Il sindaco Falcomatà: La Calabria non può più piangere le morti evitabili sulla ss 106

«Servono delle risposte subito: non è più possibile ascoltare a giorni alterni la conta delle vittime di incidenti sulla statale 106. La Calabria non può più piangere queste morti che potrebbero essere evitate». È l’appello lanciato dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, a seguito della scomparsa del difensore della squadra As San Luca, Marco Pezzati, avvenuta ieri notte, nell’ennesimo incidente verificatosi sulla statale 106.

«In questi giorni a Bianco e poi a Locri – ha detto – nel corteo coi sindacati e gli amministratori dei Comuni locridei per la difesa e il rilancio della Strada, abbiamo chiesto un’assunzione di responsabilità da parte della Regione e dell’Anas. Una voce, la nostra, condivisa da diverse province calabresi che adesso dovrà essere ascoltata per intervenire in maniera decisa con l’ammodernamento totale e la messa in sicurezza di un’arteria stradale tanto pericolosa quanto importante per il nostro territorio».

«La speranza è che questo ennesimo sacrificio su un’arteria, noto teatro di tante assurde tragedie, non passi invano spingendoci, sempre più, a riflettere sull’importanza della vita», ha concluso il sindaco Falcomatà. (rrc)

Basta Vittime sulla 106: Serve un piano immediato di interventi di messa in sicurezza della SS 106

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 ha denunciato lo stato «comatoso in cui versa l’attuale tracciato della Strada Statale 106 e propone un piano immediato di interventi di messa in sicurezza urgente e di ordinaria e straordinaria manutenzione al fine di mitigare il crescente fenomeno dell’incidentalità e della mortalità stradale sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte”».

In collegamento a L’Aria che Tira su La7, Fabio Pugliese, direttore operativo dell’Od, ha espresso apprezzamento per i 3 miliardi impegnati dal Governo Meloni sulla Statale 106, ma ha ricordato che servono ulteriori 11 miliardi per il completamento dell’ammodernamento della famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria.

Sul punto, inoltre, il Direttore Pugliese ha stigmatizzato la campagna mediatica di chi afferma che con le attuali risorse è possibile ammodernare la Statale 106 da Sibari fino a Catanzaro specificando che «il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e noi abbiamo fatto un accesso agli atti, afferma che con i 3 miliardi è possibile ammodernare la Crotone-Catanzaro» e ha spiegato che «questi due lotti sono stati divisi in stralci e noi abbiamo il timore che loro vogliono finanziare un primo stralcio sulla Corigliano-Rossano – Sibari, un primo stralcio sulla Crotone – Catanzaro per questioni politiche ed elettoralistiche e noi non lo consentiremo, perché noi vogliamo che i lotti funzionali siano ammodernati nella loro interezza».

«La politica deve assumersi la responsabilità e la serietà di decidere, di scegliere cosa deve fare con queste risorse: se ammodernare il lotto Sibari – Corigliano-Rossano oppure quello tra Crotone e Catanzaro», ha sottolineato.

Molto dura, poi, la presa di posizione sul Ponte sullo Stretto: «andare a spiegare ad una delle centinaia e centinaia di Famiglie che sulla strada Statale 106 hanno perso un proprio figlio che la priorità infrastrutturale della Calabria è il ponte sullo stretto significa veramente offendere la dignità di quella famiglia ma anche la dignità della verità».

Per Pugliese, infatti, la manifestazione indetta da tutti i sindacati per Statale 106 «rappresenta un sentimento maggioritario in Calabria. Cioè quello di chi non ha preclusioni verso la realizzazione del ponte sullo stretto ma non la ritiene un’opera infrastrutturale prioritaria per la Calabria». (rrm)

 

 

Sit-in dei sindacati per la SS 106: Regione, Anas e Governo finanzino i 15 mln per completarla

Tutti uniti per la Statale 106, per il diritto alla mobilità e la sicurezza. E, soprattutto, ammodernare la strada della morte. È sulla scia di queste rivendicazioni che Cgil, Cisl e Uil Calabria si sono ritrovati a Bianco, Locri, Crosia e Torre Melissa, per chiedere di fare «tutte le procedure che servono per completare la statale 106 a partire da Rossano verso Crotone, da Catanzaro verso Roccella jonica e così via».

