L’OPINIONE/ Filippo Veltri: La tragedia del centrosinistra in Calabria e a Cosenza

di FILIPPO VELTRI – Quello che in queste ore sta avvenendo nel campo del centro sinistra per le regionali e le comunali di Cosenza è un’autentica tragedia. Che ha un colpevole in primo luogo che si chiama Pd e nella fattispecie il suo segretario nazionale Enrico Letta.

I fatti sono arcinoti: tre candidati alla presidenza della Regione e un numero imprecisato a sindaco di Cosenza. Come dire: sconfitta già certa nel primo caso e assai probabile nel secondo. Ora alla presentazione delle liste mancano tre settimane, poco ma in tempo per cercare di arginare questa slavina annunciata. Ma il pallino è nelle mani di Letta che ha sin qui mostrato di non tenere molto in conto la Calabria.

Un cumulo di errori come se si giocasse per perdere già in partenza, ma in politica questo è un errore capitale. Ovviamente in questa tragedia politica ci sono anche altre responsabilità ma sono tutte riconducibili agli errori marchiani di Letta e dei suoi emissari in Calabria.

Che cosa si può ora fare? Un ultimo appello è quello lanciato da Jasmine Cristallo, che in tempi e condizioni normali non avrebbe fatto perdere altro tempo nell’essere raccolto: Amalia Bruni, Luigi De magistris e Mario Oliverio facciano un atto di generosità politica. Loro tre non portano alcuna responsabilità ma il popolo del centro sinistra (che ancora esiste) sarebbe loro grato sempre, se però da Roma (o da Pisa, non lo sappiamo) Letta dia un segnale chiaro e inequivocabile.

Il centrodestra insegna che alla fine il valore dell’unità paga. In Calabria in assenza di quel segnale Roberto Occhiuto può risparmiarsi anche i soldi per fare i manifesti elettorali di propaganda. Se ci sei caro segretario Letta batti un colpo. (fv)

Pubblicato il decreto, si volta il 3 e il 4 ottobre

È stato firmato, dal presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, il decreto con cui sono indette le elezioni del presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale nei giorni di domenica 3 ottobre e lunedì 4 ottobre 2021.

L’indizione delle elezioni fa seguito al decreto del ministro dell’Interno del 3 agosto 2021, acquisita l’intesa col presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, espressa con nota del 5 agosto 2021, e sentito il presidente del Consiglio regionale. Nel decreto si legge che «al fine di assicurare il necessario distanziamento sociale, le operazioni di votazione di cui all’articolo 1 si svolgono, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì, dalle ore 7 alle ore 15»

«Finalmente – ha dichiarato il presidente Spirlì –, la Calabria torna al voto al termine di un anno difficile e marchiato a fuoco dalla limitazioni dettate dalla pandemia globale. La democrazia regionale torna in possesso delle sue imprescindibili liturgie elettorali, da cui dipende il principio di rappresentanza dei cittadini. Buon voto a tutti i calabresi». (rcz)

ELEZIONI, SE IL CODICE ETICO PER LE LISTE
SCONVOLGE I PIANI DI SINISTRA E DESTRA

di SANTO STRATI – Con la firma di convocazione dei comizi elettorali del presidente facente funzioni Nino Spirlì si stoppano i periodi ipotetici di quarto tipo, e si comincia a ragionare in chiave proposito. Si voterà dunque il 3 e 4 ottobre, giorno fissato come election day dalla ministra Luciana Lamorgese per l’importante scadenza amministrativa che vede, tra gli altri, il rinnovo di consigli comunali abbastanza “caldi”: Roma, Milano, Napoli, per intenderci. Con una situazione politica che è tutt’altro vicina alla chiarezza, anzi più giorni passano più gli accordi pd-cinquestelle e destra coalizzata mostrano tutte le debolezze congenite. I primi perché manca – diciamo la verità – la rispettiva fiducia tra le parti, gli altri per assenza di leader in grado di guidare le elezioni a un risultato vincente.

E in Calabria? A parte la sceneggiata di Giorgia Meloni, con la spalla (da nomination per attrice non protagonista) Wanda Ferro che aveva (ha) l’unico obiettivo di delegittimare Spirlì dalla nomina calata dall’alto (Matteo Salvini) da vicepresidente “intoccabile”, per far posto all’attuale assessore Fausto Orsomarso, a sinistra le cose si stanno incancrenendo peggio che mai.

