Sanità, il presidente Occhiuto minaccia di lasciare il suo ruolo di commissario ad acta

«Se le cose stanno così, vi rendo le chiavi». È quanto ha minacciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al nuovo Piano del Pnrr che vede la sanità ridotta e riportato da La Repubblica.

Occhiuto, infatti, ha ricordato nel corso della riunione col ministro Raffaele Fitto e il ministro della Salute, Orazio Schillaci assieme ai presidenti di Regione Francesco Rocca (Lazio), Michele Emiliano (Puglia), non si possono togliere risorse per mettere gli ospedali in sicurezza a una regione che è da 15 anni nel piano di rientro.

Il Quotidiano, infatti, ha riportato come la Corte dei Conti abbia segnato, per quanto riguarda il Pnrr, il taglio alla sanità, in cui «oltre a ridurre l’ammontare complessivo delle risorse», «le forbici tagliano anche gli investimenti già avviati dalle Regioni». Ma non solo: «in aggiunta ai 16 miliardi che il Governo ha dovuto recuperare a colpi di tagli – scrive La Repubblica – per finanziare i nuovi progetti e una parte di quelli che non potranno più contare sul Pnrr. Il conto lo pagheranno i Ministeri, le Regioni e i Comuni: a loro sono stati imposti sacrifici e controlli. Meno ospedali, per la stretta sulla sanità. I cantieri delle ferrovie più lenti, per la scelta di asciugare il Fondo “anti inflazione”».-

Il Governo – riporta sempre La Repubblica – ha deciso di tagliare 1 miliardo e 266 milioni di euro dal programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”, che finanzia la messa a norma delle strutture, ai fini dell’antisismica e l’antincendio. E la “soluzione” proposta dal ministro Raffaele Fitto, ossia quella di prendere le risorse dall’ex articolo 20, creato nel 1998 per pagare le grandi opere della sanità, non è piaciuta né al Governatore Occhiuto nè ai suoi colleghi.

Questo perché – scrive ancora La Repubblica – «prendere il denaro dall’ex articolo 20 provocherebbe grandi rallentamenti, perché andrebbero avviate lunghe procedure per ottenere soldi», oltre al fatto che le risorse contenute nel fondo non sono sufficienti. Per i presidenti delle Regioni, dunque, è sempre un taglio.

Sulla minaccia di dimissioni di Occhiuto ne ha parlato il presidente della Regione Lazio Rocca all’Adnkronos, sottolineando come «non è una sconfitta, poi dipende da come la si vede. È un tema di dignità».

«I Governatori rappresentano una comunità di donne e uomini che è espressione dei loro territori. Quindi c’è un tema anche di protezione di quella che è una dignità della propria regione. Se il governatore la sente minacciata, a quel punto deve comunque fare dei passi forti. Quella valutazione del presidente Occhiuto mi sembra sia stata fatta in un contesto ben determinato. A mio avviso lui sta comunque lavorando bene». (rrm)

Il consigliere Lo Schiavo: Creare un Polo d’eccellenza per i tumori

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, ha rilanciato la proposta del presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, di istituire un Polo d’eccellenza per i tumori, «che possa attrarre professionisti medici anche attraverso incentivi economici e di carriera, in modo da richiamare le nostre migliori professionalità».

Per Lo Schiavo, infatti, «la preoccupazione espressa nei giorni scorsi dal presidente Bellantone, rispetto all’incidenza dei tumori alla mammella e al colon retto nella nostra regione, va tenuta in estrema considerazione e niente affatto sottovalutata. Il presidente dell’Iss pone l’accento su quelle patologie tumorali per le quali la prevenzione è fondamentale».

«E rileva come, dai dati elaborati dal gruppo di lavoro che monitora l’andamento della mortalità legata ai tumori nelle regioni italiane – ha evidenziato – in Calabria si ha un innalzamento di oltre il 20 per cento per il cancro alla mammella (a fronte di una riduzione a livello nazionale di circa il 20 per cento della mortalità), mentre per il retto, a fronte di una riduzione nazionale di circa il 20 per cento della mortalità, in Calabria ci fermiamo appena al 5 per cento».