Ma, cosa più importante, ha evidenziato Enzo Scalese, segretario generale di Cgil Area Vasta, «il nostro ruolo è sensibilizzare soprattutto la Regione Calabria, Anas e Governo affinché finanzino questi 15 miliardi per servono per completare la Statale 106».

«Le situazioni che portano sviluppo e lavoro – ha aggiunto Scalese – sono riconducibili soprattutto alle infrastrutture: qui abbiamo da fare la statale 106 e completare l’elettrificazione della ferrovia ionica. Perché, altrimenti, è inutile fare i mega progetti. Soprattutto diciamo che bisogna mettere in sicurezza questa strada perché non è più possibile che qui ogni giorno si registrino vittime».

La Statale 106, come rimarcato da Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, è «un pezzo importante del territorio» che, se completata, significa intanto bloccare questa carneficina di vite umane, significa creare occasioni di crescita e di sviluppo per questo territorio per toglierlo dall’isolamento, per cercare di collegare opere infrastrutturali importanti, penso all’aeroporto di Crotone e penso al nascente ponte sullo Stretto di Messina».

«Se non completiamo la statale 106 – ha spiegato – queste opere saranno cattedrali nel deserto. È un’opera che adesso la stessa Europa riconosce nel tragitto di Ten-T e quindi va completata. Proprio per questo stamattina abbiamo concentrato le manifestazioni in questi lotti dove langue la progettazione o manca la copertura finanziaria, perché già dalla programmazione del prossimo documento di programmazione economica e finanziaria del Governo si incomincino a destinare le ulteriori risorse che servono».

Santo Biondo, segretario generale di Uil Calabria, ha chiesto al Governo non solo di sollecitare Anas per presentare il progetto dell’intera opera entro il 2024, ma anche di indicare «una data anche per il completamento di questa strada strategica per la viabilità calabrese e dell’intero Mezzogiorno».

Una manifestazione, quella della triplice sindacale, con cui «poniamo al Governo il tema complessivo dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno – ha spiegato Biondo –. Altro che regionalismo differenziato, il Sud ha bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti e, per vederle realizzate, servono investimenti importanti e sicuri».

« Il ministro Salvini la smetta di “spottegiare” – ha aggiunto – e dia risposte infrastrutturali al Mezzogiorno che, per i ritardi nelle connessioni stradali e ferroviarie, vede compromesse le sue prospettive di crescita economica e sociale». Per Biondo «senza finanziamenti, infatti, non si possono aprire i cantieri e realizzare le opere. Lo avevamo detto, in tempi non sospetti, per l’Alta velocità ferroviaria, quando in perfetta solitudine avevamo denunciato il fatto che le coperture per portare questa infrastruttura da Salerno a Reggio Calabria non esistevano».

«Allora, il nostro allarme non venne ascoltato e, oggi – ha detto ancora – ci troviamo di fronte al fatto compiuto: con i fondi a disposizione l’Alta velocità difficilmente valicherà il Pollino e si penalizzeranno così le speranze di crescita del porto di Gioia Tauro, riducendo le possibilità che questo hub possa diventare il più importante del Mediterraneo».

«Il governo e, in particolare, il ministro Salvini smettano di fare campagna elettorale – ha concluso – e ci dicano, senza giri di parole, quanti soldi hanno intenzione realmente di mettere per aiutare il Mezzogiorno a superare il suo pensante gap infrastrutturale». (rkr)

 

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: Sindaci e Comunità reclamano il diritto alla mobilità sicura e moderna

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Non basta un progetto di fattibilità. Bisogna correre, andare avanti, fare qualcosa in più per la Statale 106 e per questi 147 chilometri di territorio dove vivono e operano cittadini, sindaci, calabresi che reclamano diritti, sicurezza e sviluppo.

Ringrazio la triplice sindacale per aver alzato l’attenzione su un problema sentito e reale in una parte importante della regione. Con questa manifestazione i sindaci del territorio chiedono un’assunzione di responsabilità alla Regione e all’Anas affinché il progetto di ammodernamento veda finalmente la luce. Le risorse ci sono e, se del caso, si devono adeguare alla particolare congiuntura economica e all’aumento dei prezzi e dei materiali. È bello che la mobilitazione odierna coinvolta, contemporaneamente, diverse province calabresi perché la voce unitaria delle comunità è sempre più forte.

