Il Mit ha approvato il progetto “Lamezia Spazio Generazione 2021”

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il progetto Lamezia Spazio Generazione 2021, con cui il Comune di Lamezia Terme ha partecipato all’Avviso Pubblico del Mit, e ha programmato e progettato a livello definitivo in BIM (Building Innovation Modelling) con il gruppo di professionisti, tutti i 16 interventi che fanno parte del progetto integrato per oltre 98 milioni di euro.

Grande soddisfazione è stata espressa da Pasquale Luzzo, capogruppo del Rtp Spazio Generazione 2021sottolineando come tale traguardo «è motivo di grandissima soddisfazione e orgoglio, frutto esclusivo di un impegno collettivo orientato al raggiungimento del difficilissimo obiettivo di rigenerazione urbana. È un grande onore aver contribuito a dotare la mia città di un progetto così ambizioso e importante per il rilancio economico-sociale e posizionare Lamezia Terme ai primi posti a livello nazionale».

«È stata scritta – ha aggiunto il professionista – una pagina storica per il Comune di Lamezia Terme che ha ottenuto un risultato straordinario vista la complessità del bando e considerati i tempi ristrettissimi per definire una valida proposta progettuale. Nonostante queste indubbie difficoltà, in soli due mesi e mezzo, e precisamente dal 2 Febbraio 2021 al 15 Aprile 2021, in piena pandemia da Covid-19, sono stati attuati tutti gli incontri con i portatori di interessi locali, individuate e condivise le priorità e le scelte programmatiche e progettuali in coerenza con l’Avviso pubblico e realizzate le progettazioni degli interventi grazie al coinvolgimento di 30 professionisti lametini e calabresi disponibili a cogliere questa importantissima sfida. È stata una scelta coraggiosa, quella di puntare al Progetto Pilota con scadenza il 15 aprile 2021 ma il coraggio è stato supportato dalla ferma volontà di raggiungere un obiettivo storico mai ottenuto in termini finanziari e progettuali.».

«Ringrazio tutti i colleghi professionisti – ha proseguito – che hanno accettato tale sfida, lasciando ognuno i propri impegni  professionali per dedicarsi e lavorare giorno e notte sui progetti da realizzare, il sindaco Paolo Mascaro che da subito ha supportato tale importante iniziativa partecipando alle numerose riunioni con tutti gli attori locali, i Commissari prefettizi che hanno favorito l’approvazione del progetto da parte del Comune di Lamezia Terme, il Rup  e i tecnici comunali che hanno seguito tutti i passaggi burocratici per la presentazione del progetto, l’on. Domenico Furgiuele che ha supportato fattivamente l’intero progetto, e tutti i cittadini e i partner locali portatori di interesse che hanno aderito a questa iniziativa attraverso preziosi contributi. Ringraziamento anche a chi conoscendo la realtà dei fatti ha difeso e sostenuto sui media, le attività e i meriti del gruppo di progettazione».

«È, comunque, necessario precisare la realtà dei fatti – ha proseguito – l’aggancio della proposta progettuale al Piano Strategico “Lamezia Terme città Aperta e del Mediterraneo” del 2009 è stato marginale e ha interessato solo le linee strategiche generali e in particolare parte della Linea Strategica A “Città delle Qualità”. Nessuno dei 9 progetti previsti nel Piano Strategico approvato dal Comune di Lamezia Terme con Dgc n. 11 del 18.2.2009 è stato inserito all’interno del Progetto Integrato in quanto non coerenti con le finalità e gli obiettivi dell’Avviso pubblico».

«È indubbio – ha detto ancora – che tutta questa attività di programmazione e progettazione e la straordinaria valenza finanziaria del progetto integrato, del quale se ne rivendica integralmente la proprietà intellettuale, ha di fatto contribuito a realizzare una significativa parte del nuovo Piano Strategico della Città, più moderno e innovativo, maggiormente orientato al futuro e alla soluzione dei problemi attuali della città, in un’ottica di centralità territoriale che Lamezia Terme ha e dovrà avere per l’intero comprensorio. Il successo a carattere nazionale ottenuto della proposta progettuale “Lamezia Spazio-Generazione 2021”, che ricordo si è classificata al 5° posto su 271 proposte pervenute, è stato un merito collettivo a dimostrazione che laddove c’è sinergia e unione di intenti, ognuno per la propria parte, i risultati importanti arrivano. Si è dimostrato anche che le eccellenze tecniche e culturali sono presenti nella nostra città e non hanno nulla da imparare o da invidiare da professionisti o professori con nomi altisonanti provenienti da altre parti del Paese».

