Callipo: «Non serve una nuova Commissione, destiniamo le risorse ai bisognosi»

Contrario alla creazione di una nuova commissione consiliare (sono attualmente sette) Pippo Callipo, capogruppo di Io Resto in Calabria, che propone di destinare le relative risorse alle famiglie bisognose.

«Prendo atto – ha dichiarato il cav. Callipo – della conferma arrivata dal presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini: il centrodestra vuole istituire una nuova Commissione consiliare che si andrebbe quindi ad aggiungere alle sette, tra permanenti e speciali, che già esistono. Se questa volontà sia dovuta alla necessità di creare nuove poltrone per trovare l’accordo politico in una maggioranza che già si è dimostrata in difficoltà fin dalle prime battute, o se sia davvero necessario un ulteriore organismo consiliare “per dare rilevanza ai rapporti con l’Unione Europea”, non sarò io a a dirlo, i calabresi hanno la capacità di farsi autonomamente la loro opinione sulla vicenda. C’è da rilevare, però, che quello della maggioranza non è certo un approccio di rinnovamento né di contenimento delle già esorbitanti spese del Consiglio regionale. Se infatti da un lato si sta lavorando a una proposta come quella annunciata dal presidente Tallini, che punta a utilizzare i risparmi ottenuti con il bilancio del Consiglio per dare subito un aiuto alle tante famiglie in difficoltà, dall’altro non ci sembra quello di istituire una nuova Commissione un messaggio coerente con tali lodevoli propositi».
«Se verrà istituito, il nuovo organismo voluto dal centrodestra – prosegue Callipo – costerebbe in 5 anni di legislatura circa 500mila euro. Nel dettaglio, infatti, il presidente della Commissione percepirebbe 1500 euro lordi in più al mese di indennità di funzione (90mila euro in 5 anni) e, inoltre, avrebbe la possibilità di assumere due unità di personale aggiuntivo nella sua struttura speciale (che possono diventare quattro essendo “sdoppiabili” al 50%, per una retribuzione lorda di 69.479,64 euro all’anno). A ciò si aggiunge la possibilità di nominare altri due dipendenti del Consiglio regionale in qualità di componenti interni della struttura del presidente di Commissione ai quali è riconosciuta un’indennità mensile in aggiunta alla retribuzione base».
«Si tratta di soldi – dichiara il capogruppo di IRIC – che potrebbero andare ad alimentare il fondo di sostegno alle famiglie bisognose. Mentre non sarà sfuggito che degli “Affari dell’Unione europea” si occupa già la seconda Commissione e, in ultima analisi, potrebbe anche occuparsene la quinta Commissione (Riforme) che è risultata la meno “produttiva” nell’ultima legislatura essendosi riunita solo 22 volte nei cinque anni appena trascorsi. Basterebbe, dunque, una rimodulazione delle competenze assegnate alle Commissioni già esistenti».
«Questa è la mia proposta. È altresì evidente – conclude Callipo – che la maggioranza ha i numeri per mettere in atto l’onerosa decisione di istituire una nuova Commissione non tenendo in alcuna considerazione la contrarietà dell’opposizione, ma non sarebbe certo un bel segnale per i calabresi che dalla politica si attendono, specie in un momento difficile come quello attuale, non certo tali dimostrazioni di “creatività” istituzionale bensì gesti di sobrietà e di solidarietà, nonché atti concreti e lungimiranti per far ripartire l’economia calabrese. Situazioni del genere non mi vedranno mai spettatore silente». (rrc)

Gli auguri pasquali dei presidenti Jole e Tallini. Santelli e Spirlì: orgoglio per Camporota

Mentre continuano i complimenti a livello istituzionali per il primario catanzarese Luigi Camporota che sta curando a Londra il premier britannico Boris Johnson, il presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini ha voluto inviare, a nome dell’assemblea, un messaggio di speranza a tutti i calabresi, con un particolare ringraziamento ai medici, al personale sanitario e ai volontari impegnati a contrastare l’epidemia.

«Trascorrere quest’anno la Santa Pasqua – ha scritto Tallini – nel chiuso delle nostre case, continuando a rispettare le precauzioni necessarie per fermare la spirale infettiva, è la rappresentazione più eloquente di quanto difficile sia il tempo che viviamo. L’emergenza sanitaria ed economica che investe i nostri territori e ci obbliga al distanziamento sociale, tuttavia può essere l’occasione per riflettere, in un mondo spesso distratto dal consumismo esasperato e da abitudini  caratterizzate da egoismi e narcisismi, sull’importanza dei valori della solidarietà e degli atti di responsabilità collettiva senza cui il senso stesso di comunità sarebbe vanificato. Rivolgo gli auguri di Buona Pasqua ai calabresi nella speranza che al disagio sociale, a cui le Istituzioni pubbliche hanno il dovere di dare risposte immediate e significative, non subentri quello  spirituale. E con l’auspicio che la Resurrezione – momento fondamentale per il Cristianesimo – dopo il sacrificio di Cristo sulla Croce, coincida con la fine della pandemia e consenta, gradatamente ed anteponendo la tutela della vita umana agli interessi economici, di riaprire il Mezzogiorno, l’Italia e l’Europa, all’insegna di un nuovo modello di sviluppo, più centrato sulla persona umana ed orientato a potenziare la coesione sociale, riducendo  le forti diseguaglianze e la recrudescenza della  povertà. Un augurio speciale di Buona Pasqua, voglio inviarlo – a nome mio e dell’Assemblea legislativa regionale che mi onoro di rappresentare – ai medici, al personale sanitario, ai volontari delle associazioni, alle forze dell’ordine ed a tutti coloro che, per dovere istituzionale o per spinta ideale e attenzione verso il prossimo, stanno facendo un lavoro massacrante nella lotta al coronavirus,  prodigandosi, anche correndo dei rischi, al servizio del bene comune».

La presidente Santelli, che ha inviato a mezzo social un messaggio di augurio ai calabresi, ha anche voluto esprimere l’orgoglio della Regione per il medico catanzarese che «rappresenta la Calabria delle intelligenze e delle professioni». «Siamo orgogliosi – ha detto Jole Santelli – che in queste ore il nome della Calabria sia legato a Luigi Camporota, il medico di origini catanzaresi che ha in cura il premier britannico Boris Johnson. Ne siamo fortemente orgogliosi perché è questa Calabria operosa, delle intelligenze e delle professioni, che finalmente deve poter venire a galla come esempio positivo di una regione che merita un futuro migliore. Un medico calabrese, figlio del nostro sistema universitario, un luminare della ventilazione polmonare che con la sua alta professionalità rappresenta un fiore nel deserto di questo Covid-19, dal quale la Calabria deve poter rinascere».