Mentre noi siamo qui a manifestare, una delegazione di consiglieri regionali del reggino, con in testa l’onorevole Giovanni Muraca, si trova negli uffici della Regione Calabria, a Catanzaro, per verificare la situazione e procedere in maniera coordinata e sinergica.

Mi auguro e ne sono convinto che, questo spirito, in cui prevalgono gli interessi del territorio, prosegua anche rispetto all’autonomia differenziata, un altro importante tema da affrontare e contrastare con quanti hanno il dovere di difendere il comprensorio. Diventando legge, questa riforma creerebbe una spaccatura ed un divario insanabile con le regioni del Centro-nord. A quel punto, sarebbe inutile parlare di infrastrutture e progetti di sviluppo di un territorio che il Governo vuole diviso. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio Calabria]

CHIUDERE LA “STORIA INFINITA” DELLA 106
BISOGNA COMPLETARLA E AMMODERNARLA

di ANGELO SPOSATO, TONINO RUSSO E SANTO BIONDO – Uno dei nodi che blocca lo sviluppo in Calabria è costituito dall’insufficienza delle infrastrutture materiali di cui la strada statale 106 è un esempio eclatante.
Occorre, dunque un’urgente, modernizzazione ed è proprio per questo che rimane il punto fondamentale della nostra vertenza Calabria ed il motivo per cui ci mobilitiamo.
Abbiamo assistito al commissariamento della stessa nella speranza, vana, che potesse servire ad accelerare i tempi.
Abbiamo assistito all’interesse senza alcun dubbio determinante da parte del presidente Occhiuto nel volere inserire tale infrastruttura nell’allegato infrastrutturale al DEF che ha portato ad ottenere nella legge di Bilancio del 2022 un finanziamento di 3 miliardi con il quale sono state finanziate le due tratte Catanzaro Crotone e Sibari Rossano, più un importo pari a 500 milioni che arriva in parte dal fondo di coesione regionale e in parte da quello nazionale.
Sulla gazzetta ufficiale del 29.12.22 è stata pubblicata la legge n.197 nella quale all’ art.1 comma 511 si è disposto il finanziamento di cui sopra con stanziamenti previsti tra il 2023 ed il 2037. Le tratte prioritarie individuate dal commissario sono state la Catanzaro Crotone e la Sibari-Rossano vista anche la presenza di risorse destinate alle opere.
È necessario accelerare rispetto ai tempi di realizzazione dell’opere, per aprire i cantieri fondamentali per garantire il diritto alla mobilità e aprire importanti opportunità occupazionali
Da quanto emerso nell’ultimo incontro con Anas le tempistiche previsti per il finanziamento dei due tratti sono state sensibilmente ridotte, così come i tempi delle procedure autorizzative grazie alla Valutazione di Impatto Ambientale ora in capo alla Regione Calabria.
Per una viabilità moderna e sicura, per togliere tutta la fascia ionica calabrese dall’isolamento, rinvendichiamo il completamento e l’ammodernamento di tutta la S.S.106, che è priorità della Vertenza Calabria sulla quale sono impegnati le Segreterie Nazionali.
L’intera tratta Catanzaro Reggio Calabria è inserita nell’allegato A1.1 di cui all’aggiornamento del Cassa Depositi e Prestiti 16-20 approvato con Delibera N.43 del 27.12.22 a cura del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo.
L’ intervento per complessivi 174 km comprende le seguenti tratte: Catanzaro Roccella Jonica 74 km; Siderno Palizzi 60 km; Bova Reggio 44 km.
Su tutte queste tratte e quindi su tutto l’asse Catanzaro – Reggio Calabria vi è solo lo studio di fattibilità. In fase di avvio il Progetto di fattibilità tecnica economica sulle seguenti tratte: Montepaone Copanello 4 km; Bovalino Gerace 14 km; Capo Pellare Saline 10 km; Saline Marina di San Lorenzo 13 km.
Sullo svincolo di Gerace ” Prolungamento Locri” è stata avviata presso il ministero dell’ambiente la Valutazione di impatto ambientale tutt’ora in corso. Quindi ad eccezione delle 2 tratte già progettate e finanziate, si parla ancora oggi, a distanza di più di 2 anni dalla presentazione degli interventi del commissario straordinario Simonini, di Piano di fattibilità tecnico economica, senza fare cenno alcuno a livelli di progettazione che consentirebbero il finanziamento dei vari lotti.