«Ho recentemente sollevato, anche attraverso un’interrogazione rivolta al presidente della Giunta e commissario alla sanità Roberto Occhiuto, la necessità di potenziare le Breast unit – ha ricordato –; di dare piena attuazione agli screening oncologici collo-utero, mammella e colon retto; di accelerare l’attuazione dei Molecolar Tumor Board e dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) nonché l’istituzione di un numero verde usufruibile da pazienti, medici di medicina generale e strutture sanitarie. In particolare, come rileva Bellantone, è necessario insistere sulla prevenzione e sugli screening che in Calabria ancora sono molto residuali se si pensa che solo una donna su dieci partecipa agli screening regionali».

«Il tumore alla mammella – ha aggiunto – oggi ha una sopravvivenza che raggiunge anche il 90 per cento nei casi presi in tempo, ricorda Bellantone. Dunque emerge come la prevenzione sia un elemento decisivo e inderogabile per aumentare le possibilità di sopravvivenza».

«La situazione sanitaria calabrese, nella sua estrema gravità – ha concluso – richiede sforzi e iniziative fuori dall’ordinario. Invito il presidente Occhiuto a riflettere seriamente su questa sollecitazione che proviene dalla massima espressione delle istituzioni sanitarie del nostro Paese che, peraltro, è un nostro conterraneo e dunque conosce estremamente bene il contesto e le sue ormai inderogabili necessità». (rrc)

L’Unical cerca nuovi medici altamente qualificati

di FRANCO BARTUCCIL’istituzione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia TD e i rapporti di collaborazione instaurati tra la stessa Università, l’Azienda Ospedaliera “Annunziata” e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, con il bene placito della Regione Calabria, ha creato in primo luogo le condizioni per trasformare l’Annunziata in Policlinico Universitario ed in secondo luogo la costituzione di un corpo docenti medici da inserire sia in ambito universitario che ospedaliero.

Tutto ciò sta portando alla creazione di una squadra di docenti medici altamente qualificati che l’Unical arruola per formare i futuri medici e per offrire assistenza d’eccellenza nella sanità locale.

«Dopo il grande interesse mostrato – viene precisato in una nota stampa dell’Ateneo – da professori affermati in Italia e all’estero nella precedente call, l’ateneo ha deciso di aprire una nuova manifestazione di interesse in area medica. La procedura prevede l’assunzione di altri professionisti che insegneranno nel corso di laurea in Medicina e chirurgia e Tecnologie digitali e che avranno un ruolo, che potrebbe essere anche apicale in alcuni reparti già definiti a guida universitaria, presso l’Azienda ospedaliera e l’Irccs – Inrca di Cosenza». 

La nuova call, che si chiuderà il 2 aprile 2024, è destinata a professionisti interessati a ricoprire il ruolo di professore universitario o ricercatore in diversi settori scientifico-disciplinari di area medica. Alti gli standard richiesti: elevata qualificazione scientifica e didattica, attestata da un’ampia e riconosciuta attività di ricerca e di produzione scientifica, nonché da un’intensa attività didattica a livello universitario o in enti di ricerca.  Si tratta della seconda call di questa portata, che l’ateneo ha scelto come modalità privilegiata di reclutamento da due anni a questa parte, da quando, cioè, ha attivato il corso di Medicina e chirurgia TD e ha avviato un progetto più complessivo per contribuire al rilancio della sanità territoriale, in una regione da cui tanti medici tendono a fuggire.

Le call, in linea con gli obiettivi programmatici del rettore Nicola Leone, si propongono di accrescere il valore competitivo dell’ateneo, ampliarne i confini, rafforzare la qualità della didattica e della ricerca, facendo ricorso a tutti gli strumenti ministeriali per poter attrarre alte professionalità, offrendo un posto da professore ricercatore con l’opportunità di svolgere attività assistenziale nell’Azienda ospedaliera, anche nel ruolo di primario. 

«Queste manifestazioni di interesse – si precisa sempre nella nota del settore di comunicazione dell’Ateneo – hanno, inoltre, il valore aggiunto di richiamare molti “cervelli di ritorno”, calabresi validi e preparati che per mancanza di opportunità nella loro regione o per scelta di formazione estera hanno lasciato la loro terra, attendendo l’occasione giusta per potervi fare ritorno e partecipare alla sua crescita sociale e culturale». 

