Vive a Bologna dove insegna Pittura ed Educazione Visiva presso l’Istituto Belle Arti ed è anche docente all’Università “Primo Levi”: Demetrio Casile, originario di Reggio Calabria, è pittore, scrittore, sceneggiatore e regista. Ricordato soprattutto per la aver scritto la sceneggiatura dell’indimenticabile film di Comencini Un ragazzo di Calabria con Gian Maria Volontè, è un personaggio di cui la sua terra può andare fiera. Direttore artistico del Calabria Film festival e del Premio Internazionale di scultura “Sandoni”, Casile è anche l’ideatore di Cineshow, Salone Internazionale del Cinema di Torino. Regista e sceneggiatore cinematografico ha lavorato accanto a registi come Comencini, Squitieri, Bolognini, Tessari, Michelangelo Antonioni, Wim Wenders.
Attualmente sta lavorando al film Il matrimonio più sconvolgente della storia, un lungometraggio che si avvale anche del cosiddetto crowfunding, ovvero la raccolta di fondi di gente comune attraverso il web. Il film, in avanzata fase di produzione, racconta in chiave “tamarra” il matrimonio della sorella di un boss locale che nessuno corteggia per paura con il ragazzo più timido del paese. Il film è ovviamente ambientato e girato in Calabria. Chi volesse contribuire può visitare il sito di Casile, www.casile.it, dove troverà le istruzioni per partecipare al crowfunding del film. (rrm)
di SANTO STRATI – Lo davano tutti per spacciato, invece è vivo e pronto alla riscossa: lo scalo reggino, l’Aeroporto dello Stretto, ha i fondi necessari per rinascere e ripartire. Fondi già disponibili, in pronto cassa che il CIPE, con una rapidità impensabile, ha sbloccato per gli interventi necessari. 25 milioni immediatamente spendibili grazie all’emendamento alla legge finanziaria proposto dall’on. reggino Francesco Cannizzaro e approvato il 3 dicembre scorso all’unanimità in Commissione Bilancio della Camera. E dire che era stato in un primo momento dichiarato inammissibile, invece, poi, è successo il miracolo (Cannizzaro santo subito?) perché non c’era un minuto da perdere. L’on. Cannizzaro ha ricordato che il 30 dicembre la Finanziaria è diventata legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e lo scorso 24 luglio il CIPE ha svincolato i fondi da destinare all’aeroporto di Reggio. Un tempismo eccezionale.
Così, stamattina all’aeroporto di Reggio sono arrivati a dare il crisma dell’ufficialità il presidente dell’ENAC (l’ente dell’Aviazione civile) e il viceministro Laura Castelli, altra artefice del “miracolo”, ospiti di un soddisfattissimo Arturo De Felice, presidente della Sacal, la società che gestisce i tre scali calabresi, e di un altrettanto fiero Cannizzaro, un deputato che fa della sua regginità un punto d’orgoglio in ogni occasione, non mancando mai di sottolineare che i suoi sforzi non riguardano la “sua” provincia, ma l’intera regione.
Cannizzaro è un abile politico che, al di là delle appartenenze partitiche, riesce a dialogare anche con gli antagonisti e gli oppositori: il raggiungimento del bene comune come fine ultimo, a volte, riesce a far trovare intese politicamente impensabili. Tant’è che Laura Castelli, viceministro MEF e deputata grillina, sembra ormai destinata a diventare una benemerita della Città di Reggio: a lei si deve la soluzione del paventato dissesto che affliggeva il Comune e a lei si deve, oggi, lo sblocco immediato dei fondi necessari a rendere l’aeroporto di Reggio uno scalo che può ambire al traffico internazionale. L’intesa – pur su posizioni rigidamente opposte – con l’on. Cannizzaro ha dato frutti saporiti (per la Città Metropolitana e il Comune) e occorre, pubblicamente, riconoscere che la “ragazza” (è un complimento, non s’offenda viceministro) è tosta e in gamba, disponibile («sempre pronta a rispondere a qualunque ora del giorno e della notte» – ha sottolineato Cannizzaro nel ringraziarla per l’impegno profuso in questa vicenda) e certamente con un bel caratterino. Lei, del resto, nata e cresciuta a Torino, fa un vanto delle sue origini siculo-pugliesi, che le fanno amare particolarmente il Sud.
La presenza del presidente dell’ANEC, Nicola Zaccheo, è, peraltro, un segnale molto importante per lo scalo di Reggio: all’ANEC sarà affidato il compito di seguire gli appalti e gli affidamenti per i lavori necessari «a migliorare l’aeroporto, soprattutto renderlo più sicuro per i passeggeri e per i piloti». Il presidente Zaccheo ha fatto uno specifico riferimento agli scali pugliesi: fare rete – ha detto in sintesi – guardando all’esempio pugliese, significa incrementare traffico, finalizzare obiettivi comuni, ottimizzare risorse e attrarre utenza.
