Jazz’inn: in contri sull’innovazione a Roseto Capo Spulico

Successo per l’edizione 2022 di Jazz’Inn, un evento che – secondo gli amministratori «ha cambiato la narrazione dell’open innovation nel Sud Italia».  Il bilancio della manifestazione è largamente positivo: in 5 giorni, l’Antico Granaio di Roseto Capo Spulico è stato il teatro di 72 colloqui con Invitalia per le imprese, finalizzati a verificare idee da trasformare in attività imprenditoriali, 5 comuni hanno attivato il servizio Wifi Italia con Infratel Italia per ridurre il digital divide nelle aree minori, si sono svolti 32 tavoli di open innovation, 1 flash mob femminile, 1 laboratorio di design thinking per l’imprenditoria femminile, 1 think tank sulla rigenerazione dei borghi, 3 open talk, 1 brainstorming pubblico su La Carta di Roseto, 24 soci della Fondazione AmpioRaggio sono coinvolti come moderatori durante gli eventi, 4 serate jazz hanno permesso un’invasione di note nel borgo cittadino.

Oltre 500 le presenze complessive, provenienti da 17 regioni italiane, giunte a Roseto Capo Spulico per confrontarsi sull’innovazione e non in vacanza, superando anche le difficoltà logistiche e la cronica mancanza di infrastrutture adeguate. Risultati piccoli ma concreti, reali e tangibili.

Azioni che hanno trasformato un piccolo borgo del Sud Italia in uno smart village, eliminato le distanze tra Nord e Sud, praticato di fatto la destagionalizzazione a fine settembre e trasformato un Antico Granaio e un castello federiciano in laboratori di idee e il paese in una capitale di innovazione per una settimana.

Jazz’Inn è stata, rispettando le intenzioni iniziali di tutti coloro che l’hanno progettata e che sono stati chiamati a darle vita, una vera e propria rivoluzione concettuale, una proposta nuova di fare innovazione, di confronto, di crescita, di interazione.

Questo risultato è stato possibile grazie ad una fondamentale sinergia tra la Fondazione AmpioRaggio, il Comune e l’Amministrazione di Roseto Capo Spulico, guidata dal sindaco Rosanna Mazzia, e tutti i partner coinvolti nella progetto. 

I fiori più splendidi, le querce più robuste, gli alberi più carichi da frutto, nascono e crescono sui terreni più fertili, coltivati seminando impegno, fiducia, speranza, risolutezza, visione, passione, costanza: il Comune di Roseto Capo Spulico ha rappresentato per Jazz’Inn tutto questo, permettendo ad un percorso nato nel 2017 a Pietrelcina di crescere  in tutta Italia, di consolidarsi lo scorso giugno a Bracciano e di sbocciare del tutto in Calabria, sulle coste dello Ionio, proprio a piedi del Castello Federiciano.

Roseto Capo Spulico è stato quindi un esempio sorprendente di volontà di cambiamento che ci ha convinto prima e stupito dopo. Lo porteremo come esempio e per tale motivo a tutti coloro che hanno avuto la forza di stupirci in positivo, a partire dal Sindaco Rosanna Mazzia, rivolgiamo il nostro ringraziamento, il ringraziamento della Fondazione AmpioRaggio, che festeggia il successo di Jazz’Inn anche con il recente riconoscimento giuridico come Fondazione di Partecipazione e Organismo di Ricerca, altro piccolo, grande passo del percorso piacevolmente infinito che ci attende ogni giorno.

Un ringraziamento finale –hanno affermato gli organizzatori in una nota – va a tutti coloro che sono stati protagonisti di Jazz’Inn, cioè a tutto coloro che hanno contribuito alla loro riuscita, a partire da Borghi Autentici Italiani, fino ad ogni singolo case giver, partner, amministrazione pubblica o semplice visitatore che ha varcato le porte dell’Antico Granaio durante l’edizione di quest’anno.

Se ognuno di noi è una goccia nell’oceano, insieme siamo un’onda, l’onda del cambiamento che vuole innovare attraverso la digitalizzazione e la connettività, la collaborazione e l’open innovation.

