CROPANI (CZ) – Il giornalista Luigi Stanizzi ricorda il prof. Saverio Grande al quale è intitolata la biblioteca

Il giornalista Luigi Stanizzi ricorda il prof. Saverio Grande al quale è intitolata la biblioteca comunale di Cropani.

«Saverio Grande – esordisce Luigi Stanizzi – nasce a Gasperina il 15 settembre del 1927 ma trascorre gran parte della sua vita a Cropani, dove viene chiamato ad insegnare nelle scuole elementari, che diventa così la sua seconda patria anche se lui si autodefinisce sempre “Cittadino del Mondo”. La sua didattica innovativa, rivoluziona i rigidi schemi scolastici e diventa il “Professore” più amato dagli scolari ma, subito dopo, dall’intera cittadinanza per la sua generosità, simpatia contagiosa, disponibilità verso tutti. Milita nella Democrazia cristiana, ricopre incarichi politici prima a Gasperina e successivamente a livello provinciale. Anteponendo gli interessi della popolazione a quelli personali, è sempre dalla parte dei più deboli, impegnandosi ad aiutare i più bisognosi nel più assoluto riserbo. Giornalista pubblicista, scrive per la Gazzetta del Sud dell’allora direttore Nino Calarco ed altre testate, fra cui fino agli ultimi sui giorni di vita il Giornale di Calabria diretto da Giuseppe Soluri».

«Una lunghissima attività pubblicistica mirata soprattutto alla difesa del cittadino, ai temi sanitari, alla valorizzazione delle bellezze naturali, dei beni culturali della Calabria, oltre che delle personalità prestigiose della nostra terra. Si occupa di sanità entrando nel Comitato di gestione dell’Usl e dirige la rivista del settore. Anche nelle scuole elementari di Cropani viene chiamato ad incarichi direttivi. Attraverso la Proloco promuove mille iniziative per fare conoscere le bellezze della Scogliera di Pietragrande e dell’intera Costa Jonica, fin dagli anni in cui il turismo appannaggio dell’élite comincia a diventare fenomeno di massa.
Conosciuto in tutti gli ambienti politici e culturali della Calabria – mette ancora in rilievo il giornalista Luigi Stanizzi – dona tutto sé stesso per vedere progredire la nostra terra. A Cropani, dove rimane un ricordo indelebile della sua personalità allegra e al momento giusto severa, gli viene intitolato nel 1999 l’edificio scolastico di grande bellezza (le “scuole elementari”) ubicato in via Tommaso Campanella; alla memoria gli viene anche conferito un doveroso e meritatissimo Premio Mar Jonio. Nel suo paese natio, Gasperina, nel 1999, gli viene intitolata la Biblioteca comunale tutt’ora attiva. Tutti quelli che hanno la fortuna di conoscerlo restano attratti dalla sua genialità, altruismo, felicità di linguaggio, sedotti dalle sue frasi lapidarie, dal suo carattere un po’ scanzonato, anticonformista, dal suo fascino personale “alla Domenico Modugno”. Profondi gli incontri con il compianto Padre Domenico Spinelli, un sant’uomo, nostro grande padre spirituale».

Il ricordo di Saverio Grande ancora oggi suscita in tutti un sorriso di affetto, che diventa commosso al pensiero che non c’è più. Determinante il suo apporto, il suo entusiasmo per la nascita della Filodrammatica di Cropani al Teatro del Convento dei monaci. Ed è tuttora vivo il ricordo, a distanza di mezzo secolo, dell’opera “Credo” nella quale da impareggiabile attore protagonista incarna la parte di un ateo che alla fine si converte, facendo commuovere tutti i presenti, fino al pianto. La regia? Di un suo alunno, naturalmente, diventato a sua volta maestro elementare: Francesco (Ciccio) Guzzi. La commovente voce fuori campo? Di un suo alunno, naturalmente, diventato giornalista: Antonello Stanizzi.