È, difatti, l’utenza il vero handicap dell’Aeroporto dello Stretto. Il presidente De Felice – come si può ascoltare nell’intervista a Calabria.Live – indica nella scarsa utenza l’impossibilità di attuare nuove rotte, applicare tariffe low cost, dare, insomma, il carburante necessario per uno sprint che l’aeroporto merita. Ovviamente non va trascurata l’ingombrante presenza dello scalo catanese di Fontanarossa (8 milioni passeggeri) che toglie all’aeroporto di Reggio (229mila passeggeri, un dato in confortante crescita) i potenziali viaggiatori di Messina e dintorni, ai quali lo scalo reggino risulterebbe sicuramente più comodo. E non si dimentichi che siamo in una zona ad alto rischio sismico: «possibile – ha evidenziato De Felice – che in una situazione del genere, questo scalo non abbia strutture antisismiche?».
Dunque, non si abbatte l’aerostazione (l’attuale traffico non giustificherebbe l’investimento) ma si utilizzano i fondi CIPE per adeguare le strutture esistenti, ampliare i margini di sicurezza per evitare intrusioni («oggi entra chiunque nell’area aeroportuale, impegnando a dismisura le forze dell’ordine»), garantire condizioni di sicurezza ai piloti. Il sistema radioguidato di assistenza all’atterraggio GMAS sarà presto operativo: questo significa che potranno atterrare tutti i i piloti, non solo quelli – ormai superesperti – dell’Alitalia o di Blue Panorama. Andranno inoltre adeguati viabilità e parcheggi e ristrutturate le sale d’imbarco per offrire maggiore comfort a chi viaggia. Un programma di tutto rispetto che trasformerà l’aeroporto reggino in uno scalo importante non solo per la regione, ma per l’intero Mediterraneo.
L’obiettivo di De Felice di fare rete con i tre aeroporti (Lamezia ormai arriverà a 3 milioni di passeggeri) trova una comoda sponda nei lavori migliorativi dell’Aeroporto dello Stretto. Ad essi dovrà, però, seguire un’attenta e opportuna strategia di marketing territoriale che coinvolga i partner delle principali aerolinee e che trovi adeguata udienza in sede regionale (dove sono bloccati i fondi già stanziati?). L’impegno del presidente ANEC Zaccheo, in questo senso, è stato ampio e chiaro, ma è evidente che alla base occorre una seria politica di programmazione che metta il turismo al centro dell’attenzione.
Come può attrarre traffico dall’estero un aeroporto che tutt’intorno non ha strutture alberghiere adeguate o centri turistici in grado di soddisfare la domanda? L’esempio di Crotone che il presidente De Felice ha citato («Il volo di Norimberga per Crotone è quasi sempre pieno: contate quanti villaggi turistici ci sono nell’area di Isola Capo Rizzuto e nella provincia!») è significativo: in una regione che – inspiegabilmente – in questa consiliatura ha fatto a meno di un assessorato al turismo, l’assenza di una politica seria sul turismo ha fatto danni. Si può rimediare? Forse.
Il turista vorrebbe venire in Calabria (la reputazione della regione in termini turistici è entusiasmante, vedi Calabria.Live, il 1° luglio scorso), ma si scontra col problema trasporti, mobilità e strutture. Bisogna smetterla di pensare in piccolo e cominciare a costruire una rete regionale di opportunity e di accoglienza. L’Aeroporto dello Stretto, col nuovo restyling e i lavori opportuni, ci metterà del suo, occorre una visione progettuale di lungo respiro con player adeguati e capacità imprenditoriali ed esecutive: la sfida della California d’Europa (la Calabria) parte anche da qui. (s)
LA STRIDENTE ASSENZA DEL SINDACO METROPOLITANO GIUSEPPE FALCOMATÀ
Non è sfuggita nell’affollata sala della conferenza stampa della SACAL la stridente assenza del sindaco metropolitano di Reggio Giuseppe Falcomatà. «Non è un cocktail party, non abbiamo invitato nessuno se non i giornalisti, è un incontro aperto, sono intervenuti spontaneamente autorità (tra tutte il questore di Reggio Maurizio Vallone), e molti cittadini» – ha detto il presidente De Felice a chi chiedeva perché non era presente il sindaco. Che, a nostro modesto avviso, doveva essere presente, soprattutto perché non formalmente invitato. Rappresenta Reggio e la Città Metropolitana e oggi è un giorno decisamente importante per tutti i reggini.
