Giornata dell’Ambiente, Tallini: l’impegno del Consiglio regionale per la sua tutela

Oggi, 5 giugno, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Per tale occasione, Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria, ha spiegato che «con il sostegno al Cammino Basiliano, progetto di riscoperta e valorizzazione del nostro territorio, fra fede, arte e storia, paesaggi incontaminati – dalla bellezza delle coste alla maestosità delle montagne – il Consiglio regionale della Calabria ha inteso porre un primo tassello di un più ampio programma politico teso alla tutela e alla promozione di politiche di sostenibilità e tutela dell’ambiente».

«I segnali d’allarme come i livelli di inquinamento, l’innalzamento delle temperature ed altre emergenze che già da tempo si profilano come una grave minaccia per l’ambiente – ha sottolineato Tallini – impongono un ripensamento globale delle politiche a tutti i livelli di governo che devono raccogliere le sfide della green economy, di sistemi di produzione compatibili con il rispetto dell’ecosistema, per la salvaguardia della biodiversità e la promozione di un turismo sostenibile e responsabile. Ed è proprio in funzione del connubio attività turistica-natura all’insegna dell’armonia e del rispetto, che l’Assemblea regionale ha riconosciuto valore e finanziato questa pregevole iniziativa che asseconda una dimensione di turismo lento ed esperienziale che ben si attaglia alle caratteristiche delle nostre realtà dentro la logica di un progetto teso ad aumentare la conoscenza e la fruibilità del territorio calabrese e dei tesori culturali ed ambientali che custodisce».

«Cultura, arte, ambiente – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – tradizione ed enogastronomia, piccoli borghi, antropologia, biodiversità, ecosistemi e paesaggio ambientale, agrario e forestale in questo ‘Cammino’ spirituale, di cristianesimo, di pellegrinaggio e di memoria, che inizia a Rocca Imperiale e si snoda fino a Reggio Calabria, soprattutto su sentieri e piste, per 1040 Km». (rrc)

In copertina, uno scatto al Parco Nazionale dell’Aspromonte

Eletta in Consiglio regionale la Giunta delle elezioni: è presidente Giuseppe Neri

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Giuseppe Neri, è stato eletto presidente della Giunta delle elezioniinsediata questa mattina da Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria.

Delle Giunta delle elezioni fanno parte i consiglieri Domenico Giannetta (Forza Italia), Pierluigi Caputo (Jole Santelli presidente), Sinibaldo Esposito (Casa delle libertà), Tilde Minasi (Lega Salvini), Domenico Bevacqua (Partito Democratico), Graziano Di Natale (Io resto in Calabria), Flora Sculco (Democratici Progressisti Calabria), Nicola Paris (Udc) e Francesco Pitaro (Gruppo Misto).

Il presidente Neri ha convocato la prima seduta del neo organismo per lunedì prossimo, 8 giugno, alle ore 11. (rrc)

Vitalizi ai consiglieri, infiamma la polemica: ops, m’è scappata la firma…

In chiusura del Consiglio regionale, lo scorso 26 maggio, il consigliere regionale Giuseppe Graziano presenta una proposta di legge che recita testualmente:  Modifiche alla legge regionale 31 maggio 2019, n. 13. Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e adeguamento alla D.L. n. 174/2012. Il Consiglio la vota all’unanimità. Si sciolgono le righe, è stata una giornata pesante, con l’illustrazione del programma di governo della presidente Santelli e sua successiva e piccata replica all’opposizione. Saluti con un gesto di mani, causa emergenza Covid, e tutti a casa.

Il giorno dopo scoppia l’inferno: la legge votata da tutti ripristina e concede il vitalizio regionale a tutti i consiglieri, anche quelli decaduti, anche a quelli che fanno un solo giorno in aula.

Apriti cielo! I Cinque Stelle, da tempo a corto di argomenti, si tuffano a pesce a gridano allo scandalo e, via via i consiglieri di opposizione, a partire da Pippo Callipo, si disimpegnano, ma la toppa, come spesso succede in questi casi, risulta peggiore del buco.

Il presidente Mimmo Tallini ha ritenuto di convocare a questo proposito la Conferenza dei capigruppo il prossimo 4 giugno per «concordare la procedura di cancellazione della norma sull’ammissione alla contribuzione volontaria e al conseguente beneficio della “indennità differita” dei Consiglieri regionali la cui elezione è stata annullata. Tale norma – ha spiegato il Presidente del Consiglio regionale – non è in linea con quanto stabilito nel 2019 nelle intese della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni italiane. La discussione in Consiglio regionale – sottolinea Tallini – sarà l’occasione giusta per un’operazione-verità sulla materia e per fare chiarezza sull’applicazione della legge n. 13 del 2019 che ha segnato una forte e netta discontinuità con il passato».

Pippo Callipo, a capo di Io resto in Calabria, in una nota afferma: «Ho apposto la mia firma, dopo quella di altri 7 capigruppo di maggioranza e di minoranza, su una proposta di legge che “non comporta maggiori o nuovi oneri a carico del bilancio regionale”. Così è scritto chiaro e tondo nel documento che mi è stato sottoposto in coda alla seduta di martedì 26 maggio e che risulta agli atti del Consiglio regionale. Non avrei mai avallato nulla che potesse aumentare i costi della politica. Se la modifica della normativa sui vitalizi si traduce, invece, in un aumento dei suddetti costi significa che mi è stato proposto di sottoscrivere un documento non veritiero e per questo mi tutelerò nelle sedi opportune».