A scuola segna un’epoca, appunto l’Epoca del “Professore Grande”. Molti dei suoi allievi diventano professionisti e onesti lavoratori, o artisti di successo, seppure molti costretti a lasciare la Calabria falcidiata dall’emigrazione. Ma a lui fanno riferimento anche gli ex scolari rimasti a Cropani e diventati adulti. Se il “Professore Grande” viene a sapere che stanno prendendo cattive strade, va direttamente nelle loro case a dissuaderli, a redimerli, a riportarli sulla retta via, ad aiutarli anche economicamente, a consigliare i genitori. Ecco la grandezza di questo Maestro che resta una guida sicura, un punto di riferimento per tutta la vita.
Sono gli Anni Cinquanta. La sua didattica, mai vista prima e che anticipa i decenni a venire, spalanca i cancelli della scuola al mondo esterno, alla società. I suoi piccoli alunni con cappello d’ordinanza e paletta vanno in strada a fare i vigili urbani, a regolare la viabilità, a fermare le automobili in transito per fare attraversare i pedoni sulle strisce bianche. Armati di picozza, vanno nell’orticello della classe, di fronte all’edificio scolastico, fra gli ulivi e le calendule a seminare fagioli, o a piantare pomodori, alberelli, innaffiare, scoprire sotto i loro occhi i miracoli della natura: dal libro alla realtà, dalla teoria alla pratica. In un edificio di grande pregio, tenuto con grande cura, con le violette turchesi e gialle sui bordi delle finestre, lungo il susseguirsi dei vetri adornati da rondini in volo, ritagliate dalle copertine nere dei quaderni. O dai mandorli in fiore.

«Tante lezioni di cittadinanza – va avanti Stanizzi con un pizzico di irrefrenabile nostalgia – di educazione civica, mai messe in pratica prima di Grande nella scuola. L’impegno senza sosta per insegnare la lingua italiana, in un paese in cui si parla solo il dialetto cropanese. Una trovata originale per costringere gli scolari ad esprimersi in italiano, anche fuori dall’aula. Una sfida titanica, perché abituati fin dalla nascita a pensare e, naturalmente, a parlare esclusivamente in cropanese. Ci si vergogna ad esprimersi in lingua italiana, quel poco che si riesce ad imparare. Tanti e(o)rrori: “Cosa stai fando?” “Nooo, si dice facendo!!! Te l’ho detto mille volte!” Allora il maestro Saverio Grande escogita un sistema curioso ma molto efficace. A fine mattinata scolastica consegna ad uno scolaro un grande anello di metallo, denominato “oggetto”, l’allievo può disfarsene soltanto cedendolo a qualche suo compagno di classe che, uscito da scuola, viene sorpreso a parlare in dialetto. Ecco quindi gli “agguati” pomeridiani o serali ai compagni, da parte di chi ha l’oggetto, per toglierselo cogliendo l’amico in flagranza, mentre pronuncia anche una sola parola in dialetto. E chi lo riceve suo malgrado, si mette subito in azione per trovare un altro bambino che non si esprime in italiano, per disfarsi dell’oggetto “scottante”. Sì, perché sono guai per chi si presenta il giorno dopo a scuola con quell’anello. Il Professore Grande infatti infligge per punizione dieci pesanti rigate alle mani, e mai nessuno si lamenta, né alunni né genitori, perché capiscono che anche quello è un modo efficace per imparare».

«Un docente illuminato – conclude il giornalista Luigi Stanizzi – un giornalista onesto, un politico generoso, un uomo geniale che ha tracciato un solco profondo nella comunità di Cropani. E i cropanesi, grati, non lo dimenticheranno mai. Si spegne all’età di 71 anni a Roma, il 12 Marzo del 1998, a causa di gravi problemi cardiaci. Ora riposa al cimitero di Cropani». (rcz)

CATANZARO – Intermodalità, la vicesindaco Iemma presiede il tavolo tecnico

Psc e sistema dei trasporti, il Comune di Catanzaro all’opera. Mettere in connessione il sistema dei trasporti e dei parcheggi urbani, puntando sull’intermodalità come principio cardine della nuova pianificazione territoriale.

E’ questa la mission su cui la vicesindaco Giusy Iemma ha inteso convocare un tavolo tecnico dedicato al tema della mobilità sostenibile, sulla scorta delle linee guida che hanno ispirato il documento preliminare del Psc nel disegnare la Catanzaro del futuro.

Presenti anche l’assessore ai Lavori pubblici, Raffaele Scalise, il dirigente del settore Pianificazione del territorio, Giovanni Laganà, insieme alla responsabile dell’Ufficio di Piano, Laura Abramo. L’interlocuzione ha avuto come soggetti coinvolti il direttore generale di Amc, Eugenio Perrone, e l’amministratore di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro.