A replicare a De Felice ci ha pensato un piccato comunicato del vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro, lanciando una polemica che rischia di finire in rissa pre-elettorale. «L’aeroporto ed i diritti dei cittadini – ha scritto in una nota Mauro – non possono essere agitati in aria come fossero una clava da usare a ridosso degli imminenti impegni elettorali. A mio avviso, nella conferenza stampa di oggi, Sacal è venuta meno al rispetto istituzionale nei confronti di Reggio e della sua Città Metropolitana». Ricordando come, negli ultimi anni, Palazzo San Giorgio e Palazzo Alvaro abbiano «contribuito con finanziamenti e servizi alla salvaguardia ed al rilancio dell’aeroporto reggino», Mauro ha sottolineato che «Più di un milione di euro Comune e Città Metropolitana hanno deliberato per non far chiudere il Tito Minniti nel periodo della gestione provvisoria ed un cospicuo impegno contrattuale lega Palazzo Alvaro alla Sacal, senza considerare i servizi messi a disposizione dalle amministrazioni Falcomatà: dal ‘ChiamaBus’, che conduce i viaggiatori messinesi fin dentro l’aeroporto, all’Atam che fa lo stesso coi cittadini in transito verso le Isole Eolie. Tutte attività fatte con gli impegni finanziari dell’ente e con il solo scopo di aumentare il numero di passeggeri da e per l’aeroporto dello Stretto».
«Oggi – continua Mauro – nulla è stato detto da Sacal su come i nuovi finanziamenti potranno agevolare l’arrivo dei voli low-cost promessi in passato e che, per adesso, riempiono soltanto le piste di decollo ed atterraggio di Lamezia e Crotone. Nulla è stato detto su un piano di sviluppo, concreto e reale, che possa far sperare ad un rilancio serio dell’infrastruttura prevedendo, ad esempio, l’integrazione tra lo scalo e la stazione ferroviari. Sacal non ha spiegato – sostiene il vicesindaco – modi e tempi del programma di sviluppo, cosa abbia fatto con gli oltre 10 milioni di euro che, allo scopo, la Regione aveva rimesso in cantiere e rispetto ai quali sono state fatte diverse riunioni tecnico/istituzionali e per i quali, ormai da tempo immemore, si attendono risposte da Sacal».
«Siamo contenti davvero – spiega Riccardo Mauro – e ringraziamo il Governo per gli ulteriori 25 milioni di euro che, leggiamo da Sacal, verranno utilizzati per adeguamenti sismici, per i nastri trasportatori dei bagagli o per i droni, ma niente è stato detto su come questi investimenti possano portare un vero programma di incremento dei voli e di abbassamento dei costi. Ecco perché, ascoltando la conferenza stampa di stamane, nasce legittimo il dubbio che, nuovamente, i diritti costituzionalmente garantiti dei nostri concittadini vengano usati per tirare la volata politica a qualcuno, cosa già letta spesso negli ultimi tempi su molti quotidiani locali. In questo senso, bene hanno fatto i consiglieri comunali ed ex assessori delle giunte di centrodestra a prendere parte, pur se non da tecnici, all’iniziativa che vedeva schierato in prima linea un loro parlamentare. Ad alcuni di loro – sostiene Riccardo Mauro – va riconosciuto il merito di aver votato insieme a noi provvedimenti importanti per l’aeroporto. Penso al finanziamento di oltre un milione per l’allora gestione provvisoria della fu Sogas, dichiarata fallita negli ultimi mesi della ex Provincia di Reggio Calabria guidata da Forza Italia. Lo abbiamo fatto all’unanimità, maggioranza e minoranza insieme, perché quando di mezzo ci sono i diritti e gli interessi della città non devono esistere colori d’appartenenza».
«Ecco perché – stigmatizza Mauro – le sortite odierne sui “cocktail party” stonano: a pochi mesi dalle prossime campagne elettorali, l’aeroporto non deve diventare sede di convention da dove lanciare stoccate agli avversari politici e senza, tra l’altro, chiarire come e quando, somme così importanti permetteranno di avere nuovi vettori, nuove tratte o quando i reggini potranno prendere un volo da Reggio Calabria senza dover rivolgersi alla banca per un mutuo. Venire a Reggio Calabria spesso costa quanto viaggiare in direzione New York da altri scali e, per quanto sia stupenda la nostra terra, temo seriamente che i turisti possano preferirle Manhattan». (rrc)
Lo spettacolo si chiama Incanto di Venere e gioca con i nomi delle due formazioni musicali Incanto Quartet (quattro superlativi soprani) e Venere Ensemble (musiciste di grande suggestione): è la proposta di stasera di CatonaTeatro. Uno spettacolo che nasce, appunto, da una collaudata e armoniosa collaborazione tra il quartetto di soprani Rossella Ruini, Laura Celletti, Francesca Romana Tiddi e Claudia Coticelli, e il quartetto strumentale composto da Claudia Agostini (pianoforte), Zita Mucsi (violino), Marta Cosaro (viola) e Rossella Zampiron (violoncello).
Il concerto, sviluppato sulla poliedricità delle otto musiciste sul palco, percorre un viaggio sentimentale, una narrazione del cuore, partendo da note pagine del repertorio classico, comuni alla provenienza di entrambi gli ensemble (ad esempio Carmen, Traviata, Les Contes d’Hoffman), per arrivare ai classici della canzone partenopea (come I’ te vurria vasà, Funiculì Funiculà, O sole mio), al repertorio italiano famoso nel mondo (Con te partirò, Nel blu dipinto di blu), passando attraverso celeberrimi temi di colonne sonore (Amarcord, Nuovo Cinema Paradiso tra gli altri) e rivisitazioni di successi internazionali (Careless Whisper, Woman in love…).