La nuova spina al fianco si chiama codice etico, da applicare nella formazione delle liste e, soprattutto, nella scelta dei candidati. Spremi, spremi, diventano davvero pochi i presentabili se si dovesse rispettare rigorosamente – come insiste a gran voce Carlo Tansi – il codice etico suggerito, ma i maldipancia diventano cronici e rischiano di venire pesino alla candidata Amalia Bruni che, da un alto, ha inaugurata con grande fierezza e convinzione la campagna elettorale a Lamezia, ma dall’altro ha già lanciato un preciso avvertimento: «se non si rispetta il codice etico non ci metto la faccia e mollo tutto».

Ma non è una minaccia a vuoto, la ricercatrice di Girifalco che guida il Centro di neurogenetica sta rendendosi conto che le chiacchiere trasmesse dalla coppia Francesco BocciaStefano Graziano a Enrico Letta con una narrazione surreale della situazione del calabrese hanno ammaliato anche lei che, invece, tocca con mano una divinità ancor più accentuata che non lascia in alcun modo intravvedere alcuna schiarita. Un conto, alla fine, è perdere con l’onore delle armi, tutt’altro perdere ignominiosamente senza alcuna giustificazione plausibile.

La verità è che anche i democratici progressisti che sembravano pronti a schierarsi con lei, ci stanno ripensando suggestionati da quell’incantatore di serpenti (non è un offesa, è una nobile e difficile arte) che è Luigi De Magistris. Il quale continua seminare ma si rende conto che il raccolto non ripagherà la fatica del lavoro profuso. Neanche la voce fatta circolare di una quasi intesa con Mario Oliverio aiuterà a migliorare la situazione.

Mario Oliverio ha, da vecchia volpe della politica, colto la palla al balzo per levarsi un po’ di sassolini che in Nazareno gli ha infilato nelle scarpe già ai tempi di Zingaretti, quando fu costretto a ritirarsi in favore di Pippo Callipo. La sua posizione è, forse, la più chiara di tutte nello scenario elettorale calabrese: spaiare le parti e mostrare capacità che altri nemmeno si sognano: in altri termini la sua “provocazione” della candidatura crea forti disagi a sinistra, ma il quadro che si va profilando non è ugualmente di facile digestione neanche per lui.

Ha la forza Oliverio di portare a casa due, anche tre consiglieri regionali (uno per circoscrizione), ma i suoi sodali che aspirano al seggio sono almeno cinque, quindi, nella scelta dovrà sacrificare qualche “amico” pronto già ad approdare ad altri lidi. Lo scenario della sinistra calabrese è il simbolo della pervicace volontà di perdere, senza vergogna e senza onore: il sogno di unità tratteggiato in modo evanescente da Letta nella sua veloce visita in Calabria non ha alcuna possibilità di successo, neanche avendo forte immaginazione e un certo gusto per l’impossibile.

Il “miracolo” potrebbe farlo l’emulo di San Gennaro (suo patrono prediletto) De Magistris con una nobile ritirata in favore di una vera e propria crociata contro la destra. Il Governo ha 600 nomine da fare, ne trovino (complice Letta) una per lui di grande suggestione (e ricco emolumento) per la quale il “senso della patria” non possa che prevalere.

Ma DeMa – in questa illusoria ma non impossibile ipotesi – calerebbe un asso non da poco (l’avvocata Anna Falcone, portavoce di Primavera di Calabria) alla quale andrebbe riservata almeno una vicepresidenza, in caso di vittoria. Bene, ma suggestioni a parte, se i mormorii, sempre più accesi che indicano il (comprensibilissimo) pentimento di aver accettato la candidatura da parte della Bruni, dovessero trovare riscontro, i dem (e la sinistra) dove vanno a cercare un/una candidato/a che possa guidare la “raccogliticcia” coalizione? Bella domanda. Di sicuro, se cresceranno le astensioni, statene certi verranno tutti dal popolo della sinistra. Smarrito, avvilito e sfiduciato, senza una guida né almeno un riferimento. Altro che rifondazione, qui c’è proprio da reinventarsi tutto e l’unico che l’ha capito è, ancora una volta, lui, Mario Oliverio. (s)

Elezioni Regionali, Da Lamezia Terme parte la campagna elettorale di Amalia Bruni

È dal Lungomare di Lamezia Terme, tra la vicinanza e l’affetto, che è partita la campagna elettorale di Amalia Bruni, candidata del centro sinistra alle elezioni regionali, e che promette «un agosto in mezzo alla gente».