«L’amministrazione Fiorita ha messo al centro dell’agenda una sfida importante che riguarda la governance del territorio, nel segno della rigenerazione urbana e della sostenibilità declinata non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della mobilità e della viabilità», commenta Giusy Iemma.

«Argomenti e tematiche trasversali che necessitano di una cabina di regia in grado di delineare strategie e interventi da mettere in campo, utilizzando proficuamente i finanziamenti già disponibili ed intercettando ulteriori risorse. In un territorio morfologicamente complesso come quello di Catanzaro, diventa necessario costruire un sistema intermodale i cui diversi punti siano utili ad accorciare le distanze tra i quartieri, decongestionare il centro storico dal traffico e favorire l’utilizzo del trasporto pubblico».

«In tal senso, diventa fondamentale incrementare la disponibilità di parcheggi fuori dalla cinta urbana, valorizzando in particolare l’area dell’ex stazione ferroviaria di Sala che può assolvere alla funzione di punto di snodo per il trasporto su gomma da e verso la città. In tal senso, l’avvio di una pianificazione concertata con Amc e Ferrovie della Calabria – conclude Iemma – diventa indispensabile per condividere i medesimi obiettivi legati al nuovo modo di intendere la mobilità, orientando tutti gli interventi in modo coerente con gli obiettivi posti alla base del Psc». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – “Muori e vivi per Gesù”, una serata in memoria di Maria Marino

La presentazione del libro “Muori e vivi per Gesù” di Paolo Marraffa si terrà il 2 aprile a Lamezia Terme nella sala Sedna di via Tevere 13, alle 18.

I nonni come a tutti è noto sono la memoria storica, custodi del tempo, tessitori di storia e per i nipoti figure di riferimento. L’esigenza di dedicare ai nonni un pensiero pervaso interamente di verità storica, dopo il loro decesso, è un desiderio nobile di chi si è sentito amato, protetto da tali figure. Paolo Marraffa laureato in comunicazione e impegnato nel sociale, nipote di Maria Marino, ha deciso dedicare un libro per la nonna Maria, una donna semplice e umile, colma di fede, che ha messo la sua vita a servizio degli altri e della Madre Chiesa. «Era una buona moglie, madre, una nonna, una donna che ha testimoniato il suo amore per Cristo Crocifisso e la Vergine Maria fino alla morte».

A relazionare in serata la docente lametina di filosofia e storia e scrittrice Miriam Rocca, e la giornalista professionista Rosaria Giovannone, in particolare quest’ultima dialogherà con l’autore. A fine serata l’autore omaggerà i presenti del testo che tiene a precisare in una nota stampa: «Vuol essere un omaggio personale alla figura di mia nonna che ho tanto amato e amerò per sempre, perché ciò che viene scritto nei cuori non si può cancellare».

E scrive ancora: «Non un libro qualunque per chi ha avuto la grazia di conoscerla, di condividere con lei parte del proprio vissuto, del proprio cammino di fede. Una donna che ha lasciato nei cuori solo tanto amore come testimoniano in tanti. Molte le testimonianze raccolte su di lei, ma il giorno della presentazione non si parlerà di queste. Tutti sanno che la nonna era una persona chiamata da Dio che ha riempito la Chiesa di anime, risvegliato la fede di numerose persone e contribuito a generare conversioni e vocazioni. Il giorno della presentazione del libro si parlerà di quanto questa semplice donna immersa nella famiglia avesse il cuore grande. Era divenuta uno strumento perfetto di preghiera e di conversione a servizio della Chiesa per la quale si è sempre mossa e mai avrebbe potuto muoversi per conto proprio, perché amava la Chiesa, lei stessa era Chiesa, ne costituiva parte integrante. Non ci resta che ricordare queste verità che hanno caratterizzato la sua vita. Ecco uno stralcio di quanto ho scritto nel mio libro: “Nelle cose della terra, ma infinitamente di più nelle cose del Cielo, curava i dettagli. Non trascurava mai nulla. Aveva una luce negli occhi capace di scrutare l’invisibile. Erano occhi che riuscivano a penetrare nel cuore con un solo sguardo. L’incontro con questa donna cambiava la vita delle persone. Nel cuore di tanti restavano incisi per sempre Gesù e Maria. Era questa incisione a fuoco invisibile che spingeva molti a tornare al Vangelo e alla Chiesa anche dopo moltissimi anni”. La presentazione del libro a Lamezia Terme altro non servirà che a ribadire queste verità».