Musica del cuore resa in modo originale, a tratti morbido a tratti passionale, dall’intreccio vocale di quattro soprani eclettici e dal tessuto strumentale raffinato di archi e pianoforte. Una celebrazione dell’universalità della musica e dell’incanto della bellezza (e della bravura) femminile.
INCANTO QUARTET è un quartetto italiano formato da Rossella Ruini, Laura Celletti, Francesca Romana Tiddi e Claudia Coticelli, quattro soprani di formazione classica ed evoluzione pop-crossover innamorate della bella musica tout court. Nelle loro performances le più belle melodie di tutti i tempi, accuratamente selezionate e riarrangiate, si incontrano con suggestive sonorità pop, per essere presentate poi in un frame d’eccezione, costruito sull’eleganza dell’insieme e del dettaglio. Le quattro artiste hanno iniziato a cantare insieme alla fine del 2010, esibendosi da protagoniste o a fianco di altri grandi artisti (Michael Bolton, Seal, James Blunt, Mick Hucknall, Chic, M° Josè Carreras, M° Marcello Rota), ad Atene, Praga, Belgrado oltre che in molte città del Belgio, Olanda, Danimarca, Germania e Russia. Si sono esibite in supporto al M° Andrea Bocelli, dal 2010 al 2013, affiancandolo in una lunga tournée in Irlanda e nel Regno Unito, presso il Teatro del Silenzio a Lajatico, in Armenia, Bucharest, Dubai, Abu Dhabi, Cina e Malesia. Nel novembre 2016 hanno conquistato Teatri d’opera, Auditorium e palazzetti dello Sport della Bulgaria, durante una tournée di nove date in cui hanno presentato, in anteprima all’estero, l’album In Natura.
Oggi continuano a impegnarsi in un costante percorso di ricerca musicale (che comprende anche brani inediti), la costruzione della particolarissima piece teatrale INCANTO QUARTET, L’OPERA INCONTRA IL POP (con regia di Guido Tognetti) oltre alla prosecuzione della tournée estiva in Italia e all’estero.
VENERE ENSEMBLE è una formazione composta da violino (Zita Mucsi), viola (Marta Cosaro), violoncello (Rossella Zampiron) e pianoforte (Claudia Agostini) ha svolto un’intensa attività concertistica affermandosi per le sue capacità in Europa e in alcuni paesi extraeuropei ed esibendosi in prestigiosi teatri in Ungheria, Austria, Germania, Egitto, Marocco.
Le musiciste che formano l’ensemble, vincitrici di concorsi nazionali ed internazionali, hanno frequentato corsi di perfezionamento e seminari con celebri maestri, e sono apprezzate e conosciute come soliste ed in varie formazioni da camera.
Numerose le collaborazioni con artisti di fama internazionale quali Gazzelloni, Caballe, Pavarotti, Morricone, Cipriani, Bacalov, Piovani, nonche’ artisti del mondo della musica leggera tra cui Renato Zero, Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Laura Pausini, Steve Norman (Spandau Ballet), Lionel Richie, Claudio Baglioni, Amii Stewart. (rs)
Questa sera, a Cannitello, al via l’evento La Calabria di chi resta, una tre giorni in ricordo del giudice Antonino Scopelliti promossi dalla Fondazione Scopelliti e Calabria in Campus.
Obiettivo della manifestazione, che vedrà coinvolti tre Comuni – Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Campo Calabro – è quello di valorizzare il territorio reggino, con particolare attenzione alle tradizioni ed alla cultura popolare
«Vogliamo – ha dichiarato Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione Scopelliti – dare un significato particolare alla memoria di mio padre grazie anche al Campus di giovani che verranno a vedere il nostro territorio cercando di valorizzarlo. Immaginiamo un concetto nuovo di antimafia, in cui le nostre realtà positive siano messe al centro dell’attenzione. Per contrastare le mafie, oltre alla memoria e all’impegno e’ fondamentale riuscire a trovare degli spazi in cui le energie positive possano crescere e andare avanti».
«Vorremmo che la Calabria – ha concluso Rosanna Scopelliti – non sia percepita solo come fanalino di coda o la regione dell’assistenzialismo, ma per come e’, ossia una fucina di opportunità».
Si parte questa sera, alle 21.30, sul lungomare di Cannitello, con il talk sul tema Calabria: ricomincia da qui. Intervengono Giovanni Siclari, sindaco di Villa San Giovanni, Maria Giovanna Santoro, delegata alla Legalità, Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione Antonino Scopelliti, Giuseppe Sommario, Associazione AsSud, Marco e Davide Bellocco, imprenditori, Giuliana Barberi, vicepresidente Fincalabra. Seguirà il concerto dei Kalavria.