Il dott. Luzzo ha concluso annunciando che «a breve sarà realizzata una pubblicazione specifica per far conoscere questa incredibile e forse unica esperienza entro il 2021 e nel 2022 saranno organizzati convegni\seminari tematici itineranti di presentazione delle proposte progettuali pilota finanziate in Italia». (rcz)

 

LAMEZIA – Chiusa con successo la rassegna “Che musical… Maestro!”

Si è chiusa, con successo, a Lamezia Terme, la seconda edizione della rassegna Che musical… Maestro!, ideata e curata dalla Compagnia teatrale della Scuola  di arti sceniche, “A regola d’arte, con il prezioso supporto comunicativo di “Emmepi Produzioni” e la sinergica collaborazione del gruppo teatrale “G. Vercillo”.

L’evento, andato in scena nel suggestivo scenario dell’Abbazia Benedettina, si inserisce all’interno del programma artistico della Fita (Federazione Italiana Teatro Amatoriale. 

Un’edizione che si è caratterizzata per la sua valenza sociale come ripartenza emotiva e culturale. Dopo infatti, un lungo e forzato lockdown, il teatro ha potuto riaccendere le sue luci ed illuminare socialità e arte in tutte le sue forme.

Quattro serate differenti per oggetto artistico, ma tutte accomuniate da meticolosità scenica, professionalità artistica, ricchezza umana. Dopo una partenza nel segno di Pandemonium, si sono susseguite due serate- spettacolo che hanno portato in scena classici della letteratura con la rivisitazione artistica, del performer Federico Voghera, nelle vesti di regista ed attore. A concludere la rassegna, la comicità lametina del gruppo teatrale Vercillo, con la esilarante commedia La Fortuna con la C maiuscola.

Durante la rassegna, il pubblico ha potuto godere della ricchezza storica che naturalmente si è imposta alla vista, con maestosità e bellezza.

Un successo di pubblico e non solo. Gli spettacoli Pandemonium e L’Otello, l’ultimo bacio, alla quale hanno preso parte anche alcune studentesse del Liceo Classico Francesco Fiorentino, hanno avuto uno “spettatore” d’eccezione: il noto performer Fabrizio Voghera.

Voghera ha scritto “L’Otello, l’ultimo bacio”, liberamente ispirato all’opera di Shakespeare, e ha enormemente apprezzato il lavoro svolto dalla compagnia teatrale “A regola d’arte”.

Ad interpretare due ruoli nevralgici, Desdemona ed Emilia, le due studentesse Ginevra Cerra e Giulia Mazza.

«Un luogo unico nel suo genere l’Abbazia, un tuffo nel passato in contrapposizione alla gioventù di questi meravigliosi ragazzi che trasmettono energia e positività e in questo momento ce ne è tanto bisogno», ha commentato Voghera.

«Mi rende onore, oltre che estremamente felice, sapere che questo mio lavoro è condiviso da giovani che trattano un tema così così importante e delicato quale quello della violenza sulle donne», ha aggiunto l’artista per il quale in questo momento il teatro è a un «crocevia, un punto da cui ripartire, da cui provare a rialzarsi facendo tutto quello che stavamo facendo prima ancora meglio».

«Sono molto soddisfatta – ha affermato Tiziana De Matteo, insegnante e regista – fare una rassegna in un momento storico del genere è stato rischioso, ma necessario. Spero possa essere l’apripista per una vera e propria riapertura. Sono felice che Voghera abbia apprezzato il nostro lavoro».

«Siamo soddisfatti – ha dichiarato Tiziana De Matteo, direttrice associazione organizzatrice e presidente comitato provinciale Fita CZ – per una edizione nata dall’incertezza ma che ha saputo regalare al pubblico, curiosità e serenità. Il progetto è stato portato avanti non solo e soltanto per animare l’estate calabrese, quanto e soprattutto per ritornare a far parlare del bello degli artisti, della cultura teatrale».

«Ringrazio – ha concludo De Matteo – quanti hanno creduto in noi ed hanno investito, senza limiti di tempo e fatica, in un progetto coraggioso ed ambizione ma sicuramente necessario. Grazie a chi ha collaborato, gli sponsor per il supporto economico ed i commissari prefettizi per la fattiva collaborazione. Un plauso lo rivolgo a tuti gli attori, ed alle realtà associative e scolastiche. Ringrazio gli alunni del liceo coreutico “T. Campanella” e del liceo classico Fiorentino, per aver inserito l’evento in un contesto didattico ricordando la necessità di un teatro quale momento di crescita culturale». 