Conclude il Marraffa: «Che Lei dal cielo intervenga presto, per confermare nella verità divina i cuori di quanti per mezzo di Lei, dallo Spirito Santo sono stati convertiti a Cristo, al suo Vangelo, alla sua Chiesa. Riposa, nonna, nella luce eterna, ricordandoti sempre di noi che camminiamo per raggiungerti nella luce del Cielo. Paolo, il nipote che hai tanto amato». (rcz)

CATANZARO – Domani il dibattito sull’autonomia differenziata

Domani pomeriggio, a Catanzaro, alle 17, nella Sala Concerti di Palazzo De Nobili, si terrà il dibattito Autonomia differenziata: Criticità ed effetti su territori e imprese organizzato da Italia Viva Calabria.

Intervengono Franz Caruso, sindaco di Cosenza, il prof. Valerio Donato, ordinario di Diritto Privato, Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro e Nunzia Paese, presidente di Italia Viva Calabria. Conclude i lavori la senatrice Dafne Musolino, della Commissione Permanente Affari Costituzionali.

«La riforma sull’autonomia differenziata – ha spiegato il sindaco Fiorita – è uno snodo cruciale per il futuro del nostro Paese. È fondamentale non solo continuare a discutere ma anche affrontare con coraggio le criticità che ne derivano. La nostra Calabria, insieme a tutto il Sud, merita di essere al centro di questa riflessione, per garantire che il cammino verso una maggiore autonomia sia equilibrato e inclusivo: un disegno che al momento non sembra configurarsi nel Ddl Calderoli».

«Il “no” a questa Autonomia differenziata – ha concluso – è un percorso che abbiamo già avviato nei mesi scorsi attraverso il coinvolgimento di altre città della Calabria, grandi e piccole, e che oggi risulta rafforzato dalla importante presa di posizione dei vescovi calabresi». (rcz)

Guerriero (Azione): Fiorita non dimentichi vertenze del Sant’Anna Hospital e Fondazione Betania

«L’invito che rivolgo al sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita e all’Amministrazione comunale, è di tenere conto di altre questioni afferenti il sistema sanitario nella nostra regione, cadute nel dimenticatoio, citando due vertenze aperte per tutte: Sant’Anna Hospital e Fondazione Betania». È l’appello lanciato dal segretario provinciale di AzioneRoberto Guerriero, a seguito delle consultazioni avviate dal sindaco Fiorita e dalla sua vice, Giusy Iemma, per discutere le diverse questioni legate alla sanità nella Città di Catanzaro.

«Il primo incontro – ha spiegato – ha coinvolto una delegazione delle diverse sigle sindacali di settore – ricorda Guerriero -. Durante gli incontri, è stato trattato il tema dell’ubicazione del nuovo Ospedale, con la condivisione della volontà generale di preservare il ruolo e la funzione del Pugliese, considerandone il valore umano e materiale. Si è discusso del secondo Pronto Soccorso a Germaneto, con l’obiettivo di rafforzare l’esistente e garantire servizi più accessibili, e si è parlato anche delle strutture operative complesse della “Dulbecco” alla luce del riordino della rete ospedaliera calabrese».

«Credo che sia il momento di affrontare le vertenze sanitarie nella loro complessità, garantendo una visione unitaria e il coinvolgimento di tutte le parti interessate», ha detto Guerriero, tornando alla vertenza Sant’Anna Hospital e della Fondazione Betania, chiedendo «quali notizie dopo l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della proprietà del Sant’Anna Hospital, constatata la grave esposizione debitoria della proprietà?».

«L’Amministrazione comunale – ha proseguito – ci aveva anche messo la faccia prima, dichiarando ottimismo verso la ripresa di questo presidio sanitario d’eccellenza e fondamentale per la città, per poi esprimere l’amarezza per come la situazione è precipitata negativamente sul finire del 2023. E sul fronte della struttura socio-assistenziale ubicata nel quartiere Santa Maria, è giusto di qualche settimana fa il sit in di protesta davanti alla Prefettura dei dipendenti di Karol Betania, in ritardo con diverse mensilità di stipendio».

