CASTROVILLARI (CS) – Al via il progetto “Porte aperte allo Sport”

All’Ipseoa “LK. Wojtyla” di Castrovillari ha preso il via il progetto Porte aperte allo sport, promosso dal Dipartimento allo Sport e autorizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il progetto, che coinvolge gli studenti delle classi 1ª A, 2ª A, 2ª B, viene realizzato in collaborazione  con le Asd/Ssd della Fidal Corri Castrovillari e della Fids Centro Arte e Movimento: gli alunni sperimenteranno tecniche di Atletica e saranno brillantemente impegnati in gare come la corsa, il salto in lungo, il salto in alto e il lancio del peso.

Nella seconda parte del progetto, gli studenti saranno impegnati con la Danza sportiva, finalizzata a creare delle routine coreografate con attenzione particolare alla forma e al ritmo, in base alla tecnica e allo stile studiato. 

Lo sport, ancora una volta, diventa un ottimo strumento di inclusione, favorendo la partecipazione di tutti in modo da far superare ostacoli e barriere di ogni sorta agli alunni coinvolti, favorendo la socializzazione, lo sviluppo delle capacità coordinative e condizionali, imparando nuove tecniche, divertendosi e imparando a conoscere meglio se stessi e gli altri. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Il libro di Ballarati in una top ten Amazon sul Regno delle due Sicilie

“La Storia proibita dei Borbone, Regno delle Due Sicilie, nient’altro che la verità” edito nel 2018 da Iuppiter e scritto dall’autore castrovillarese, Antonino Ballarati, è classificato tra i dieci migliori libri sul Regno delle Due Sicilie.

Lo ha reso noto, con grande soddisfazione, lo stesso scrittore dell’area del Pollino, a partire da una selezione di Amazon, come presenta e richiama un articolo di Notizie scientifiche.it (che partecipa al Programma Affiliazione Amazon Eu) al grande pubblico di lettori su opere che approfondiscono diversi aspetti di questo particolare periodo storico, facendo luce su eventi significativi e dinamiche socio politiche causa dei cambiamenti di cui conosciamo gli esiti.

Libri, come quello pluri riconosciuto di Ballarati, riconsegnano dignità e decoro alla storia ed alla identità delle donne e uomini del Sud, prendendo forza da ricostruzioni documentali, attenti quanto scrupolosi come il piglio dello scrittore castrovillarese opera ne “La Storia proibita dei Borbone”.

Il Risorgimento, come, forse, non era mai stato raccontato e, comunque, riletto a proposito per aiutare le nuove generazioni a capire, districare e conoscere meglio le vicende che caratterizzarono l’Unità d’Italia, il Meridione, nella coscienza dell’appartenenza che ci anima e ci caratterizza con le capacità che possediamo, rivive nelle 196 pagine di Ballarati.

Il riscatto del Sud, tra Cultura, Intelligenze, Vocazioni, e Patrimoni, è il fil rouge che lega i capitoli del libro, mossi dalla passione per la “Terra” che bisogna far ricomprendere, riconsegnando verità alle popolazioni del “Regno delle Due Sicilie” le quali si erano imposte nell’Europa di quei Tempi dando il senso di un Mezzogiorno che era forte proprio di ciò che lo costituiva.

Un lavoro editoriale, tra gli altri nella Selezione, che si propone, con temperamento, attualità di sguardo e personaggi indimenticabili, di far reincontrare ciò che abbiamo ereditato e dobbiamo saper riguadagnare e promuovere a sostegno di quel bene comune che bisogna apprezzare sempre più, orgogliosi per quello a cui abbiamo contribuito a rendere e che ancora possiamo offrire all’economia locale ed europea.