Per Pasqua la presidente Jole ha scritto su Facebook: «Grazie a tutti i calabresi che stanno dimostrando grande senso di responsabilità in questo periodo difficile. Festeggeremo in una maniera insolita, in alcuni casi lontano dai nostri cari, senza i nostri amici, ma facciamolo per loro, facciamolo per noi. Buona Pasqua Calabria».

Complimenti al primario catanzare anche da parte del vicepresidente Nino Spirlì: «Luigi Camporota, è il medico che in queste ore sta curando il premier inglese Boris Johnson, colpito dal coronavirus. Siamo orgogliosi dei nostri professionisti che si fanno onore davanti al mondo. Questo è il bello della Calabria! Questi siamo noi, i calabresi. Sono tanti gli uomini e le donne lontani dalla propria Terra che, con sacrificio e impegno, onorano la nostra regione non dimenticando mai le proprie radici. Altro che “italiani mafiosi…” Viva la Calabria!». (rrm)

 

L’opposizione: «Subito le commissioni in Consiglio regionale». La replica del presidente Tallini

Viene dall’opposizione in Consiglio regionale un pressante appello al presidente Mimmo Tallini perché l’Assemblea di Palazzo Campanella proceda «con urgenza e tempestività agli ulteriori adempimenti dettati dallo Statuto della Regione Calabria e dal Regolamento interno del Consiglio regionale». La lettera è firmata dai presidenti dei gruppi consiliari di Io resto in Calabria e del Pd, Pippo Callipo e Domenico Bevacqua.

La risposta del presidente Tallini non si è fatta attendere: «Stiano tranquilli – ha replicato – i capigruppo Bevaqua e Callipo: il Consiglio  sta adempiendo, nei termini previsti, ogni incombenza necessaria per entrare a pieno regime. Nonostante l’emergenza da Covid-19 abbiamo tenuto la prima seduta consiliare e presto, una volta eletti i Presidenti dei Gruppi, terremo la seduta per eleggere gli Uffici di Presidenza delle Commissioni permanenti e speciali e soprattutto per approvare, non avendolo fatto la maggioranza che ha governato nella scorsa legislatura, il bilancio della Regione, approntando provvedimenti utili a fronteggiare la crisi che la Calabria sta attraversando. Il punto su cui vorrei richiamare l’attenzione – sottolinea il presidente Tallini – è che il mutamento del contesto politico e sociale intervenuto con la pandemia, richiede alla politica ed a ciascuno di noi un rinnovamento anche nell’approccio ai problemi, più sostanziale e meno formalistico. In tal senso, stiamo anche lavorando per  approntare una proposta organica che, utilizzando i risparmi ottenuti con il bilancio del Consiglio, possa dare subito una risposta cospicua alle tante famiglie in difficoltà. Circa le osservazioni sulla nuova Commissione che si vuole  istituire, intendo chiarire che l’idea, da me formulata per dare rilevanza ai rapporti con l’Unione Europea e non certo per avere nuove poltrone, è aperta ad ogni valutazione e ad ogni confronto. Tenendo presente, tuttavia, che se l’opposizione è legittimata a non condividerla, la stessa libertà d’orientamento è in capo alla maggioranza che, qualora la ritenesse utile per concretizzare il proprio programma, pur  nella massima correttezza e lealtà istituzionale, non potrà che prenderne atto e determinarsi in merito».

I lavori del Consiglio, avevano scritto i due capigruppo, ancora oggi «appaiono in una fase di preoccupante ed inspiegabile stallo» visto che «non sono stati ancora formalizzati tutti i Presidenti dei gruppi consiliari, nonostante il regolamento del Consiglio preveda che la loro costituzione avvenga entro un termine di 7 giorni dalla prima seduta consiliare». Di conseguenza, «non è mai stata convocata la Conferenza dei capigruppo, strumento di confronto fondamentale per esaminare e approvare il programma dei lavori consiliari».
«Un altro tassello istituzionale fondamentale per l’attività legislativa – si legge nel documento firmato da Callipo e Bevacqua – è l’immediata costituzione delle Commissioni consiliari che devono essere votate in Consiglio regionale» e, a questo proposito, nella missiva si sottolinea come sia «inaccettabile l’eventualità dell’istituzione di una nuova commissione consiliare con relativo aggravio di spesa sul bilancio regionale».
«La Regione Calabria – affermano i due capigruppo – ha bisogno di un’azione di governo e di un’attività legislativa tempestiva ed all’altezza della situazione di emergenza che si è venuta a creare in questo particolare momento storico. Bisogna dunque convocare al più presto il Consiglio regionale che deve ancora esaminare la relazione programmatica della Presidente della Giunta, un passaggio politico che con l’emergenza in corso appare di fondamentale importanza per il futuro della Calabria».
Per quanto concerne il Bilancio, i capigruppo di Iric e Pd ritengono «necessario conoscere nel più breve tempo possibile i contenuti del provvedimento approvato dalla Giunta in modo da porre la minoranza nelle condizioni di concorrere, con le proprie proposte, alla definizione e all’approvazione di una manovra finanziaria che, mai come in questo momento, appare cruciale per il destino economico e sociale della Regione».
Callipo e Bevacqua auspicano inoltre l’intervento del presidente del Consiglio regionale «al fine di sollecitare la Presidente della Regione a relazionare periodicamente in Consiglio sulla situazione dell’emergenza in Calabria ed in particolare sulla vicenda della Rsa di Chiaravalle».
«Un ulteriore rallentamento delle attività consiliari – concludono i capigruppo di Iric e Pd – soprattutto se motivato da questioni di ordine politico interne alla maggioranza, non sarebbe più accettabile e avrebbe conseguenze rovinose per i cittadini calabresi che attendono risposte ed azioni di aiuto e sostegno concreto a fronte di disagi economici e sociali sempre più gravi». (rp)

«Restiamo tutti a casa”: l’appello del presidente Mimmo Tallini ai calabresi

Per la ricorrenza di San Francesco di Paola, il presidente del Consiglio Mimmo Tallini ha inviato un accorato appello ai calabresi perché continuino a seguire le regole obbligatorie contro l’epidemia: «Non possiamo abbassare la guardia», dice Tallini.