Da Roseto Capo Spulico sono nate nuove sfide.

Sfide che Ampioraggio intende trasformare da subito in investimenti e progetti sostenibili che riguarderanno borghi e multinazionali, imprese e centri di ricerca, startup e investitor.

Sfide che saranno presentate al prossimo Jazz’Inn, l’edizione del 2023, ancora una volta insieme, non per parlare di innovazione, non solo per fare innovazione, ma per essere innovazione. (rcs)

Domani tutti a votare: Si decide anche per il futuro della Calabria

È il giorno del voto. Oggi, 25 settembre, quasi 51 milioni di italiani andranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Il 51% sono donne, mentre 2,6 milioni di maggiorenni voterà per la prima volta al Senato. Sono alcuni dei dati sulle elezioni contenuti nel dossier pubblicato dal Viminale.

In Calabria, sono 1.496.834 i calabresi che hanno diritto al voto: nel 2018 (si votò il 4 marzo) l’affluenza alle urne fu del 63,64% (981.045 elettori su 1.541.566 aventi diritto al voto), alle ultime regionali (si votò il 3 ottobre 2021) l’affluenza fu del 44,36% (838.691 elettori su 1.890.732 aventi diritto al voto).

Questa è la prima tornata elettorale in cui si vota con la riduzione dei parlamentari: rispetto al 2018, dai 30 eletti si passa a 19: in totale, in Calabria per la Camera, saranno eletti 11 deputati mentre, per il Senato, soltanto 8. 

Come si vota

Si può votare dalle 7 alle 23 di oggi. L’elettore, prima di recarsi al seggio, deve controllare se nella tessera elettorale

sono rimasti spazi per la certificazione del voto. In caso contrario, dovrà recarsi con la tessera all’Ufficio elettorale del comune di residenza per ritirarne una nuova.

L’elettore deve recarsi nel seggio, il cui numero ed indirizzo è stampato sulla tessera elettorale personale, munito di idoneo documento di identificazione (carta di identità valida o documento equipollente).

L’elettore nel seggio riceverà una matita copiativa e le due schede di votazione, una per l’elezione della Camera dei deputati e una per il Senato della Repubblica, con l’indicazione del numero di cabina nella quale recarsi per esprimere in segreto il voto. 

L’elettore, al termine dell’espressione del voto, deve consegnare al presidente di seggio le schede chiuse e la matita. Il presidente stacca il tagliando antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna e, successivamente pone la scheda senza tagliando nell’urna. (rcz)

SIDERNO (RC) – Si presenta il Gelsomini Film Festival

Domani mattina, a Siderno, a Palazzo De Moja, è in programma la conferenza stampa di presentazione del Gelsomini Film Festival, promosso dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mariateresa Fragomeni.

All’incontro saranno presenti per fornire tutti i dettagli del “Gelsomini Film Festival”, il sindaco Mariateresa Fragomeni, il consigliere con delega alle Manifestazioni Davide Lurasco e il Direttore Artistico del festival Lele Nucera.  A moderare l’incontro, il direttore di “Incipit Sistema Comunicazione” Pasquale Muià(rrc)

La Cipolla Rossa di Tropea al Salone del Gusto di Torino

La Cipolla Rossa di Tropea sarà protagonista a Terra Madre Salone del Gusto di Torino, in programma dal 22 al 26 settembre.

«Quella del Consorzio della Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è una storia che raccoglie e mette insieme tante giovani esperienze – ha dichiarato Giuseppe Laria, presidente del Consorzio della Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp – ritorni alla terra che hanno saputo abbracciare obiettivi e visioni: tutelare, promuovere e valorizzare un prodotto d’eccellenza saldamente legato alla cultura e all’economia dei territori. Raccontare e condividere questo progetto è una missione che vogliamo continuare a portare avanti per creare opportunità di crescita e sviluppo per la Calabria intera».