Non a caso per Antonino Ballarati i dati parlano da soli: il Sud ha perduto tanto nell’unificazione offrendo, però, molto per la nascita dello Stato Italiano. S’immagini- per dare il senso dello stato di salute economica del Meridione in quegli anni, come riporta uno studio de Il Sole 24 ore del 17 marzo 2011- che prima dell’Unità d’Italia nel Regno di Napoli vi era un Prodotto interno Lordo quasi doppio rispetto a quello piemontese. Fatti che fanno ulteriormente capire e ci fanno riflettere, insieme ad altre documentazioni legate, per esempio, al trasferimento di macchinari industriali al nord, alla chiusura nel 1862 di opifici tessili, cartiere, ferriere della Calabria, concerie oppure al cambio di affidamento di lavori pubblici da realizzare nelle province duosiciliane-come viene ricordato nel libro “La resistenza duosiciliana” edita da Capone- cosa eravamo veramente. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – “Il senso religioso” di don Giussani ci scaturisce ancora oggi domande

E’ stata un’occasione forte ed importante per cercare di cogliere come Cristo si fa carme anche oggi e c’entra con la vita di tutti i giorni, sino nei frammenti più piccoli del quotidiano nonché per conoscere fino a che punto gli uomini, credenti e non, prendono sul serio la loro umanità. Fattori che hanno bisogno di tracce che coinvolgano, di amicizia, desiderio di conoscere e di mettersi in gioco.

Questa l’opportunità che ha offerto la conversazione, tra testimonianze e domande fino alla decisione di raccontarsi , a partire dal il libro “Il Senso Religioso”, di Don Luigi Giussani, a cui hanno preso parte gli studenti della quinta scientifico del capoluogo del Pollino, Salvatore Alberti e Giuseppe Vincenzi, il docente dell’Itis, Francesco Gallo, il Vescovo, monsignor Francesco Savino, l’imprenditore di Bari, Vincenzo Papa, e la psicologa Carla Bonifati che ha moderato l’incontro, nel quale da Roma è intervenuto pure, via streaming, lo studente universitario de “La Sapienza”, Francesco De Noia.

Il momento, svoltosi giorni fa, nella Sala Conferenze della parrocchia di San Girolamo di Castrovillari grazie al Centro Culturale “Angeloni”, è stato connotato da diverse presenze, nonostante le avversità meteo, e dalla volontà di comprendere cosa desta il Cuore dell’Uomo perché si compia il suo Destino di felicità, giustizia, bellezza e libertà. Sempre attuali come sfida alla vita per renderla più rispondente all’esigenza e desiderio di verità del proprio Cuore.

Una chiacchierata a tutto campo sull’Umanità, incalzata dai giovani, e precisata dagli invitati con il desiderio grande – e tangibile nei volti- di stare di fronte alla realtà in modo sano, perché risposta ad ogni esigenza vera della persona e profondamente desiderato da tutti.

Il fil rouge che ha collegato tutti i contributi è ruotato sulla necessità di comprendere se l’uomo di oggi può credere sinceramente nella Resurrezione di Cristo che ha riscattato ognuno dal male afferrandolo per quello che è.
Da qui il richiamo, inoltre, al ruolo dei rapporti, oggi scaduti nel relativismo sempre più strisciante e schiacciato dall’ipocrisia, allo sguardo che deve esserci senza pretesa verso chi ci sta a fianco e l’importanza di vivere un’avventura che è possibile solo in una compagnia ed amicizia.

Provocazioni che hanno suscitato, come le diverse prospettive di lettura hanno sorpreso nel vedere i presenti riconoscere l’importanza dell’approccio e del metodo educativo che non possono che essere rischiati continuamente con dedizione- come richiama Papa Francesco– per aprire all’impensabile e che nasce solo dall’affidarsi a Chi tiene da sempre, come Dio, al nostro Essere.

Solo dentro un abbraccio e una esperienza così, ha chiarito, tra i passaggi, il confronto a più voci, il cammino dell’esistenza è possibile affrontarlo e come, tra l’altro, la vita ed il libro del fondatore di Comunione e Liberazione esprimono, in un invito ragionevole, a venire e provare tutto questo, reso ancora dall’appuntamento che ha dato ai giovani, e non solo, l’opportunità di leggere l’opera per domandarsi, raccontare, aiutare ad interrogare ed interagire. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Venerdì in scena “Eduardo in scatola”

In scena venerdì 3 novembre, a Castrovillari, al Teatro della Chimera, alle 21, lo spettacolo Eduardo in scatola,  tarantella spiritica in omaggio al grande Eduardo De Filippo, scritto da Francesco Gallo e diretto dall’autore assieme a Domenico Perri.

 Eduardo in scatola è un omaggio ad un Maestro. Capita nella vita di pensare con riconoscenza a persone che hanno prestato parole al nostro confuso sentire. Capita, in alcune segnate circostanze, di percepire la loro voce, udire i loro consigli, di fare i conti con le vibrate espressioni dei loro volti. Volti che si sommano ai ritratti familiari, creando immagini di maggior consapevolezza.