«In occasione della ricorrenza del Santo Patrono della Calabria, il venerato San Francesco di Paola, – ha scritto il presidente Tallini – sento il bisogno di rivolgere un appello a tutti i calabresi che in queste settimane sono stati esemplari nel contenere il terribile virus che ha cambiato le nostre vite. Restiamo a casa, rispettiamo le regole, non spostiamoci se non per effettive necessità. Per la Calabria sono giorni decisivi per il contenimento dell’epidemia. Non sciupiamo la situazione di vantaggio che ci deriva da un rapporto ancora sostenibile tra i casi positivi al virus e la popolazione, come ci indicano i dati della Protezione Civile nazionale.

«Non è un dato che deve farci illudere – prosegue Tallini –. Tutt’altro. Ha ragione chi dice che la vera partita si gioca fuori dagli ospedali.  Non possiamo abbassare la guardia, perché rischiamo di sciupare in un solo colpo i grandi sacrifici che tutti i cittadini dal Pollino allo Stretto stanno facendo, di vanificare la drammatica lotta che combattono nei nostri ospedali i meravigliosi medici, infermieri, operatori socio-sanitari, l’impegno incredibile che stanno mettendo la presidente Santelli e la task force regionale, la passione e il grande senso di responsabilità dei sindaci, il lavoro oscuro e rischioso delle forze dell’ordine, dei farmacisti, degli addetti dei supermercati  e di tutti i servizi essenziali. Restiamo a casa e attendiamo con fiducia che le misure di contenimento facciano il loro effetto. La Chiesa ricorda che San Francesco di Paola salvò miracolosamente la città di Frejus dalla peste. Sicuramente proteggerà la nostra terra». (rrm)

Mimmo Tallini nuovo Presidente del Consiglio
«Dopo l’emergenza, priorità al diritto al lavoro»

di SANTO STRATI – Non c’è stato bisogno di voto a distanza e di connessioni in teleconferenza: alla prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Calabria si sono presentati tutti e 30 i consiglieri, nonché la Presidente Jole Santelli e l’intera Giunta. Un momento importante, al di là della ritualità del voto per scegliere il Presidente e l’ufficio di presidenza, che dà un segno preciso di come l’emergenza coronavirus ci abituerà a insoliti presenzialismi di massa (nonostante il rischio contagio) ma soprattutto a un comune impegnarsi per una guerra inaspettata contro un nemico invisibile. Così, esattamente a 60 giorni dal voto del 26 gennaio, Palazzo Campanella ha potuto riunire i suoi vecchi e nuovi inquilini per avviare l’XI legislatura. Una consiliatura che si preannuncia carica di incognite ma che avrà l’opportunità di guardare avanti. Come ha detto la presidente Santelli invitata a illustrare la situazione dell’emergenza sanitaria, dietro e dopo la crisi ci stanno le opportunità: bisogna pensare alla Calabria del 2050 e qualunque considerazione sia stata fatta, qualsiasi progetto o programma di sviluppo fosse in pentola, va ripensato tutto. Con il vantaggio – ha rimarcato la Santelli – di poter imparare dagli errori degli altri, visto il ritardo con cui il virus ha aggredito il Mezzogiorno e la Calabria, e dai buoni risultati ottenuti da chi ha dovuto affrontare la drammaticità del momento.

Tutte confermate le previsioni della vigilia, Domenico – Mimmo – Tallini è il nuovo presidente del Consiglio regionale, suoi vice Nicola Irto (presidente uscente, dem) in rappresentanza dell’opposizione, e Luca Morrone (FdI), Filippo Mancuso (Lega) e Graziano Di Natale (Io resto in Calabria) segretari-questori. Non è stata un’elezione a primo colpo, si è arrivati al terzo scrutinio, ma segna ugualmente un successo per Tallini, decano di quest’assemblea, politico di lungo corso, che si farà notare per una presidenza che sceglierà molto di frequente la parola condivisione. Il suo discorso di insediamento, del resto, è stato di apertura a tutti i calabresi: ha ricordato che quest’anno sono cinquant’anni dalla nascita delle Regioni, ma non ha mancato di ricordare che sono anche cinquant’anni dalla rivolta di Reggio, eufemisticamente definita “i fatti di Reggio”, questo in un’ottica di avvicinamento e di superamento di ogni conflittualità latente tra le varie province. È l’obiettivo comune che deve coinvolgere tutti e fare in modo che l’impegno della Regione, dei suoi rappresentanti, al di là della rappresentanza politica e partitica, sia orientato al bene comune, al benessere, alla crescita di questa terra. «Il regionalismo in Italia – ha detto Tallini – è stato un elemento di modernizzazione, di coinvolgimento delle realtà territoriali, di forte rottura con l’impianto di uno Stato centralizzato e lontano dalla popolazioni. Ci sono stati errori, ritardi, storture, ma l’assetto regionale è una conquista irrinunciabile. Si tratta semmai di modernizzarne il ruolo, rendere le Regioni più autonome all’interno di un sistema solidale che assicuri a tutti gli italiani le stesse opportunità».  E quando sarà finita la pandemia – ha sottolineato – occorrerà pensare alla madre di tutte le battaglie in Calabria: il diritto al lavoro».

Tallini, nel sottolineare lo “scippo” di 61 miliardi l’anno perpetrato ai danni delle regioni del Sud, parlando di autonomia differenziata ha detto che «si ripartirà dalla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio a gennaio dello scorso anno con l’obiettivo di realizzare un federalismo solidale che da un lato assicuri i livelli essenziali in materie come la sanità, l’istruzione, e dall’altro esalti l’autonomia regionale nei campi dell’ambiente, della cultura, del turismo, dell’agricoltura, delle energie rinnovabili». Lo sviluppo della Calabria che s’immaginava prima della pandemia va orientato ex-novo nel suo modello, puntando sulla  bio-economia, l’economia circolare, le bio-tecnologie, la rivoluzione digitale che impatta sul turismo, sull’agricoltura, sull’artigianato, sulla cultura. «Il sole, il vento e anche il mare – ha detto il presidente Tallini – possono diventare fonti inesauribili di energie pulite e rinnovabili. Le applicazioni digitali possono trasformare l’agricoltura tradizionale in ‘agricoltura di precisione’ e l’artigianato tradizionale in ‘artigianato in 3D’. Il turismo dovrà cambiare volto e puntare sulla sicurezza e sulla salubrità dei luoghi. Dalla crisi la Calabria può trarre grandi opportunità».