«Tutti conoscono la mia storia personale e il mio modo di intendere la politica, nessuno può pensare che io sia alla ricerca di privilegi per me o per altri. Quello del taglio ai costi della politica – conclude Callipo – è un impegno che ho assunto in campagna elettorale e che intendo portare avanti con determinazione».

Sullo stesso tenore il consigliere del Gruppo Misto Francesco Pitaro: «Nell’ultima seduta del Consiglio regionale è stata approvata una modifica legislativa che prevede la possibilità per un consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata, previo pagamento dei contributi, di ottenere la cosiddetta  indennità differita che dal 2012 ha sostituito i vitalizi. Noi dell’opposizione – ha scritto su Fb – abbiamo votato con leggerezza ed in buona fede tale modifica legislativa inserita nell’ordine  del giorno, dopo il corposo dibattito sul programma di governo  illustrato dalla presidente Santelli, su richiesta del consigliere regionale Graziano. Una modifica che disallinea la Calabria dalle altre Regioni italiane e che  io credo sia indebita, inopportuna e finanche incostituzionale. Non vi è dubbio che se un Tribunale annulla l’elezione di un consigliere regionale quest’ultimo perde il relativo status giuridico e tutto ciò che da esso discende. Detto ciò, comunico che e’ mia intenzione impegnarmi, sin da subito, anche depositando una specifica  proposta di legge e coinvolgendo l’intera opposizione, per fare in modo che il Consiglio regionale cancelli quella  modifica. Il fatto che le Commissioni siano ancora congelate – conclude Pitaro –  rende possibile in Consiglio regionale l’inserimento di proposte equivoche che, soprattutto in frangenti di grande criticità come quello che viviamo, rischiano di  mettere in cattiva luce anche la buona politica e la stessa Istituzione-Regione». Pitaro ha poi presentato una proposta di legge per annullare le modifiche approvate alla legge 13 del 2019.

Anche i consiglieri Tilde Minasi e Filippo Pietropaolo della Lega hanno annunciato modifiche al provvedimento che sta suscitando un mare di polemiche: «Lunedì mattina depositeremo una proposta di Legge regionale per ripristinare l’inammissibilità alla contribuzione volontaria del consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata. Siamo certi che sulla proposta ci sarà la più ampia convergenza da parte delle forze politiche presenti in Consiglio. La necessità di una tempestiva abrogazione – concludono Pietropaolo e Minasi – nasce da profili giuridici e finanziari che non è stato possibile vagliare preventivamente. La nostra decisione dimostra di avere agito in buona fede e di non avere avuto alcuna volontà di introdurre un privilegio ingiusto ed illegittimo».

La senatrice Bianca Laura Granato contesta gli esponenti di Io resto in Calabria: «Callipo e il centrodestra – scrive in una nota al veleno – hanno fatto come Scajola, nel giustificare il loro voto favorevole ai magnifici vitalizi dei consiglieri regionali. Si tratta di un unico comitato d’affari. Hanno detto d’aver agito a loro insaputa, come se i calabresi fossero dei creduloni e non capissero il teatro dell’indecenza di questa melassa unica che siede nel Consiglio regionale della Calabria. Ricordo che Callipo cercava il voto utile nell’ultima campagna elettorale per le Regionali. Ora ne capiamo il perché. Noi eravamo stati chiari in tutto e per tutto sulla necessità di cambiare e invertire la rotta».

«I consiglieri regionali del centrodestra e del centrosinistra – conclude la Granato – hanno perso anche il senso della vergogna. Noi parlamentari 5 Stelle ci siamo ridotti l’indennità e abbiamo rinunciato per sempre al vitalizio. Costoro, invece, fanno i soliti giochini alle spalle e a danno dei calabresi, particolarmente colpiti dall’emergenza Covid. Sono dunque ingiustificabili e imperdonabili».

Secondo Alessandro Melicchio (M5S) «Sono sconcertanti le scuse dei pochi consiglieri regionali calabresi di opposizione che hanno versato lacrime di coccodrillo sulla legge che ha esteso i vitalizi anche ai politici che non dovessero completare la legislatura. Hanno incredibilmente dichiarato di non aver letto ciò che hanno votato, dichiarandosi favorevoli a loro insaputa, quindi, oppure che non immaginavano che la concessione di nuovi vitalizi potesse significare un esborso da parte della Regione, e quindi dei cittadini. Vorrei informare il consigliere Callipo che non esiste un giardino dei miracoli dove recuperare i soldi per pagare il suo vitalizio, come quello dei suoi altri colleghi. Al contrario, mentre solo l’8% dei contributi viene versato dai consiglieri, ben il 24% degli stessi è versato dal Consiglio regionale, quindi con le tasse di tutti i cittadini calabresi. E con solo 5 anni si ritrovano un bel vitalizio per sempre, comprensivo perfino del trattamento di fine mandato. Nella legge istitutiva di questi nuovi privilegi, del 31 maggio dello scorso anno, tra l’altro, – continua il parlamentare pentastellato – è ben specificato che i soldi necessari a rimpinguare le tasche degli attuali consiglieri regionali sarebbe stato recuperato dal taglio dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali, imposto dal Governo nella passata legge di bilancio. Ben un milione e duecento mila euro di risparmio, ottenuto grazie al Movimento 5 Stelle, che invece di andare ai cittadini, svanisce nei conti corrente dei politici della nostra regione. Altro che costo zero: i privilegi per i politicanti calabresi non finiscono mai, e maggioranza e opposizione, ancora una volta, hanno dimostrato di essere tutti uguali. Abbiano almeno il coraggio delle proprie azioni evitando di truffare i cittadini – conclude Melicchio – ma non stiano sereni, perché il Movimento 5 Stelle questa lotta non l’ha mai abbandonata e la porterà avanti con ogni mezzo».