Insieme a lei, presenti il capogruppo al Senato Simona Malpezzi e il commissario regionale Stefano Graziano, per arrivare, tra gli altri, al M5s, presente con il deputato Massimo Misiti, a Tesoro Calabria di Carlo Tansi, ad Articolo 1 e al Psi.

Una partenza davvero sprint per la candidata che, nel corso del suo intervento, ha voluto ribadire il proprio impegno per cambiare «il destino dei calabresi ridando a tutti una opportunità».

Importante, poi, il Codice Etico, che  «prevede una grande forza nel respingere completamente persone e personaggi che non sono degni di stare in una coalizione politica», oltre che «un grande rinnovamento» e che «tra qualche giorno sarà messo in rete e i partiti dovranno tenerne conto, perché se non ne terranno conto il rinnovamento rischia di non esserci ma soprattutto Amalia Bruni vi saluta, non ci sta» ha detto la candidata, che vede in suo sostegno otto liste di M5S, PD e altre forze di centrosinistra.

«in questa coalizione – ha spiegato – da sempre ho detto che guido io, sono io che do l’ultima parola sulle liste anche fatte dai partiti e da tutti i movimenti, e mi assumo la responsabilità perché sono io che ci sto mettendo la faccia, la mia storia, la mia professionalità e mi sto rendendo conto che i calabresi mi seguono in questo perché hanno colto la novità di questo passaggio, di una persona che si è sempre spesa in maniera assolutamente gratuita per questa terra, qui ha lavorato, qui ha buttato il sangue, qui ha costruito, non ha promesso di costruire».

«Con questa forza – ha aggiunto – e con questa mia capacità di integrare le persone capaci e forti ai posti giusti immagino di poter ridare alla Calabria la speranza di una ripartenza ma questo lo dobbiamo fare con tutti i calabresi che ci credono e vogliono affrontare le enormi problematiche che abbiamo. Da questo punto di vista mi aspetto una risposta. Le risposte possono esserci se uno chiede, ma se chi chiede ha una storia e quindi è credibile, e questa credibilità e questa moralità devono essere lo sprono perché altri possano mettersi in gioco, anche dalla collettività e dalla società civile».

Obiettivo della coalizione, ha rimarcato la Bruni, «cambiare la Calabria», dove «è chiaro  che dobbiamo avere una visione di globalità e di insieme. Si tenga conto che il 70% del nostro bilancio è sulla sanità e che la sanità è al macero, completamente, a maggior ragione dopo il Covid, e questo richiederà uno sforzo immenso perché dovremo chiedere con estrema forza un tavolo al Governo, che riguardi il ministero della Salute e il ministero dello Sviluppo economico perché – ha sottolineato altresì la Bruni – l’obiettivo è quello della misurazione del debito, della cancellazione del debito fatto dai commissari con un ripiano del nostro vecchio debito di una certa maniera».

«Dopodiché – ha spiegato – no al commissariamento, basta, deve cessare al 31 dicembre, poi il potere di programmazione ritorni alla Regione, al presidente e alla Giunta e io spingerò per avere dei poteri speciali in questa direzione perché la ricostruzione della sanità dalle macerie richiede uno sforzo collettivo che non è solo di questa terra ma dev’essere anche dei ministeri».

«Il bagno di folla che ha accolto Amalia Bruni nella sua città – ha detto il commissario del Pd della Calabria – conferma la bontà del nostro progetto politico e la sua forte capacità di coinvolgere i calabresi, è il segno che il cambiamento è qui» ha detto Stefano Graziano, commissario Pd della Calabria, che ha ribadito la volontà di «cambiare la Calabria, e permettere ai calabresi di potersi curare nella loro terra, accanto ai loro affetti, di poter lavorare senza emigrare, di poter godere di un ambiente sano. Insieme è la parola chiave per poterlo fare, insieme per poter vincere e governare, con al fianco i nostri giovani».

Una «candidatura bellissima» per la senatrice Malpezzi, che «dimostra che noi ci mettiamo le donne in prima linea in questa fase di grande ricostruzione, parlando anche una lingua particolare che è quella della scienza, della salute, della sanità che per la Calabria vuol dire tanto, per uno stimolo, per una spinta per una formazione diversa per tutte le nostre giovani donne. Quindi, c’è una bella storia da raccontare ed è una storia calabrese».