«La protesta rappresenta l’apice di mesi difficili – ha concluso – caratterizzati da scioperi precedentemente proclamati e revocati a causa dei vani tentativi di risolvere le controversie. E il silenzio della politica. Allarghiamo il tavolo a queste vertenze, caro sindaco – conclude Guerriero – perché mentre si discute di conti che non tornano, le ricadute si riflettono sui bilanci familiari di decine di lavoratori e lavoratrici che rischiano di rimanere per strada. E questa città non si può permettere una crisi economico-sociale di questa portata». (rcz)

CURINGA (CZ) – Corso di avvio all’assaggio dell’olio extravergine di oliva per studenti

Un Corso di avvio all’assaggio dell’olio extravergine di oliva ha coinvolto gli alunni delle classi IID, IIC e IIIC della scuola secondaria di primo grado di Acconia all’istituto comprensivo di Curinga.

L’attività, sostenuta con entusiasmo dal dirigente scolastico, dottoressa Giovanna Bruno, ha visto la presenza del dott. Thomas Vatrano, agronomo e assaggiatore professionista di olio d’oliva e del presidente del Consorzio Igp Olio di Calabria, Massimino Magliocchi.

L’iniziativa nasce dalle Docenti di Matematica e Scienze, Rita Orsino e Carolina Rocca, a completamento dell’attività didattica legata allo studio dell’alimentazione. La Dieta Mediterranea e il conseguente utilizzo dell’olio extravergine di oliva rappresentano una tematica che riveste un ruolo importante per i nostri ragazzi che sono invece sempre più spesso tentati e ammaliati da mode alimentari non sempre salutari.

All’evento ha partecipato l’amministrazione comunale ed è stato il primo cittadino di Curinga, il sindaco Elia Pallaria, a dare inizio ai lavori che, dopo i saluti istituzionali, ha affermato quanto questo argomento sia in linea con la tipologia di territorio in cui la scuola si trova. ù

Il dott. Vatrano, dopo una lezione magistrale sulle diverse varietà calabresi di olive e sulle proprietà salutari dell’olio extravergine di oliva, ha guidato i ragazzi nell’analisi sensoriale dell'”oro verde” di Calabria. Gli alunni si sono cimentati con la tecnica di assaggio imparando a riconoscere gli aspetti organolettici di pregio dell’olio d’oliva.

Durante l’evento, il Presidente del Consorzio Igp ha sottolineato l’importanza della conoscenza e tutela del Patrimonio culturale calabrese e del ruolo che riveste la Dieta Mediterranea sullo stato di salute di ogni persona, in particolare dell’olio d’oliva per i suoi componenti nutraceutici di interesse scientifico.

«Il Consorzio ha sostenuto tale iniziativa con grande disponibilità e entusiasmo, essendo nel suo programma di divulgazione e promozione la conoscenza e educazione del consumo dell’olio Evo Olio di Calabria Igp sin giovane età», ha rimarcato Magliocchi. L’evento si è concluso con una merenda antica, pane e olio d’oliva gradita da tutti gli alunni. (rcz)

MAIDA (CZ) – Color Fest 2024, ecco i primi nomi in cartellone

Torna l’appuntamento consolidato con la musica italiana e internazionale in Calabria. La grande musica dal vivo nel Sud Italia passa dal Color Fest.

Torna nella sua XII edizione il festival che coniuga musica, arte e natura nelle colline calabresi, in programma dal 14 al 16 agosto nel suggestivo scenario dell’Agriturismo Costantino di Maida.

Un’edizione dalla visione profondamente contemporanea che sancisce una definitiva evoluzione per il festival nella direzione dell’internazionalizzazione delle proposte musicali; dando vita ad un cartellone dal grande valore artistico in cui coesistono i progetti nazionali più interessanti in termini di scrittura e ricerca sonora in Italia con proposte di forte caratura musicale nel panorama internazionale, che arrivano per la prima volta in Calabria proprio grazie al Color Fest.

«Abbiamo scelto una lineup di grande qualità, selezionando quelle che noi sono le migliori uscite, italiane e non solo del 2024. Il festival cresce sempre di più, con tre headliner importanti, altri quindici live di rilievo e il progetto BeColor che annuncerà a breve altri ospiti internazionali. Sarà un ferragosto da ballare in Calabria. Sarà una festa per la regione intera».