Eduardo De Filippo in questo piccolo allestimento prodotto da Menodiunterzo appare come un profeta capace di annunciare la forza generatrice del teatro. Autore e attore sono nuovamente chiamati alla prova: un urto, uno strappo, un suono e il gioco riprende da una battuta che la memoria ha trattenuto. Aperto il baule dell’attore, dove si conservano abiti di scena, oggetti, maschere, trucchi usati, l’epifania della voce trova radici nei corpi degli attori. Saranno Nunzia Aieta e lo stesso Francesco Gallo a trasformare il desiderio di sentire nel desiderio di essere. In scena anche il Maestro Salvatore Chiodi, che eseguirà dal vivo musiche originali composte per l’occasione, ed Emilia Giannuzzi che ripercorrerà, con il canto, alcuni momenti della poesia eduardiana.

Ad impreziosire la tela drammaturgica la voce di Marco Manchisi, attore della tradizione napoletana, che ha lavorato in diverse occasioni con Luca De Filippo, Leo De Berardinis, Roberto Latini. Ancora una notazione all’immagine di locandina, commissionata ad Antonello Silverini, fra i più importanti illustratori del panorama internazionale, sua una splendida immagine per il Festival Internazionale del Cinema di Roma, di qualche anno fa. Ci sono tutte le premesse per scoprire un lavoro che più che un omaggio contingente ad un maestro si presenta come un ennesimo atto d’amore per il teatro.

Oltre a venerdì 3 novembre, si replica sabato 4 novembre e il 5 novembre nella consueta pomeridiana domenicale. Lo spettacolo resterà in scena anche nel fine settimana successivo. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Sabato in scena “Freevola”

Sabato 21 ottobre, a Castrovillari, alle 21, al Teatro della Chimera, è in programma lo spettacolo Freevola – Confessione sull’insostenibile bisogno di approvazione di e con Lucia Raffaella Mariani, prodotto da Trento Spettacoli, con il sostegno di Potenziali Evocati Multimediali.

L’evento rientra nell’ambito di Impollino, rassegna di teatro, musica e danza giunta alla quinta edizione e organizzato dall’Associazione Chimera.

Siamo fragili narcisi desiderando una sola cosa: essere visti perché l’essere visti attesta il nostro stare al mondo. Io pensavo che questo spettacolo sarebbe stato sul tema della bellezza, non la ‘’bellezza’’ tipo salvata dai ragazzini, no no, proprio la bellezza, la gradevolezza visiva, la fregnitudine. Perché tutto ciò che scrivevo aveva a che fare con lo sguardo e il giudizio sul mio corpo, sulle mie imperfezioni. E non mi capacitavo del perché la bellezza mi premesse così tanto, non mi sembrava un argomento di ‘’ciccia’’… eppure, doveva esserci qualcosa, se mi provocava così tanta sofferenza. 

Andando avanti ho capito che questo spettacolo voleva parlare di quello di cui tutti gli esseri umani vogliono parlare: il bisogno di amore, ma nello specifico nel mio caso: di quanto cerchiamo l’amore, nell’ammirazione, nell’approvazione che vogliamo conquistare da chi ci sta attorno. Quando ho capito questo, ho capito perché il tema della bellezza mi stesse così a cuore.

Ma cosa è bello? E perché? Quali sono i rapporti di potere che si nascondono dietro all’idea di bellezza? A cosa porta a livello emotivo e psicologico questo ininterrotto sorvegliare il proprio corpo? Quanto la ‘’cura del corpo’’ è una patologia, un’ossessione o un divertimento? E una volta che hai ottenuto la fantomatica ‘’bellezza’’, poi basta davvero ad essere felici? Ad essere ammirati? Ad essere amati?