Si prosegue giovedì 8 agosto, a Reggio, tra Piazza Camagna e la sede della Fondazione, in Via Capobianco, con l’evento Resto in Calabria perché, dove sono previste mostre fotografiche e un talk, a cui parteciperanno Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio, Rosanna Scopelliti, Domenico Guarna, commissione Politiche Giovanili Città Metropolitana, Michele Furci, fotografo, e Valentina Balistrieri, cantautrice popolare.
A seguire, alle 22.00, il concerto di Valentina Balistrieri.
Venerdì 9 agosto, a Piale di Villa San Giovanni, alle 12.00, l’evento Calabria che non dimentica con la commemorazione del giudice Antonino Scopelliti, a cui è stata dedicata una stele. La sera ci si sposta a Piazza Martiri di Nassiriya, a Campo Calabro, alle 21.00, con il concerto di Corde Libere e lo spettacolo teatrale Mala’ndrine con Pietro Sparacino e Francesco Forgione.
«Il giudice Scopelliti – ha dichiarato il consigliere metropolitano Antonino Castorina – è stato un uomo credibile per la nostra terra un esempio da seguire sempre per chi ha in cuore la voglia di riscatto. La fondazione in questo caso, anche come luogo di discussione e di confronto, ha aperto una breccia sul futuro della nostra area metropolitana».
«In questi tre giorni – ha dichiarato Sandro Repaci, sindaco di Campo Calabro – proviamo a fare rete su un argomento che sta diventando sempre più complicato la lotta alla mafia non può limitarsi a qualche manifesto affisso, ma necessita di fatti ed azioni concrete. Grazie alla fondazione intitolata ad Antonino Scopelliti spostiamo il tema dalla memoria alla prospettiva grazie al lavoro di Rosanna che ha indicato una nuova prospettiva».
«Saremo sempre a fianco della fondazione – ha affermato Gianni Siclari, sindaco di Villa San Giovanni – perché abbiamo il dovere di tutelare i principi di legalità e rispetto delle regole. Proprio in questi giorni e’ partito l’iter per il completamento della variante di Cannitello dove sorgerà una grande aera verde fruibile, che vorremo dedicare proprio al ricordo del giudice Scopelliti». (rrc)
La conferma a direttore per altri quattro anni per Carmelo Malacrino, architetto catanzarese innamorato dell’archeologia e, da quattro anni, anche di Reggio e delle sue meraviglie archeologiche, era nell’aria. L’ottimo lavoro fin qui svolto non poteva che ricevere il meritato plauso da parte del Mibac e la riconferma dell’incarico. Malacrino poterà – ne siamo certi – ad altissimi livelli il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per una serie di ragioni: è appassionato del suo lavoro, è un instancabile professionista dell’archeologia, ma è soprattutto un grande promotore di cultura. La sua idea di far diventare il Museo la “casa” dei reggini ha ricevuto fino ad oggi larghissimi consensi: i cittadini hanno riscoperto ed apprezzato Palazzo Piacentini, con l’orgoglio dell’appartenenza a una civiltà millenaria di cui il Museo è fervida testimonianza.
Malacrino è un grande organizzatore di mostre ed eventi, di cui spesso è curatore condividendo l’impegno con fertili e competenti personalità della cultura non solo reggina, ma della Calabria intera. Il suo entusiasmo è contagioso, coinvolgente e irresistibile: sua l’idea delle serata al MArRC, nella splendida Terrazza del Museo, dove si parla di tutto ciò che ha a che fare con la cultura, la conoscenza, la scienza, la natura. Questo spaziare dall’universo alla biodiversità aspromontana, dai frutti tropicali (l’annona) alle stelle, dai buchi neri alla poesia, è in realtà un gioco di attrazione verso un’istituzione che non vuole essere considerata tale, ossia ingessata e ostica, bensì aperta a tutti. E il Museo di Reggio, il Museo dei Bronzi come lo chiamano i tantissimi, entusiasti, visitatori, contiene tante e tali meraviglie che ogni visita riesce a diventare un’avventura nuova, una scoperta continua. E il merito, occorre ribadirlo, è tutto del direttore Malacrino che ha trovato uno staff capace e collaborativo che si è lasciato coinvolgere dal suo entusiasmo e con il quale, amabilmente e con l’umiltà dei grandi uomini, condivide sempre gli onori e i riconoscimenti.
Tanti gli apprezzamenti raccolti dal direttore Malacrino per la riconferma nell’incarico. Il prof. Pasquale Amato, spesso relatore delle Notti del MArRC, ha sottolineato che «mai conferma è stata strameritata quanto la sua. Ha lavorato sodo e benissimo. Ha aperto il grande museo voluto da Paolo Orsi al territorio, ne ha valorizzato tanti reperti che giacevano negli scantinati da decenni. Ha creato un vero e proprio circuito virtuoso con le altre strutture museali del Sud, dell’Italia e dell’estero».
Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha commentato positivamente l’avvio delle procedure per la conferma di Carmelo Malacrino alla guida del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: «Sotto la guida del suo attuale direttore, il MArRC ha conosciuto una stagione di notevole crescita sia in termini quantitativi, in relazione all’incremento del numero dei visitatori, sia sotto il profilo della qualità dell’offerta. Oggi il museo non propone soltanto i tesori inestimabili, a cominciare dai Bronzi di Riace, delle esposizioni permanenti ma si distingue per la varietà delle mostre temporanee che catturano l’attenzione di tantissimi appassionati d’arte e archeologia. Larga parte del merito dello sviluppo di Palazzo Piacentini si deve proprio alla competenza di Malacrino, che ha saputo coniugare passione autentica per il suo lavoro e capacità manageriali che lo collocano tra i più apprezzati direttori in Italia. Auspico – conclude Irto – che i prossimi quattro anni siano forieri di uno sviluppo altrettanto importante dell’attività del Museo Archeologico Nazionale di Reggio».
Parole di apprezzamento e di compiacimento sono arrivate anche dal sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà e dall’assessore alla Valorizzazione del Patrimonio Storico e Culturale Irene Calabrò: «Esprimiamo – hanno detto – le più vive felicitazioni per la decisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di avviare la procedura per il rinnovo del Direttore del Museo Archelogico Nazionale di Reggio Calabria Carmelo Malacrino. In questi anni il Direttore Malacrino ha saputo dimostrare tutto il suo valore, la sua competenza, la sua passione, le straordinarie capacità professionali, mettendole al servizio di una struttura come il Museo Archeologico di Reggio Calabria che dopo la ristrutturazione e la riapertura, con il tesoro dei Bronzi di Riace, ha fatto passi da gigante, registrando numeri da record nel panorama museale italiano e trainando anche il flusso dell’offerta turistica dell’intera Città Metropolitana. Al Direttore Malacrino un grande in bocca al lupo ed auguri di buon lavoro per il proseguo della sua attività alla guida del Marrc. Siamo certi che la sua riconferma sia il presupposto per una fase di ulteriore crescita per quella che è ormai a tutti gli effetti una delle più importanti strutture museali italiane». (s)
Si è riunito a Reggio il Consiglio metropolitano, con quattordici punti all’esame dell’Aula, discussi in un clima sereno e di grande collaborazione.
Su richiesta del vicesindaco Riccardo Mauro, operata un’inversione all’ordine del giorno che ha attribuito priorità a quattro dei punti da vagliare: istituzione della sezione Piano contemporaneo di Palazzo Crupi; ratifica della delibera del sindaco n. 69 dell’8 luglio scorso sull’iniziativa di microcarsharing “C’entro” per i Comuni di Villa San Giovanni, Scilla, Motta San Giovanni, Montebello Jonico e Melito Porto Salvo, con variazione al bilancio di previsione 2019/2021 adottata in via d’urgenza; ratifica della delibera del sindaco n. 70 dell’8 luglio scorso sull’assegnazione di risorse ex art. 1 comma 1028 della legge di Bilancio dello Stato 2019, con variazione al bilancio di previsione 2019/2021 adottata in via d’urgenza; ratifica della delibera del sindaco n. 71 dell’8 luglio scorso con variazione al bilancio di previsione 2019/2021 adottata in via d’urgenza.
Prima della trattazione nel merito d’ogni argomento, riguardo alle questioni preliminari è intervenuto il consigliere metropolitano Pierpaolo Zavettieri perorando il rispetto degli impegni presi affinché l’impresa che sta realizzando l’Istituto alberghiero di Condofuri, riceva i Sal entro i prossimi 30 giorni, consentendo così di fatto che proseguano i lavori. Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha confermato gli impegni presi, evidenziando le ricadute dell’opera pubblica sotto il versante formativo e più in genere per la cittadinanza, nei confronti dell’impresa e delle relative maestranze.
Primo dei punti esaminati, l’istituzione della sezione Piano contemporaneo di Palazzo Crupi, approvata all’unanimità. Come evidenziato dalla responsabile del “Palazzo della Cultura” Annamaria Franco esistono fin qui tre percorsi possibili per il visitatore, cioè le opere confiscate, la collezione “Calarco” (opere ereditate dall’ex Ente autonomo soggiorno e turismo) e le opere d’artisti contemporanei. Terminata la fase di start-up, come proposto dalla Commissione artistica istituita dal Consiglio metropolitano è adesso istituito al terzo piano dello stabile il “Pico”, cioè “Piano contemporaneo” (il nome è però anche una suggestione che rimanda alla creatività di Pico della Mirandola), che potrà anche ospitare mostre a cura dell’Ente.
Approvati rapidamente i verbali relativi alle sedute precedenti, è arrivato un “disco verde” a voti unanimi anche sul microcarsharing, integrato dall’auspicio di Zavettieri che questo servizio di mobilità, in atto circoscritto ai Comuni della costituenda Area dello Stretto, possa essere esteso a tutti i centri del Reggino, così come ribadito dal sindaco metropolitano. (rrc)
Tra le variazioni al bilancio di previsione, oltre due milioni e mezzo di euro sono stati inseriti nel Piano triennale delle opere pubbliche per interventi sui torrenti Bonamico e Bruzzano: la Città metropolitana è Ente attuatore, come precisato dal consigliere Antonino Nocera, mentre per la progettazione definitiva ed esecutiva avranno luogo incarichi esterni.