Soddisfazione giunge anche da Raffaele Paonessa, regista del gruppo Vercillo, che ha ammonito sull’importanza di conoscere le ricchezze del nostro territorio, come appunto l’Abbazia, e di avere il coraggio di provare insieme, e forse timidamente, a riappropriarci delle nostre esistenze. Ha ringraziato il pubblico per la dedizione con la quale segue la sua compagnia, invitando tutti il 2 agosto, per seguire la sua folle ciurma, a Filadelfia per un’altra serata sotto le stelle. (rcz)

LAMEZIA – Presentata la decima edizione di Trame Festival

«Abbiamo cercato di costruire un programma attorno alla questione mafia declinata attraverso molteplici aspetti: la musica, le storie delle vittime, i grandi affari al tempo del covid, il progresso del Sud, le donne, l’ambiente, i bambini e gli adolescenti». È così che il direttore artistico, Giovanni Tizian, ha presentato la decima edizione di Trame Festival, in programma dal 1° al 5 settembre a Lamezia Terme.

«Non è un momento facile – ha aggiunto – per la cultura, per i festival, per il paese stretto tra paure quotidiane e incertezza del futuro, da Lamezia vogliamo ripartire, con la parola d’ordine di questa edizione: Resistere. Consapevoli che sia l’unica azione che unisce nei momenti difficili, con mostri pericolosi da affrontare, rappresentati da pandemie, dittature o mafie».

Protagonisti del festival saranno come ogni anno i libri che, attraverso i loro autori, danno forma e sostanza agli incontri. Tanti altri gli ospiti previsti, tra i più attesi: Pif con Io posso. Due donne sole contro la mafia, Nicola Gratteri con Non chiamateli Eroi. Falcone, Borsellino e altre storie di lotta alle mafie, il giornalista Riccardo Iacona con un racconto dedicato alla Calabria, da Samarcanda a Presadiretta, e l’ex ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano con un appuntamento sul meridione insieme a Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.

Saranno oggetto di dibattito i temi attuali dell’emergenza sanitaria in Calabria e non, di cui si parlerà con Francesca Nava e Arcangelo Badolati, della questione ambientale con il Generale Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente. Si parlerà di donne e potere con Francesca Chirico e il magistrato Alessandra Cerreti, di ‘ndrangheta con Anna Sergi e di antindrangheta con Enzo Ciconte e Danilo Chirico, di massoneria con il Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo e lo storico e accademico John Dickie.

Si affronteranno gli argomenti dell’usura ai tempi del covid, delle vittime di mafia senza giustizia, delle carceri e povertà educative, del caporalato, delle comunità in terra di ‘ndrangheta. Appuntamenti saranno dedicati al volto feroce del calcio, ai linguaggi popolari delle mafie, alla ludopatia, e con Corrado De Rosa si parlerà di crimini e follia. Verranno approfondite le forme di scrittura contemporanea, come quella rap, con Kento e la sceneggiatrice Monica Zapelli, e il valore dei festival letterari sui territori. Sarà dedicato uno speciale appuntamento al superlatitante Matteo Messina Denaro.

Sul palco si alterneranno i giornalisti Giuseppe Smorto, Giovanna Vitale, Nello Trocchia, Francesco D’Ayala, Emiliano Fittipaldi, Giulia Bosetti, Luigi Riva, Stefano Vergine, Alessia Candito, Manuela Iatì, Dominella Trunfio. Non farà sentire la sua assenza il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, voce e volto di Trame per ben sette edizioni, coautore dello spettacolo Girone 41 bis, con la regia di Marcello Mazzarella, con il quale il festival partecipa al progetto del Comitato Nazionale per le celebrazioni dantesche #Festivalinrete istituito dal Ministero della cultura.

Tra le novità già annunciate, le testimonianze delle vittime di racket e usura calabresi, a cura dell’Associazione Antiracket Lamezia Onlus e del progetto Mani Libere in Calabria. Si conferma inoltre la rete con le librerie calabresi, presidi di cultura e legalità in tutta la regione.

Nel corso delle cinque giornate partirà il laboratorio di giornalismo Mafie e potere. Come si realizza un’inchiesta giornalistica, con i giornalisti Nello Trocchia, Emiliano Fittipaldi e lo stesso Tizian, che intenderà proseguire anche nel corso dell’anno con l’ambizione di diventare polo attrattivo per cronisti e giovani cronisti che vogliono raccontare il territorio.

I contenuti del Festival saranno ospitati su lafeltrinelli.it e Ibs.it con una pagina speciale dedicata ai titoli e agli autori presenti a Lamezia. Infine, si rinnova la collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) che dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia annuncerà il titolo del film vincitore del Nastro della legalità 2021.

L’accesso al pubblico di ciascun incontro sarà libero con prenotazione obbligatoria del proprio posto tramite piattaforma raggiungibile dal sito www.tramefestival.it. E, stando alla situazione epidemiologica, si prevede l’ingresso per tutti i possessori di green pass. (rcz)

Curarsi in Calabria è possibile. Encomio ai medici del Reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Lamezia

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Curarsi in Calabria è possibile. A volte salva proprio  la vita.

A voler dare testimonianza di quanto la sanità calabrese può dimostrarsi una vera eccellenza, è un paziente del reparto di ortopedia dell’Ospedale civile Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.