Si parte il 14 agosto con Fulminacci: cantautore ironico e sensibile, le cui canzoni hanno il pregio e la capacità di giocare con i generi, offrendo però sempre un punto di vista coerente, in un approccio autentico al racconto della vita. L’attenzione ai testi che riserva l’artista romano è scrupolosa e attenta, la scelta delle parole non è mai casuale. Un tuffo nel pop d’autore capace di farci commuovere ma anche di essere uno sguardo affilato verso quello che ci sta intorno.

Dal Canada al successo mondiale, collezionando milioni di ascolti per quello che è uno dei progetti rivelazione della scena rock/ surf-punk degli ultimi anni: Ekkstacy che il 14 agosto arriva per la prima volta nel Sud Italia con uno show dalla grande potenza sonora.

Nella giornata di apertura anche gli I Hate My Village, super band che mette insieme componenti dei Verdena, Bsbe e Calibro 35, dal suono inconfondibile e travolgente, e dall’architettura musicale libertaria e contaminata che presenterà sul palco di Maida il nuovo lavoro discografico e il sound della Napoli futura di uno degli esponenti più interessanti della nuova scena musicale partenopea Bassolino.

La giornata di Ferragosto sarà all’insegna della grande festa: torna “Sulle ali del cavallo bianco” Cosmo, lungo un viaggio intimo ma anche psichedelico che trasporterà il pubblico del Color Fest in un’esperienza musicale vivissima fra due mondi in cui coesistono esplosioni elettroniche, clubbing e cantautorato.

Ballare a perdifiato sarà la parola d’ordine dei set di Populous e Clap! Clap! tra i dj e producer italiani più stimati all’estero, che traghetteranno questa edizione su vortici musicali, ispirazioni e stili caleidoscopici; spazio poi all’immaginario personalissimo de Il Mago del Gelato capace di far affacciare Milano sul Mar Tirreno e le vibrazioni fluide del collettivo di Dj Toy Tonics Jam.

Il 16 agosto grande attesa infine per gli Editors: primo nome annunciato in lineup per BeColor, evento che mette in sinergia due straordinari festival a sud come Color Fest con Be Alternative Festival per creare percorsi di condivisione e costruzione in Calabria, che porterà la storica band di Birmingham per la prima volta dal vivo in Calabria, per la loro unica data nel Centro-Sud Italia dell’estate 2024.

Nelle prossime settimane in programma nuovi e importanti annunci per il festival che ospiterà nella tre giorni diciotto live nazionali e internazionali e per BeColor che svelerà la line-up completa del 16 agosto e quella del 3 agosto nella bellissima location di Camigliatello Silano, cuore pulsante del Parco Nazionale della Sila in Calabria. (rcz)

CATANZARO – Al Politeama in scena “Conta che passa la pazza”

Domani sera, al Teatro Politeama di Catanzaro, andrà in scena Conta che passa la pazza, un atto unico con Irma Ciaramella e la regia, allestimento scenico e musica di Francesco Maria Cordello.

Lo spettacolo, che rientra nell’ambito del progetto Pro.sa – Professionisti Spettacolo Associati, promosso nell’ambito dei Programmi di distribuzione teatrale, Rete di teatri, con il sostegno della Regione Calabria, è prodotto da Acts – Associazione Culturale Top Spin attiva in campo culturale da tanti anni sul territorio di Ponza.

Sul palco una donna, ingabbiata in una crinolina dal sapore ottocentesco, è in azione in uno spazio, fuori dal tempo, delimitato da tre punti cardinali, raffigurati da tre oggetti simbolici: una caffettiera, una pentola e un coperchio che parlano, nonostante abbia più volte provato a zittirli. La donna non ha nome. Non lo ricorda. E’ lì, nel luogo in cui aspetterà, invano, che qualcuno la riporti a casa. Ma ha fatto calcoli sbagliati, ha dimenticato le virgole e, come spesso succede nelle equazioni, una virgola sbagliata conduce al risultato sbagliato. Si è svestita del ‘troppo’, ma non è ancora libera dal rumore assordante dei suoi pensieri inceppati che le richiamano alla mente ricordi a volte dolorosi. Solo nel gioco, nell’approccio ironico e gioioso, riuscirà ad immaginarsi nuova e desiderosa di ricominciare.