Ma non è finita qui: domenica 25 settembre è la giornata dedicata alla Cipolla Rossa di Tropea. Interpretata dai cuochi dell’Alleanza Slow Food Calabria – aggiunge Daniele Cipollina di Adv Maiora Comunicazione Integrata – la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è stata chiamata a svolgere un ruolo importante: narrare e raccontare l’agroalimentare di qualità Made in Calabria che passa dalla produzione di questo prodotto, unico per dolcezza e croccantezza. (rrm)

LAMEZIA – Il concerto “Maria Fiammeggiante Aurora”

Questa sera, alle 18, alla Chiesa di San Giovanni Battista di Lamezia Terme, è in programma il canto liturgico cristiano: Maria Fiammeggiante Aurora, che rientra nell’ambito della rassegna All’ombra dell’Abbazia – Dialoghi di archeologia e storia promosso dall’Assessorato alla Cultura e presidenza del Consiglio comunale di Lamezia.

Prima del concerto, alle ore 17.15, verrà effettuata una visita guidata della chiesa e del borgo, curata dalla professoressa Giuliana de Fazio, che ha studiato e conosce profondamente questa zona di Lamezia Terme. 

«La lezione cantata delle Ancillae segnerà, come sempre, un momento intenso di comunione con i luoghi e con la storia che ancora oggi pulsa tra le pietre dei nostri monumenti. La chiesa di San Giovanni Battista di Sant’Eufemia Vetere, fondata all’indomani del terremoto del 1638, ha ospitato le reliquie che erano venerate in Abbazia, determinando non solo la continuità del culto della santa ma anche il suo radicamento su un territorio che, a distanza di oltre millesettecento anni, porta ancora il suo nome», ha commentato l’Assessore alla Cultura, Giorgia Gargano.

Licia di Salvo ha spiegato così la scelta del repertorio:«Vogliamo dedicare alla città una meditazione cantata – ha aggiunto – per colei che rappresenta il ponte d’amore, il simbolo della nuova alleanza tra Dio e l’umanità. Il culto mariano, sin dal IV sec. d.C., si diffonde con forza suadente e appassionata dall’Oriente all’Occidente radicandosi nel bacino del Mediterraneo. La tradizione orale di canti dedicati a Maria sarà presto soppiantata da quella scritta, ma si tramanderanno ancora versioni poetico-musicali differenti, frutto di stratificazioni, usi e variazioni ad opera di cantori e musici che vivevano nei monasteri o operavano nelle Chiese locali. Contesti diversi, ma un unico cuore orante che tesseva melodie per Maria, Vergine e Madre, Regina e Domina, consolatrice e intermediaria, presenza silenziosa ed emblematica del soccorso alla fragilità umana».

«All’ombra dell’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia – ha concluso – baluardo strategico, ma anche culla di devozione e preghiera, si sono amorevolmente succeduti il rito bizantino e quello romano, in un dialogo mai interrotto, che trova nel loro rispettoso passaggio una continuità storica e sonora. Condivideremo condividere il canto mariano nelle sue diverse tradizioni: il canto “gregoriano”, il canto liturgico di tradizione calabrese, il canto di tradizione greco-bizantina e il canto dei pellegrini di area iberica e inglese». (rcz)

Riace: nella Locride un campeggio di impegno e formazione

L’associazione Spostiamo Mari e Monti, in collaborazione con Volere la luna ODV, organizza dal 2020 un campeggio, rivolto a giovani partecipanti, diffuso nel tempo e nello spazio, per unire idealmente due confini: quello delineato dal mare sulla costa di Riace e quello sui sentieri di montagna tra Val di Susa e Francia.

Quest’anno il campeggio a Riace è inserito nel progetto “L’Agenda in Viaggio. Per le persone. Per il pianeta. Senza confini” nell’ambito delle azioni del progetto europeo Mindchangers, realizzato in partenariato con la città di Nichelino (Torino), Volere la luna ODV e CisvSolidarietà Torino.

Un campeggio di formazione, partecipazione e impegno civile sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione, ma anche del rispetto per l’ambiente, del ripopolamento dei borghi attraverso il recupero di case, botteghe e antichi mestieri, dei diritti dei lavoratori stagionali e dei braccianti agricoli, analizzando i casi del Villaggio Globale di Riace e l’esperienza di confine della Val di Susa quali esempi positivi, promotori di buone pratiche da imparare a conoscere e diffondere.

