due milioni per la produzione e non prevedere altrettanti per la comunicazione?). Esistono iniziative individuali, lodevoli, straordinarie che combattono ogni giorno con la burocrazia di sindaci indifferenti preoccupati solo a misurare la larghezza dei tavolini e l’occupazione del suolo ma trascurano di premiare, incentivare, sostenere esercenti e gli imprenditori del turismo che vorrebbero portare ricchezza in Calabria (con legittima aspirazione al personale e giusto utile) ma non trovano interlocutori.
C’è l’aspetto del turismo di ritorno, quello delle radici: potrebbe portare centinaia di migliaia di calabresi che vivono lontano a riscoprire le terre degli avi. Una frotta di visitatori, di ospiti aggiuntivi al turismo mordi e fuggi che alla Calabria non serve perché non ha le strutture ricettive adatte. E le tante iniziative che si stanno accavallando contano più sull’appassionato impegno di singoli (per esempio, il prof. Tullio Romita dell’Unical) e di associazioni (come Casa Calabria International) che organizzano e promuovono con successo il turismo delle radici, ma non trovano il sostegno concreto della Regione. Manca, a nostro modesto avviso, un’idea di coordinamento, che punti a fare rete, a organizzare e stimolare nuove iniziative a tutela dei visitatori e di chi nel turismo vorrebbe lavorare e vivere di esso. Ci sono migliaia di giovani laureati pronti a lasciare la Calabria, quando potrebbero occuparsi delle risorse del territorio, sul piano della cultura, del turismo, del paesaggio. Ma chi li arruola? Chi li forma e li prepara? Chi si prende la briga di lavorare su questo eccezionale capitale umano? Nessuno, purtroppo, e ci piacerebbe molto essere smentiti con numeri e fatti concreti.
Eppure, come si può ascoltare nell’intervista video (link), al delegato alla Cultura della Città Metropolitana di Reggio Filippo Quartuccio ci sono segnali importanti che provengono proprio dalla città dei Bronzi e dalla sua (ex) provincia.
«I beni culturali – afferma Quartuccio – devono essere vissuti dai cittadini, altrimenti poi sono destinati all’abbandono. E proprio perché si tratta di beni culturali, bisogna farli raccontare da chi, persone o associazioni, vivono nei luoghi che ospitano le ricchezze del territorio. Il nostro impegno è coinvolgere gli altri per far conoscere la storia». E, bisogna dire, i numerosi progetti portati avanti dalla MetroCity potrebbero costituire un modello di partenza per tutta la regione: si parla della valorizzazione dei patrimoni immateriali e, soprattutto, si pensa al giusto ruolo che la biblioteche svolgono come promozione di cultura. Ma si chiederà: i Bronzi stanno nella Città Metropolitana (a cui appartiene anche il Comune di Riace dalle cui acque sono emersi i due maestosi guerrieri di bronzo), com’è possibile che oggi, a pochi mesi dalle celebrazioni del ritrovamento ci siano ancora incertezze sul da farsi?
Abbiamo sottolineato l’impegno della vicepresidente Princi, ma l’operazione anniversario non è soltanto un’operazione culturale: soprattutto, doveva (dovrebbe, potrebbe?) essere una gigantesca operazione di marketing territoriale, avendo come testimonial il suggestivo magnetismo dei due guerrieri. Un’operazione di immagine che avrebbe sbocchi che non si riesce nemmeno a pensare, data la forza e la carica vitale della loro maestosa fisicità. Sono una delle più grandi e ultime testimonianze della scultura magnogreca del V secolo a.C., espressione di quella cultura che ha donato la civiltà al mondo, ma rischiano di diventare un’inutile “paccottiglia reale” che non interessa nessuno, men che meno ai calabresi.
Per cortesia evitiamo questo harakiri: non c’è molto tempo, ci sono tre milioni di euro (da spendere intelligentemente, se si è capaci), e non servono bancarelle di salsiccia o le vocalità di Bocelli per attrarre visitatori. Serve una visione di futuro: quello che, a cominciare dai Bronzi, la Calabria si merita. (s)
Al via da oggi alle 17 il ciclo di incontri in streaming dedicati ai Bronzi in sinergia con l’Università di Roma Tre. SI comincia con la conferenza del professor Mario Micheli.
Il professor Mario Micheli del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Roma Tre parlerà de “I Bronzi di Riace tra restauro e metallurgia della grande statuaria in bronzo”. L’incontro si svolgerà in modalità digitale sulla piattaforma Microsoft Teams (link di collegamento già disponibile sulla pagina Facebook del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria).