Nelle note di regia, Cordella ha scritto come «il sistema mediatico ha prodotto mezzi che hanno generato spazi e luoghi fasulli in cui è stato modificato il significato dei valori etici, estetici e morali su cui una società evoluta dovrebbe basarsi. Questo ha prodotto spaesamento e disorientamento».

«Le persone hanno perso improvvisamente il loro radicamento e di conseguenza la memoria, patrimonio necessario di una comunità matura. I più fragili, i più sensibili si sono “rifugiati” in patologie come depressione, demenza, Alzheimer – ha aggiunto – Ho inteso ricercare una forma che potesse ricreare uno spazio in cui, ricordare e rappresentare si fondessero in una visione della realtà non convenzionale. Astraendo il concetto di tempo, affinché la condizione patologica di chi si sente diverso, escluso, perduto o abbandonato potesse essere sublimata attraverso l’inclusione in una dimensione poetica che solo l’arte può offrire». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il vescovo Parisi ha presieduto le celebrazioni della Domenica delle Palme

Il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, ha celebrato la Domenica delle Palme, giorno in cui la Chiesa ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme osannato dalle folle.

«Seguiamo il cammino di Gesù – ha detto il vescovo – Però, poi, entrati nella nostra città dove la nostra esistenza, si svolge (la famiglia, la scuola, il lavoro, il tempo libero, le varie occupazioni che ognuno di noi compie), dobbiamo esprimere, con lo sguardo verso il Padre, la nostra certezza che Colui che è tenero, misericordioso, paziente, Colui che ama la nostra vita e ci chiama a conversione, vuole darci il suo amore».

«Nel cammino verso Gerusalemme – ha detto al riguardo monsignor Parisi – Gesù aveva la consapevolezza che quello sarebbe stato il cammino finale: l’ingresso in Gerusalemme accolto come re e poi ucciso come un malfattore. Dentro la determinazione di Gesù, che era certamente la sofferenza che portava con sé e che raccoglieva tutta l’ansia, la difficoltà, la fragilità, il dolore, il peccato, la sofferenza del mondo di tutta l’umanità, c’era anche la certezza che il Padre non lo avrebbe abbandonato nell’ora della prova. Ecco perché entrare a Gerusalemme significa anche per noi fare l’ingresso dentro la realtà concreta, la città all’interno della quale abitiamo la vita che siamo chiamati ogni giorno a vivere e che è fatta, certamente di momenti belli, però anche di momenti duri da vivere, da capire, da accettare».

«Quindi – ha aggiunto il Vescovo – entriamo nella vita di ogni giorno, difficile da interpretare e da vivere, con la certezza che siamo amati da un Dio che è Padre e non ci abbandona. Noi andiamo con i ramoscelli di ulivo che indicano la pace. Immaginate quanto bisogno di pace c’è oggi nel mondo! Si paventa lo spauracchio delle armi nucleari: è la follia. Davvero la guerra è la follia: non vince mai nessuno, tutti sconfitti. Ma anche nelle nostre piccole guerre, quelle che non hanno portata mondiale, quelle nelle famiglie, nei condomini, nei quartieri, c’è sempre da vedersi sconfitti. Per cui, portare il ramoscello d’ulivo vuol dire la consapevolezza che Dio ci ama e che questo amore lo dobbiamo praticare anche tra di noi».

Da qui l’augurio che «sia sotto questo segno che inizi la settimana Santa, la grande settimana della redenzione e della salvezza».

Durante la santa Messa presieduta dal Vescovo in Cattedrale, nel corso dell’omelia, monsignor Parisi, tra le altre cose, sottolineando che «oggi abbiamo ascoltato per intero la passione del Signore secondo l’evangelista Marco», ha chiesto: «Nella passione di Gesù quale parte stiamo svolgendo? Quale parte stiamo interpretando, vivendo? Dove ci mettiamo? Questa è – ha aggiunto – una domanda che consegno alla vostra sensibilità».