«L’approvazione delle modifiche alla legge regionale 13/2019 è stata – secondo il segretario-questore dell’aula Graziano Di Natale (Iric) frutto di un chiaro errore a cui bisogna rimediare correndo ai ripari nella prossima seduta consiliare. La mia storia politica, sempre dedita all’impegno, al sacrificio e alla passione, parla da sé come la mia vita, orientata da sempre al lavoro e puntata verso esempi di onestà e correttezza e  non sono certo intenzionato a discostarmene neanche di un millimetro».

«Nella scorsa seduta del Consiglio regionale – aggiunge Di Natale – la discussione-lampo del punto illustrato come atto dovuto, con per di più la sottolineatura che non comportasse costi aggiuntivi, giunta alla fine di lavori consiliari che hanno impegnato l’aula per molte ore, ha determinato sicuramente una sottovalutazione della portata e del reale contenuto del provvedimento. Perciò, personalmente dichiaro sin da subito di rinunciare ai benefici della legge in questione e ancora di più propongo che la stessa legge venga abrogata dal consiglio regionale nella prossima seduta utile».

Da ultimo, Carlo Tansi, già candidato presidente per le liste civiche Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita, ha annunciato di avere lanciato «una petizione per cancellare l’oscena legge sui vitalizi approvata in soli 117 secondi il 26 maggio scorso dai consiglieri regionali calabresi, di destra e di sinistra. Distruggiamo il potere della casta calabra del Partito Unico della Torta (PUT).
Come tutti sanno, il 26 maggio scorso il consiglio regionale ha votato compattissimo, a tempo di record e senza neanche discuterla, una legge oscena con la firma di maggioranza e opposizione: un consigliere, anche se fa un solo giorno di legislatura, con questa nuova legge prenderà il vitalizio per tutta la vita… centinaia di migliaia di euro! Prende il vitalizio anche se decade per problemi giudiziari oppure perché un altro consigliere ha vinto un ricorso elettorale e subentra al suo posto. È uno schiaffo alla miseria delle tante famiglie calabresi che tra mille difficoltà cercano di superare questo drammatico momento post-coronavirus. Invito tutti i calabresi a sovvertire questa assurda situazione togliendo dalle mani di questi politici quello che si sono indebitamente presi con un colpo di mano, approfittando furbescamente del disorientamento generale post-coronavirus.  Invito i calabresi a firmare compatti questa sacrosanta petizione propedeutica all’indizione di un referendum con il quale chiederemo a gran voce l’annullamento di questa assurda legge». (rp)

Il dibattito in Consiglio regionale sul Programma di Governo della Santelli

In 65 pagine (contro le quasi mille del programma di Oliverio di cinque anni fa) la presidente Jole Santelli ha sintetizzato un progetto di governo che richiede unità d’intenti. Ovviamente l’opposizione non poteva essere convinta dall’enunciazione di una serie di punti essenziali che guardano allo sviluppo della Calabria e ha fatto notare che alla regione non basta una “lista della spesa”, per emergere. Risulta, però, evidente che il tipo di sforzo, di impegno richiesto dovrà superare le asperità, immaginabili nel confronto tra maggioranza e opposizione, per arrivare a un percorso comune che porti al bene comune, al benessere dei calabresi. Sono tanti i tempi che si devono affrontare insieme, pur nel rispetto delle diverse posizioni, ma l’auspicio è che si plachino le polemiche e si provveda a lavorare per un obiettivo che ridia fiducia ai calabresi e aiuti questa terra a venir fuori da una crisi che non è nemmeno italiana, ma mondiale. Si deve partire dai territori – ha detto la Presidente – proprio per rivedere totalmente il ruolo della sanità nella regione,

Presidente Jole Santelli

Il programma elettorale non può non tenere conto della pandemia e dunque va visto in questa ottica. Rimangono integri gli intenti. tre i pilastri: necessità di avere una visione della Calabria, bando alle singole azioni, necessità un progetto ed una visione più ampia.

1) fiducia che dovrà essere prevalene nei confronti dei cittadini e di questi nei confronti della Calabria.

2) reputazione, lo specchio con cui ci guardano gli altri. Il momento difficile vissuto ha fatto emergere l’idea di comunità ed il comportamento dei cittadini. L’esperienza Covid ha fatto emergere una delle problematiche pregnanti della Calabria: “la sanità”.

La Calabria ha tenuto bene, dal punto di vista sanitario, in costanza di Covid.

