REGGIO – L’incontro “Pellaro 1903…”

Stasera, a Reggio, alle 19.00, nella Chiesa S. Caterina D’Alessandria, l’evento Pellaro 1903… e il mistero di un pittore fantasma a Reggio Calabria a cura del prof. Giovanni Marcianò.

Il prof. Marcianò, attraverso il suo report, ha posto l’attenzione sull’autore dei quadri che si trovano, attualmente, nelle Chiese di Pellaro, Reggio Calabria, Cattolica dei Greci e Santa Caterina D’Alessandria e Motta San Giovanni. L’autore di questi quadri, è Nardi Girolamo Matteo, nato a Thiene nel 1858 e morto a Reggio Calabria nel 1908, e ha lasciato un cospiscuo patrimonio di Arte Sacra. (rrc)

 

Educazione ai Media: Reggio prima in Italia a insegnare agli studenti a servirsi della comunicazione

Importante iniziativa all’Istituto comprensivo Cassiodoro-Don Bosco di Pellaro (RC) con l’introduzione – per la prima volta in Italia, come materia scolastica organica – dell’Educazione ai Media. Occorre insegnare ai ragazzi ad avvicinarsi a stampa, tv, social e trarre gli opportuni vantaggi per la propria crescita civile e culturale. Il Miur (Ministero dell’Istruzione e dell’Università) indica da anni la necessità di introdurre come materia d’insegnamento la Media Education che non riguarda solo i “new media” ma tutti gli strumenti di comunicazione (radio, televisione, cinema, giornali e naturalmente Web). La Media Education, – come suggerito dal Miur nasce e si sviluppa allo scopo di fornire ai ragazzi tutti gli strumenti idonei a comprendere meglio le dinamiche e i messaggi offerti dai media e a rielaborarli autonomamente, in maniera critica. Reggio è la prima città della Calabria e d’Italia ad aver organicamente previsto tale insegnamento, rendendo i ragazzi “protagonisti” di comunicazione, grazie alla collaborazione di RTV ReggioTv.

Il Miur qualche anno fa indicava l’obiettivo di questa materia: fornire una buona competenza mediale (media literacy) ai ragazzi. «La competenza mediale – secondo il Miur – che un media educator dovrebbe contribuire ad infondere, include capacità differenti che, come suggerito dal noto pedagogista Dieter Baacke, possono essere riassunte in questo modo:

1. La lettura consapevole dei contenuti offerti dai media e la loro rielaborazione critica.

2. La conoscenza dei principali sistemi di comunicazione, delle tecnologie da cui dipendono e dei fattori sociali da cui prendono origine.

3. Il miglioramento della capacità ricettiva, fattore fondamentale per trarre effettivo beneficio dai contenuti e dai messaggi veicolati dai mezzi di comunicazione.

4. La capacità di elaborare nuovi messaggi, offrendo il proprio apporto al sistema mediatico e quindi essere creatori di informazione e comunicazione e non semplici elementi passivi, oggi con un iPhone è possibile girare video in alta risoluzione con pochissime competenze tecniche o creare la propria web radio solo per fare un esempio. La scuola non può rimanere indietro su queste tematiche ed è fondamentale anche pensare a percorsi per i docenti e magari anche per i genitori di adolescenti e pre-adolescenti».

Istituto Comprensivo Cassiodoro-Don Bosco Pellaro

Linee che sono state messe totalmente in pratica dalla dirigente scolastica Eva Nicolò («Una delle risposte dell’IC “Cassiodoro Don Bosco” – ha scritto su fb – alla sfida della complessità educativa») ed il proprio staff di docenti.

Soddisfatto e felice il garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale «Oggi, Reggio Calabria, la Calabria, scrivono una pagina che potrebbe costituire un primato nazionale. Succede all’Istituto Comprensivo Cassiodoro-Don Bosco, dove la dirigente Eva Nicolò ed il proprio staff di docenti hanno inaugurato il percorso curriculare di Educazione ai Media, ossia la disciplina prende forma come materia scolastica organicamente impiantata e non lasciata a sporadiche occasioni convegnistiche».