Da Briatico a Lamezia il passo è breve, non però se si parla di cure mediche o di interventi di somma urgenza, vista la baraonda che incancrenisce da decenni tutta la sanità calabrese.

Per fortuna però molto spesso arrivano voci dirette e pronte a smentire i soliti luoghi comuni, riconoscendo nei presidi ospedalieri calabresi le massime eccellenze della medicina italiana. Il geometra Leonardo Zungri di Briatico, giovane padre di famiglia, ad agosto  2020, causa un incidente, comincia il suo peregrinare da e per l’ospedale lametino. Reparto di ortopedia. Tibia, perone, e malleolo. Frattura pluriframmentaria, due piastre e trenta viti con bulloni. 

«Un’operazione riuscitissima»  dice, se non fosse che a complicare la ripresa arriva lo strafilococco, un insidioso batterio che dai punti di sutura raggiunge velocemente le piastre che, i medici, in sede operatoria, hanno impiantato nella sua gamba. Da qui l’avvio di cure antibiotiche che purtroppo incontrano sempre la resistenza del batterio.

Zungri rischia l’amputazione dell’arto, ma i medici sanno che non possono permettersi un epilogo così tragico. Si movimenta un intero reparto, anzi due. Ortopedia e infettologia insieme. L’ospedale è in moto continuo. 

«Non ero stato raccomandato da nessuno – dice il geometra Zungri –. Sin dal primo momento mi sono messo nelle mani dei medici, così come quotidianamente mi metto in quelle di Dio. Le persone che ho avuto accanto durante questi mesi, non sono state semplici uomini e donne al lavoro, ma in ognuno di loro è stata sempre chiara la missione che gli è stata affidata. E la fedeltà al camice bianco, non è mai apparsa solo come un atto di fede  al giuramento fatto, ma alla vita. Ed io sin dall’inizio sono stato una vita da salvare. E non una vita anonima, ma un uomo con il suo nome». 

«Perdere una gamba a 48 anni sarebbe stata dura, per me forse anche la fine. Sono padre di due figli, e non so se sarei riuscito a sopportarlo. Per questo mi sono messo nelle mani dei medici, affidandomi completamente a loro. Ho avuto la certezza, sin dal primo giorno, di potermi fidare». 

«Al decimo mese, dall’installazione delle piastre, visti i risvolti, queste andavano tolte. L’infezione stava raggiungendo l’osso. Il primario e tutta la sua equipe, hanno ritenuto urgente l’intervento da fare. La mia gamba andava salvata. Ed ora che tutto è andato così come i medici mi hanno promesso che andasse, non posso non dare di testimonianza di quanta buona sanità esiste negli ospedali calabresi. Di quanta eccellenza  e disponibilità ho trovato in quello di Lamezia Terme. E aggiungo anche allo Jazzolino di Vibo Valentia, dove i medici del nosocomio lamentino mi hanno consigliato di appoggiarmi per le cure antibiotiche, (evitando i continui viaggi verso Lamezia Terme)le quali mi venivano somministrate in day hospital. Anche qui, tanta umanità e soprattutto professionalità. A rimostranza che in Calabria ci si può curare e non tutto è perduto come a volta capita di dire o di pensare».

«La sanità certo ha bisogno di più attenzione, è fragile, ma se dotati dei giusti mezzi, i medici che operano in Calabria, sono vere eccellenze. E le nostre vite in ottime mani. Per questo il mio ringraziamento pubblico, va a tutto lo staff medico e paramedico dei reparti di ortopedia e infettologia dell’Ospedale civile di Lamezia Terme, che mi ha seguito in questi duri e lunghi undici mesi,  in cui confesso, diverse volte, ho pensato al peggio. Allo Jazzolino di Vibo Valentia, per lo zelo e la professionalità, e quindi alla Calabria(sanitaria) che questo volta mi ha permesso di non partire, prestandomi tutte le cure possibili, e salvandomi». (gsc)

LAMEZIA – Al via la rassegna “Che musical… Maestro!”

Prende il via giovedì 22 luglio, a Lamezia Terme, all’Abbazia Benedettina, la rassegna Che musical… Maestro!, organizzata dalla Compagnia Teatrale A Regola d’Arte, che gode del patrocinio del Comune di Lamezia Terme ed è inserita all’interno delle progettualità artistiche della Fita (Federazione Italiana Teatro Amatoriale).

La rassegna, tra le altre cose, vedrà protagonisti alcuni studenti del Liceo Classico Francesco Fiorentino e dell’indirizzo Coreutico di Danza del Liceo Tommaso Campanella di Lamezia Terme, e la partecipazione di Fabrizio Voghera, cantante e compositore di diverse opere noto al grande pubblico per avere interpretato per otto anni il doppio ruolo di Quasimodo e Frollo nel Notre Dame de Paris.