L’edizione 2022 del campeggio di impegno a Riace è iniziata il 17 agosto con un viaggio di comunità, covn 1350 chilometri da percorrere, per passare anche idealmente dalla notte all’alba su Riace, dove il progetto di accoglienza di Mimmo Lucano continua a educarci a un’accoglienza dolce.

«Ogni anno torniamo qui a Riace con tantissimi ragazzi e ragazze che, viaggiando insieme, conoscono, pensano, si confrontano, diventando una comunità che lotta per un mondo più giusto, più bello, promuovendo azioni sostenibili per le persone e per l’ambiente – ha dichiarato Sabrina Di Carlo, presidente dell’APS Spostiamo Mari e Monti – Oggi riaccendiamo il “Forno dei popoli”, inaugurato da noi lo scorso anno insieme alla Comunità Laudato Si’ nella piazza del Villaggio Globale di Riace, un luogo di cui condividiamo ideali e valori comuni. Il pane è forse l’alimento più semplice e umile, diffuso in tutto il mondo: esprime una comunità e un territorio, il forno, la farina e chi la impasta. Quello che vogliamo dire è che dall’incontro può nascere un borgo, un quartiere; possiamo essere il cambiamento necessario e riaccendere la speranza di un’umanità migliore».

Il campeggio che si conclude oggi ha avuto luogo a Caulonia Marina, dove già dal primo giorno i ragazzi e le ragazze hanno avuto occasione di confrontarsi, informarsi e crescere insieme grazie alle parole di Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura Democratica, il quale ha introdotto alcuni dei temi che caratterizzano il nostro percorso: immigrazione, ma anche il rapporto tra legalità e giustizia.

«Progetti come questo sono fondamentali per comprendere, interpretare e costruire delle chiavi di lettura relativamente alla complessità dei fenomeni che stanno attualmente cambiando l’aspetto della nostra società e delle città anche in cui viviamo – ha concluso Alessandro Azzolina, assessore alla pace della città di Nichelino (Torino) – Comprendere un modello virtuoso di accoglienza fa sì che i ragazzi e le ragazze possano imparare a decostruire quella che è la narrazione dominante fatta di parole come “invasione”. Riace mostra che un modello dolce, un modello gentile di accoglienza è possibile ed è importante che anche le amministrazioni comunali prendano esempio da sindaci che ancora oggi resistono per affermare quanto una politica di accoglienza diversa sia possibile».  (rrc)

Basta abbattere gli alberi a Rende: la denuncia di Giardini di Eva

Non si ferma la marea di adesioni a sostegno della denuncia fatta dai Giardini di Eva sul taglio e la potatura di alberi in pieno agosto a Rende.

Sono più di 50 le associazioni ambientaliste nazionali, regionali e locali che hanno aderito.

Spiega Nadia Gambilongo la fondatrice di Giardini di Eva: « Qualcuno dice “sono solo alberi”. Ma forse non sanno che gli alberi fanno parte di ecosistemi intelligenti che esistevano già prima della comparsa dei sapiens e che con molta probabilità li sopravviveranno. Gli alberi raccontano la nostra storia e il nostro modo di stare al mondo.

A Rende in questi giorni si sta compiendo una vera e propria strage degli innocenti, il sopralluogo effettuato da volontari esperti dei Giardini di Eva e le foto scattate dimostrano che molti degli esemplari abbattuti erano perfettamente sani.

Certo le capitozzature ripetute negli ultimi anni e la copertura maldestra con asfalto e cemento delle radici hanno indebolito alcuni esemplari, ma erano danni sanabili con interventi mirati che avrebbero consentito la messa in sicurezza.

Abbiamo chiesto ripetutamente in queste settimane all’amministrazione comunale di fare dei sopralluoghi congiunti con i volontari dei Giardini di Eva, insieme agli esperti incaricati dal comune di redigere le relazioni tecniche sullo stato vegetativo degli alberi nell’area urbana, ma non ci hanno ascoltato, hanno preferito avviare prima i tagli.