«Sono rimasta davvero impressionata positivamente – ha detto la Bruni – dal calore e dall’entusiasmo che ho trovato ieri sera (lunedì 2 agosto ndr) all’apertura della campagna elettorale a Lamezia Terme. Lo confesso, mi sono anche commossa per la vicinanza e l’affetto che ho riscontrato. Un vero e proprio bagno di folla. Grazie a tutti».

«E grazie – ha aggiunto – anche agli amici della coalizione che mi sostengono, abbiamo dimostrato che stiamo costruendo una squadra di persone perbene, che hanno a cuore solo il futuro dei cittadini calabresi. Da qualche parte si tenta di far passare la presenza di problemi o incomprensioni tra di noi, ma sono solo bugie, e la bella serata di ieri (lunedì 2 agosto ndr) dimostra che la gente ci apprezza e la nostra squadra è coesa»-

«Siamo partiti col piede giusto – ha concluso – ora dobbiamo solo continuare così per raggiungere l’obiettivo». (rrm)

Elezioni regionali, Imbalzano (Cambiamo): ‘Coraggio Italia’ valore aggiunto della coalizione di Centro-destra

Il vicecoordinatore Vicario e responsabile Enti Locali, Pasquale Imbalzano, ha sottolineato come «la decisione assunta  dal Comitato di Presidenza di  Coraggio Italia, di presentare proprie liste alle imminenti elezioni regionali nella nostra Regione, rappresenta  un fatto politico estremamente  importante   ed un vero valore aggiunto per la vittoria della coalizione  di centro-destra  in Calabria, guidata  dall’on. Roberto Occhiuto».

«Coraggio Italia – ha aggiunto – dopo  il   proficuo  lavoro di  radicamento  svolto  in questi mesi su tutto il territorio regionale, aggregando tante  forze giovani,  desiderose   di impegnarsi con grande spirito di servizio  ed altrettante già sperimentate  positivamente sul campo, ma tutte di alto profilo morale, si avvia a contribuire  in maniera sostanziale alla crescita dei nostri territori, storicamente  marginalizzati  da una classe politica fin qui non sempre  all’altezza delle sfide quotidiane e dei problemi vecchi e nuovi. La scelta del Presidente del Partito e Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, del vicepresidente Vicario  e Governatore della Liguria, Giovanni Toti, dei Vice Segretari  sen. prof. Gaetano Quagliarello,  che tanto si è speso in questi mesi  per la crescita di Cambiamo! nel Paese ed in Calabria, nonché dell’on.  Marin, capogruppo alla Camera, costituirà la grande novità  politica in una Regione, ancora oggi martoriata da criticità,  vecchie  e nuove,  irrisolte  in ogni angolo del suo territorio, a dispetto   delle enormi potenzialità di crescita».

«Ed è proprio – ha proseguito – da tutti i Comprensori calabresi, e, per quello che ci  riguarda più  da vicino, dalle diverse aree  della Provincia di Reggio, vogliamo partire, privilegiando merito, competenza, bisogni. Non è un caso che, accanto al contributo programmatico, già elaborato e che intendiamo come Coraggio Italia offrire alla coalizione  ed al candidato presidente Occhiuto,  in queste settimane abbiamo privilegiato  il confronto sui problemi con rappresentanti di  Associazioni Produttive, delle famiglie, del mondo  del volontariato e  della società civile in genere, redigendo per ogni singolo territorio (area della Locride, area Grecanica, costa viola e area dello Stretto, nonché il comprensorio della Piana)   programmi  mirati  ad affrontare le rispettive esigenze di sviluppo, secondo le locali  potenzialità e peculiarità :  schede programmatiche   che verranno presto presentate alla stampa».