La mancata progettazione del prolungamento della variante dall’abitato di Palizzi verso Ardore, poi, rappresenta il sintomo evidente di quello che stiamo dicendo. Troncare un’opera viaria così importante appena fuori il centro abitato del piccolo paese dell’Area grecanica è un torto non solo per i reggini ma per tutti i calabresi.
Senza queste risposte concrete, il territorio metropolitano, proprio per mancanza di infrastrutture materiali, non potrà agganciare il treno della ripartenza.
Occorre proseguire l’infrastrutturazione avviata con i lavori del lotto della S.S. 106 Roseto-Sibari a Sud, definendo le procedure autorizzative e bandendo le gare per la realizzazione della tratta Sibari-Rossano, opera fondamentale per connettere un’area dinamica come la Sibaritide e lo Jonio Cosentino, collegando le aree interne della Sila Greca con il completamento della Longobucco-Mare.
La tratta Sibari-Rossano è di circa 30 km e il costo preventivato è di circa 1 miliardo. Nel contempo chiediamo di procedere con la progettazione dell’ammodernamento del tratto a sud, da Corigliano Rossano a Crotone, La tratta considerata Rossano-Crotone è nella quasi totalità ancora quella della prima S.S.106, senza che sia stata realizzata la S.S.106 bis, oggi completamento inglobata nel tessuto urbanistico dei Comuni attraversati.
L’opera in questione riveste particolare importanza per il rilancio dell’aeroporto di Crotone, che amplierebbe il suo bacino di utenza potenziale in misura importante. Nel contempo riteniamo necessario avviare nel più breve tempo possibile i cantieri nel tratto Catanzaro-Crotone, per una lunghezza complessiva di circa 50 km, suddivisi in sei lotti funzionali, di cui uno, quello da Papanice a Crotone risulta già aggiudicato.
Non si può perdere altro tempo, il Governo ha il dovere di garantire ai calabresi strade moderne e soprattutto sicure.
È innegabile che la priorità della Vertenza Calabria sia rappresentata dall’ammodernamento a 4 corsie della famigerata e tristemente nota “strada della morte”.
Continuare a sfuggire da questa realtà significa inevitabilmente assumersi la responsabilità di essere moralmente complici delle tante tragedie già avvenute e di quelle che purtroppo verranno.
Infine occorre precisare che la rivendicazione per la SS106, sia per la realizzazione delle nuove tratte che per l’ammodernamento dell’intero tracciato, rappresenta l’esigenza e la necessità di una adeguata risposta alla mobilità viaria non solo per il versante Ionico ma per l’intera Calabria che, tra l’altro, consentirebbe di contare su una infrastruttura in grado di favorire la competitività territoriale e di conseguenza attrarre e creare sviluppo economico-produttivo, oltre a rispondere alle indifferibili esigenze sociali. (as, tr e sb)
[Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo sono rispettivamente segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria]

Scalese (Area Vasta): Tenere alta l’attenzione sulla statale 106

«Serve una mobilitazione ampia e unitaria che tenga alta l’attenzione e ad imprimere la dovuta accelerazione sugli impegni assunti» per la Statale 106. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Cgil Area Vasta CZ, KR, VV, Enzo Scalese, ribadendo come «l’ammodernamento la completa realizzazione della Strada statale 106, rappresenta il punto fondamentale della “Vertenza Calabria” aperta tra i sindacati confederali e il Governo regionale calabrese, nei mesi scorsi».

«La richiesta di adeguamento strutturale e ammodernamento di questa opera strategica – ha aggiunto – viene non è una sollecitazione estemporanea su cui siamo chiamati ad incalzare in occasione di tragedie come quella consumata lo scorso 6 gennaio, in cui hanno perso la vita quattro giovani».