La prima call, lanciata un anno fa, ha rappresentato un punto di svolta, con un boom di circa 300 domande pervenute da tutta Italia: Milano, Napoli, Palermo, Bologna, Roma, Bergamo, solo per citarne alcune. Tra le adesioni, 55 sono state di professori universitari, 22 di primari in ospedali pubblici, 106 di dirigenti, 28 da medici in ruoli apicali nella sanità privata e ben 44 domande sono arrivate proprio da “cervelli di ritorno”. Alla fine delle procedure, nello scorso gennaio, sono stati reclutati quattro docenti medici, tre dei quali sono andati a ricoprire il ruolo di direttore di Unità operativa complessa rispettivamente di Oncologia, Cardiologia e Nefrologia, dialisi e trapianti presso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

«Reclutando professionisti di alto profilo – ha dichiarato il Rettore, Nicola Leone – l’ateneo punta a formare nuove generazioni di medici sempre più competenti, in grado di contrastare il problema della fuga dei camici bianchi dalla regione. Al contempo, l’arrivo di questi esperti potrà contribuire a potenziare prestazioni di eccellenza nell’Azienda ospedaliera di Cosenza, a vantaggio di tutta l’area, contribuendo a ridurre gradualmente la migrazione sanitaria». (fb)                  

La consigliera Straface: Approvata perizia di variate dell’Ospedale della Sibaritide

È stata approvata la perizia tecnica di variate dell’Ospedale della Sibaritide. Lo ha reso noto la consigliera regionale Pasqualina Straface, sottolineando come si «apre, finalmente, la nuova fase che porterà alla realizzazione» della struttura nei tempi previsti dal cronoprogramma.

«Il rapporto finale dei controlli effettuati dalla Direzione dei Lavori sugli elaborati progettuali della perizia di variante, pubblicato con decreto dirigenziale n°. 3641 del 15/03/2024 – ha spiegato – ha rilevato la completezza della progettazione nel rispetto di tutte le norme di riferimento, la realizzabilità delle soluzioni progettuali prescelte, la sussistenza dei presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo, la minimizzazione dei rischi di introduzione di ulteriori varianti, la possibilità di ultimazione dell’opera entro i termini previsti, la conformità alla sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori, l’adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati e la manutenibilità delle opere».

«Adesso si attende la pubblicazione del Decreto Commissariale – ha proseguito – che conferma le coperture finanziarie già trovate inerenti il completamento dei lavori e i costi di concessione per i prossimi 25 anni e approva il Piano Economico Finanziario dopodiché si arriverà alla consegna dei lavori in tempi brevi».

«Voglio ringraziare il presidente Roberto Occhiuto – ha aggiunto – che ha un’attenzione particolare verso Corigliano-Rossano e che si è impegnato in prima persona nel concludere questo delicato passaggio tecnico e che sta lavorando costantemente per garantire il termine dei lavori nei 24 mesi previsti».

«Finalmente quello che per più di un decennio è stato solo un progetto sulla carta – ha concluso – sta diventando realtà grazie alla serietà di questa governance regionale di centrodestra che ha preso in mano un settore devastato come quello sanitario e lo sta riportando a livelli adeguati per garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi». (rcs)

Muraca (PD) chiede misure urgenti per l’Ospedale di Polistena: Mancano anestetisti

Il consigliere regionale del Pd, Giovanni Muraca, ha denunciato come «l’emergenza all’ospedale spoke di Polistena adesso è totale e il nosocomio rischia la paralisi per il totale fermo del blocco operatorio di Chirurgia, Ortopedia e Ginecologia)», per questo servono «immediati da parte dell’Asp di Reggio e dello stesso Ufficio del Commissario per arginare l’attuale situazione di emergenza e arrivare a soluzioni strutturali per mettere a pieno regime l’ospedale di Polistena».

«Da tempo mancano gli anestesisti, ma fin qui si è riusciti a sopperire a tale lacuna attraverso convenzioni siglate con professionisti del Gom. I mancati pagamenti degli stessi, che vantano crediti per 8 mesi di prestazioni, hanno eliminato anche questa possibilità provocando una vera e propria emergenza», ha spiegato Muraca, rilanciando l’allarme dei primari Anastasio Palmanova (Chirurgia) e Antonino Laganà (Ortopedia) e fatto proprio dal professore e dirigente del Pd, Michele Galimi.