Oltre mille tamponi al giorno vengono effettuati per il contenimento dell’epidemia: 1 test ogni 33 abitanti. C’é stato un piccolo rallentamento in fase di comunicazione dei dati a causa dei rientri entro i confini della Regione, ma che grazie anche al supporto della regione Campania è stato superato. La Calabria è pronta, comunque, ad aprire anche al traffico europeo.

Per ciò che attiene alla salute in senso lato, la politica deve fare mille passi indietro, privilegiando le figure dei tecnici e di chi opera fattivamente.

Necessario discutere seriamente sulla struttura organizzativa della sanità. Necessario rivalutare la medicina territoriale, mettere mano al piano sanitario e comprendere come soddisfare i bisogni dei cittadini. Supportare la ricerca per enfatizzare e rafforzare le eccellenze. Necessario evitare campanilismi da parte della politica, si farà quello che serve dove serve.

3) Sfida. Importante pretendere il massimo da ognuno di noi.

La programmazione europea rappresenta una sfida, non si sarà giudicati sulla spesa, ma sul raggiungimento di obiettivi. Su richiesta del Governo sono state previsti allentamenti e rivisitazione degli Assi. Necessaria una nuova governance, una commisione tecnica con i dipartimenti, ineluttabile che la sfida lanciata dall’Unione europea venga raccolta. Tema delicatissimo è la politica del Welfare e delle politiche sociali. Il miglioramento della vita dei cittadini è sintomatico della giusta politica. Alcuni bandi sono stati previsti, diversi gli ambiti di intervento, sarà necessario in autunno valutare quali siano state le conseguenze della pandemia. Importante l’attenzione alla persona, attraverso anche la previsione di una norma per attenzionare gli ultimi. La regione Emilia ha attraverso i Caregiver cercato di sopperire a carenze rilevanti della società moderna.

Trasporti ed infrastrutture. Uno dei maggiori problemi allo sviluppo è rappresentato dalla carenza di infrastrutture per colmare il gap rispetto alle altre regioni. L’Aeroporto di Lamezia Terme è inconcepibile che sia scollegato dalla stazione ferroviaria. Altro problema è il collegamento del porto di Gioia Tauro, struttura strategica per la Calabria, con le ferrovie. L’aeroporto di Reggio Calabria. La Calabria ha un’alta percentuale del territorio zona protetta, rimane il dubbio su quando diventerà una ricchezza, stesso discorso vale per la produzione boschiva.

I rifiuti rappresentano un problema anche a causa di una cattiva gestione, il piano rifiuti deve essere rivisto ed improntato su un sistema integrato del ciclo dei rifiuti ad ecomomia sostenibile. Gli impianti di nuova generazione sono possibili ed auspicabili anche perchè meno costosi.

Governo del territorio: necessario una pianificazione unitaria non frastellata a causa delle iniziative dei singoli comuni.

Agricoltura: valorizzare e tutelare non solo i marchi conosciuti, ma tutte le diversità e le produzioni. La previsione di un registro unico dei controlli per le aziende.

Sviluppo economico: 1017 imprese sono state interessati dalla chiusura per pandemia. I bandi messi in campo hanno voluto dare fiducia ai cittadini attraverso, non una commissione per la verifica dei requisiti, ma attraverso l’autocertificazione. La Regione deve pensare al rilancio attraverso un sistema di internazionalizzazione che sia attrattivo di finanze.

Turismo: le strutture turistiche hanno registrato una perdita di 50 milioni. 15 milioni di euro rivolti ai giovani con una dote di 200 euro a testa. Una misura di 25 milioni di euro è stata previste per gli alberghi.

La mancanza di lavoro è la conseguenza di tutte le problematiche connesse. Importante il contributo delle Università per individuare le professionalità necessarie e di cui la Calabria è carente.

Il turismo non può essere quello delle spiagge, ma anche e soprattutto quello culturale e dei borghi. La digitalizzazione, a cominciare dalla macchina regionale, dovrà rappresentare un servizio ed essere funzionale ai cittadini ed a combattere, attraverso la trasparenza, la criminalità organizzata.

Domenico Bevacqua (Pd)

«Ci si sarebbe aspettati non la lista della spesa, ma proposte reali ed efficaci, quello che emerge dalla relazione è la genericità. Sembra che il tempo si sia fermato al periodo antecedente alla pandemia. Manca una visone politica che tenga conto della nuova fase (quella del Covid), ha resettato uno dei capisaldi della campagna elettorale che vedeva una govrnance improntata sul “noi”. Si assiste ad una sorta di accentramento e di svilimento della burocrazia regionale, attreverso la concentrazione di potere in mano a pochi, referenti diretti della presidenza. Questo metodo non potrà far avanzare la Calabria. Nella relazione programmatica sembra esserci molto cuore, ma poche iniziative. Le azioni di Governo hanno garantito e tutelato i cittadini nella fase acuta dell’epidemia. Nella relazione mancano gli elementi cardini sulla centralità nella gestione sanitaria e del decreto 35 che ulteriori danni al sistema sanitario ha creato. Le linee programmatiche non tengono conto di elementi cardini del sistema sanità, non fa alcun cenno al decreto Rilancio ed a ben 18 art. in cui si parla di sanità. Nulla, dunque, di nuovo sulla sanità è stato detto e sul sistema ospedaliero. Necessaria una legge di riforma del welfare e del sistema assistenziale. Saluta positivamente l’uscita dei bandi per le imprese, ma un forte rischio si appalesa per gli eventuali controlli in presenza della semplice autocertificazione. Nulla è stato detto su come potrebbero essere utilizzati i recovery fund. Necessario capire come si intenda rimodulare i fondi comunitari, ci si sarebbe aspettati una relazione sulle sorti della Calabria in costanza dell’epidemia da Covid. L’opposizione ha chiesto maggior coinvolgimento, un nuovo coraggio servirà per spogliarsi dai ruoli e dare maggiore autorevolezza. I fondi comunitari, quali elementi di programmazione, avrebbero dovuto essere approvati dall’Aula. Nulla è stato detto per le aree interne, nulla sull’ambiente, nulla sulla metropolitana leggera di Cosenza».