A debuttare mercoledì 22 luglio nella magica cornice dell’Abbazia Benedettina, che proprio con questo spettacolo ritorna “tra la gente”, sarà lo spettacolo Pandemonium, curato dalla compagnia teatrale A regola d’Arte con la regia di Tiziana De Matteo.

Ad interpretare il monologo scritto da Paola Cortellesi “Mi chiamo Valentina e credo nell’amore” sarà la studentessa del Liceo Classico Nicoletta Sposato, mentre Ginevra Cerra e Giulia Mazza, alunne della stessa scuola, canteranno un brano con Fabrizio Voghera. Tiziana De Matteo a chiudere, invece, darà voce ad un monologo sulla violenza sulle donne di Luciana Littizzetto.

Giovedì 23 luglio si terrà, invece, lo spettacolo Otello, l’ultimo bacioì, scritto da Voghera e riadattato da De Matteo che ne cura anche la regia. Ad interpretare due dei ruoli più importanti, Desdemona ed Emilia, saranno le alunne del Liceo Classico F. Fiorentino, Ginevra Cerra e Giulia Mazza. A curare alcune delle coreografie dello spettacolo il Coreutico di Danza del Liceo Campanella con il maestro Tripodi.

Il 24 luglio, in programma Fiabe in musical e, a chiudere, il 25 luglio, lo spettacolo Il teatro di De Filippo della Compagnia Vercillo(rcz)

LAMEZIA – Successo per la seconda edizione di “Anthurium nel cuore”

Si è chiusa, con successo, a Lamezia Terme, la seconda edizione del concorso Anthurium nel cuore, organizzata dall’Associazione culturale Un Anthurium per Francesco

L’avvio della serata, condotta da Luisa Vaccaro, è stato affidato alla sacralità del sommo poeta Dante, i cui versi sono stati magistralmente declamati da Raffaele Paonessa, regista del gruppo teatrale “G. Vercillo”. Ad aprire la manifestazione è stata Giuditta Crupi, presidente dell’associazione organizzatrice. La professoressa Crupi, con emozione, ha salutato e ringraziato i presenti per aver accettato di partecipare non ad una mera manifestazione, ma ad una serata occasione di condivisione di vita e cultura, religione e scienza.

Questa edizione è stata legata al poeta Alighieri che riconobbe la terra Calabra come fertile luogo di espressione culturale, ricollegandosi naturalmente al tema della serata, quello cioè, di celebrare e ringraziare tutte quelle persone e realtà associative che hanno fatto risplendere la nostra città, e che continuano ad essere eccellenze, vanto per tutti noi. La natura stessa del concorso, nato con Ciccio Ruberto, è occasione per far conoscere e omaggiare quelle vitalità culturali che, partendo dalla Calabria, sono riusciti a portare lustro alla comunità mondiale.

I destinatari dei premi sono stati legati da un comune denominatore: complessità di contenuti e semplicità di forma. Umiltà e grandezza interiore che rende ancora più straordinario l’operato, sono stati infatti riscontrati nelle motivazioni dei quattro premi.

Il primo riconoscimento è andato alla Memoria di Padre Giovanni Vercillo, sacerdote nell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, ricordato dal prof. Filippo D’Andrea e dal regista Paonessa, per il suo carisma umano, spirituale e civile. Un rivoluzionario nell’amore ed un anticonformista per eccellenza, capace di sfidare le realtà più ostiche, dalla delinquenza al carcere, educando tanti giovani al rispetto ed alla speranza, aiutandoli a credere in sé stessi, con il crocifisso non sul petto ma nel cuore. Il premio è stato donato al fratello del minimo, Paolo Vercillo che, con voce commossa, ha ringraziato la comunità di lametina che ancora, a distanza di 30 anni dalla scomparsa di padre Giovanni, ne porta avanti l’intensità del ricordo e la forza dei suoi insegnamenti.

Altro premio come segno di riconoscenza, è stato consegnato alla Caritas diocesana, capitanata dal direttore don Fabio Stanizzo, e rappresentata per l’occasione da don Ubaldo Navigante. L’operato di questa splendida squadra è nota a tutti per il suo guardare all’altro con sguardo generoso e braccia aperte. Durante la grave crisi pandemica che ha travolto l’umanità intera, la Caritas è riuscita a rendere meno amara la sofferenza, arrivando nelle case dei più bisognosi e fragili, con la spesa in sospeso, con una leggera ma indispensabile mascherina, un sorriso o una telefonata ma cosa molto importante con l’inaugurazione di un centro docce, vestiario e parrucchieri per i più bisognosi inaugurati nel mese di febbraio, insieme ai già presenti laboratori medici e la mensa.