Questa scelta allontana i cittadini e la rete delle associazioni ambientaliste dal governo dei beni comuni e, ovviamente, stigmatizziamo questo comportamento, anche perché non è così che si gestisce il verde urbano in piena crisi climatica.

Gli alberi ci regalano ossigeno, ingentiliscono il paesaggio, abbassano la temperatura al suolo, in cambio chiedono il giusto rispetto e un po’ di cura che nelle aree urbanizzate si rende necessaria.

Il paesaggio rendese fortemente edificato era addolcito dalla presenza di viali alberati ad alto fusto. In passato, chi ha governato la città ha concesso molto ai costruttori, ma contemporaneamente ha messo a dimora moltissimi alberi. In questi giorni il paesaggio urbano  è stato deturpato irrimediabilmente. La rassicurazione sulla messa a dimora di nuove essenze in sostituzione di quelli abbattuti, dovrà vedere il coinvolgimento attivo delle associazioni ambientaliste nei prossimi mesi, così come la verifica e il monitoraggio nel tempo delle condizioni vegetative degli altri esemplari considerati a rischio.

Il taglio e le potature in pieno agosto dei viali alberati di Rende hanno riacceso l’attenzione e l’attivismo di tante associazioni presenti non solo nell’area urbana, ma su tutto il territorio regionale e costiero, segno di una sempre più crescente sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali che pone chi amministra il territorio di fronte ad una grande responsabilità e vocazione collaborativa che purtroppo ad oggi non si riscontra». (rcs)

Al via i lavori si restyling della stazione di Scalea-S. Domenica di Talao

Sono 3,5 mln di euro la somma stanziata con i fondi dal Pnrr per i lavori di restyling della stazione di Scalea-Santa Domenica Talao. Lo ha reso noto l’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, nella persona del suo coordinatore Ettore Simone Durante, spiegando che tale progetto è inserito nel piano commerciale di RFI.

Il progetto prevede la totale riqualificazione dell’impianto, nello specifico saranno effettuati numerosi interventi fra cui l’installazione degli ascensori, la realizzazione di nuove pensiline, la rifunzionalizzazione degli spazi interni, l’ammodernamento dei sistemi per l’informazione al pubblico, un nuovo sistema di illuminazione a led, nuovi servizi igienici, nuovi percorsi tattili per non vedenti/ipovedenti e nuova segnaletica.

«Siamo felici – ha dichiarato il coordinatore – perché RFI oltre a progetrare quanto previsto dalle normative in materia di sicurezza ha accolto quasi tutte le nostre proposte. E davvero non possiamo fare a meno di sottolineare la grande professionalità degli ingegneri e dei tecnici che stanno curando l’opera nei minimi dettagli. É un segno concreto di attenzione non solo verso i turisti ma soprattutto verso i lavoratori e le fasce più deboli».

«Essendo il treno il mezzo in assoluto più ecologico – ha auspicato Maurizio Cava, presidente dell’Associazione ScaleaFuturo, aderente all’Unione delle Associazioni – vogliamo sperare che la bellezza di questo luogo in futuro possa ulteriormente incentivare la mobilità dolce, specie in un’epoca di crescente sensibilizzazione verso le tematiche ambientali».

«Per onestà – si legge in una nota – va detto inoltre che nel periodo di pandemica la realizzazione dell’opera fu richiesta dall’allora consigliere regionale Antonio De Caprio. In conclusione, é opportuno anche ricordare, come ha più volte affermato RFI, che le stazioni non devono essere intese come un luogo isolato bensì come un’opera ben inserita nel contesto urbano». (rcs)

 

A Falerna si è parlato di violenza di genere col Centro Antiviolenza Demetra di Lamezia

Importante incontro sulla violenza di genere si è svolto, nei giorni scorsi a Falerna, con il Centro Antiviolenza Demetra di Lamezia Terme.