«Il Partito di Coraggio Italia,  anche in Calabria, intende dare voce  e rappresentare  l’area del  centro-moderato, liberale, riformista, europeista,  cattolico, della destra moderna, nonché ai tanti delusi della politica,  che guarda al futuro  delle imprese, delle famiglie, dei giovani –  che hanno il diritto  di mettere le proprie intelligenze ed il loro sapere al servizio della nostra Calabria – ,  di tutte le fasce deboli e delle nuove povertà, convinti come siamo  che la grande sfida    della politica  Calabrese è oggi  soprattutto  la capacità  di spendere virtuosamente e con grandi ricadute occupazionali   le enormi risorse  già certamente disponibili   della Programmazione Comunitaria  2014-2020 in corso da anni  e di quella ormai prossima  2021-2027, (Por  Fse, Fesr E Psr), a cui si aggiungeranno presto  tutte quelle che  potranno rivenire   dal “Recovery Fund”,  capaci finalmente di provocare quello shock positivo in termini di sviluppo reale e definitivo di cui la Calabria ha da tempo tanto bisogno». (rrc)

Tansi attacca l’ex alleato De Magistris e i “profughi” del pd oliveriano

Carlo Tansi, candidato alla presidenza della Regione con il movimento Tesoro di Calabria, ha ‘attaccato’ Luigi De Magistris, ex alleato, definendolo «quasi ex sindaco napoletano futuro disoccupato».

«L’ormai quasi ex sindaco napoletano – ha detto Tansi – di fronte ai pochi spettatori che lo accolgono nelle piazze e nelle trasmissioni delle tv locali, continua a proclamare propositi di rottura con il sistema politico che ha distrutto la Calabria, ma poi conclude accordi elettorali con gli amici ed i sostenitori dell’ex governatore Oliverio, tra i principali responsabili del fallimento della Calabria, e di quegli esponenti della vecchia politica, da tempo già allontanati dai loro partiti per diverse note vicende».

«Da tempo si sa – ha aggiunto – che l’ormai ex sindaco di Napoli ha accolto nella sua lista Giuseppe Giudiceandrea, ex consigliere regionale del Partito Democratico. È di ieri la notizia che nella lista dell’ex magistrato potranno entrare i consiglieri regionali, di stretta osservanza Oliveriana, Giuseppe Aieta e Antonio Billari, ma anche Francesco D’Agostino e Brunello Censore, a suo tempo esclusi poiché incandidabili per noti motivi, dalle liste del centrosinistra ai tempi della candidatura di Pippo Callipo».

«Non può destare meraviglia – ha proseguito Tansi – che le new-entry nella lista cosiddetta “civica” hanno acceso un agitato dibattito, molte perplessità e diverse defezioni, tra i sostenitori, compreso il nutrito gruppo di intellettuali ed esponenti della sinistra storica che si era pronunciata a favore dell’ex magistrato. “Ex” che, al contrario di quanto afferma, sta dimostrando di voler raggiungere a ogni costo solo un suo personale risultato, anche se in Calabria dice di voler cambiare tutto. “Cambiare tutto perché nulla cambi” come diceva qualcuno di gattopardesca memoria…».

«Il tempo è galantuomo – ha detto ancora – e i fatti dimostrano che ho fatto molto bene a prendere le distanze da questo strano personaggio, che incarna la peggiore tradizione del gattopardismo meridionale e della commedia napoletana. È evidente che il commediante napoletano sta cercando di convincere i calabresi, con le indiscusse capacità di recitazione che sono chiaramente impresse nel suo dna, di garantirgli per i prossimi 5 anni uno stipendio ed evitargli l’incubo dell’iscrizione alle liste di disoccupazione napoletane».

«Dal mio canto – ha concluso – io continuo a fare quello che faccio da 32 anni: il ricercatore Cnr. Sento però il dovere di dare un contributo alla mia Terra mettendomi in gioco per continuare a distruggere il sistema di potere che ho già distrutto quando guidavo la protezione civile regionale prima che venissi scacciato da politici, arrestati per mafia, per avere toccato gli interessi dei poteri forti in odore di ‘ndrangheta. Per questo, in linea con la coerenza che ha caratterizzato la mia azione civica per il bene della Calabria, ho proposto ad Amalia Bruni e fortissimamente voluto un codice etico che consentirà di eliminare, alle prossime elezioni regionali, dalle candidature dalla coalizione progressista alla quale ho deciso di aderire, politici intrallazzini responsabili del fallimento della Calabria. Fatti, e non parole». (rcz)

Elezioni regionali, il Comitato Magna Graecia propone ai candidati di affiancare al simbolo del partito la dicitura ‘Magna Graecia’

Affiancare, al simbolo del partito, la dicitura Magna Graecia, «come atto di vera adesione al progetto». È quanto ha chiesto il Comitato Magna Graecia ai candidati alla presidenza della Regione Calabria, ribadendo la sua «equidistanza da ogni singolo schieramento aprendo però alla possibilità di creare una sponda verso tutti quei partiti o movimenti civici che dimostreranno lungimiranza e interesse verso il progetto di una nuova provincia della Magna Graecia con due capoluoghi: a Nord Corigliano-Rossano a Sud Crotone».