Il neopresidente, dopo un commosso pensiero alle vittime del virus, ai familiari e agli “eroi” di questi crisi, medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, addetti ai servizi essenziali, ha espresso il proprio apprezzamento «per la determinazione, la serietà e l’autorevolezza con cui la Presidente della Regione sta affrontando tale emergenza che si inserisce in un contesto di generale fragilità del nostro sistema sanitario, ridotto allo stremo da anni di tagli e di politiche ragionieristiche dei Commissari nominati dai Governi. La battaglia è ancora lunga, lo sappiamo, ed ognuno è chiamato a fare la sua parte». E il primo atto del Consiglio – ha rimarcato Tallini – sarà «l’insediamento delle due commissioni più impegnate su questo fronte: la Commissione Sanità e la Commissione Bilancio alle quali chiederò uno sforzo straordinario per licenziare i provvedimenti che tutti si attendono. Il bilancio rappresenterà per tutte le forze politiche un banco di prova. Si tratterà di predisporre i primi strumenti per la ripresa sociale ed economica della nostra regione, anche in relazione alle misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’. Quando finirà l’incubo della pandemia, niente sarà più come prima. Ci ritroveremo in un mondo diverso in cui tutti i rapporti politici, sociali ed economici saranno cambiati. Cambierà anche il rapporto tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Dovremo essere capaci di trasformare in un punto di forza l’interconnessione che sembra emergere tra la diffusione della malattia, l’inquinamento e la densità demografica».

Non ha risparmiato critiche Tallini ai guasti dei commissariamenti in Calabria: «A questo Consiglio regionale è affidato il compito di affermare la supremazia etica e rappresentativa della politica, contribuendo a superare la cultura del commissariamento che ha inondato in questi anni le istituzioni e gangli essenziali della vita sociale della Calabria, peraltro senza l’ottenimento di risultati significativi. Dovremo tentare di incidere più in profondità sul terreno dell’autoriforma dell’Istituzione e sulla semplificazione delle procedure amministrative, combattendo le lentezze e le inadempienze di una burocrazia che in molti casi appare essere non amica ma nemica della Calabria. Un vero ostacolo allo sviluppo».

Jole Santelli vota per il Presidente del Consiglio regionale
Jole Santelli vota per il Presidente del Consiglio regionale

La prima seduta del Consiglio è stata presieduta, prima dell’elezione di Tallini, da Pippo Callipo, rappresentante dell’opposizione, nella qualità di consigliere anziano, mentre le funzioni di segretario per le votazioni sono state affidate ai due consiglieri più giovani Luigi Tassone e Pierluigi Caputo, entrambi alla prima esperienza a Palazzo Campanella, ma quest’ultimo già presidente del Consiglio comunale di Cosenza col sindaco Mario Occhiuto. Alla prima votazione Tallini aveva riportato 18 voti, contando 13 schede bianche; al secondo 17 voti, con 12 schede bianche e un voto al consigliere Giuseppe Neri e un voto annullato espresso a favore della Santelli. Al terzo scrutinio Tallini ha riportato 20 preferenze, 4 voti sono andati a Baldo Esposito, uno a Neri e sei sono state le schede bianche.

«Ci accingiamo – ha detto Callipo in apertura di seduta – a scrivere una nuova pagina del regionalismo calabrese e abbiamo il dovere di salvaguardare il prestigio democratico di questa istituzione. Il mandato che i calabresi ci hanno assegnato comporta onori ed oneri e siamo chiamati a svolgerlo nel pieno rispetto della volontà popolare e dei rapporti istituzionali tra Giunta e Consiglio. Dobbiamo migliorare il rapporto con i cittadini lavorando quotidianamente per ripristinare la meritocrazia e garantire a tutti pari opportunità; è prioritario assicurare ai nostri giovani il diritto di restare, di costruire qui il loro futuro e di vivere in una terra libera dal malaffare e dalla ‘ndrangheta. In un momento storico difficile come quello attuale è necessario che la politica tutta dimostri senso di responsabilità e unità d’intenti per affrontare con serietà l’emergenza in atto. Siamo qui – ha rimarcato – unicamente per fare gli interessi della Calabria e dei calabresi. Ci è stata data una grande responsabilità e abbiamo il dovere di adempiere al nostro ruolo dimostrando sobrietà, mettendoci al servizio esclusivo della comunità e dando voce a chi non ne ha. Da questa sede dobbiamo onorare la Calabria e renderla un posto migliore».

Da un punto di vista politico, va notato che il tentativo di Gentile e Aiello (Casa della Libertà) di portare sul primo seggio di Palazzo Campanella il loro rappresentante Baldo Esposito è naufragato con grande delusione dello stesso aspirante presidente, che non  è riuscito in ben tre interventi a dissimulare il proprio disappunto e l’amarezza, senza capire che la politica, dopo il 26 gennaio, con la Santelli presidente non rispetta a pieno obblighi di riconoscenza ingessati o ineludibili. Bisogna prendere atto che la Presidente ha messo su una squadra che, pur mantenendo equilibri difficili, rivela soprattutto competenza e capacità. Vedremo, ovviamente, se nei fatti confermerà le aspettative.

E la Santelli, chiamata a riferire in assemblea, sulla situazione dell’emergenza sanitaria – pur non essendo all’ordine del giorno – non si è sottratta a esporre con grande e disinvolta autorevolezza i provvedimenti fin qui adottati e le strategie avviate per contrastare il contagio. Ha parlato a lungo, rispondendo puntualmente ai vari interrogativi che numerosi consiglieri di entrambi gli schieramenti avevano posto. Su un punto ha spiazzato tutti: la necessità di rimarcare che i fondi europei sono aggiuntivi alle risorse dello Stato. C’è il rischio che «vengano usati i fondi del Sud per gestire l’emergenza e la Calabria, questa Giunta, questa Assemblea non possono permetterlo» – ha detto convintamente. E su questo sia maggioranza che opposizione hanno dovuto concordare in pieno. (s)

Basta rinvii: si riunisce il Consiglio regionale
Serve il Presidente. Subito a votare il bilancio

Non ci saranno ulteriori rinvii, giovedì (e se serve venerdì) il Consiglio regionale della Calabria uscito dalle urne del 26 gennaio si riunisce, finalmente, per avviare “sul serio” l’XI legislatura. C’è da votare il nuovo Presidente del Consiglio, da scegliere i due vice (uno tocca alla minoranza) e i due componenti della presidenza, un segretario e un questore.