«Una nota interna – ha spiegato Muraca – ha informato i vertici dell’Asp di Reggio Calabria che, in queste condizioni, all’ospedale di Polistena potrà essere garantita soltanto l’attività di emergenza-urgenza. Il che renderà impossibile poter raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2024, ma soprattutto mette a forte rischio il diritto alla salute dei cittadini che abitano il popoloso comprensorio. Una situazione insostenibile se si pensa che il solo reparto di Chirurgia all’ospedale di Polistena annovera circa 300 pazienti in lista d’attesa che vedranno ancora slittare i tempi per interventi fondamentali. E solo nella giornata di oggi sono stati annullati sette interventi programmati da tempo».

«Mi chiedo, dunque, dove sia la rivoluzione proclamata dal Commissario Occhiuto se la situazione della nostra rete ospedaliera continua a peggiorare», si è chiesto il dem, annunciando una interrogazione al Commissario ad acta, Roberto Occhiuto,«per chiedere quali interventi intenda adottare per far fronte alle gravi criticità che stanno paralizzando l’attività dell’ospedale di Polistena». (rrc)

Con Federsanità Anci si parla delle potenzialità della sanità pubblica calabrese

Si intitola La sanità calabrese si racconta. Le buone pratiche nelle aziende danitarie e ospedaliere per una governance efficace delle cure, il convegno in programma domani mattina, alle 8.30, nella Sala Verde della Cittadella regionale e organizzato da Federsanità Anci Calabria.

Un’intera giornata dedicata alle Asp ed alle Aziende Ospedaliere, che avranno la possibilità di raccontarsi e di farsi conoscere. Nonostante le tante note dolenti, nonostante le tante negatività date da anni di commissariamento che nulla di buono hanno prodotto, si comincia a percepire un cambio di passo ed una volontà politica di cambiare paradigma, anche grazie a nuove governance con grandi competenze

Un incontro, dunque, in cui sarà possibile ascoltare direttamente dalle voci di direttori generali e di medici, cosa di buono succede nel tanto bistrattato mondo della sanità calabra. «Si potranno porre domande e, come ha detto il prof. Bassetti – si legge in una nota – ci si potrà sincerare che talvolta non serve andare fuori per farsi curare, perché i medici bravi si trovano anche in Calabria».

La sanità calabrese è composta da realtà d’eccellenza grazie ai tanti professionisti e manager che la governano. Le positive esperienze organizzative e gestionali delle buone pratiche attraverso un’adeguata presa in carico dei pazienti, nelle aziende ospedaliere e in quelle territoriali, evidenzieranno le eccellenze che possono essere prese a modello per altre realtà sanitarie regionali ed extra regionali nell’integrazione Ospedale-Territorio. Saranno evidenziate le direttrici di modelli operativo-funzionali in grado di rispondere ai bisogni di cura dei pazienti evitando spreco di risorse e mobilità passiva.

I direttori della sanità metteranno a fattor comune le esperienze clinico-manageriali per migliorare l’equità d’accesso alle cure considerando indici di output e esiti di outcome proprio del benessere di cura, evidenziando la sostenibilità dei costi sanitari. Quale governance implementare per gestire le patologie croniche? Quali strumenti utili alla presa in carico e gestione dei pazienti nel percorso dall’ospedale al domicilio? I processi di cura del Sistema sanitario regionale calabrese sono agili per favorire prevenzione e appropriatezza di cura? Gli esperti a confronto delle proprie eccellenze daranno risposta per individuare un percorso operativo di miglioramento. (rcz)

 

Sanità, i sindacati ottengono tavoli permanenti di confronto e concertazione

Ogni mese saranno convocate le Confederazioni regionali per il tavolo permanente regionale sulla sanità, ma non solo. Previsti, anche, tavoli tecnico-contrattuali, ad opera del dipartimento regionale della Tutela alla Salute e dell’Azienda Zero per dare attuazione agli istituti contrattuali del personale di Comparto e dell’Area Medica.