«La nostra visione – viene spiegato in una nota – resta sempre quella di una riproposizione dei territori al centro dell’agenda politica. Una visione che si allontani dalle alcove dei centralismi nazionali e regionali, sforzandosi di riportare la politica alle reali esigenze territoriali fatte di affinità fra aree contermini e basata sulla complementarietà, la sussidiarietà e cooperazione fondata su principi di affinità e non già di sudditanze. A questo proposito, ribadiamo che la nostra visuale parte dal presupposto di ristabilire equità ed equivalenze fra aree territoriali regionali, attualmente squilibrate e non rispondenti alle reali vocazioni degli ambiti».

«Proponiamo – ha spiegato il Comitato – una nuova area provinciale, a saldo zero per lo Stato, che nasca dalle ceneri della Provincia di Crotone e che da questa differisca in fase statutaria prevedendo la istituzione di due Capoluoghi: la città Pitagorica e la nuova città AusoBizantina. Tale disegno, replicabile in diverse aree della stessa Regione e del territorio nazionale, sarà la sfida che attenderà il futuro, qualora la politica volesse, finalmente, ritornare a recitare il proprio ruolo: la rappresentanza, la voce, il sentimento di esistenza che legittimamente ogni ambito ha il dovere di esprimere e palesare».

«La nostra è una visione di inclusività – continua la nota –. Non nasce contro qualcosa o qualcuno, non nasce contro i Capoluoghi storici, ma mira a bilanciare lo scriteriato squilibrio che i centralismi politici hanno generato, riportando ogni area ad avere la propria dignità politica e territoriale».

«Non è un caso, infatti – continua ancora la nota – se, a seguito della nascita del Comitato, oggi seguito sui suoi canali internet e social da circa 50mila persone, siano nati in Italia Movimenti  similari che si son posti l’obiettivo di riportare l’attenzione della Politica sulle problematiche territoriali che soffrono in maniera spropositata gli effetti dannosi dei centralismi. Questi, infatti, hanno letteralmente distrutto e periferizzato aree, un tempo fiorenti, oggi rese larve di sé stesse. Prima di tutte l’area dell’Arco Jonico Magnograeco Sibarita e Crotoniate».

«Pertanto, rivolgendoci agli Amministratori Locali, agli attuali e futuri Consiglieri regionali, ai Rappresentanti nazionali di Camera e Senato, ai Leader di partito ed a coloro che da qui ai prossimi due anni saranno i nuovi rappresentanti del territorio Jonico a Roma – ha detto ancora il Comitato – chiediamo: chi veramente, e non a fini strumentali, creda e condivida quanto dal nostro Comitato professato, a fianco al simbolo del proprio partito politico o del movimento civico di riferimento, apponga il simbolo del Comitato ed, assieme a noi, si batta per una visione che rimetta al centro della agenda politica le reali esigenze del territorio, facendo rete e dimostrando a sé stesso ed agli altri che un’altra visuale dello Jonio è possibile, un altro concetto di Calabria è edificabile, un altro concetto di Paese è non più differibile».

«In funzione di quanto su indicato – conclude la nota – invitiamo tutti coloro che condividano le nostre istanze a scendere in campo, mettendoci la faccia e allontanando il puzzo del compromesso in nome e per conto della ratifica di una candidatura, ad ogni livello di rappresentanza, affiancando la nostra visuale a quella della propria casacca di riferimento. Solo in questo modo la politica tutta potrà dimostrare a sé stessa ed al proprio elettorato che il linguaggio che intenderà parlare non sarà più quello imposto dai salotti romani e di conseguenza dai ramificati centri di potere regionali, ma quello dei territori per troppo tempo abbandonati e finanche disconosciuti dalla loro agenda quotidiana». (rkr)

Rete con I minori e le famiglie chiedono ai candidati impegno per legge regionale su famiglia e natalità

L’impegno per una legge regionale su famiglia e natalità, e un piano per l’infanzia e l’adolescenza. È questa la richiesta avanzata dalla Rete Associativa Con i Minori e le famiglie ai candidati alla presidenza della Regione Calabria.