Quali sono le conseguenze del modificare il proprio corpo, e il proprio vivere, per soddisfare lo sguardo esterno (E il proprio)? Come ci si relazione con l’insoddisfazione di sé? E con l’invidia? Quanta rabbia c’è? E come la società dei consumi influisce sullo sguardo delle persone sulle donne e delle donne sulle donne, e di ognuno su di sé? Si può uscire dalla logica di questo sguardo? Come? (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – In scena la vita di Don Puglisi con Di Domenico

Un’esistenza fatta di sguardo e di perdono su stesso e sugli altri quella raccontata l’altra sera dal bravo attore Christian Di Domenico che ha ricordato, in un intenso monologo pregno di umanità che esige verità, bellezza, giustizia e felicità, la sua storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993 al Brancaccio, Palermo, perché voleva togliere i giovani alla mafia, riconciliare le famiglie degli uccisi, costruire opportunità di crescita civile a servizio del bene diffuso, affermare comportamenti virtuosi con cui educare e per dare spazio alla vera solidarietà e partecipazione che la gente ha bisogno per il compimento del proprio Destino, tra dignità e crescita comune.

La 681ma replica dell’opera- per le tante svolte in tutta Italia e offerta in ogni luogo dove viene chiamato l’artista – recitata, ancora , con successo e impossibile da dimenticare, nella sala conferenze della chiesa di San Girolamo di Castrovillari, particolarmente gremita oltre ogni previsione, in occasione della 30^ Festa della parrocchia (che prosegue sino al 15 ottobre), alla presenza del Vescovo, Mons. Francesco Savino vice presidente della Cei, e del Parroco, don Giovanni Maurello, ha stretto e preso tutti i presenti, in un unicum di emozioni e tensione inaspettato del racconto-testimonianza , intriso anche di po’ di rimorso, da parte di chi gli è stato affettuosamente accanto come Di Domenico e la sua famiglia. Da qui’ l’ulteriore forza attraente nel portare in scena il Vero e l’effettivamente accaduto come hanno aiutato a richiamare, per altro, i momenti fonici e la registrazione, custodita dall’attore siciliano, di una telefonata di Don Puglisi – il quale si scusa per non aver risposto subito…- che ha fatto vibrare i Cuori di chi era in sala come quello di Christian nel fare memoria pure di quell’istante tra” Cielo e Terra”.

Le vicissitudini, poi, scandite da un’ottima interpretazione e profondo amore per la forza che suscitava don Puglisi nell’incontrare, provocare curiosità, domande, stupore, amicizia semplice e disarmante, e nell’accompagnare per qualcosa che c’era nell’altro, provocandone la libertà, hanno spiegato l’impegno struggente ed appassionato del sacerdote che, forte della propria fede in Dio, con umiltà ed audacia, si spendeva.
Questo fu la principale causa dell’ostilità della malavita, che lo considerò un serio pericolo ed ostacolo per i loro traffici, decidendo, così, di sopprimerlo.

Un riferimento, per questo, ancora fortemente attuale per educare alla legalità, per il nostro Tempo, sempre troppo vessato- vedi gli avvenimenti che si succedono- e, quindi, bisognoso di impavidi, intrisi di quella “Bellezza, dell’altro mondo”, che redime e fa nuove tutte le cose attraverso sacrificio e dedizione. Questo il messaggio profondo e spiazzante del lavoro espressivo “U parrino” (come in Sicilia veniva soprannominato don Puglisi), titolo, tra l’altro, dell’opera di e con Di Domenico, presentato per annunciare proprio l’amore e passione vera del prete al Destino di ciascuno nella realtà che ci sfida: quella che provoca l’Uomo fino alla carne e al sangue (per la redenzione di tutti).

Questo il messaggio della rappresentazione teatrale che ha commosso e sollecitato ciascuno ad essere cristiani attenti, nei rapporti, a quell’amicizia inesauribile che caratterizza la Compagnia del Cristo, unica e fondamentale per combattere ed affermare il Bene sul male. (rcs)

Altre location bellissime, in Calabria, per le riprese del docufilm Menorah Esodo 25

Continuano a ritmo serrato le riprese del docufilm “Menorah Esodo 25” scritto e diretto da Gianfranco Confessore e prodotto da “Visualia-Produzioni Cinematografiche”, il cui presidente è Attilio Russo e “Tempi Moderni European Film Association” del presidente Ermanno Reda, con il contributo fondamentale della Calabria Film Commission. Cresce l’attesa intorno al progetto ed alla possibilità di vedere sul grande schermo scene realizzate in Calabria con una storia tutta da scoprire.