È l’importante risultato a cui Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno ottenuto dopo aver incontrato il presidente della Regione e commissario ad Acta, Roberto Occhiuto,, assieme ai responsabili regionali delle rispettive categorie della Funzione Pubblica, dell’Area Medica e dei Pensionati. Presenti anche i responsabili di Azienda Zero, del dipartimento regionale Tutela della Salute, delle Aziende Sanitarie Provinciali e delle Aziende Ospedaliere.

I sindacati, esprimendo una forte preoccupazione per il Sistema Sanitario Nazionale rispetto alla grave carenza di risorse legata a responsabilità del governo, alle lacune della medicina del territorio e della rete ospedaliera, hanno ribadito l’urgenza del rilancio della sanità pubblica, precisando che quella privata ne deve essere un’integrazione e non una sostituzione. Le organizzazioni hanno poi denunciato la mancata condivisione del tetto di spesa per le assunzioni e per la Contrattazione e la grave condizione del Commissariamento che dura da più di 12 anni, rilanciando la necessità di un confronto improntato sulla trasparenza a partire dal Pnrr con la necessità di acquisire informazioni sugli effettivi flussi di spesa e i relativi benefici.

Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito, inoltre, la necessità di affrontare le condizioni socio-sanitarie sull’invecchiamento, sulla disabilità e sulla non autosufficienza; di procedere alla verifica e alla revisione delle politiche di accreditamento a partire dal controllo delle applicazioni dei Ccnl; di recuperare la grave assenza dell’azione politica sulla sanità registrata durante il periodo della pandemia, con una carente azione commissariale nello stesso periodo.

Rimangono irrisolti i problemi del personale, a partire dallo sblocco delle assunzioni e dalla necessità di procedere alle stabilizzazioni del precariato esistente, al completamento dei Piani del Fabbisogno 2022, allo scorrimento delle graduatorie esistenti e a rendere le future procedure concorsuali più performanti rispetto a quelle finora esperite.

Per le sigle sindacali è determinante risolvere i problemi di accesso degli anziani ai servizi dei Cup, con particolare riferimento alle prenotazioni d’urgenza, ed intervenire sulla mobilità passiva e le liste d’attesa con soluzioni diverse da quelle delle prestazioni in intramoenia che rappresentano la mortificazione del diritto universale alle prestazioni sanitarie.

I sindacati hanno richiesto, tra l’altro, l’avvio di tavoli di confronto sulla vertenza sanità per la programmazione, pianificazione e con  tavoli tematici sulla non autosufficienza, la disabilità e accordi regionali a partire dalle linee guida per la contrattazione  che, tra l’altro assicurino l’impegno dell’omogeneità nell’applicazione degli istituti contrattuali nelle varie Aziende Sanitarie ed Ospedaliere e con obbligo allo svolgimento della Contrattazione decentrata e alla relativa attuazione. (rcz)

L’OPINIONE / Santo Biondo: Calabria deve voltare pagina su sanità

di SANTO BIONDO – L’apertura al confronto di merito sul futuro della sanità calabrese, espressa dal presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, è un fatto positivo ma sappiamo che il percorso del confronto, per migliorare lo stato di salute del Servizio sanitario regionale, è molto lungo e complesso.

In tempi non sospetti avevamo ravvisato la necessità in questo terra di intraprendere una fase nuova, far rispettare le regole, far emergere la massima trasparenza dei percorsi, avviando un nuovo confronto strutturato e di merito con le istituzioni nazionali e locali interessate, i responsabili dei dipartimenti regionali interessati ma anche con chi, sul territorio, ha il compito di governare le Asp e le Aziende ospedaliere, senza mai dimenticare che una mano d’aiuto importante, un contributo fondamentale, che sino ad oggi è mancato, deve venire dal Governo nazionale.

Un’azione di analisi approfondita che, nel caso in cui non si dovessero partorire le risposte necessarie a rilanciare la sanità, non preclude il ricorso alla mobilitazione, nella consapevolezza che il Servizio sanitario nazionale è in grosse difficoltà, lo abbiamo ricordato alla politica manifestato in piazza in occasione dello sciopero sulla Legge di bilancio alla fine dello scorso anno.