«La rete associativa – si legge in una nota – ritiene urgente che il nuovo Governo regionale si doti di strumenti di studio e ricerca come l’osservatorio regionale su infanzia e adolescenza che sia realmente attivo e funzionante ma soprattutto di un piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza che deve vedere la famiglia al centro di tutte le scelte politiche ed educative».

La Rete, composta da 26 Associazioni che hanno aderito, e che comprende Associazioni che operano  a livello nazionale come Save The Children, Unicef, Libera, Forum associazioni familiari, Unione Camere Minorili, Csi Arci, assieme ad altre fortemente radicate nel territorio regionale.

Tre gli obiettivi prioritari fissati dal coordinamento, l’elaborazione di un testo da proporre al nuovo consiglio regionale per una legge che intervenga sul tema della famiglia e della natalità con un impianto normativo snello, con  obiettivi perseguibili e una adeguata copertura finanziaria, la stipula di protocolli di collaborazione tra la rete e i Tribunali per i Minorenni di Reggio e Catanzaro per avviare una azione congiunta di tutela dei diritti dei minori, la sperimentazione di patti educativi in tutto il territorio regionale tra associazioni, istituti scolastici, enti locali e Asp, magistratura minorile e forze dell’ordine.

Gli interventi  di don Giacomo Panizza della Comunità Progetto Sud, Antonio Mondera e Merilisa Lo Giudice del forum delle famiglie, Angelo Polacco, Raffaele FiglianoGiuseppe Marino delle camere Minorili, Mario Nasone di Agape, Cristina Ciccone della Coop res Omnia, don Ennio Stamile di Libera, hanno espresso preoccupazione per lo scenario che si è aperto con la pandemia, che avrà effetti drammatici anche nel lungo periodo, con una Calabria che, con l’emergenza coronavirus, si è scoperta ancora più debole, soprattutto per le fragilità  del suo sistema sanitario e di Welfare come è stato certificato anche dai testi Invalsi che hanno evidenziato che l’istruzione al Sud resta un’emergenza, con una situazione incredibile, quasi drammatica per la Calabria, che è stata relegata all’ultimo posto tra le regioni come acquisizione di competenze da parte degli studenti calabresi.

Su questi temi  sono intervenuti don  Giacomo Panizza della comunità progetto sud, Antonio Mondera e Merilisa Lo Giudice  del forum delle famiglie, Angelo polacco, Raffaele Figliano e  Giuseppe Marino delle camere Minorili, Mario Nasone di Agape, Cristina Ciccone della Coop res Omnia, ribadendo che la rete deve  svolgere un ruolo incisivo di advocacy, ma anche di  interlocuzione con il Governo regionale e con le istituzioni scolastiche, con le quali  avvierà un confronto privilegiato.

Con un collegamento importante anche con l’impresa sociale con i bambini che, attraverso il suo presidente, Marco Rossi Doria, si è impegnato ad accompagnare e sostenere questo percorso unitamente all’Università di Cosenza per quanto riguarda la formazione e la ricerca. Ha concluso i lavori la portavoce Carla Sorgiovanni, referente regionale di Save The Children, esprimendo apprezzamento per una aggregazione di esperienze che già nei vari territori sta offrendo importanti risposte ai bisogni educativi dei minori e che attraverso la rete potrà incidere maggiormente anche sulle politiche sociale  che si dovranno occupare finalmente in calabria dei minori e delle famiglie. (rrc)

Sabato arriva Enrico Letta in Calabria: Al via la campagna elettorale del PD

È con l’arrivo di Enrico Letta in Calabria, prevista per sabato 24 luglio, che prende il via la campagna elettorale del Partito Democratico, al fianco della candidata del centrosinistra, Amalia Bruni, con una conferenza stampa all’Hotel Marechiaro di Gizzeria.

Nella stessa giornata, è prevista la visita alla ‘Fattoria della Piana’, cooperativa di allevatori e di trasformatori che operano tra tradizione e innovazione, un esempio unico nel Mezzogiorno d’Italia, ed un incontro con don Pino Demasi, referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, con il giornalista Michele Albanese e con l’imprenditore Nino De Masi, da anni sotto scorta per non essersi piegati alla ‘Ndrangheta.