Le intese sono ormai al dunque, il catanzarese Mimmo Tallini – che prevarrà su Baldo Esposito della Casa della Libertà nonché riferimento di Gentile e Aiello – sarà eletto dall’assemblea Presidente, il vice che tocca alla minoranza sarà quasi certamente Nicola Irto, presidente uscente, l’altro vice dovrebbe essere Luca Morrone (eletto con 8.110 voti nella lista Fdi). Ma ci sono altre incombenze nell’ordine del giorno: prima di tutto il Consiglio è chiamato a validare la surroga di Raffaele Sainato che subentra a Domenico Creazzo, sospeso in quanto agli arresti domiciliari per l’inchiesta sul voto di scambio, poi dovrà nominare le commissioni per permettere il corretto svolgimento dei lavori. E in più c’è la principale scadenza da assolvere nel più breve tempo possibile l’approvazione del bilancio, per uscire dall’esercizio provvisorio che sta bloccando ogni attività amministrativa.

«La convocazione del 26 e del 27 marzo, per quanto mi riguarda – ha detto il presidente uscente Nicola irto –, è indifferibile e non presenta altre opzioni. È urgente che la massima assemblea della nostra regione eserciti appieno le sue funzioni. Per attendere ai propri compiti istituzionali e per esprimere un messaggio doveroso di rispetto verso chi, tra medici, infermieri, forze dell’ordine, militari e lavoratori dei servizi essenziali, sta combattendo contro un nemico invisibile esponendosi a gravi pericoli per la propria salute per difendere tutti noi».

Intanto, il neoassessore al Bilancio Franco Talarico, che di professione fa il commercialista e quindi è abituato a maneggiare i numeri, sta lavorando di buona lena sul bilancio, consapevole dell’urgenza anche di fronte all’emergenza coronavirus. «Nel più breve tempo possibile – ha detto l’assessore Talarico – bisogna procedere all’adozione del documento di economia e finanza regionale (DEFR) e quindi all’approvazione del bilancio per il 2020-2022. Gli Uffici stanno già lavorando celermente per approntare il documento contabile, anche alla luce di una serie di criticità che sono state rilevate dalla Corte dei Conti nell’ultimo giudizio di parifica. Si tratta di criticità – secondo Talarico – che vanno tenute in debita considerazione e che incideranno  sulla programmazione delle risorse disponibili. Ricordo che la Regione è ancora in esercizio provvisorio e il bilancio va approvato entro la scadenza del 30 aprile, al fine di evitare la gestione provvisoria. A prescindere da ogni termine di legge è comunque vitale arrivare con rapidità all’approvazione per sbloccare risorse e pagamenti e fare in modo che la Regione possa dare le risposte che servono ai calabresi, specialmente in un momento come questo».

Talarico mostra di avere le idee chiare: «Staremo vicini – ha detto – alle imprese e alle famiglie, sfruttando anche ogni opportunità che il Decreto ‘Cura Italia’ ha messo in campo per fronteggiare l’impatto economico del Coronavirus. I 25 miliardi previsti dal governo non sono certo sufficienti, ma costituiscono comunque un punto di partenza per cominciare a fornire puntelli al nostro sistema economico. Va poi nella direzione giusta anche la decisione della Commissione Europea di sospendere il Patto di Stabilità e consentire così agli Stati di poter dare risposte efficaci alla crisi che dovremo affrontare durante i prossimi mesi. La nostra regione ha necessità di avere al suo fianco sia il Governo nazionale che l’Unione europea per evitare conseguenze pesanti per il suo già fragile sistema economico e sociale. Il Governo regionale guidato con ferma mano da Jole Santelli – ha concluso – saprà dal canto suo mettere in campo tutte le iniziative e le risorse possibili, soprattutto quelle derivanti dalla programmazione nazionale e comunitaria, per fare in modo che la Calabria superi l’attuale momento di difficoltà e possa programmare il proprio futuro».

Intanto l’attività della Giunta sta suscitando i primi sorrisi: l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo ha annunciato il pagamento delle liquidazioni a favore degli agricoltori (quasi 11 milioni) nell’ambito per programma si Sviluppo Rurale e altri 7,5 milioni circa saranno disponibili a breve sia per il PSR e a saldo della Domanda unica, mentre – come già riferito in altra parte del giornale – l’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso si sta muovendo per sbloccare i fondi a favore dei 5900 tirocinanti calabresi ex percettori di mobilità in deroga impegnati in tirocini di inclusione sociale e di natura culturali. Il Governo – ha detto Orsomarso – «si faccia carico della difficile condizione economica che si trovano ad affrontare migliaia di famiglie calabresi,  alle quali deve essere garantito il sostentamento almeno finché non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». (rp) 

Consiglio regionale convocato per il 26-27 marzo, ammessa anche la partecipazione telematica

Nuova convocazione per la prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Calabria: l’assemblea si riunirà inderogabilmente il 26-27 marzo, con l’utilizzo, ove necessario, della modalità telematica in caso sia impedita per qualche consigliere la partecipazione per quarantena da Covid-19.

L’ufficio di presidenza uscente del Consiglio regionale della Calabria si è riunito, infatti, questo pomeriggio in via d’urgenza per deliberare in ordine ai tempi e alle modalità di svolgimento della prima seduta dell’Assemblea per l’XI legislatura. I lavori furono rinviati per l’emergenza coronavirus una prima volta lo scorso 8 marzo, su richiesta della presidente della Regione condivisa da tutte le forze politiche, e poi il 17 marzo in seguito alla presentazione di una richiesta di sconvocazione firmata da 18 consiglieri di maggioranza. Le date individuate per la prima tornata di lavori sono, come già detto, quelle di giovedì 26 e venerdì 27 marzo prossimi.

L’ufficio di presidenza, al fine di pervenire senza ulteriori rinvii all’improcrastinabile insediamento del Consiglio regionale, ha approvato all’unanimità, in linea con i vigenti provvedimenti nazionali, ulteriori misure urgenti e straordinarie di sicurezza.