la legge sui rifiuti non ha funzionato, non la legge quadro, che prevedeva tutte le misure indicate dalla Presidente, ma la sua applicazione a causa della mancata assunzione di responsabilità da parte dei Comuni. Rilancia la proposta di pensare, per la Calabria settentrionale a tre mini Ato. Auspica un maggiore coinvolgimento dell’opposizione, perchè le problemantiche da affrontare saranno difficili e serve l’apporto di tutti.

Tilde Minasi (Lega Salvini)

Ringrazia la Presidente per la relazione svolta e per il programma annunciato. Auspica un intervento culturale che porti alle reali pari opportunità tra uomo e donna, dal punto di vista professionale che anche il covid-19 ed il conseguente lavoro in smart working hanno evidenziato. Ringrazia la presidente Santelli e non certo il governo Conte per aver affrontato con determinazione attraverso giuste iniziative la pandemia. Importante valorizzare le risorse calabresi, condivide l’approccio della Presidente nell’individuazione di un percorso che sarà sicuramente difficile ed articolato. La creazione di un brand Calabria per consentire un salto di qualità. Si congratula con i sanitari calabresi per la gestione del covid e con il GOM di Reggio Calabria che si è posto all’attenzione internazione per le intuizioni scientifiche per la lotta al virus. Accoglie favorevolmente l’attenzione della Presidente sulle infrastrutture nevralgiche per lo sviluppo calabrese quali il porto di Gioia Tauro e gli aeroporti regionali. Gestire la Calabria non sarà facile, ma i bandi del “Riparti Calabria” rappresentano un buon avvio. Necessario dare fiducia ai cittadini e nel rispeto del ruoli, il coinvolgimento di tutte le parti in causa.

Nicola Irto (Pd)

Dà atto alla presidenza del fatto che la pandemia ha cambiato la prospettiva anche del programma di governo. Ci si sarebbe aspettati di osare di più in tema di sanità. Ha aperto un contenzioso col Governo sulle riaperture, nulla è stato detto e pensato sulla sanità sul fallimento privatisto che ha visto il fallimento della sanità lombarda. Necessario un progetto di legge in tema di riforma della sanità da portare in discussione, condivisibile l’unione di Spoke ed Ab, il momento storico ha determinato un’apertura e la possibilità di intervento in materia sanitaria e non solo e sarebbe opportuno approfittarne positivamente. La programmazione comunitaria non può non essere condivisa e dovrà avvenire tenendo conto delle difficoltà dei comuni e mettendoli nelle condizioni di poter essere protagonisti, attraverso l’assunzione di personale, l’informatizzazione. La pianificazione territoriale e l’ambiente possono contare sulla legislazione vigente, approvata all’unanimità e relativa alla consumazione del suolo, molte altre norme su scuola, cultura possono essere finanziate. Sugli aeroporti serve una sferzata. I dati su Gioia Tauro, dalla Presidente non hanno tenuto. Non si evince dal programma una visione degna di essere valutata positivamente. I problemi nuovi non possono essere affrontati con metodi vecchi, la Calabria e le regioni del sud subiranno più del resto del Paese gli effetti della pandemia.

Filippo Maria Pietropaolo (Fdi)

Ringrazia la Presidente per la fermezza dimostrata nella gestione dell’emergenza e per l’ordinanza emanata, in contrasto con le previsioni del Governo. La ringrazia per le azioni messe in campo, si riferisce al “Riparti Calabria” che ricorda ha stanziato oltre 170 milioni di euro e che daranno un sostegno in termini di liquidità per diverse categorie di imprese, cittadini che danno il senso del modus operandi della Giunta. Per ciò che attiene alle linee programmatiche emerge la concretezza. Il lavoro è il problema dei problemi, il sistema di formazione e lavoro va cambiato ed è necessario il sostegno alle imprese attraverso forme di incentivazione che parte dalla formazione, non sono gli enti di formazioni a dover dettare le regole, ma il mondo del lavoro, gli operatori del settore. Il brand è fondamentale, l’immagine di una Calabria diversa va riproposto in tutti gli ambiti, l’informatizzazione e la trasparenza dovranno essere messi a servizio dei cittadini. Si è pervenuti alla riprogrammazione comunitaria in tempi record, il registro degli aiuti di Stato dell’emergenza non è stato ancora approntato e dunque anche gli aiuti da parte della Regione dovranno slittare.