A premiare è stato il già sindaco, Paolo Mascaro, che non ha potuto che constatare l’altissimo livello umano, sociale e culturale dei premiati, evidenziando la straordinarietà della Caritas, a fianco delle istituzioni per la collettività, con straordinari progetti, 365 giorni all’anno.

A ricevere simbolicamente il premio è stato il vescovo di Lamezia Terme, Mons. Giuseppe Schillaci, che ha ricordato la necessità di vivere il valore dell’insieme, con sincerità, nella perfetta combinazione di fratelli. Terzo premiato è stato lo scienziato Salvatore Chirumbolo, biochimico clinico all’università di Verona, sintesi perfetta di fede e solidarietà, con una scienza che profuma di entrambi i valori. A presentare e premiare Chirumbolo è stata Nella Fragale, che ne ha evidenziato in particolare il suo riuscire con la semplicità delle parole a rendere comprensibili concetti complessi, riuscendo soprattutto durante la disarmante comunicazione nel periodo Covid, a portare chiarezza con il sorriso e la semplicità.

Quarto premiato è stato Orazio Coclite, giornalista vaticanista, che con voce suadente e ricca di spiritualità, comunica il messaggio evangelico nelle case di tutto il mondo. La serata è stata resa ancora più suggestiva dalla musica con il maestro, Eugenio Aiello e il soprano, Enza Mirabelli.

A portare il colore della storia è stato il professore Lucio Leone, che ha contestualizzato la Calabria nel viaggio tra inferno, purgatorio e paradiso dantesco. Il sorriso è stato acceso poi, dal professore Gaetano Montalto, che ha declamato alcune terzine dantesche in vernacolo lametino. I premi della serata, targhe con incise l’immagine di dante Alighieri, sono state realizzate da Antonio La Gamba, illustre arista vibonese.

La serata si è conclusa con il conferimento del titolo di soci onorari dall’Associazione culturale Un Anthurium per Francesco, a Nella Fragale ed Enza Mirabelli. La benedizione finale di Mons. Schillaci ha posto lieto fine all’evento. (rcz)

 

Il Nobel Aaron Ciechanover per il Dulbecco Institute di Lamezia Terme

Intervista di SANTO STRATI – I grandi uomini si contraddistinguono per la loro semplicità, la cordialità che riservano anche all’ultimo ragazzo che serve loro un’acqua minerale, il sorriso che dispensano al loro interlocutore. La facilità con cui spiegano – se scienziati – le cose più difficili in modo di farle comprendere, l’affabilità nei rapporti con chiunque capiti a parlare con loro. Niente spocchia, niente superbia, simpatia e disponibilità al dialogo senza mai far pesare la propria autorevolezza, o la grandiosità del proprio ingegno. 

Il biologo israeliano Aaron Ciechanover, Premio Nobel per la Chimica nel 2004, è uno di questi. Lo abbiamo incontrato a Roma, dove è arrivato, su invito del prof. Giuseppe Nisticò, commissario della Fondazione Renato Dulbecco, per valutare i progetti di ricerca del nascente Renato Dulbecco Institute a Lamezia Terme, che saranno presentati nel programma per l’utilizzazione dei fondi del Recovery Plan. 

Il prof. Ciechanover ha raccontato cosa pensa della Calabria e quale potrà essere il suo futuro con la realizzazione del Centro di ricerca scientifica che troverà spazio nella Fondazione Mediterranea Terina.

– Benvenuto in Italia, professore. Conosce la Calabria?

«Un po’, grazie al prof. Pino Nisticò di cui sono stato ospite in un luogo meraviglioso chiamato Torello, in un bosco incantato di faggi, tra le Serre. Un vero paradiso. E se tutti i calabresi sono come Pino, questa terra ha davvero un popolo meraviglioso».

– Cosa ci dice del progetto del Renato Dulbecco Institute di Lamezia Terme?

«È un sogno che sta diventando realtà. Come si sa, i sogni si possono realizzare se ci sono seriamente le intenzioni di portarli a realtà. Oggi i bisogni dei Paesi poggiano sulla tecnologia che è il motore principale dell’economia. 

Il mondo ogni giorno è in attesa di una nuova invenzione. Guardiamo alla pandemia: sappiamo che sono in arrivo nuovi mutanti e serviranno nuovi vaccini che saranno indispensabili per la prevenzione, mentre per la cura ci vorranno nuovi farmaci o nuovi anticorpi monoclonali. Il trattamento di prevenzione guarda a nuovi vaccini, a farmaci in grado di fermare la pandemia. 