In particolare, si legge nella delibera, «le sedute del Consiglio regionale si tengono a porte chiuse, pertanto, l’accesso all’aula consiliare e alle relative pertinenze è interdetto ai visitatori, alle delegazioni, al pubblico, ai giornalisti ed ai collaboratori a qualunque titolo non espressamente autorizzati». Le sedute, viene ribadito, saranno trasmesse in diretta streaming mentre viene precisato che «tutti i presenti nel palazzo e nell’aula consiliare sono tenuti ad accedere ai locali muniti di materiali di protezione ed in particolare mascherine e guanti».
Tra le novità introdotte dall’ultima delibera, vi è la possibilità di partecipazione in modalità telematica alla sessione di lavori per quei consiglieri regionali che si dovessero trovare in quarantena. In tal caso, è onere del consigliere comunicare e autocertificare il proprio status entro 24 ore dall’inizio della seduta.
«Le date individuate del 26 e del 27 marzo sono davvero da considerarsi inderogabili. Abbiamo fatto tutto il possibile, attraverso nuovi e ancora più stringenti provvedimenti, per garantire a ciascun consigliere le massime condizioni di sicurezza in aula – ha dichiarato il presidente uscente Nicola Irto  –. Abbiamo inoltre introdotto, nel rispetto della legge, la possibilità del voto telematico per chi dovesse essere in quarantena. Adesso il Consiglio si riunisca, è indifferibile che la massima assemblea della nostra regione eserciti appieno le sue funzioni per attendere ai propri compiti istituzionali e anche perché è necessario esprimere un messaggio doveroso di rispetto verso chi, tra medici, infermieri, forze dell’ordine, militari e lavoratori dei servizi essenziali, sta combattendo contro un nemico invisibile esponendosi a gravi pericoli per la propria salute per difendere tutti noi». (rrc)

 

Nuovo rinvio del Consiglio regionale: basterà una settimana per attrezzare il televoto?

Nuovamente rinviata la prima seduta del Consiglio regionale prevista per oggi e domani e sconvocata ieri sera alle 22.30 dopo una richiesta firmata da 18 consiglieri della maggioranza (unico astenuto Giuseppe Graziano dell’Udc). È stato chiesto di attrezzare il Consiglio per rendere possibile una riunione in teleconferenza e permettere, in piena riservatezza, il televoto. Basterà una settimana per organizzare telematicamente la riunione del Consiglio regionale? C’è qualche serio dubbio.

Nella richiesta si legge: «L’emergenza legata alla diffusione dei contagi da Coronavirus, che già nei giorni scorsi aveva opportunamente portato – su accordo unanime di tutte le forze politiche – alla sconvocazione e riconvocazione della seduta in programma per il 9 Marzo, suggerisce oggi l’adozione di analogo provvedimento – o, in alternativa, la definizione di modalità ed accorgimenti consoni a tutelare la salute pubblica – per la seduta del 18 marzo p.v.

«Tale richiesta si fonda, anzitutto, sull’aggravamento della situazione sanitaria pubblica, segnata dal moltiplicarsi dei casi di contagio, dall’accertamento dei primi decessi e dal bisogno di dar corso alle molteplici iniziative di contrasto programmate in via d’urgenza: per come ormai a tutti noto, proprio i giorni a venire saranno del resto quelli in cui in Calabria – come in altre regioni del Meridione – si raggiungerà il picco dei contagi.

«Tuttavia, si osserva come detta scelta, suggerita dall’opportuno ossequio al principio di prevenzione e precauzione, che peraltro consentirebbe alla macchina amministrativa regionale di liberare risorse per svolgere il proprio lavoro nel modo migliore possibile sul fronte del contrasto all’emergenza, appaia necessaria anche per garantire il rispetto della normativa vigente: con Dpcm 9 Marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 Febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covd-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, attraverso l’art.1 si sono estese all’intero territorio nazionale le misure di cui all’art. 1 Dpcm 8 Marzo 2020, fissando in particolare il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico e rendendo così applicabile anche la previsione di cui all’art. 1 Dpcm 8 Marzo 2020, secondo cui “sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto […] comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato 1 lettera d) ed evitando assembramenti”. Detto orientamento è stato colto anche dal Decreto cd Cura Italia, adottato dal Governo in data 16 Marzo 2020, che all’art. 70, sebbene in riferimento ad enti diversi dalle Regioni ma con principi di facile estensione analogica, espressamente statuisce – in considerazione dell’emergenza sanitaria – che le sedute dei consigli comunali, provinciali e della città metropolitane possano svolgersi in videoconferenza, anche in riferimento a votazioni da svolgersi. D’altra parte, non sfugge neppure che la Camera dei Deputati abbia sostanzialmente deciso di sospendere di fatto, fino al 25 Marzo p.v., le attività in plenaria, restringendo al solo Mercoledì di ogni settimana le riunioni dell’Assemblea ma avendo cura di garantire in Aula una presenza dimezzata del numero dei parlamentari, al fine di poter assicurare il puntuale rispetto delle statuizioni normative in tema di divieto di assembramenti e di tutela della salute pubblica. Infine, ad adiuvandum, si sottolinea che anche altre Regioni hanno optato per lo svolgimento di lavori assembleari a distanza, in qualche caso previa adozione di specifica delibera da parte dell’Ufficio di Presidenza, secondo modalità che ben potrebbero essere ricalcate anche in Calabria, considerata la piena legittimità dell’Ufficio di Presidenza fino al suo rinnovo.

«Pertanto, per tutto quanto detto, appare opportuno sollecitare un aggiornamento della seduta del 18 Marzo ad altra data, nell’arco di una settimana al massimo, onde consentire che la stessa possa svolgersi in videoconferenza, attivando modalità tecniche tali da consentire la regolarità e la segretezza del voto, ferma restando la piena disponibilità a svolgere il lavoro d’Aula in tutta serenità more solito, qualora le condizioni sanitarie pubbliche e la normativa correlata dovessero conoscere evoluzioni in senso migliorativo e meno restrittivo». (rp)

 

AAA Assessore Sanità, astenersi incompetenti
Subito la firma al bilancio. La Giunta verrà poi

di SANTO STRATI – Se 50 giorni vi sembran pochi, rassegnatevi ad aggiungerne qualcun altro. Non habemus papam e la fumata è inesorabilmente nera, grazie anche all’irresponsabilità dei partiti della coalizione che cercano di conquistare posizioni a conferma di un illusorio potere che, in realtà, non hanno proprio. Le beghe interne della Lega tra i “locali” (Furgiuele, Molinaro e Rauti) e gli extraterritoriali (il commissario regionale Cristian Invernizzi, bergamasco con giustamente altri problemi in questo momento) s’infrangono contro le troppe indecisioni della Presidente Santelli. Arrivano a calabria.live centinaia di messaggi del tipo “esortate il presidente ad andare oltre, con coraggio”, come se fossimo interlocutori privilegiati in questa incredibile commedia delle parti cui i calabresi avrebbero volentieri rinunciato: non siamo consiglieri del Principe (machiavellicamente parlando) né aspiriamo ad esserlo, perché il nostro compito è informare. Osservare, ascoltare, non solo i politici ma anche e soprattutto la gente, quindi riferire, senza parteggiare per alcuno. È una questione di deontologia, i giornalisti facciano (sul serio) i giornalisti e basta.