Il Centro, infatti, promuove, con un lavoro incessante, azioni atte a arginare le occasioni di violenza, saperle riconoscere, informare i cittadini e rafforzare le relazioni con le Istituzioni.

Il sindaco Francesco Stella, l’assessore al Turismo Sergio Ibisco,  hanno chiesto  di agire “Insieme per una risposta articolata al territorio” e Roberta CretellaAnna FazzariRenata Tropea, sono intervenute per conto del CAV Demetra, sui temi della violenza di genere, sulle azioni possibili e sulle modalità di lavoro più che decennale che il Centro ha maturato, portando con sé la testimonianza di modifiche di Legge, l’istituzione di presidi come il percorso rosa e l’ anticipazione, avvenuta in origine, dalla fondazione di Demetra, di un Cav che nasceva in seno e per volontà condivisa tra l’Amministrazione Comunale e le Associazioni attive sul territorio della città.

«Una problematica che non è difficile definire un allarme sociale, – ha detto il sindaco Stella in apertura di incontro –  che ha un retaggio culturale antico ma che oggi, nel 2022 è ancor meno accettabile che in passato, alla luce di percorso faticoso alla conquista dei diritti delle donne».

«La paura resta l’ ostacolo più grande  alla denuncia, allorquando situazioni di violenza accadono, soprattutto all’ interno delle famiglie. Ma è responsabilità sociale – ha concluso il sindaco di Falerna – aiutare le donne ad uscire dai circuiti della paura e della violenza, ecco perché sensibilizzare con incontri, come quello che abbiamo voluto questa sera, rimane un dovere per una società che vuole progredire».

Un lavoro costante e spesso nell’ ombra, ma di sensibilizzazione e ascolto è quello svolto allo sportello del centro Antiviolenza «non solo di Demetra, – ha dichiarato Roberta Cretella, operatrice infront del CAV – ma così per ogni centro, dove l’ accoglienza di una telefonata o di uno sguardo sappia indirizzare ad un lavoro di coordinamento che vede tappe successive con lo psicologo, l’ avvocato o anche con la rete sanitaria ospedaliera o di base, con le forze dell’ ordine e di concerto anche con i servizi sociali dei comuni».

La testimonianza diretta è stata data dalla psicologa del Centro Lametino Educazione Social (CLES), Anna Fazzari, che pone l’accento sulle «Tante storie di cui potremmo portare, purtroppo, l’esempio, per prendere coscienza che la violenza è un atto che nasce prima e non solo quando si arriva all’ estremo atto del femminicidio, e per questo, può essere riconosciuto e affrontato con l’aiuto dei centri antiviolenza, in grado di mettere a sistema azioni congiunte di protezione e superamento della violenza».

E anche sul tema del saper riconoscere la violenza, anche quando essa si nasconde dietro un semplice mal di testa o lesioni celate come cadute accidentali, con cui spesso la donna arriva in pronto soccorso, si focalizza l’intervento di Renata Tropea, Associazione Italiana Donne Medico, altro partner del CAV Demetra.

«Il percorso rosa, attivo all’ ospedale di Lamezia è uno spazio che abbiamo conquistato per le donne, – ha detto Tropea – perché possano sentirsi al sicuro e protette, da lì parte una rete sociale importante, quella costruita insieme a Demetra, in grado di mettere in sicurezza la donna. È un lavoro di continua formazione anche per noi sanitari – e, conclude – una ulteriore responsabilità alla quale siamo chiamati e per la quale non possiamo e non vogliamo girarci dall’altra parte».

Numerosi gli interventi dal pubblico, con domande pertinenti l’ operatività del Centro e in chiusura anche il saluto di Stefania Mendicino, Avvocato del CAV Demetra per conto dell’ Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e i Minori. (rcz)

QUANDO VALE FORMARSI NEI NOSTRI ATENEI
IL CENSIS PREMIA UNICAL E MEDITERRANEA

di FRANCO BARTUCCI –  Le Università calabresi brillano nel panorama della formazione. Il Censis, infatti, nel suo rapporto annuale, ha posizionato l’Università della Calabria terza nella graduatoria dei grandi Atenei, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria tra quelli piccoli e l’Università Magna Graecia di Catanzaro 14esima tra le Accademie di medie dimensioni.