Guardiamo ai cambiamenti climatici: solo ieri in Germania sono state uccise centinaia di persone da un’inondazione, guardiamo al caldo estremo dell’area occidentale degli Stati Uniti. Guardiamo al cancro: non va in vacanza, si stanno studiando dovunque soluzioni che tutto il mondo sta aspettando. Per la fame delle aree povere dobbiamo cambiare i metodi dell’agricoltura tradizionale con utilizzo di organismi geneticamente modificati. La scienza e la tecnologia sono il motore del mondo e il motore dell’economia e gli Stati devono utilizzare i giovani talenti insieme con le Università in modo da realizzare progetti innovativi di grande respiro. 

In Calabria ci sono risorse umane eccellenti: se si costruisce un serio ecosistema legato alla scienza, convincendo e facendo restare sul territorio i giovani laureati calabresi, i ricercatori, si può realizzare un legame solido tra industria e Università e lo sviluppo della regione è garantito, in maniera inimmaginabile.

– Secondo lei è la scienza il propulsore dello sviluppo della Calabria?

«Io sono uno scienziato, quindi per me la scienza è come l’ossigeno, non posso farne a meno. Prendiamo il caso di Israele, da dove sto venendo: il Paese esporta il suo patrimonio di conoscenza per miliardi e miliardi di dollari l’anno e utilizza la stessa conoscenza per proteggersi direttamente dai nemici, sviluppando città tecnologicamente avanzate, votate alla scienza. Il Renato Dulbecco Institute è l’esempio di quello che si può fare con la scienza. In Calabria ci sono talenti che aspettano solo di essere valorizzati. Con la scienza si costruisce il futuro perché la costruzione di un ecosistema equivale a un coinvolgimento di tutte le forze disponibili: l’Università e gli istituti di ricerca forniscono progetti, l’industria li realizza». 

– Lei suggerisce di imitare il modello di Israele per la Calabria?

«Non c’è niente coperto da segreto: non abbiamo nulla da nascondere, ma tutto dipende dalle persone, dalle risorse umane che vengono utilizzate nei progetti. Gli israeliani sono un popolo molto dinamico, con un DNA unico, ma non credo che i calabresi siano da meno. Io penso di sì, perché no? L’Italia è un grande Paese, con una grande storia, cultura e conoscenza. Ha l’arte di Leonardo e Michelangelo e la scienza di Rita Levi-Montalcini o Carlo Rubbia e tanti altri. Israele è pronta a collaborare a livelli internazionale, abbiamo ottimi rapporti con la UE anche se non siamo membri»

– Ha sentito parlare delle ricerche del Dipartimento di Oncologia di Catanzaro? 

«Sì, credo stiano facendo cose molto interessanti. Nel campo scientifico c’è ancora molta strada da percorrere: ci sono molte malattie mortali ancora da sconfiggere. Ho sentito che stanno studiando l’utilizzo delle pronectine contro il carcinoma dell’ovaio a cellule chiare. Ad oggi non c’è terapia, ma la ricerca sta dando risultati promettenti. È una sperimentazione a largo raggio che potrà portare anche risultati in termini economici: dalla ricerca derivano i prodotti che diventano lavoro per l’industria farmaceutica e quindi lavoro per la regione. Bisogna fare in modo che l’industria, quindi, nasca e cresca nello stesso territorio della ricerca, così da creare occupazione, lavoro e benessere economico per la popolazione .

E questa è solo una delle tantissime attività scientifiche che la ricerca in Calabria con il Renato Dulbecco Institute potrà portare avanti fino a raggiungere risultati considerevoli.

– Il candidato presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha voluto incontrarla e conoscere.

«È stato un incontro piacevole. Abbiamo parlato della Calabria e lui ha dato la propria disponibilità a sostenere i progetti di ricerca. Ci crede molto e se verrà eletto ha detto che spingerà perché si realizzi il progetto Calabria Silicon Valley che non è solo ricerca scientifica e biomedicina, ma riguarda tutti gli aspetti della tecnologia, della cultura, dei beni archeologici e storici, della comunicazione digitale, dell’informatica, della telematica, etc. Si tratta di realizzare un bioparco tecnologico aperto a tutte le dinamiche dell’innovazione tecnologica sia in campo medico o biologico che in quello industriale.

– Quali sono gli ingredienti per il successo di una simile intrapresa?

«Prima di tutto servono risorse umane. Ma nessuno è disponibile a lavorare gratis: bisogna promettere buoni salari, strutture adeguate, attrezzature di ultima generazione, con un collegamento diretto con le Università. La biomedicina si sposa benissimo con l’HiTech, ma ci sono tutti gli altri settori della tecnologia che possono portare occupazione e sviluppo nella vostra terra. 

Il Dulbecco Institute sarebbe una delle componenti di questo straordinario biotech park: è un progetto magico! Ma dovete fermare la fuga dei cervelli, il brain drain: le migliori risorse vanno via, invece devono restare in Calabria e perché questo avvenga servono investimenti, infrastrutture e opportunità di lavoro e crescita professionale. Sono questi gli ingredienti per il successo di questo fantastico progetto».