Marziale ha partecipato alla presentazione dell’iniziativa insieme con il questore della città, Maurizio Vallone, l’editore di ReggioTv Eduardo Lamberti Castronuovo ed altre autorità scolastiche e civili. Il corso avrà il supporto tecnico operativo di RTV ReggioTv. «In sostanza – ha spiegato il Garante – nel plesso scolastico è stato predisposto un laboratorio televisivo dove gli studenti saranno gli assoluti protagonisti di produzioni tv che saranno mandate in onda dall’emittente. A spiegare le modalità è stato lo stesso editore, Eduardo Lamberti Castronuovo, docente universitario di etica della comunicazione».

Per Marziale: «Si tratta della prima risposta che l’Italia da all’Unesco, benché con 49 anni di ritardo. Era il 1970, infatti, quando l’agenzia culturale delle Nazioni Unite, sulla spinta del “villaggio globale” profetizzato da Marshall McLuhan, il profeta delle comunicazioni, suggerì i percorsi di Media Education. È un primato calabrese fortemente voluto dalla dirigente Nicolò, che ascrivo al curriculum di cose fatte dal Garante, essendo la stessa coordinatrice della Consulta Scolastica del mio ufficio di Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria».

«Alla necessità di innovare la scuola, adeguandola alle odierne istanze educative, – ha detto la dirigente scolastica Eva Nicolò nel presentare l’iniziativa – ci preme in questo modo rispondere all’emergenza educativa generale, mai così fortemente ravvisata prima d’ora, istruendo i nostri bambini e adolescenti a trovare nel sistema dei media alleanze ed opportunità che li rendano cittadini consapevoli e dotati di pensiero critico, non fruitori passivi esposti a rischi incalcolabili». (mp)

Reggio Città del Mare, un bel progetto a Pellaro la farà diventare la Dubai del Mediterraneo

di SANTO STRATI – A vedere le immagini, in rendering, del progetto Mediterranean Life, viene subito da pensare “ma è Reggio o Dubai”? Il progetto è grandioso, impegnativo, sicuramente ambizioso, ma rivela subito l’entusiasmo e la passione del suo ideatore, Pino Falduto, designer e project manager, attuale proprietario del centro commerciale Porto Bolaro e della omonima, splendida, Marina che si affaccia sullo Jonio. Proprio da quest’ultima partirà lo sviluppo visionario di una città che “sfrutta” il suo mare per una progettualità nuova, fatta di turismo nautico, turismo culturale, turismo congressuale. Tre volte turismo, con alla base il pieno di cultura che il territorio reggino offre e che nessuno, ahimé, tenta di valorizzare in maniera adeguata.

Mediterranean Life

Non è un sogno, ma un ragionamento (vedi l’intervista video a Pino Falduto) che parte dalla considerazione che Reggio è al centro del Mediterraneo, lungo una virtuale autostrada del mare che parte dalle Americhe e giunge in Cina attraversando lo Stretto di Messina. Lungo quest’ “autostrada d’acqua” passano migliaia di yacht, in cerca di approdi suggestivi (ma soprattutto funzionali): da qui l’offerta ricettiva (con hotel a 7 stelle, ma anche a 4 e 5), resort, gastronomia e cucina tipica del territorio, ampia attrazione culturale (bastano i Bronzi nel magnifico Museo Archeologico di Reggio), e tutti i servizi che servono la portualità dei “ricchi” naviganti. C’è una domanda di servizi di altissima qualità e manca l’offerta, mancano le strutture e i servizi adeguati, non mancano, invece, le risorse del territorio: culturali, paesaggistiche, ambientali, gastronomiche, che vanno semplicemente valorizzate e sfruttate in un’intelligente ottica di crescita e sviluppo, capace di guardare alle unicità che Reggio, la Calabria, è in grado di offrire.