Libero Notarangelo (Pd)

Intervento improntato principalmente sulla Sanità che rappresenta uno tra i tanti problemi dei problemi. Se il virus avesse colpito per prima la Calabria gli effetti sarebbero stati devastanti. La Calabria ha il peggior sistema sanitario d’Italia, determinato da un combinato di tagli sul personale, sulle risorse, non sicuramente sulle professionalità espresse dalla Calabria che hanno dato prova del loro valore in vari ambiti nazionali ed internazionali. Ci si spreca a ringraziamenti nei confronti dei sanitari, quando in realtà dal 2000 al 2018 si è registrata una riduzione del 15% dei posti. Cita il giudice Gratteri che ha evidenziato l’alto livello di infiltrazione mafiosa nell’amministrazione sanitaria. La sanità calabrese è penalizzata da una distribuzione iniqua delle risorse nazionali, ne discende la migrazione sanitaria.

Altro elemento negativo è il perenne conflitto di interesse con la sanità privata. La sanità, per funzionare, e nel rispetto del dettato costituzionale non può che essere pubblica. Il federalismo ha inasprito i conflitti ed aumentato le differenze nell’erogazione del servizio sanitario. E’ arrivato il momento di scardinare il sistema di utilizzo della sanità a fini elettorali. Il salto di qualità passa attraverso il rilancio della medicina del territorio, delle strutture di prossimità. La sfida è quella di partire dalla sanità per il rilancio della Calabria e le linee programatiche illustrate non ne hanno tenuto debito conto.

Filippo Mancuso (Lega Salvini)

Lette le parti salienti delle linee prorammatiche, non possono che essere condivise, dichiara. Sarebbe opportuno ed inderogabile mettere in atto un piano dei porti che prevede quattro porti nell’area tirrenica ed altrettanti nell’area ionica ai fini dell’implementazione del turismo unitamente ad una politica dei prezi del trasporto aereo, nonchè col completamento della 106 e della rete ferroviaria. Un problema ataviso su cui intervenire è la depurazione. In agricoltura un posto di rilievo va riservato alla valorizazione dei prodotti. Tutti gli interventi devono passare attraverso la riorganizzazione burocratica dell’amministrazione. Ringrazia la Giunta e gli assessori che hanno interloquito con le aziente per l’ottimizzazione di bandi messi in campo. Sarà necessaria, per velocizzare la macchina burocratica, un’intensa innovazione tecnologica.

Giuseppe Aieta (Dem. Progressisti)

L’incipit del ragionamento della Presidente è condivisibile ma, rammenta, non si parte dall’anno zero. La Presidente dimentica di citare che sulla sanità c’è stata una battaglia perchè l’Aula non ha potuto legiferare su una materia che impegna l’80% delle risorse regionali. La reputazione si fonda su quello che si fa e sul rispetto degli impegni assunti, sul punto nascita di Cetraro, ad esempio, si attendono delle risposte. Il POR della Calabria ha registrato un notevole avanzamento e è stato premiato per aver rispettato gli standard. Non si parte dall’anno zero per quanto attiene all’adeguamento sismico e neppure alla gestione dei porti. La minoranza ha agevolato il dialogo, comprendendo il momento, ma l’unità implica reciprocità e riconoscimento del lavoro degli altri.

Chi governa ha il compito di valorizzare quanto fatto. La relazione è una relazione sciapa che si infrange su alcune dimenticanze.

Flora Sculco (Dem. Progressisti)

Il momento storico è difficile e, purtroppo, il futuro imminente non lascia spazio a facili ottimismi anche a causa del reiterato modus operandi delle amministrazioni che si sono succedute, dichiara. Tante volte anvanzate proposte, piani, progetti, ma non si è cresciuti nè è garantita una condizione dignitosa ai calabresi. Le responsabilità sono addebitabili ai governi regionali, ma molto di più ai governi statali. Alle buone idee bisogna affiancare le strategie, il programma non può rappresentare un rito che poi si accantona, ma deve rappresentare la strada per il raggiungimento degli obiettivi. L’Italia ha riaperto dopo il fermo, il futuro sarà duro da affrontare, soprattutto per la Calabria potrebbe assistere allo scippo dei fondi strutturali. La Presidente in questo avvio di legislatura ha avuto un comportamento altalenante, il braccio di ferro col Governo è apparso inutile e provocatorio. Per creare ed alimentare la fiducia serve coerenza e rispetto degli impegni. Le sfide elencate nel programma potranno essere affrontate solo con la creazione di una squadra formata dalle forze di maggoranza ed opposizione, nel rispetto di ruoli e funzioni, ma con spirito costruttivo.

Baldo Esposito (Casa delle Libertà)

Bisogna riconoscere l’onestà intellettuale della Presidente nel non aver intriso di vittimismo il suo discorso programmatico, è nelle condizioni di parlare di alcune cose fatte e non solo di ciò che si farà. L’istituzione regionale gode di maggior fiducia da parte dei cittadini e ha dimostrato autorevolezza anche in occasione del contenzioso col Governo. Relativamente alle polemiche sulla gestione dei tamponi, precisa che si è prontamente ed efficacemente ovviato ai ritardi iniziali e che la corretta gestione della pandemia ha portato ad un indice di trasmissibilità basso. La ripartenza non può che avere origine dalla rivisitazione della rete ospedaliera e dalla creazione delle grandi strutture ed a tale proposito è necessario vigilare sulla costruzione dei nuovi ospedali. Altro aspetto da cui non si può prescindere è il lavoro ed evitare la creazione di nuovi precari. Il welfare necessita di una nuova riforma per evitare l’applicazione della precedente che determinerebbe un disastro. Plaude al “Riparti Calabria” ed alla collaborazione messa in atto per arrivare alla sua applicazione. Le risorse impegnate 52 milioni nel turismo di cui 25 milioni riservati alla strutture alberghiere daranno ossigeno ad un settore pesantemente interessato dalla crisi. Un problema impellente da affrontare è quello dei comuni e dell’impossibilità, da parte degli stessi di gestire la destinazione delle risorse.