(Nella foto: il prof. Giuseppe Nisticò e il Premio Nobel Aaron Ciechanover a Roma)

LAMEZIA – La presentazione del libro “A Sud del Sud” di Giuseppe Smorto

Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 18,30, all’Oasi Bartolomea, Giuseppe Smorto, giornalista, presenta il suo libro A Sud del Sud. Viaggio dentro la Calabria, tra diavoli e resilienti, edito da Zolfo.

Ne parlano, con l’autore, don Giacomo Panizza, presidente di Comunità Progetto Sud e Vincenzo Linarello, presidente di Goel – Gruppo Cooperativo. Modera Maria Pia Tucci.

A Sud del Sud ci sono molte vite di impegno, attenzione, coraggio. Sono storie di rinascita, di nuove forme di lavoro, storie sconosciute che valgono un viaggio”. È il viaggio del giornalista, già vicedirettore de La Repubblica, che racconta luoghi e storie della “Calabria delle persone”. (rcz)

LAMEZIA – Al Tip Teatro in scena “Family”

Sabato 17 e domenica 18 luglio, a Lamezia, al Tip Teatro, in scena lo spettacolo Family, frutto del laboratorio teatrale Kalt 7 di Scenari Visibili.

Condotto da Dario Natale, Family nasce da un tentativo di rileggere la vita vissuta di questi ultimi tempi, l’isolamento, la pandemia, la paura, la voglia di ripartire, un convivio di persone prova a domandarsi , a comprendere, si racconta, si parla, fioriscono storie, episodi curiosi, cadono fotografie e si fanno considerazioni, tutto attorno ad un fuoco, ad un totem o dovunque ci sia voglia di condividere.

Family è il risultato del laboratorio Kalt blu 7.0 , curato da Dario Natale e partito ad ottobre del 2020; durante i mesi di lockdown ci sono stati tanti incontri a distanza, durante i quali ci si è confrontati su un alfabeto, un linguaggio comune, poi l’inizio timido, graduale, inarrestabile dei momenti di sala, un esito fortemente voluto da tutto il gruppo, realizzatosi anche grazie alla disponibilità del Tip teatro, presidio ormai irrinunciabile, Family non spiega, Family non urla, in realtà è la storia di un processo di conoscenza, di scambio, di attese, di abbracci, di nascita di una Comunità che vuole andare oltre, passare attraverso.

Posti limitati, regole anti covid, necessaria la prenotazione allo 0968521622. (rcz)

LAMEZIA – La presentazione della rassegna “Ma che musical… Maestro!”

Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 18, a “Gusto e Gusto Enogastronomia”, è in programma la presentazione della rassegna Ma che musical… Maestro! a cura dell’Associazione culturale “A Regola D’arte” in sinergia con il gruppo teatrale “G. Vercillo”.

La manifestazione si terrà dal 22 al 25 luglio nella suggestiva cornice dell’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia a Lamezia Terme, con il patrocinio del comune ed all’interno delle progettualità artistiche della Fita (Federazione Italiana Teatro Amatoriale) alla quale appartengono entrambe le compagnie.

L’evento nasce con l’obiettivo di regalare ai lametini, turisti ed appassionati, di momenti di serenità nel segno della socialità, nel pieno rispetto di tutte le norme anti contagio covid 19.

«L’offerta artistica della rassegna – ha dichiarato Tiziana De Matteo, responsabile ed insegnante dell’Associazione “A Regola D’arte” – si rivolge ad un pubblico da zero a 100 anni, con un connubio artistico tra letteratura, storicità, tradizione così come modernità. La rassegna nasce come occasione di ripartenza emotiva, sociale, umana e naturalmente culturale. Partendo dalla città di Lamezia Terme, il cartellone di eventi ha come missione quelle di valorizzare, scoprire e promuovere le bellezze naturali del territorio, le sue ricchezze storico-artistiche, la valenza dell’associazionismo, ed il potere terapeutico di un teatro che se pur amatoriale, viene portato avanti con professionalità di intenti ed impegno.»

«Un programma dunque – ha sottolineato il regista del gruppo “Vercillo” – che guardi al territorio come naturale teatro di conoscenza e crescita umana dei suoi abitanti, donando l’occasione di godere delle sue tante bellezze e riuscendo a fare dono di momenti ludico-ricreativi».

Gli spettacoli protagonisti saranno: L’Otello – L’ultimo Bacio, regia di Tiziana De Matteo – ideato e scritto da Fabrizio Voghera presente alla rassegna; Pinocchio – storia di un burattino; La Bella e la Bestia con la regia di Tiziana De Matteo; La Fortuna con la C Maiuscola, liberamente tratto da Eduardo De Filippo, in vernacolo lametino a cura della compagnia teatrale Vercillo. (rcz)