Altre location e ambientazioni, meravigliose, sono state interessate dalla troupe nei giorni scorsi. La prima location straordinaria è quella del quartiere ebraico della Città di Castrovillari (Cs). Attori e produzione sono rimasti colpiti dai resti di un affresco che ritrae una Menorah. «Gli amici Ines Ferrante e Gianni Caligiuri De Marco ci hanno guidato in questo posto magnifico. Qui ambientiamo tre delle scene più importanti del film», hanno assicurato Reda e Confessore, insieme ad Alberto Celestino, aiuto alla regia e Pierandra Dotto, direttore alle camere.

Poi, tutti in studio, per il girato in green screen con gli effetti particellari e la modellazione tridimensionale del deserto. «Siamo particolarmente affascinati dalla intensa interpretazione di Mosè (Ermanno Reda) e Sephora (Jeisy Ortiz) ed abbiamo la sensazione di percorrere il giusto sentiero. Si credo di poterlo davvero affermare: vi porteremo in un mondo straordinario», ha voluto ribadire il regista sui social. Doveroso ringraziare chi ha realizzato i costumi (Accademia New Style di Franca Trozzo), Cgi e Stampa 3D Efod (Massimiliano Castiglione), green screen (Arti Blu Academy di Barbara Pasqua Acting Coach), makeup artist (Moema Academy di Giada Falcone), gioiello Sephora (Gerardo Sacco).

Un’altra importante location, infine, arricchisce la produzione filmica MenorahEsodo25. Il Museo del Cedro (Santa Maria del Cedro – Cs); luogo in cui si celebra la storia del frutto ed il suo profondo legame con il culto mistico della religione ebraica. «Il presidente del Consorzio del Cedro di Calabria, Angelo Adduci, ci ha raccontato una storia meravigliosa», fanno sapere i protagonisti. «Siamo pienamente soddisfatti del lavoro che prosegue velocemente. Così come siamo realmente affascinati dalle interpretazioni, intensissime, di Mosè (Reda) e della consorte, Sephora (Ortiz). E del ruolo incredibile di Giovanni l’Evangelista, interpretato dall’attrice Caterina Misasi, che emoziona e lascia senza parole. Senza dimenticare, anche, Alarico che nelle scene girate in precedenza ha entusiasmato tutti noi», dicono dalla produzione. (rcs)

CASTROVILLARI – Sabato 21 ottobre si discute del libro di Don Giussani

Sarà monsignor Francesco Savino, vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio e vicepresidente della Cei a concludere la conversazione, a più voci, sul libro “Il senso Religioso” di Luigi Giussani, con prefazione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, la cui presentazione è in programma sabato 21 ottobre, a Castrovillari, a partire dalle ore 17,30 nel salone delle conferenze della Parrocchia di San Girolamo.

Il momento, firmato dal Centro Culturale “Mons. G. Angeloni”, è un meeting di testimonianze e domande sul Testo per comprendere il vero significato della vita, perché è importante prendere “..i venti del destino” e perché “..un’esistenza senza senso è tortura ed inquietudine..” come richiama il famoso scrittore statunitensa Edgar Lee Masters nella poesia “Geoge Gray” dall’antologia di Spoon River.

A queste provocazioni proveranno a rispondere, dopo aver letto l’opera del fondatore di Comunione e Liberazione, gli studenti della quinta Liceo Scientifico della città, Salvatore Alberti e Giuseppe Vincenzi, l’universitario de “La Sapienza“ di Roma, Francesco De Noia, il docente dell’Itis, Francesco Gallo, e l’imprenditore di Bari Vincenzo Papa, moderati dalla psicologa Carla Bonifati.

Proprio lei nel dare le ragioni del momento ha spiegato: «Sembra che oggi ci sia uno svuotamento dei significati e delle domande fondamentali che connotano la persona e le permettono di camminare e costruire in questo mondo attuale, complesso come ogni cambio epocale. Eppure le domande di senso e di compimento riemergono sempre con forza soprattutto nel cuore dei giovani, ai quali bisogna continuamente guardare con tenerezza e gratitudine. Per questo – precisa- abbiamo deciso di sottoporre la lettura del libro a dei giovani ed adulti, disponibili a lasciarsi interrogare per proporre a tutti un momento di riflessione e di possibilità di riprendersi in mano la vita come splendida avventura di conoscenza e di azione, nella certezza di un comune destino di Bene».