«La mobilitazione che organizzeremo nelle prossime settimane – ha spiegato – è finalizzata anche a sollecitare il Governo ad individuare i 4 miliardi e mezzo che servono per completare il tratto della 106 da Crotone a Catanzaro e poi per trovare i rimanenti 10 miliardi per il tratto Catanzaro-Reggio: c’è la necessità tanto di velocizzare i lavori sulla 106 quanto di individuare le risorse. Risorse che siamo ancora in tempo ad individuare, dirottando su questa infrastruttura i “fondi perduti” stanziati per la immaginifica e faraonica opera che il Governo Meloni insiste a presentare come imprescindibile per lo sviluppo economico del Mezzogiorno, quel Ponte sullo Stretto di Messina, per cui al momento vediamo sono impegni di spesa per nomine e consigli d’amministrazione».

«Sui temi della sicurezza e della statale 106 – ha proseguito – chiameremo a raccolta anche i sindaci e le amministrazioni locali che negli anni continuano la conta delle croci ai bordi di questa arteria disastrata e pericolosa. Quella del finanziamento per la realizzazione del tratto Catanzaro e Crotone è una buona notizia, vista la strategicità dell’arteria che collega due punti nevralgici dell’area centrale, che si dirama tra le due province scongiurando l’isolamento di decine di piccoli centri disseminati nelle aree interne».

«Le tratte prioritarie individuate sono la Rossano-Crotone e la Catanzaro – Crotone vista anche la presenza di risorse già destinate all’opera: nel primo segmento, lungo 70 chilometri, l’impegno di spesa è di oltre 4 miliardi di euro. Per la seconda tratta, lunga 50 chilometri, l’impegno di spesa è di oltre due miliardi suddiviso in sei lotti funzionali. Ma non basta: per questo – ha concluso Scalese – è il momento di tenere alta l’attenzione sulla infrastruttura e la sua messa in sicurezza, prima di piangere le prossime vittime». (rcz)

Il presidente Occhiuto: Nel 2025 al via cantieri in due nuove tratte della ss 106

Gli oltre 3 miliardi di euro per realizzare due nuove tratte della Strada Statale 106 arriveranno in cinque anni e, inoltre, i lavori partiranno nel 2025. Sono queste le due novità emerse nel corso del vertice tra il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e isegretari generali regionali Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl) e Santo Biondo (Uil) e, in collegamento web, il capo della direzione tecnica di Anas, Luca Bernardini.

Le tratte realizzate saranno la Sibari-Rossano e la Crotone-Catanzaro. Un traguardo importante, anche se, per i sindacati, «c’è ancora molto da fare per la messa in sicurezza di un’arteria strategica per lo sviluppo dell’area jonica della regione».

Dal canto suo, il governatore ha evidenziato come «dopo decenni di parole sulla 106, finalmente ci sono dei fatti», anche se «c’è molto da fare ancora», ma sicuramente questi sono primi passi importanti nei confronti di una zona che è, purtroppo, isolata.

Per il governatore calabrese «ci sarà anche un impatto occupazionale importante che l’Anas quantifica in 1000-1500 unità, ma la cosa importante è che si creerà una via di collegamento civile a quattro corsie nella parte ionica della Calabria per troppo tempo inutilmente attesa. Ci sono anche buone novità per l’A2 perché anche lì è previsto un intervento in variante per permettere di risolvere i problemi che oggi sono determinati dal tratto tra Cosenza e Altilia».

Sul tema dell’isolamento, è stato lo stesso Biondo, infatti, a ricordare che «bisogna avere chiaro che c’è un terzo di Calabria, la Ionica, che è completamente isolato dal resto della regione, una regione che non è poi così connessa con il resto del Paese», oltre a sottolineare la necessità di «avere chiarezza su quello che manca perchè la statale 106 si realizzi. C’è stato un ritardo negli anni ma oggi sappiamo che c’è un cronoprogramma e dei lotti ben definiti su cui si sta lavorando».