Senza inventare nulla (al contrario di quanto sostiene la Santelli nei nostri confronti) facciamo il nostro lavoro riferendo le voci ricorrenti di calabresi che usano la testa che, ribadiamo, non vedevano male (già prima che scoppiasse la crisi Covid-19), un’intesa ad ampio respiro per il governo regionale, Figurarsi ora, con l’emergenza da affrontare. Guai, però, a parlare di larghe intese, quasi fosse una bestemmia. Bene, ma allora discutiamo dell’opportunità di trovare un accordo che superi le asperità e le ruvide posizioni che abitualmente dividono, com’è ovvio, maggioranza e opposizione, col solo obiettivo di raggiungere un comune traguardo. Che non è solo, ovvero non è più, il progetto di crescita e sviluppo della regione, bensì il superamento dell’emergenza coronavirus. Il contagio potrebbe diventare inarrestabile senza una seria prova di responsabilità da parte di tutti, anche da parte politica. Callipo, a proposito di larghe intese, ha detto a calabria.live che intende perseguire il ruolo di opposizione che gli è stato affidato dagli elettori: e che dovrebbe dire? Non è la minoranza che deve offrire opportunità, semmai – se gliela offrono – potrebbe coglierla. Ma la Presidente continua a ragionare in termini di distribuzione “equa” tra la coalizione nel rispetto di impegni presi prima del 26 gennaio. Solo che prima del 26 gennaio nessuno avrebbe potuto immaginare il flagello che si è abbattuto sull’Italia e, per fortuna, in minima parte nella nostra regione. Quindi qualunque scelta “irrituale” per la coalizione può trovare mille giustificazioni. In pratica, non vorremmo ritrovarci un assessore alla Sanità fine politico, ma assoluto incompetente in materia. La politica dei partiti deve mettersi da parte, date le circostanze, e ogni scelta non dovrebbe rispondere a rigidi criteri di spettanze pattuite in precedenza.

Peraltro, Jole Santelli che non scioglie il nodo della Giunta, continua a fare cose egregie. Per esempio la task force sanitaria di tutto rispetto, che ha messo su, scegliendo tre luminari della medicina: Raffaele Bruno, originario di Cosenza, lavora al San Matteo di Pavia ed è specializzato in malattie infettive e tropicali nonché è un ricercatore di terapie del virus Hiv; Paolo Navalesi, genovese, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche, è responsabile del reparto di anestesiologia e terapia intensiva dell’Università di Padova, ed è un grande esperto di rianimazione nei casi di insufficienza respiratoria; Franco Romeo, direttore dell’unità di cardiologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, reggino, ha un lunghissimo e prestigioso cursus honorum che lo pone tra i migliori cardiochirgurghi internazionali: «Per la nostra Calabria – ha detto Romeo a calabria.live – darò il massimo della mia esperienza e disponibilità». Una squadra di eccellenze in grado di affrontare con la giusta competenza tutti gli aspetti clinici dell’epidemia. Che potrebbe operare al meglio se ci fosse un adeguato assessore alla Sanità, in grado di mescolare competenza scientifica e capacità manageriale. Ci rendiamo conto delle evidenti difficoltà di individuare un profilo con queste caratteristiche, ma è necessario stringere i tempi. Certo se la scelta è obbligatoriamente vincolata al partitismo a tutti i costi, le difficoltà diventano insormontabili. Pressioni perché la Presidente abbia il coraggio di guardare alle capacità e alle competenze per il futuro assessore alla Sanità arrivano da tutte le parti sociali e non solo dell’opposizione.

Per esempio, secondo l’Unindustria regionale «Non è tempo di distinguo, prevalenza di appartenenze od interessi di parte, polemiche e critiche fine a se stesse. Questo è il tempo delle decisioni meditate e condivise da rendere operative in maniera efficace, efficiente e tempestiva. Alla Calabria – ha detto il presidente Natale Mazzuca – serve poter mettere in campo le energie migliori, ognuno per la sua parte, le proprie competenze e ciò che rappresenta. Serve con immediatezza una Giunta di alto profilo in grado di operare in maniera incisiva, adottando da subito una serie di interventi tendenti a fronteggiare con efficacia l’emergenza sanitaria e le criticità economiche, attenuandone gli inevitabili contraccolpi negativi sulle imprese, sull’occupazione e sui cittadini. Ogni giorno di ritardo rappresenta una colpevole miopia rispetto alla gravità della situazione ed un agire, di fatto, contrario alle esigenze ed agli interessi della collettività». Ieri mattina, la presidente Santelli ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo che hanno sottolineato come la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro si ponga con estrema urgenza per tutti gli ambiti lavorativi, a partire dalla filiera produttiva agroalimentare, strategica per la Calabria. «Abbiamo evidenziato – affermano i segretari confederali regionali in una nota la preoccupazione per la mancanza di Dispositivi Individuali di Prevenzione anche per medici, infermieri e operatori della sanità in genere, esposti in prima linea; intervenire rapidamente e superare la grave carenza è quanto mai decisivo per tutelare questa persone, il cui lavoro è essenziale per contenere la diffusione del contagio da Covid-19, così come è essenziale far sì che tutto il sistema della sanità calabrese sia messo in condizione di fronteggiare la grave emergenza in atto».