Un’occasione, insomma, per riprendere il valore infinito della persona, bisognosa, in questo vuoto o nulla che sembra abbracciare “oggi” il pianeta, di incontrare Qualcuno che l’accompagni in un cammino di riscoperta della propria dignità per ridestare la domanda sull’esistenza che ognuno custodisce nel profondo del suo Cuore. (rcs)

CASTROVILLARI – Venerdì il convegno “La vita non è un gioco”

Venerdì 13 ottobre, a Castrovillari, alle 10, al nuovo Teatro Vittoria, si terrà il convegno La vita non è un gioco – Nuove dipendenze in un mondo interconnesso, organizzato dalla Fondazione Antiusura “San Matteo Apostolo” in collaborazione con la Diocesi di Cassano allo Jonio e l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Garibaldi-Alfano-Da Vinci” di Castrovillari.

L’evento sarà concluso dal Vice Presidente della Cei – Vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, mentre il saluto agli intervenuti verrà portato dal sindaco, Domenico Lo Polito.

Interverranno Elisabetta Cataldi, dirigente scolastico del “Garibaldi-Alfano-Da Vinci” di Castrovillari; Denise Amerini, referente nazionale per i comitati regionali del movimento “Mettiamoci in Gioco”, Domenico Cortese, psichiatra e Responsabile Serd di Castrovillari e Massimo Lento, presidente Tribunale di Castrovillari. Modera Roberto Barletta, presidente della Fondazione Antiusura “San Matteo” che introdurrà la manifestazione dandone le ragioni.

«L’idea – ha spiegato Roberto Barletta – di organizzare il convegno sulle nuove dipendenze, con particolare riferimento al gioco d’azzardo, nasce dai dati, che, come Fondazione Antiusura, abbiamo intercettato in quest’ultimo periodo e dai quali emerge, in maniera determinante, come il sovra indebitamento delle famiglie è sempre più dovuto alla presenza di componenti familiari dediti in maniera patologica al “gioco d’azzardo».

«Dalle statistiche disponibili – ha proseguito –  si evince poi che le imprese di gaming investano sempre più risorse in campagne di marketing ed in modo mirato per attrarre le giovani generazioni verso tutte le possibilità di gioco oggi disponibili su innumerevoli piattaforme online».

«Partendo da queste premesse – ha concluso – ci siamo chiesti come avremmo potuto contribuire a creare le condizioni perché insieme alle altre istituzioni (Scuole, Tribunali, ASP, Politica, Chiesa), presenti sul nostro territorio, avremmo potuto iniziare a costruire un percorso educativo il quale, parlando ai ragazzi delle scuole superiori (target di riferimento delle campagne di marketing delle società di gaming), possa porre le condizioni per metterli in guardia dai pericoli di dipendenza che il gioco può generare».

Dunque un approccio conoscitivo per accrescere la sensibilità della comunità e per aiutare i diretti interessati a discernere ed a prendere le dovute distanze da tali devianze; questa la preoccupazione dell’incontro  nei confronti di un fenomeno preoccupante (già attenzionato dai soggetti partecipanti), delicato quanto sottilmente invasivo per la salute pubblica a cui, nello specifico, la scuola, con gli altri presìdi, in modo significativo può contribuire alla prevenzione di condotte che portano al gioco d’azzardo online tra i nativi digitali nonostante il loro aumento di conoscenze sui Gap. 

Da qui l’importanza del momento di approfondimento e di confronto in un tempo sempre più pervaso dalla tecnologia e da rischi che possono scaturire se non vigilati e tenuti distanti. (rcs)

CASTROVILLARI – Presentazione oggi del libro Nel ventre della balena

oggi pomeriggio, giovedì 21 settembre, a Castrovilalri, presso la Parrocchia di San Francesco (Sala Varcasia) presentazione del libro Nel ventre della balena di Pietro Rende. Saluti istituzionali del sindaco Domenico Lo Polito e interventi di Domenico Iannibelli, Giovanni Donato e Peppino Aloise. Coordina Pasquale Pandolfi dell’Associazione Kontatto Production di Castrovillari.  Intermezzo musicale di Fabio Donato e Antonio Crescente.
Il libro riporta una conversazione a tutto campo con il politico Pietro Rende a cura di Attilio Sabato. Il libro è pubblicato Luigi Pellegrini Editore. (rcs)