Mediterranean Life

Il progetto è grandioso: Pellaro, a pochi km dal capoluogo, è il naturale prolungamento del Parco lineare Sud a cui sta lavorando l’Amministrazione Falcomatà, quindi andrebbe a coinvolgere la stazione ferroviaria di Reggio e soprattutto l’Aeroporto dello Stretto, facendo diventare la Città un hub fondamentale per il turismo del Mediterraneo. Alberghi, centri benessere, ristoranti e punti vendita di tipicità del territorio, un teatro coperto da 1800 posti, un’arena per spettacoli, un museo che racconti il territorio e produca interesse e nuovi visitatori al Museo della Magna Grecia dove sono custoditi i Bronzi, un porto turistico da centinaia di posti barca, un attracco importante per le navi da crociera, uno shopping center, ma non solo. Nel disegno di Pino Falduto (che è affiancato nell’impresa da Building SpA di Torino e Immouno di Milano) c’è spazio anche per una struttura ricettiva per gli anziani, con accoglienza sanitaria di primissimo ordine, e servizi di accoglienza in grado di offrire ai pensionati (non di lusso) la possibilità di una individiabilissima qualità della vita. Non si dimentichi la mitezza del nostro clima che potrebbe far dimenticare le stagionalità corte cui siamo abituati. C’è la possibilità di creare un’offerta turistico-ricettiva per dodici mesi: nei mesi “caldi”, da marzo a ottobre il mare per le vacanze, negli altri il turismo congressuale che fa numeri spaventosi ed è continuamente alla ricerca di soluzioni di grande pregio.

Mediterranean Life

Si tratta, dunque, di centuplicare l’attrattiva del territorio, puntare sull’eccellenza culturale che, nel caso dei Bronzi e del loro Museo, è unica, offrire un’adeguata proposta di “turismo” che guardi alle capacità (finora, purtroppo, inespresse) della città di Reggio. Una Città che può e deve diventare un polo di attrazione mondiale. E soprattutto offrire grandi opportunità di occupazione e lavoro ai suoi giovani, laureati e non.

Il lavoro: il progetto ha una caduta occupazione prevista di circa seimila posti di lavoro, tra diretti e indotti, oltre a quasi duemila per la realizzazione (fattibile in tre anni). Altro che boccata d’ossigeno per Reggio: è lavoro sicuro, a casa propria, per migliaia di reggini. E naturalmente non va dimenticato il traffico che andrebbe a generarsi per l’Aeroporto e le altre soluzioni di mobilità.

Mediterranean Life

Un bellissimo progetto che qualsiasi amministrazione locale, qualsiasi ente regionale dovrebbe immediatamente valutare e promuovere, tenendo presente che prevede il pieno rispetto dell’ambiente, della natura e del territorio. Invece, la burocrazia la fa da padrona e la proposta è stata fino ad oggi guardata con sufficienza, se non indifferenza, da chi ci governa. Se esistono le condizioni di fattibilità (e qui servono autorizzazioni per gli studi adeguati), perché rinunciare a priori a una grandissima opportunità che trasformerebbe Reggio e darebbe un impulso nuovo a tutta l’area metropolitana?

Mediterranean Life

L’investimento (gigantesco) è privato (c’è molto interesse da grandi investitori e fondi esteri), non vengono richiesti contributi da Regione, Città Metropolitana e Comune, ma un parere favorevole per poter iniziare gli studi tecnici di fattibilità. Il rischio sismico – che potrebbe sembrare un ostacolo – è altresì aggirabile con strutture oggi in grado di resistere ad eventi di grande intensità (basti pensare al Giappone). Disgraziatamente chi amministra non guarda al bene comune, ma troppo spesso si lascia condizionare da valutazioni superficiali o di parte, perciò il tempo passa e nessuno si pronuncia in merito, lasciando tutto a bagnomaria, col rischio di veder dirottato altrove l’investimento.

Marina di Porto Bolaro

Mediterranean Life è un’occasione, un’opportunità, che merita una urgente risposta. Nessun imprenditore s’azzarda a mettere su uno studio di fattibilità in assenza di un parere favorevole preventivo sulla realizzabilità del progetto, per poi vedersi bocciare dal politico di turno strategie e piani di sviluppo. Serve dunque un sì per iniziare le valutazioni richieste dalla legge o un no motivato sostenuto da precise indicazioni. Le ricchezze del territorio non si muovono, gli investitori invece, sì. Non giochiamoci questa opportunità.