Risultati che non devono sbalordire anzi, devono inorgoglire in primis gli studenti, poi tutti coloro che, ogni giorno, si impegnano per garantire una formazione a trecentosessanta gradi a chi decide di rimanere e investire il proprio futuro nella propria terra, partendo proprio da quei Poli che sono l’inizio di un riscatto di cui ha bisogno e che merita una terra come la Calabria.

Un riscatto che parte proprio dagli Atenei calabresi che, negli anni, hanno formato fior di professionisti che hanno portato il proprio contributo al mondo o alla loro terra. Per questo, dati come quelli rilevati dal Censis, devono essere uno sprone ai politici a impegnarsi e a puntare sempre di più sui suoi cavalli di battaglia, che sono proprio gli Atenei calabresi, che riescono a invertire anche tendenze negative, come nel caso dell’Unical, che ha registrato un incremento del +2,7% delle immatricolazioni, mentre gli altri Atenei, purtroppo, registrano un calo significativo, che è del -2,8%.

E proprio l’Unical – che ricordiamo è coordinatrice del progetto dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata – riconquista dopo alcuni anni il podio tra i grandi atenei statali italiani, nell’edizione 2022/2023, nella tradizionale classifica Censis.

Il rapporto, che conta 69 graduatorie e prende in considerazione 924 variabili, si propone ormai da vent’anni di fornire un’analisi del sistema universitario italiano basato sulla valutazione delle strutture, dei servizi, del livello di internazionalizzazione, della capacità di comunicazione, del tasso di occupazione dei propri laureati dopo la laurea.

L’Università della Calabria si è piazzata in quest’ultima graduatoria al terzo posto, con un punteggio di 90,3. La classifica nelle posizioni di testa è in realtà molto corta: l’ateneo è a meno di un punto dalla prima, Pavia, che si è attestata su una valutazione complessiva di 91 punti.

Una classifica che il Censis ha creato venti anni addietro e che grazie alle potenzialità del Centro Residenziale, unico in Italia, l’Università della Calabria ha goduto del primato assoluto per molti anni, perso poi nel tempo per varie ragioni di competenze e concorrenza con le altre Università italiane che hanno cominciato a credere in tale analisi realizzata in comune con il quotidiano La Repubblica

L’ateneo – viene specificato nella nota del polo di comunicazione –  conferma il primato assoluto – considerando tutti gli atenei, al di là delle dimensioni – per i servizi (residenze e mense) e migliora il proprio punteggio per le borse di studio. Un dato rilevante quest’ultimo, tanto più perché l’ateneo si mostra in controtendenza rispetto a quanto il Censis ha rilevato nel resto del Paese: l’Unical non solo non arretra rispetto alle voci servizi e borse, ma migliora grazie a un deciso investimento sul diritto allo studio.

Ovvio, quindi, il compiacimento del Rettore prof. Nicola Leone che dichiara: «Siamo molto soddisfatti dei dati dell’annuale rilevazione Censis, che tracciano il ritratto di un ateneo attento agli studenti, con servizi di alto livello e impegnato a garantire a tutti l’accesso alla formazione universitaria, superando le barriere economiche che rappresentano oggi ancora un freno all’attuazione del dettato costituzionale».

«Per questo – ha proseguito – sono ancor più fiero del dato relativo alle borse di studio, che registra per l’Unical un importante miglioramento: abbiamo lavorato molto su questo punto, in questi mesi, consapevoli che la pandemia avrebbe ridotto ancor di più le disponibilità economiche di molte famiglie. Ed il prossimo anno gli studenti avranno ulteriori vantaggi, il nostro nuovo bando aumenta gli importi delle borse e amplia la platea dei beneficiari».

«Registro, inoltre, un altro dato rilevante per l’Unical – ha concluso –. Dall’analisi più ampia fatta dal Censis emerge un calo delle iscrizioni negli atenei italiani, correlato alla pandemia e alla contrazione dei redditi familiari. Anche qui l’Unical sorprende in controtendenza: i nostri dati sulle immatricolazioni non solo confermano il grande aumento dello scorso anno, ma segnalano un ulteriore incremento del 2,7% degli iscritti al I anno di università».