«È il primo appuntamento del ciclo di incontri organizzato dall’Ateneo romano in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale – commenta il Direttore Carmelo Malacrino – nell’ambito delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Il professor Micheli, docente di storia e tecnica di restauro nei corsi magistrali di Archeologia e di Storia dell’Arte, ci condurrà alla scoperta delle tecniche metallurgiche antiche che, proprio in occasione dei restauri effettuati sui Bronzi, si è arricchita di nuovi elementi. Attraverso le parole di uno dei protagonisti degli interventi eseguiti dall’Istituto Centrale per il Restauro e la visione di filmati d’epoca, il pubblico sarà condotto alla scoperta delle tecniche di creazione dei grandi capolavori dell’arte greca. Sarà un’occasione straordinaria per continuare quel percorso di approfondimento e di offerta culturale al grande pubblico che rientra nella nostra mission. Un obiettivo – conclude Malacrino – al quale non intendiamo venire meno, nonostante la drammatica carenza di personale negli uffici e negli spazi espositivi, che ci ha visti costretti a sospendere le attività in presenza per tutto il mese di aprile. Ringrazio la professoressa Giuliana Calcani, componente del Consiglio di Amministrazione del MArRC per essersi fatta promotrice di questo ciclo di incontri altamente scientifici».
«Alle celebrazioni per i Cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace parteciperanno anche Università ed enti culturali del centro e del nord d’Italia: dall’Università degli Studi Roma Tre, agli Atenei di Padova e di Udine, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a dimostrazione dell’interesse esteso ad ampio raggio sui due capolavori dell’arte greca, esposti al MArRC – afferma Giuliana Calcani, dell’Università Roma Tre e membro del Comitato organizzativo delle celebrazioni. Avere la possibilità di riflettere su opere così complesse dal punto di vista tecnico, formale, attributivo, è un’occasione preziosa non solo per approfondire la conoscenza dell’arte antica, ma anche per valutarne il potenziale di relazione che hanno con la società attuale».
Per il professor Mario Micheli: «Il recupero dei Bronzi nel mare di Riace il 16 agosto 1972 ha aperto una fase straordinaria di ricerca sulle procedure della fusione artistica greca. Era necessario avere due capolavori che potessero fare da cassa di risonanza per una tipologia numericamente poco attestata, rispetto alla statuaria in marmo, per concentrare risorse conoscitive a tutto campo anche sulla metallurgia antica». (rrc)
La vicepresidente della Regione Calabria, Giusi Princi, ha incontrato il ministro della cultura, Dario Franceschini, per coinvolgere e rendere partecipe il Governo rispetto alle misure sin qui adottate e quelle che si accinge ad assumere in vista dell’impegnativo programma di iniziative di carattere nazionale ed internazionale per il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi.
«Considerata la portata dell’evento – ha spiegato la vicepresidente – coinvolgere il Governo è naturale. Con il Ministro Franceschini ho trovato grande intesa e massimo sostegno rispetto a quella che sarà una vetrina mondiale per la Calabria e quindi per tutto il Paese,perché l’obiettivo è sconfinare dalla Calabria e dall’Italia attraverso queste celebrazioni, offrendo al mondo intero un’immagine diversa della nostra Regione. Il Ministro è inoltre molto soddisfatto della ricercata integrazione nel Comitato di tutte le parti, che dovranno camminare di pari passo assieme alla Regione. Sintomo di una realtà unita e compatta verso un preciso obiettivo comune».
Strategia questa che ha trovato nel Ministro Franceschini un fermo sostenitore, entusiasta del grande progetto di promozione culturale illustrato dal Vicepresidente della Giunta regionale che vede coinvolti Governo regionale, Consiglio regionale, Comune di Reggio Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di Riace, Segretariato regionale del Ministero della Cultura, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Polo museale della Calabria, UnionCamere, Università Mediterranea, USR.
«Col Ministro – ha proseguito – abbiamo parlato del turismo strutturato che vorremo costruire, partendo dalla valorizzazione dei bronzi, ma non fermandoci ad essi o al solo anno dell’anniversario. Questa è la mission che ci siamo posti col Governatore, con i colleghi Assessori Rosario Varì e Fausto Orsomarso e con la Giunta tutta, nel momento in cui abbiamo approvato la delibera nr. 61 il 18 febbraio scorso, stanziando contestualmente 3 milioni di euro per realizzare un piano integrato di attività di promozione e valorizzazione del territorio».
«Il Ministro Dario Franceschini – ha concluso – ha assicurato la sua presenza agli eventi organizzati (in Calabria e non solo) per celebrare i due guerrieri. Non c’è un colore politico in questo grande progetto di rilancio turistico e culturale – rimarca Giusi Princi – e, soprattutto, non ci sono altri protagonisti all’infuori dei due bronzi. Siamo tutti in prima linea per esaltare al meglio le peculiarità e le bellezze della nostra Terra». (rrm)
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