In quell’occasione abbiamo posto all’attenzione della politica e del governo nazionale il rischio che il Servizio sanitario nazionale collassi se non si interviene sui due pilastri fondamentali: il personale il territorio.

Non bisogna dimenticare che sulla spesa complessiva di 170 miliardi di euro, più di 40 sono pagati dalle italiane e dagli italiani. Ormai il 50% delle visite specialistiche ambulatoriali e il 35% degli accertamenti diagnostici ambulatoriali sono pagati direttamente dalle persone.

Pertanto chi può paga di tasca propria per ovviare alle lunghe liste d’attesa e si cura, mentre chi non può, soprattutto al Sud, rinuncia oramai a curarsi e questi ultimi rappresentano il 7% della popolazione e il 24% degli anziani.

Oggi, più che mai, occorre azzerare gli sprechi delle Regioni, aumentare la percentuale di Pil da mettere sulla sanità, per approntare un Piano sanitario nazionale che sappia valorizzare quelli che abbiamo definito i due assi portanti del Servizio sanitario nazionale: il personale e il territorio.

Per il personale occorre procedere ad un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni, rinnovare i contratti e spingere sull’acceleratore della contrattazione territoriale, sapendo che occorre rendere le professioni sanitarie più attrattive per i giovani e fermare il loro esodo verso l’estero.

Va parificata, poi, la condizione contrattuale dei lavoratori della sanità privata e di quelli impegnati nel terzo settore.

Davanti a questa situazione torniamo a chiedere al Governo cosa intenda fare sul prossimo Def e, soprattutto, quali saranno le scelte sulla sanità nella prossima legge di bilancio, nella quale va alzata la quota di Pil che l’Italia investe in sanità.

Venendo alle problematiche del territorio, poi, diciamo subito che la Calabria sulla sanità deve voltare pagina e superare i ritardi accumulati in questi anni.

Sulla medicina del territorio, ancora, è necessario mettere a terra la mole di investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ad oggi, invece, i ritardi si stanno accumulando e, per una drammatica carenza di informazione, non sappiamo a che punto sono i progetti per la realizzazione delle case di comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali. Ciò nuoce gravemente alla salute della medicina territoriale.

Una sanità regionale che aspetta da troppo tempo che i quattro nuovi ospedali, promessi oltre dieci anni addietro, diventino realtà operative.

La medicina del territorio in Calabria sconta dodici anni di commissariamento, che non soltanto non ha migliorato le condizioni della sanità in Calabria, ma l’ha involuta, lo dicono i Lea e i dati di bilancio e i ritardi nella messa a sistema della medicina territoriale.

La sentenza della sezione controllo della Corte dei conti del Lazio, sul rendiconto 2022 non parificato della Regione, dimostra che sulla sanità non solo dobbiamo rivendicare più risorse ma anche maggiore legalità.

La sentenza della Corte dei conti del Lazio, ancora, dimostra che il meccanismo del commissariamento e che la politica deve rimanere fuori dal governo della sanità.

I medici cubani sono una soluzione tampone ma, per risanare la sanità, occorre procedere a nuove assunzioni e alla stabilizzazione dei precari.

Vogliamo ribadire, ancora, che sugli accreditamenti va applicato il Ddl concorrenza per dare omogeneità agli stessi su tutto il territorio di competenza, senza trascurare la necessità che nell’applicazione di queste norme debba essere preso in seria considerazione il fatto che le aziende applichino i contratti e rispettino le norme sulla sicurezza.

Occorre, ancora, avviare un focus approfondito sull’applicazione delle leggi sulla non autosufficienza e sulla disabilità, sia perché la popolazione invecchia e c’è la necessità di investire le giuste risorse su questi servizi indispensabili per la fetta più debole della popolazione, sia perché in questa regione persiste un forte disagio sociale una priorità deve essere quella di sostenere le famiglie che hanno più difficoltà.