«Mancano ancora tante risorse, 15 miliardi – ha ricordato – per il completamento, e ci sono ritardi di molti anni. Oggi abbiamo avuto contezza di un fatto positivo, e cioè che nel contratto di programma 21-25 è prevista la progettazione che va da Catanzaro a Reggio Calabria, ovvero l’unica parte della 106 per la quale mancano la progettazione e la cantierizzazione. Avuto il cronogramma e la progettazione dell’intera infrastruttura – ha detto ancora il sindacalista – bisognerà lavorare in sinergia e sintesi richiamando il governo alla propria responsabilità. In questo senso, il ponte è un’opera che nessuno mette in discussione però è chiaro che deve rientrare in un programma di legislatura che preveda che prima del ponte si intervenga su quelle che sono le infrastrutture di connessione fondamentali per la nostra regione».

«Noi abbiamo in programma una mobilitazione a fine gennaio – ha annunciato Biondo – proprio per richiamare l’attenzione del governo nazionale sul tema della 106 che non può certamente vivere periodi di emersione e altri di buio. Un merito va riconosciuto anche al presidente della Regione che in questi due anni attraverso il lavoro che si è anche fatto insieme con la vertenza Calabria, la 106 è diventata discussione pubblica non solo in Calabria ma anche a livello nazionale».

Per Angelo Sposato, «sulla Statale 106 bisogna fare velocemente, bisogna metterla in sicurezza per tutto il tracciato, chiediamo degli interventi da parte del governo e di Anas, perché quella statale non può più continuare a essere così. Bisogna essere coerenti con gli impegni e vogliamo capire bene cosa si vuole fare anche con l’Alta Velocità, sulla elettrificazione della ionica, sul completamento dell’A2».

Russo, infine, ha ribadito la necessità di conoscere i tempi di realizzazione, procedure e la copertura finanziaria «perché uno dei problemi che noi abbiamo in Calabria è che i cantieri si aprono e non si completano mai», ha evidenziato il cislino, sottolineando come «questa è un’opera importante, non solo dal fatto he purtroppo miete vittime quotidianamente, ma è un’opera che sta condizionando enormemente in negativo lo sviluppo di questa regione. Quindi il fattore tempo è importante». (rcz)

 

I sette sindaci dell’Alto Jonio: Domani incontro con Occhiuto per Terzo Megalotto della Statale 106

I sindaci di Cassano Giovanni Papasso, Villapiana Paolo Montalti, Francavilla Marittima Gaetano Tursi, Cerchiara Antonio Carlomagno, Albidona Leonardo Aurelio, Antonello Ciminelli (in rappresentanza del comune di Amendolara) e Roseto Capo Spulico Rosanna Mazzia, incontreranno il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere della questione del Terzo Megalotto della Strada Statale 106.

Una notizia arrivata dopo il sit-in pacifico a cui hanno preso parte i sette primi cittadini dell’Alto Jonio, in Prefettura a Cosenza: «Dopo il sit-in durato oltre 36 ore – hanno raccontato i sette sindaci dell’Alto Ionio all’uscita della nuova riunione che si è tenuta in mattinata – siamo stati nuovamente ricevuti dal Viceprefetto Vicario e dal Capo di Gabinetto e l’occasione è stata utile innanzitutto per sgomberare il campo da qualche fraintendimento e per ribadire ai rappresentanti territoriali del Governo che la nostra azione ha interessato la Prefettura proprio per la fiducia che riponiamo da sempre nei confronti della stessa e soltanto per richiamare l’attenzione del Governo. Proprio in virtù di questa fiducia abbiamo chiesto alla Prefettura  di continuare a starci ancora vicini.L’incontro che si è svolto alla presenza del consigliere regionale Franco Iacucci, si è tenuto in un clima di estrema serenità e collaborazione teso a risolvere l’annosa problematica posta dai Sindaci nell’interesse dell’intero Alto Jonio».

Poi la notizia dell’incontro col Governatore, dettosi disponibile a fare da mediatore col Governo Meloni per arrivare a una soluzione definitiva. Una decisione accolta con favore dai sindaci che hanno così sospeso il sit-in pacifico visto che l’obiettivo, al momento, può dirsi raggiunto.