Il mare, con la cultura, è la vera risorsa della Calabria. Il Mediterraneo è il mare del mito, potrà diventare il volano della crescita, non più rinviabile, del nostro territorio. Non lasciamo cadere nel vuoto il progetto di un designer visionario che sconterà così il suo torto maggiore: quello di essere perdutamente innamorato della sua terra e di voler offrire un futuro di lavoro e di crescita ai giovani e ai suoi conterranei. (s)

PELLARO (RC) – In scena “Fumo negli occhi”

Questa sera, a Pellaro, alle 21.30, nel cortile della Scuola Elementare “Cassiodoro”, lo spettacolo Fumo negli occhi dell’Associazione Teatrale “Enotrio Pugliese”.

Lo spettacolo, due atti di Francesco Gullello, rientra nell’ambito della 33esima edizione della rassegna Città di Pellaro, organizzata dalla Piccola Compagnia del Teatro. (rrc)

 

 

PELLARO (RC) – In scena “Ntra casa i don Raffaeli”

In scena questa sera, a Pellaro, alle 21.30, presso il cortile della Scuola Elementare “Cassiodoro”, lo spettacolo Ntra casa i don Raffaeli della Compagnia La Bottega del Sorriso di Cittanova.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna teatrale Città di Pellaro, organizzata dalla Piccola Compagnia del Teatro.

Lo spettacolo, un tre atti di Maria Pia Battaglia, è con la regia di Francesco Rizzo. (rrc)

PELLARO (RC) – In scena “Va mi mbrogghi e resti mbrogghiatu”

Questa sera, a Pellaro, alle 21.30, presso il cortile della Scuola Elementare “Cassiodoro”, lo spettacolo Va mi mbrogghi e resti mbrogghiatu della Compagnia Palcoscenico 91.

L’evento è il primo appuntamento della 33esima edizione della rassegna Città di Pellaro, organizzata dalla Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro.

Lo spettacolo è con la regia di Totò Briguglio. (rrc)

PELLARO (RC) – In scena “Ti presento papà”

In scena questa sera, a San Leo di Pellaro, alle 21.00, lo spettacolo Ti presento papà della Compagnia La Luna Gialla.

L’evento è stato organizzato in occasione della festa patronale.

Lo spettacolo, di Giuseppe Della Misericordia e con la regia di Angelo Latella, è con Giovanna Rizzo, Maria Latella, Vincenzo MerroMartina Foti e Angelo Latella. (rrc)

 

PELLARO – Incontro con Pasquale Romeo

Oggi a Pellaro, alle 16.30, presso il Centro Ace, incontro con Pasquale Romeo, autore del libro Very Normal Peopleedito da Cacucci Editore.

L’evento rientra nell’ambito degli appuntamenti Incontri con l’autore – Le parole che curano, organizzate dal Centro di Medicina Solidale Ace.

Sinossi

Si può parlare di normalità oggi?
Viviamo in un tempo in cui non c’è spazio per la sofferenza, per l’angoscia, il “tutto e subito” è diventato un imperativo obbligatorio da seguire in nome della soddisfazione esclusiva del piacere.
Oggi si cerca a tutti i costi di allontanarsi da qualsiasi condizione di malessere ricorrendo agli psicofarmaci o alle distrazioni sempre più presenti (telefonini, televisioni, computer, piaceri fisici) che sono gli ansiolitici di questa epoca come i giochi d’azzardo, macchinette mangia soldi, gare di velocità, e tutto ciò che può darci novità a seconda della predisposizione al piacere sia fisico o materiale.
Una società che fa scomparire quello che Carotenuto chiamava l’uomo inquieto, che è il più creativo, viene meno alla spinta verso il futuro.
Quali ripercussioni sulla salute e sull’educazione dei nostri figli? (rrc)