Chiede alla Presidente la previsione di clausole valutative per monitorare l’efficacia dei provvedimenti approvati.

Francesco Pitaro (Gruppo Misto)

Fiducia, reputazione, sfida… termini inoppugnabili, ma generici e privi di concretezza dichiara. Il Consiglio regionale è stato emarginato e privato delle sue prerogative, basti pensare alla mancata costituzione delle Commissioni, organo fondamentale per il funzionamento della Regione. Bisogna ripristinare il rapporto Giunta – Consiglio. Di quanto accaduto con l'”ordinanza della discordia” che ha visto la Calabria soccombere dinanzi al TAR, il Consiglio non ha potuto dire la sua, prosegue. La divisione degli Organi regionali pesa sulle inziative assunte in sanità, sul welfare, persino sui bandi avviati che hanno lasciato fuori tanti ambiti. Necessaria la costruzione di un comitato tecnico scientifico che faccia luce sugli effetti negativi causati dal Covid.

Carlo Guccione (Pd)

La pandemia ha cambiato profondamente lo scenario, è fatto obbligo mettere al bando il trasversalismo, il consociativismo. Bisogna, insieme, operare per salvare le nuove generazioni, alle quali non potrà essere garantito quanto fino ad oggi è stato garantito. Nuove modalità, nuovi strumenti, nuove categorie vanno previste per uscire dalla situazione odierna. Il Governo ha garantito il trasferimento delle risorse. La Calabria oggi avrebbe risorse consistenti da spendere, intervenire sulla sanità è indispensabile e la messa in rete degli spoke ed ab sarebbe condivisa dalla minoranza, dovesse rimanere la situazione odierna avrebbero la meglio la ‘ndangheta e la politica. Quattro miliardi di euro sono nelle disponibilità della Regione per la costruzione degli ospedali, si potrebbe chiedere al Governo l’applicazione degli strumenti messi in campo per la costruzione del ponte di Genova. Il momento è eccezionale ed eccezionali dovrebbero essere le misure, plaude all’iniziativa dell’assessore Orsomarso e la richiesta del durc per l’accertamento dei requisiti è una cosa a cui si può pensare successivamente. Finalmente si parla di sanità territoriale, una vera e propria rivoluzione deve essere prevista anche per il welfare, i due settori dovranno necessariamente andare a braccetto. Necessaria, dunque, un’azione che unisca alla fiducia la responsabilità e, considerata la riduzione della distanze, imposte dalla pandemia, alla politica, anche la condivisione ed unità

Graziano DI Natale (Iric)

La politica ai tempi del covid è cambiata, bisogna rappresentare le istituzioni in maniera solidale. Gli avversari politici, non sono nemici, ma interlocutori. Il momento impone una rimodulazione dei fondi europei, lavoro, infrastruture, anche il Consiglio deve essere snello, le Commissioni dovranno essere propedeutiche a ciò, invita il presidente Tallini ad accelerare sulla costituzione delle Commisioni. La sanità appassiona tutti, da molti anni, ma puntualmente ci si trova ad affrontare le stesse problematiche. La Calabria ha avuto la fortuna di non essere molto colpita dal contagio, il numero esiguo dei tamponi fatti ci porta al quintultimo posto tra le regioni italiane sull’accertamento della presenza del virus. La fortuna della Calabria è stata quella di aver avuto molti contagiati asintomatici che hanno evitato l’affollamento dei pronto soccorso, ma la sanità territoriale ha abbandonato molti positivi, per l’assenza dell’infettivologo. Facile elogiare gli operatori sanitari per il gravoso lavoro fatto senza garantire, come avvenuto per gli operatori del 118 della provincia di Cosenza, le legittime retribuzioni. Il settore turismo deve essere messo sotto la lente di ingrandimento e destinatario di attenzioni, anche normative, per operare in sicurezza. Un apporto costruttivo dovrà essere dato per l’abbattimento delle barriere determinate dalla burocrazia. I cittadini non dovranno assistere allo scarica barile delle responsabilità, ma avere risposte. Chiede all’assessore Orsomarso garanzie sul funzionamento delle piattaforme, per consentire a tutti l’accesso anche ai territori con copertura di rete debole.