«In riferimento all’articolo di stampa apparso questa mattina – hanno voluto precisare Papasso, Montalti, Tursi, Carlomagno, Aurelio, Ciminelli e Mazzia – che ricostruisce in modo parziale una vicenda lunga 20 anni, giova ricordare che è stato proprio il Cipe a deliberare il diritto del territorio che ospita la nuova SS106 Jonica alla compensazione ambientale e a stabilire l’entità delle risorse a ciò destinate.
Su come dette somme dovessero essere suddivise sui vari territori esiste un accordo, sottoscritto nella sede dell’Anas a Roma, che risale al 7 luglio 2014. Oggi appare evidente che qualcuno vuole modificare quell’accordo a discapito dei sette comuni che si sono ritrovati a Cosenza in questi giorni.

Tra queste, ad esempio, spiccava un’opera, un waterfront che da Sibari arrivasse fino a Roseto. Quell’accordo era però chiarissimo anche su un altro tema: l’abbattimento del Pagliara non doveva rientrare tra le somme per le compensazioni ambientali. È evidente che di fronte al tentativo di vedere svanire queste risorse i Sindaci chiedono che siano i Comuni, così com’è stato fatto per il Parco Archeologico di Sibari, ad essere destinatari diretti delle risorse e poterle spendere nel solco delle indicazioni già date dalla Commissione Via, che fornisce peraltro soltanto un parere consultivo e a cui nessuno dei rappresentanti del Tavolo Tecnico ( non ne fanno parte soltanto o Sindaci dei Comuni interessati) ha mai inteso fornire una adeguata risposta.

Per questo i sindaci, nel ribadire la loro determinazione a portare avanti le istanze dei Cittadini del territorio interessato dal passaggio dell’Opera e vedersi risarciti dei tanti disagi sopportati, sottolineano come sia responsabilità di tutte le parti in causa, a partire da Anas, quella di assumersi le responsabilità già messe in passato nero su bianco ed evitare di giocare a dividere i sindaci.

«La speranza – hanno concluso i sette sindaci – è che l’incontro di giovedì  col Presidente Occhiuto sia propedeutico a quello chiesto alla Presidente Meloni per risolvere definitivamente, dopo quasi dieci anni di stallo e promesse disattese la vicenda delle Opere Compensative, affinché i territori dei comuni, visto che le stesse opere di compensazione ambientale sono previste per legge e visto il grande impatto ambientale che si porta dietro la costruzione del terzo megalotto Sibari-Roseto, possano essere risarciti. Per quanto riguarda gli svincoli, chiediamo al Governo e ad Anas una nuova riflessione: non vogliamo svincoli “a diamante” impattanti ma semisvincoli di modo da rendere la strada accessibile e utilizzabile da tutti i cittadini». (rcs)

 

Ancora chiuso l’ingresso di Siderno verso la nuova SS 106

di ARISTIDE BAVASiderno: ingresso nuova 106 cercasi… È arriva l’interrogativo: ma la chiusura dell’ingresso della nuova SS 106 dalla Città di Siderno è solo temporanea oppure i cittadini ( e soprattutto i forestieri ) si possono mettere l’anima in pace e scordarsi che esiste ? Un interrogativo d’ obbligo visto che sono ormai alcuni mesi da quando l’ingresso di quella strada è stato chiuso e non pare che ci sia alcuna avvisaglia per la sua riapertura.

Già è un mezzo scandalo il fatto che la strada in questione realizzata soltanto da pochi  anni sia stata oggetto di lavori di ripristino del manto stradale o ( non è ben chiaro…) di altri interventi,  ma il fatto,poi, che la strada continua a rimanere chiusa nella zona d’uscita della città e quindi d’ingresso alla nuova 106, appare certamente strano. Certo è che per Siderno la realizzazione di questa arteria non è stata fortunata . Già dall’inizio della sua inaugurazione si avvertì subito la necessità di spostare lo svincolo d’uscita ( e di ingresso) di Siderno della nuova SS.106. È sembrato immediatamente  un problema di primaria importanza se si voleva  cercare di  utilizzare meglio questa importante possibilità di collegamento tra l’arteria e il centro abitato. 