Varato (con due astensioni) pure l’assestamento di bilancio 2019: evidenziato come questa misura sia importante per tenere in ordine i conti dell’Ente e in quanto proiezione significativa rispetto ai programmi dell’Amministrazione in carica, il consigliere delegato Antonino Castorina ha posto in rilievo il parere conforme rilasciato dai revisori dei conti e l’importante lavoro svolto dal dirigente del settore 4 Avvocatura Attilio Battaglia. Licenziato a maggioranza anche il Programma triennale delle opere pubbliche 2019/2021, con interventi per 40 milioni di euro quasi integralmente finanziati dal Miur e tramite altre economie esterne.
Riconosciuta poi una serie di debiti fuori bilancio, da una fornitura da 4.500 euro per Palazzo Crupi ai compensi per avvocati patrocinatori – comunque al 50% delle tariffe minime professionali –, debiti questi ultimi cui si è fatto fronte attingendo ai 400mila euro del Fondo rischi e ai 160mila dell’accantonamento per il Contenzioso e che non potranno comunque riformarsi alla luce del Regolamento varato di recente. Da ultimo, approvati – anche in questo caso con due astensioni – pure Regolamento e Albo del volontariato di Protezione civile che, come osservato dal consigliere delegato Castorina, mettono ordine in un delicato settore.
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L’unico requisito per usufruire del servizio, è avere uno smartphone con collegamento internet. Scaricare l’applicazione è facilissimo: basta collegarsi allo store del proprio telefonino, cercare “SESAMAPP” e cliccare su installa oppure cliccare qui per la versione android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.sviprore.app&hl=en_USo qui per la versione ios https://apps.apple.com/bh/app/sesamapp/id1463568609. Tutti i dati e le informazioni presenti saranno costantemente aggiornati automaticamente ad ogni consultazione. (rrc)
Cavallo di battaglia del grande Giorgio Albertazzi, il Mercante di Venezia visto ieri sera a CatonaTeatro nell’adattamento e la realizzazione di Giancarlo Marinelli, trova in Mariano Rigillo un validissimo erede. Testimone di un grande mestiere sul palcoscenico e convincente capocomico di una non facile messa in scena. Nel teatro di Shakespeare il Mercante è un’opera che ha registrato tante rivisitazioni, anche cinematografiche: questa di Marinelli è “fresca”, snellita quanto basta (secondo anche le indicazioni di Albertazzi), spumeggiante a tratti, lavorando sulla giocosità dei personaggi, anche là dove esistono problematiche di non poco conto.
Shylock, l’usuraio ebreo (un magnifico Rigillo) potrebbe rischiare di accentuare la carica di antisemitismo che a Shakespeare era sfuggita di mano, invece è, tutto sommato, un commerciante avido di denaro, ma più assetato di orgoglio e di vendetta nei confronti del cristiano Antonio. La storia è nota: una libbra di carne è la penale a garanzia di un prestito non rimborsato a tempo dovuto. Shylok la pretende dal mercante Antonio, rinunciando (insolito atteggiamento per un usuraio) al doppio o al triplo, perché vuol far prevalere il suo essere ebreo rispetto agli odiati cristiani, ma in realtà è un povero “cristo” che perde tutto a fronte dell’avidità di potere. Perde il denaro, perde la figlia, perde la sua dignità, sbeffeggiato da un improbabile azzeccagarbugli (Porzia camuffata e travestita) che risulta persino più addottorato del doge.
La morale è semplice: il potere non è un esercizio gratuito e spesso presenta un conto che non si potrà saldare se non a costo della propria dignità. Tre amori a incastro, in un girotondo di allegria, anche se sovrasta il dramma della minaccia di una terribile mutilazione. Perciò questo Mercante diverte e rende persino simpatico Shylock, al pari del buffone Graziano o del servitore Lancillotto-Job. Brava e sicura nel ruolo di Porzia Romina Mondello e bravi – e applauditissimi – tutti i protagonisti: Ruben Rigillo (Antonio), Francesco Maccarinelli (Bassanio), Teresa Valtorta (Jessica), e i comprimari Antonio Rampino (il Doge e altri personaggi), Mauro Racanati (Lorenzo), Simone Ciampi (Graziano) Cristina Chinaglia (Job) e Giulia Pellicciari (Nerissa).
Il regista ha ricostruito l’atmosfera veneziana pensando a Morte a Venezia, ma in realtà si è poi ricredutio: il ponte che sovrasta la scena diventa la passerella di un’allegra chiamata in giudizio, sì da far dimenticare notti e nebbie veneziane, ma sospingere alla lievità di calli e campielli sullo sfondo di una storia di amori, amicizia, rancore e avidità di potere. Meritatissimi i lunghi applausi finali, ottima scelta di Lillò Chilà in un cartellone stagionale che sta dando risultati sperati. (mcg)
Approvato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica sicurezza – il progetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, denominato “I walk the line” (Cammino sulla linea), un percorso di inclusione sociale e lavorativa dedicato ai soggetti a rischio devianza.