Infine, vorremmo vederci chiaro sull’attività di Azienda zero, ritenendo di fondamentale importanza maggiore tracciabilità dei dati e informazioni più dettagliate sulla centralizzazione delle forniture e sugli appalti. (sb)

[Santo Biondo è segretario generale Uil Calabria]

Philips e Biocontroll portano la diagnostica avanzata in Calabria: Installata risonanza a Cosenza

Nella sede di Biocontrol di Cosenza Philips e Biocontrol hanno portato la diagnostica avanzata in Calabria, con l’installazione della risonanza magnetica 770 3T con gradienti XP e intelligenza artificiale. L’innovativo scanner Philips offre alti livelli di precisione e velocità di scansione delle immagini consentendo di effettuare gli esami in minor tempo e con un maggior comfort per il paziente.

Fondato nel 1979, Biocontrol è tra i primi centri del Sud Italia ad aver realizzato, fin dagli anni ’90, un sito di risonanza magnetica ed oggi riafferma, attraverso la collaborazione con Philips, la propria attenzione verso un’assistenza sanitaria di qualità, puntando su tecnologie innovative che abbiano un impatto positivo sul percorso di cura del paziente ma anche sulla qualità del lavoro degli operatori sanitari.

«Soluzioni di ultima generazione come quelle proposte da Philips rappresentano un importante aiuto per le strutture sanitarie che devono saper combinare assistenza di qualità ed efficienza nella gestione delle risorse», ha dichiarato Marco Salerno, Rappresentante Legale di Biocontrol.

«Questa nuova installazione rappresenta un ulteriore traguardo – ha aggiunto – nel collocarci come centro di riferimento sul territorio e per la Regione nel campo della Diagnostica Medica Strumentale Ambulatoriale, puntando su professionalità e competenza degli operatori e su tecnologie innovative a tutela della salute dei pazienti».

«Lavoriamo costantemente per creare soluzioni innovative che possano migliorare i flussi di lavoro del personale sanitario, l’assistenza e la cura dei pazienti. Una mission che condividiamo con Biocontrol, che rappresenta un’eccellenza nel Sud Italia fin dalle sue origini», ha dichiarato Omar Bonacci, District Manager per il Sud Italia di Philips.

«La MR 7700 – ha spiegato ancora – è tra le soluzioni più avanzate di risonanza magnetica e consente di elaborare più velocemente e in maniera più accurata immagini diagnostiche a supporto del processo decisionale da parte dei clinici».

Grazie ai gradienti XP, che garantiscono alta qualità d’immagine per tutte le anatomie (consentono di raggiungere un segnale fino al 35% più alto e una scansione fino al 35% più rapida) Philips MR 7700 3T contribuisce a incrementare la produttività del reparto di risonanza magnetica, offrendo imaging diagnostico di qualità e migliorando l’esperienza complessiva del paziente. (rcs)

Bruni (PD): Riattivato servizio Pet-TC al presidio Pugliese-Ciaccio di CZ, ora abbattere liste d’attesa

La consigliera regionale Amalia Bruni, pur esprimendo soddisfazione per la riattivazione del servizio Pet-Tc al presidio “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, ha ribadito che ciò non basta anzi, che «bisogna attivarsi per recuperare i ritardi che si sono accumulati a danno dei pazienti e delle loro famiglie con un Piano straordinario che abbatta le liste d’attesa».

«La Pet-tc su mezzo mobile, che fino al 2022 ha effettuato prestazioni per oltre un decennio negli spazi attrezzati del presidio ospedaliero “Ciaccio-De Lellis”, era stata sospesa a causa dei vincoli imposti dal D. Lgs 101/2020. Una modifica normativa che ha visto passaggi burocratici troppo lenti tra l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e le commissioni autorizzative», ha ricordato, sottolineando come sia stato «tanto, troppo tempo per chi aspetta una diagnosi precoce per intervenire tempestivamente nella gestione della malattia».

«In questi mesi – ha ricordato – ho sollecitato e presieduto più incontri con i diversi commissari dell’Asp e della “Dulbecco”, interessata da pazienti e operatori, preoccupati dalla situazione di stallo che si era venuta a creare. Un ringraziamento va al Commissario Straordinario dell’A.O.U. “Dulbecco”, Simona Carbone, per essere stata fortemente determinata nella risoluzione delle problematiche esistenti, in questo caso di carattere burocratico che in troppi frangenti continuano a mettere a repentaglio il diritto dei cittadini calabresi ad essere curati a casa propria». (rcz)