L’attuale svincolo – è parso subito chiaro – si portava  appresso grandi precarietà e finanche la cattiva  percorribilità della strada che conduce al centro storico di Siderno Superiore. Proprio all’uscita dello svincolo, infatti, unitamente alla possibile percorrenza di alcune altre arterie locali è chiaramente indicato che si può arrivare, oltre che nel centro di Siderno anche a Siderno Superiore. Però questa indicazione, per coloro che non conoscono l’attuale realtà dell’arteria, può diventare una vera e propria trappola perché la strada da percorrere per raggiungere il centro storico sidernese è letteralmente devastata.

A parte questo, anche arrivare al centro abitato di Siderno non è facile perché lo svincolo porta ad una strada stretta e pericolosa. Infatti  il tratto di raccordo tra l’uscita della Nuova SS 106 e il centro della città ubicato  in corrispondenza della contrada Oliveto-San Leo aveva provocato subito grosse proteste. La situazione, peraltro,  era stata descritta attraverso strumenti multimediali e l’utilizzo di mappe digitali (google maps e bing maps), per illustrare come l’uscita della Nuova SS 106 era stata collegata in una zona di Siderno decentrata rispetto al centro città e utilizzando una viabilità comunale poco idonea al potenziale flusso veicolare che la nuova strada avrebbe comportato. anche per questo  erano state avanzate proposte alternative e pareva che la situazione si potesse risolvere in tempi brevi con una, appunto alternativa, che avrebbe favorito anche la vicina città di Locri.

Come di solito avviene da queste parti le promesse sono restate tali e la situazione dopo anni di inutile attesa è rimasta la stessa. Adesso anche quest’altra “novità” della chiusura della zona d’ingresso alla nuova SS. 106. Il tutto con grande rammarico degli automobilisti locali ( soprattutto di quelli che devono raggiungere la superstrada Ionio-Tirreno). E non si sa se, (e quando) la strada d’accesso alla nuova 106 sarà riaperta. Con buona pace di una Locride che aspira alla sua valorizzazione turistica. (ab)

Tavernise (M5S): È la Statale 106 l’opera strategica che serve alla Calabria

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise ha ribadito che è la «Strada Statale 106 l’opera strategica di cui ha bisogno la Calabria», e non il Ponte sullo Stretto.

«Dopo aver lanciato www.sanibook.it per le violazioni su un diritto fondamentale come la salute – ha suggerito il consigliere – forse è il caso che Occhiuto lanci “SOS 106”. Non sarei sicuramente né il primo né l’unico che segnalerebbe i gravi disservizi che oggi attanagliano questa importantissima infrastruttura che miete, giova ricordarlo, una vittima ogni 15 giorni».

«Mentre in queste ore – ha continuato Tavernise – il presidente di Regione si affretta in proseliti verso il ponte sullo Stretto, richiamando tutti a fermare il dibattito, giova ricordare a chi oggi governa l’ultima regione d’Europa in tutte le statistiche, che meno di un anno fa il governo nazionale un’opera strategica per il Paese l’aveva già dichiarata: la statale 106».

«E – ha aggiunto – mentre sono tanti i dubbi sul Ponte dello Stretto, da quelli prettamente tecnici a quelli ambientali, non possiamo non ricordare quelli economici che richiederebbero, secondo stime accreditate e al ribasso, ben oltre 10 miliardi di euro».

«Sulla statale 106, invece, ci sono solo certezze – ha ricordato – tra queste che la strada della morte per lunghi tratti non è neanche più a due corsie ma si è ridotta ad una sola corsia tra Sibari e Rossano. Come d’altronde succede anche sull’autostrada A2 tra Cosenza e Altilia e tra Pizzo e Sant’Onofrio. Basta dibattiti vuoti. Il ponte sullo Stretto oggi è un ologramma pieno che qualcuno vorrebbe unisse due regioni vuote sul piano infrastrutturale. È la statale 106 l’opera strategica già dichiarata dal Governo».

«Occhiuto, dunque – ha concluso – si interfacci con Anas per la messa in sicurezza dei tratti mancanti nei giusti tempi, non 15 anni come prospettati, e torni alla ricerca delle risorse occorrenti come fatto lo scorso anno su impulso di tutto il Consiglio regionale, che gli ha conferito un mandato chiaro sulla questione. Attendo dal presidente Occhiuto azioni di coerenza verso le vere priorità dei calabresi». (rrc)