I dati

La performance dell’Unical registra un miglioramento in diversi parametri. Per i servizi riconferma il primato in Italia, mantenendo il punteggio massimo di 110. Significativo è il risultato per le borse di studio (parametro che comprende tutti i sussidi e benefici connessi al diritto allo studio): l’Unical sale da 98 dello scorso anno a 102, secondo migliore risultato tra gli atenei di grandi dimensioni (20mila-40mila iscritti). 

L’ateneo guadagna poi anche un punto alla voce strutture (aule, biblioteche, laboratori), che passa da 81 a 82 e migliora il proprio punteggio per comunicazione e servizi digitali, crescendo da 97 a 100. Stabile il punteggio relativo all’internazionalizzazione (iscritti stranieri e studenti che trascorrono un periodo all’estero), pari a 75. L’Unical registra un lieve calo alla voce occupabilità, dovuto principalmente agli effetti della pandemia ed al difficile contesto meridionale.

Se nell’edizione di quest’anno del rapporto Censis l’UniCal è collocata al terzo posto tra i grandi Atenei italiani, conoscendo le sue potenzialità, si può  certamente recuperare e riconquistare il primato assoluto intervenendo più massicciamente su tutte le voci che la compongono, tranne che per i servizi residenziali che ha già il massimo di 110 punti, non trascurando comunque che anche in questo settore la sfida continua, dato il grande interesse che da tre anni  la voce internazionalizzazione riscuote tra i giovani di vari Paesi del mondo (90 circa) per la specializzazione dei loro studi universitari.

Negli ultimi tre anni si è registrata una media di oltre cinquemila domande di iscrizione portando ad oggi, per effetto delle novecento ammissioni, il numero degli studenti stranieri presenti nel campus di Arcavacata a circa 1.300 unità, portando la dirigenza del Centro Residenziale e dell’Università, come la stessa Presidente, prof.ssa Patrizia Piro, delegata del Rettore prof. Nicola Leone, a compiere sforzi crescenti nel rendere il campus sempre più accogliente e aggregante socialmente e culturalmente. Insomma è prendere coscienza che il Campus costituisce il fiore all’occhiello  dell’Università della Calabria.

Si può migliorare nel rapporto tra Università e città, come sulle borse di studio se la Regione Calabria concorre a tale crescita come accaduto durate la presidenza del governatore Mario Oliverio. Circa la voce strutture (aule, biblioteche, laboratori) c’è un campo aperto su cui intervenire portando a completamento il progetto Gregotti/Martenson cercando di utilizzare, in accordo con i Comuni sede dell’Università (Rende e Montalto Uffugo) e la Regione Calabria, i vari fondi europei.  Detto della internazionalizzazione resta la voce comunicazione e servizi digitali anch’esse aperte ad una crescita nell’ampliamento del servizio con più informazioni e comunicazione istituzionale attinenti le attività di tutti gli apparati didattici e scientifici dell’Ateneo. Chissà che tutto ciò possa portare anche a far crescere la voce occupazione dei propri laureati sia all’interno dell’Ateneo che fuori con progetti ben mirati. 

Ma non è solo l’Unical ad aver ottenuto importanti risultati: La Mediterranea – che a breve vedrà l’elezione del nuovo Rettore – nonostante la tempesta che si è abbattuta, è riuscita a guadagnare una posizione di rispetto, addirittura migliore di quella dell’anno scorso. I dati, tuttavia, la premiano per le Borse di Studio, le strutture, la comunicazione e i servizi digitali, e l’occupabilità, che è appena un punto sotto l’Unical.

Per l’Università Magna Graecia, infine, non ha registrato importanti progressi a livello generale, ma ha ottenuto buoni risultati su Borse di studio, comunicazione e servizi digitali e occupabilità, anche se il dato è inferiore a Unical e Mediterranea. (fb)