Poi, facendo riferimento alla prima lettura, il Vescovo ha ricordato che il profeta Isaia «diceva che il servo sofferente che non ha sottratto la sua faccia agli insulti e agli spunti, è rimasto in estrema confidenza con il Signore. Pur nel dramma della sua condizione, pur nella inspiegabilità della sua situazione concreta esistenziale, pur dentro l’impeto a gridare nei confronti del Signore il suo sconcerto, rimane legato a Dio. E lo dice chiaramente: io non resterò confuso; il Signore è dalla mia parte, mi accompagna, è mio sostegno; io non resterò confuso. Ed è lo stesso recupero che viene fatto nel Nuovo Testamento nella lettera di Paolo ai Filippesi che celebra Gesù nell’ora della crocifissione. Quando, cioè, c’è quel dramma di comprendere come mai il figlio di Dio, Gesù Cristo, sia sceso nel punto più basso dell’umanità, nel baratro -diciamo così – della disperazione, del buio, dove non si vedeva via d’uscita? E Paolo lo dice perché Gesù, pur essendo figlio di Dio, pur essendo Dio, ha voluto mettere da parte questa condizione per toccare realmente la tragedia vera dell’umanità. Non ne ha sentito parlare, non ha visto il dolore dell’umanità da lontano, non lo ha schifato, non lo ha evitato. Se lo è caricato addosso ed il peso di quel dolore lo ha fatto sprofondare dentro la fossa buia dell’umanità». (rcz)

CONFLENTI (CZ) – Nel lametino arrivano i biscotti solidali di “Una voce tante voci”

di FRANCESCA PAGLIARO – Mi chiamo Francesca, ho 32 anni e sono affetta da una malattia rara chiamata Malformazione di Chiari associata a Siringomielia (una lunga cisti piena di liquido presente nel midollo spinale). La mia è una malattia malformativa congenita (dalla nascita) del sistema nervoso, in cui le tonsille cerebellari scendono al di sotto della base cranica, entrando nel canale spinale. La dura scoperta avvenne nel 2021 in seguito ad una Rmn che mi era stata prescritta per tutt’altra ragione, ed il cui referto riportava la seguente dicitura “Sospetta Malformazione di Chiari, si consiglia consulto neurochirurgico”; fu una doccia fredda. Cominció così la mia trafila tra visite mediche, esami strumentali (potenziali evocati, elettromiografie, altre Risonanze) e la delicata e complicata ricerca di uno specialista esperto.

Un barlume di speranza, per mia grande fortuna, arrivò da un’Associazione speciale, che è un po’ come una grande famiglia: Aismac (Associazione Italiana Siringomielia e Arnold Chiari). Il loro sito (aismac.org) è stato una manna dal cielo, mi ha permesso di conoscere bene la malattia di cui soffro, di leggere le storie di altre persone affette dalla Chiari e soprattutto mi ha indirizzata verso la struttura più adatta alle mie esigenze. È anche grazie ad Aismac se fin da subito ho deciso di affrontare un percorso che nel settembre scorso (09/23) mi ha portato a subire un intervento presso l’Istituto Neurologico Besta che spero si riveli risolutivo e possa portarmi alla guarigione.

Quella di cui soffro è una malattia rara, e ogni malato come me vive nella speranza alimentata da un qualcosa di straordinario chiamata Ricerca, ed è grazie a questa che oggi posso raccontarvi la mia esperienza con il cuore più leggero.

Quest’anno anche AISMAC partecipa alla Campagna di primavera di Fondazione Telethon, una raccolta congiunta con le Associazioni in Rete, in cui gli incassi verranno divisi a metà.

Insieme all’associazione di volontariato di cui faccio parte “Una Voce Tante Voci” di Conflenti, che da sempre si occupa delle fasce fragili, abbiamo deciso di supportare questa campagna ed essere presenti con degli stand informativi e di raccolta fondi nel comune di Conflenti il 28 Aprile a partire dalle 10.00, e nel comune di Lamezia Terme (isola pedonale del corso Giovanni Nicotera) il 4 Maggio a partire dalle 17.00. Protagonisti della campagna saranno i famosi “cuori di biscotto”, nei gusti Pasta frolla, Cacao e gocce di cioccolato, Arance di Sicilia e gocce di cioccolato, inseriti in bellissime scatole di latta collezionabili per ognuna delle quali è consigliata una donazione minima di 15 euro.

Noi saremo lì, per sensibilizzare, contribuire, dare speranza: fare la nostra piccola ma indispensabile parte per correre insieme verso un unico grande traguardo.
Grazie a quanti ci aiuteranno.

Per informazioni o per ritirare i biscotti potete rivolgervi ai seguenti contatti: 3313523246 (Francesca), 3293343431 (Associazione “Una Voce Tante Voci”). (rcz)