Più diretto ed esplicito Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria: «Non possiamo più permetterci di stare ad aspettare i tatticismi dei partiti: è ora che la Calabria abbia una Giunta e un Consiglio regionale operativi. In un momento come questo – ha detto – non si può lasciare una Regione senza una squadra di governo al completo, che sia composta da assessori autorevoli e competenti, e senza un’Assemblea legislativa nel pieno dei suoi poteri. Il Consiglio regionale, seppur con le dovute e necessarie precauzioni per garantire la sicurezza di tutti, deve insediarsi subito: l’ipotesi di un ulteriore rinvio è a mio avviso impraticabile».

E poi c’è il problema – ugualmente serio e urgente – dell’approvazione del bilancio entro il 30 aprile, per uscire dall’esercizio provvisorio. La presidente Santelli, a ben vedere, la Giunta ce l’ha già: ha l’assessore all’Ambiente (il Capitano Ultimo) che ha già preso possesso dei suoi spazi in Cittadella e aveva cominciato a lavorare convocando i sindaci della regione per il problema rifiuti, iniziativa poi stoppata dall’emergenza covid-19, e l’assessore alla Ricerca scientifica, Università e Istruzione (non s’è ancora capito se la delega comprende anche la Cultura) Sandra Savaglio. Le altre deleghe sono in mano alla Presidente finché non le assegna. Quindi, ripetiamo, la Giunta anche con due soli assessori c’è già. Oliverio era partito con tre assessori perché voleva prima far approvare le modifiche allo Statuto e alcune deleghe le ha addirittura assegnate un anno prima della fine della legislatura (Cultura a Maria Francesca Corigliano), mantenendo fino alla fine per sé la delega al Turismo. Nulla di scandaloso, rientra nelle norme di legge, magari opinabile sul piano della opportunità per la  piena funzionalità della Regione e dei suoi dipartimenti. Quindi, se la presidente ritiene di traccheggiare ancora nella scelta dei suoi assessori, non rinvii ulteriormente la firma del bilancio.

La convocazione del Consiglio regionale di domani, peraltro, risulta persino discutibile se non per quietare i malumori dei cittadini che mal digeriscono un’attesa così lunga per vedere al lavoro i nuovi consiglieri. Serve un Presidente del Consiglio? Certamente sì, anche se in questo momento, al di là della rappresentanza, non avrebbe molto da fare, viste le limitazioni imposte dall’emergenza. I consiglieri regionali possono senz’altro interfacciarsi via skype o in teleconferenza, ma in questo momento emergenziale mal si conciliano le limitazioni ai cittadini con le convocazioni di gruppo a Palazzo Campanella. Senza contare che per arrivare a individuare intese per l’elezione del presidente del Consiglio, dei due vicepresidenti, dei due segretari-questori un minimo di dibattito bisognerebbe pur concederlo agli inquilini di Palazzo Campanella. Un dibattito con le mascherine? Ci potrebbe anche stare, ma chi può escludere il rischio che nella, pur sanificata al massimo, sede del Consiglio, il subdolo virus di questa epidemia non s’insinui ugualmente e allarghi il contagio a familiari, assistenti e collaboratori dei consiglieri?

Non è facile capire cosa sia meglio. Una cosa è certa, per il Presidente del Consiglio, i due vice, i questori, la Calabria può anche attendere, sperando che il contagio riesca a venire fermato, ma i calabresi vogliono un responsabile alla Sanità che possa coordinare e organizzare ogni iniziativa per per l’emergenza. Senza togliere nulla alla capacità di fare, mostrata dalla Presidente e largamente encomiabile, non è opportuno che trattenga ancora per sé questa delega. Che, attenzione, va data a un calabrese, non per campanilismo, ma perché serve una persona che conosca questa terra e ci viva stabilmente, così da saper e poter operare senza indulgenze e ritardi. Servirà un assessore che stia in Calabria e, ripetiamo, conosca la realtà di questa regione. Non possiamo permetterci un assessore incompetente, o un competente a mezzo servizio che non sa nulla della nostra realtà sanitaria, economica e sociale e avrebbe bisogno di tempo per studiarla e capirla.

Se la presidente Santelli prova a guardare negli atenei calabresi troverà l’uomo o la donna giusti per questa delega. Per la sua ricerca interpelli chi ama profondamente la Calabria e ha la competenza per indicarle qualche nome: il Rettore della Sapienza di Roma, il cosentino Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, stimato farmacologo già allievo dell’ex presidente della Regione Pino Nisticò, anche lui insigne farmacologo, e lo stesso prof. Franco Romeo, già convocato nella task force sanitaria. Tutti quanti conoscono molto bene la Calabria e le grandi risorse umane e professionali che i suoi atenei custodiscono. La presidente Santelli è una donna intelligente, faccia allora la scelta giusta e non deluda i calabresi. (s)

COVID-19 / Corecom Calabria: estensione gratuita di wifi e traffico dati per l’emergenza

Il Corecom Calabria, a seguito della grave allerta sanitaria in corso, propone wifi e reti gratis per tutti, avendo rilevato «la necessità, da parte della popolazione della nostra regione, di utilizzare una elevata quantità di servizi che si ripercuotono sul consumo di traffico dati».

«Studenti, professionisti, ma anche intere famiglie e lavoratori dipendenti – si legge in una nota del presidente del Corecom Calabria, Giuseppe Rotta – sono costretti per un periodo di tempo ancora ignoto, all’interno delle proprie abitazioni. Questa condizione obbliga tutti, senza distinzione di classe sociale, fascia d’età o provenienza geografica, ad accedere a servizi informativi, economici, didattici, professionali. Una necessità alla quale dobbiamo saper trovare nell’immediato una soluzione. Per questa ragione – prosegue la nota del Corecom Calabria – chiediamo di individuare insieme alle compagnie telefoniche e di comunicazione, ed eventualmente con le associazioni dei consumatori, soluzioni che consentano a tutti gli utenti di poter accedere a formule che eliminino il “traffico extra soglia”. I Corecom italiani sono a disposizione con le loro competenze».

L’appello, concordato tra i presidenti del Coordinamento nazionale dei Corecom d’Italia, su proposta del presidente del Corecom Piemonte e coordinatore nazionale dei presidenti Corecom d’Italia, è stato già indirizzato, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per lo Sviluppo Economico, al Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, al Ministero per l’Istruzione, alla Commissione Parlamentare competente e all’Agcom.

«L’On. presidente della Giunta Regionale ed i sindaci delle maggiori città della Regione Calabria – si legge nell’appello – sono invitati a farsi parte attiva per il raggiungimento di tale obiettivi». (rrc)