La convenzione permetterà a Palazzo Alvaro di poter beneficiare di un contributo di quasi 3 milioni di euro, fondi inseriti nel “Pon Legalità 2014-2020”, che rientra nell’asse indicato per favorire, oltre all’inclusione sociale, anche la diffusione della legalità.
Il progetto avrà una durata complessiva di quasi 36 mesi e vede coinvolti la Città Metropolitana come ente capofila, il Centro per la Giustizia minorile della Calabria, l’Ufficio Servizio sociale per i minorenni, l’Ufficio scolastico provinciale ed i Comuni di Reggio Calabria, Rosarno e Caulonia dove un immobile, per ogni ente locale coinvolto, verrà individuato e riservato alla buona riuscita del programma attraverso l’utilizzo di strumenti idonei ed il coinvolgimento di alte professionalità dedicate all’inclusione di minori – compresi fra i 14 ed i 25 – presenti nei centri di prima accoglienza, negli istituti penali per minorenni, nelle comunità ministeriali ed in quelle private.
Plauso, da parte del Vicesindaco Metropolitano Riccardo Mauro, per «l’ottimo lavoro svolto dagli Uffici di “Palazzo Alvaro”, dal Dirigente di settore e dalla Responsabile del progetto che hanno realizzato un’iniziativa fondamentale sotto il punto di vista sociale, la cui validità ed importanza è stata riconosciuta anche dal Viminale».
«La prevenzione – ha sostenuto Mauro – è indispensabile per prevenire quei fenomeni di devianza che nuocciono alla vita di un individuo, ma anche alla comunità chiamata a correre ai ripari quando ormai ogni possibilità di recupero sembra perduta. Accompagnare i giovani verso una vita sana – ha affermato – lontana della pericolosità del crimine e dell’abbandono sociale, è un obbligo per un Ente che ha a cuore le sorti della propria gente e del territorio in cui agisce. Col progetto “I walk the line” vogliamo costruire speranza, consapevolezza di sé, edificare il futuro in una terra che, purtroppo, come se non bastassero i drammi legati alla forte incidenza di disoccupazione giovanile, negli anni ha dovuto scontare quella marginalizzazione che ne ha fatto spesso terra di conquista per le organizzazioni criminali».
«Guardando ai giovani d’oggi – ha concluso il vicesindaco – affrontiamo il compito di intervenire nei gangli più delicati della società, così da spezzare sul nascere l’estremo rischio di disagio, di marginalità e di possibile devianza che vede coinvolti comportamenti individuali e collettivi. Alle logiche perverse del “bullo”, a quelle del branco, fino alle estreme conseguenze dell’affiliazione a processi criminali, noi non restiamo indifferenti. Anzi, con responsabilità e senso del dovere, agiamo da padri di famiglia che hanno a cuore il destino dei propri figli. Per questo, bisogna raccogliere ogni sfida, quanto più complicata e difficile possa essere, individuando le migliori soluzioni insieme a tutti gli attori che hanno un ruolo decisivo nell’educazione e nel percorso di crescita dei minori». (rrc)
Giovedì prossimo, 8 agosto, alle ore 11, presso la Sala Levato del Consiglio Regionale della Calabria, su iniziativa del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, in collaborazione con la Commissione Straordinaria del Comune di Brancaleone composta dal prefetto Giovanni Meloni, dal viceprefetto Salvatore Mottola Di Amato e dalla funzionaria Isabella Giusto, avrà luogo una conferenza stampa per ricordare Gilla e Lorenzo Pipolo, i due fratellini milanesi uccisi lo scorso anno da un treno in corsa mentre si recavano in spiaggia nella località turistica della costa ionica.
Alla conferenza parteciperanno il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, il viceprefetto vicario di Reggio Calabria Anna Aurora Colosimo e il dirigente dell’ambito territoriale scolastico reggino Maurizio Piscitelli.
«Abbiamo scelto di ricordare Gilla e Lorenzo perché il loro tragico destino è una delle ferite aperte nella storia della nostra regione – dichiara il Garante – e affinché il loro ricordo ci sproni a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché mai più accada che bambini muoiano così. In memoria dei fratellini la Commissione straordinaria ha disposto l’iter per l’intitolazione di una piazza ed insieme al mio ufficio l’istituzione di una borsa di studio per gli studenti delle scuole di Brancaleone su elaborati in tema di sicurezza stradale».
Per Marziale: «Due bambini venuti in Calabria per divertirsi, che trovano una morte così atroce, diventano figli dell’intera comunità, tenuta nel tempo a perorarne la memoria guardando ai pericoli incombenti su tutti i bambini di ogni generazione». (rrc)
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