Subito dopo, il segretario Letta, accompagnato dal consigliere regionale Nicola Irto, visiterà il Noel di Reggio Calabria, laboratorio naturale di ingegneria marittima diretto dal prof. Felice Arena, per poi trasferirsi al ‘Pepy’s beach’ dove alle 18.30 presenterà il suo libro Anima e Cacciavite insieme alle Associazioni studentesche ‘Themis’ e ‘Ares’ dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e alla presenza del gruppo dirigente del Partito democratico calabrese. In serata, Enrico Letta farà visita al meraviglioso borgo marino di Scilla, al fianco del sindaco democratico Pasqualino Ciccone(rrm)

Elezioni regionali, Tansi: Amalia Bruni candidata ideale alla guida di una coalizione progressista

Carlo Tansi, leader di Tesoro di Calabria, e dalle cinque liste elettorali che hanno condiviso il programma politico-amministrativo di netto cambiamento, promosso dal movimento civico Tesoro Calabria da lui fondato ha valutato positivamente la candidatura della prof.ssa Amalia Bruni alla presidenza della Regione.

«Fin dai primi contatti – ha spiegato Tansi – ho chiesto a un’eventuale coalizione progressista di individuare un aspirante governatore che, oltre a essere di specchiata dirittura morale e in grado di opporsi senza remore all’ingerenza della ‘Ndrangheta e al cancro della malaburocrazia nell’amministrazione regionale, fosse rappresentativo della Calabria più attiva, colta e capace di misurarsi sul campo con i problemi atavici della nostra terra. Quelli che affliggono la Calabria da tempo immemore. Problemi che vanno dalla sanità alla mancanza di occupazione, dall’emarginazione sociale alla palese arretratezza strutturale del sistema regione, e così via. Amalia Bruni possiede pienamente i requisiti per risolverli: ecco il nostro giudizio».

«La professoressa Bruni – ha spiegato – dirige il Centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Già allieva di Rita Levi Montalcini, è una scienziata conosciuta e stimata nell’ambiente scientifico internazionale, in particolare per aver scoperto, alla guida di un team scientifico d’eccellenza, una glicoproteina – la “nicastrina” – che determina i meccanismi patogenetici della demenza precoce nell’Alzheimer. Scoperta che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Al contempo è conosciuta per l’umanità e la dedizione con cui si relaziona con i suoi pazienti».
«Una donna di assoluto valore, insomma – ha proseguito – che ha dimostrato di essere, non solo una scienziata di fama internazionale, ma anche una manager preparata e capace di gestire processi amministrativi complessi riuscendo, contro ogni tentativo di chiusura del suo Centro attuato dalle ultime giunte regionali in carica e tra mille difficoltà economiche per scarsezza di fondi erogati con insopportabile avarizia dalla Regione, a garantirne la sopravvivenza.  Amalia Bruni, libera da legami ideologici, è inoltre è una scienziata in grado di fornire, con competenza e lungimiranza, qualificate indicazioni programmatiche non solo utili al rilancio della Sanità regionale, ma anche per un impiego oculato delle ingenti risorse finanziarie che saranno destinate alla Calabria attraverso il Recovery Fund».
«La professoressa, del resto – ha detto ancora Tansi –  ha fatto della lotta alla malasanità una ragione di vita professionale e personale. E, malgrado lusinghiere proposte ricevute da prestigiosi organismi di ricerca internazionali, ha deciso di restare qui in Calabria, per far crescere la nostra Terra».
Scelta che per Carlo Tansi e per i candidati e i principali fondatori e sostenitori del movimento civico Tesoro Calabria, in piena armonia con i principi fondanti del movimento, la identifica come il candidato ideale per opporsi al nefasto sistema di potere che, con la candidatura di Occhiuto, propone il solito “uomo di apparato”, il quale nulla ha fatto per la Calabria in oltre 30 anni trascorsi in politica.
«La scelta di Amalia Bruni, inoltre – ha detto ancora –  può indurre una significativa azione di disturbo nei confronti dei portatori dei pacchetti di voti clientelari. Personaggi che pretenderebbero, malgrado le pessime condizioni in cui hanno ridotto la più bella regione d’Italia, di continuare a stare al vertice del governo calabrese».
«Ecco perché – ha concluso – il nome di Amalia Bruni consente al movimento civico Tesoro Calabria, e alle liste collegate, di aprire a un confronto con il fronte progressista, sempre che, come ovvio, le peculiari istanze di totale rinnovamento della classe politica regionale, di cui il movimento è notoriamente portatore, siano accolte senza riserve». (rrm)