Vito Pitaro (Jole Santelli Presidente)

Prende le distanze da chi contestava l’assenza di visione politica e strategica del programma. L’azione politica della Giunta di questi mesi smentisce le accuse di fumosità del programma. Molti sono stati i decreti messi in campo e liquidità destinate a diverse categorie, contrariamente a quanto detto e non mantenuto dal governo Conte. Molta attenzione deve essere rivolta a tutte le aziende che non riusciranno a ripartire, attraverso la previsione di un piano a sostegno. La sanità post Covid, è evidente, non potrà essere la stessa, quello che non cambia è il giudizio negativo che i cittadini hanno della sanità tanto da indurre i cittadini ad un comportamento per evitare di doversi rivolgere alla strutture sanitarie. L’obiettivo dovrà essere quello di uscire dal commissariamento, ma qualora non ci fossero le condizioni, sarebbe opportuno che la Regione avesse pari dignità nella sua gestione. Altro elemento da scongiurare sarà il federalismo fiscale e le conseguenze nefaste che ne discenderebbero, invita l’opposizione ad una battaglia comune nei confronti del Governo)

Giuseppe Graziano (Unione di Centro)

La pandemia ha messo in evidenza lo spirito di comunità dei calabresi. L’azione decisionista della presidenza che ha determinato una visibilità mediatica è stata positiva, dichiara. Lo spirito di comunità dovrà essere lo spirito e, nel contempo, l’obiettivo che anima l’azione di governo. Necessario lavorare per far partire gli investimenti, le infrastrutture, far ripartire la Calabria. Lo spirito di collaborazione e di squadra dovrà essere alla base dell’agire politico di maggioranza e minoranza. Va affrontata la platea della nuova povertà che aumenta e previsti interventi strutturali in ambito sanitario per affrontare agevolmente la fase 2. Non bisogna demonizzare la sanità privata, ma non deve prevalere a danno della sanità pubblica. Sull’accertamento della presenza del virus si sta operando efficacemente, l’effettuazione dei tampone è nella media nazionale. Plaude all’iniziativa del presidente Tallini a favore delle mense ed empori della solidarietà, ritiene necessario assumere iniziative finalizzate all’emersione del lavoro nero. Ritiene incomprensibili alcuni epiteti utilizzati nella definizione del programma di governo utilizzati da qualche componente della minoranza, auspica una collaborazione stretta tra minoranza ed opposizione avendo a cuore e mettendo al centro la persona.

Giovanni Arruzzolo (Forza Italia)

Pur comprendendo, politicamente, le ragioni delle critiche mosse, da parte di alcuni componenti la minoranza, alla relazione della presidente Santelli, ritiene necessario operare con spirito di collaborazione ed in sinergia per dare speranza ai calabresi)

Jole Santelli (in replica, a chiusura)

La Presidente della Giunta regionale, Jole Santelli  ha preso la parola a chiusura del dibattito per ringraziare i consiglieri per lo spirito costruttivo e la serietà degli interventi da parte di tutti i consiglieri.

«Lo spirito interventista della mia azione, come è stato definito da alcuni è stato determinato dalla difficoltà del momento e dalla necessità di intervenire in tempi rapidi. stigmatizza il voler intravedere conflitti di interesse in sanità. Come preannunciato dal ministro Speranza, la gestione della sanità non può avvenire in termini ragionieristici.

In risposta a quanto richiamato in precedenza sul commissariamento in sanità, la Santelli ritiene che l’obiettivo di ogni regione è quello di uscire dal commissariamento, ma non è intenzione di questa presidenza aprire un contenzioso con i commissari, nè col Governo, ognuno deve recitare il proprio ruolo. Infine, concorda sul fatto che il decreto Calabria sia stato uno schiaffo dato alla Calabria. Risponde ad alcuni quesiti emersi nel corso del dibattito, ritiene costruttivo ed un bene per la Calabria ed i calabresi operare in sinergia, ribadisce ampia disponibilità di ascolto.

Il ‘Programma’ non convince l’opposizione
La Santelli difende la sua “visione strategica”

L’illustrazione delle linee del programma è stata un tranquillo scorrere di numeri, di traguardi, di impegni, di progetti e anche di sogni. Ma la vera Santelli si è vista nella seconda parte, quando, alla fine del dibattito, ha voluto replicare. Secca e decisa, per riaffermare un tratto del suo carattere che può piacere o meno ma che aiuta non poco a “dirigere la baracca” adeguatamente. Cosa decisamente non facile non solo in Calabria e soprattutto, con lo spettro del contagio da coronavirus che si fa sempre più temibile, proprio quando sembra allontanarsi.

La verità è che il suo discorso trasuda di ottimismo e e non lascia spazio all’indecisione. A chi le contesta di aver agito “contro il Governo”, la sua squadre replica che finalmente s’è parlato di Calabria non per fatti delittuosi di mafia. La Calabria protagonista, con scelte difficili e discutibili, ma sicuramente in primo piano: quanto sarebbe costata una campagna d’immagine come quella ottenuta con la scelta di chiudere anzitempo i confini e aprire al tavolino “libero” prima degli altri?

Avevamo insinuato che fosse un’abilissima mossa di marketing territoriale: non solo ribadiamo la nostra idea, ma aggiungiamo che è anche la palese dimostrazione di come si faccia politica. Con grinta, identità e, soprattutto, voglia di vincere. La Santelli non fa certo rimpiangere l’immobilismo di Oliverio o il dirigismo di alcuni suoi predecessori: è un modo molto “politico” di guidare una Regione, non per cercare consensi, ma per costruire. Il vicepresidente del Consiglio Irto ha lanciato un’offerta di disponibilità. Sarebbe magnifico se, cessate sterili polemiche, si tentasse di costruire un modello di sviluppo con il concorso di tutti. Vedremo. (s)

Il documento integrale delle Linee programmatiche della Presidente Santelli

FIDUCIA E REPUTAZIONE, COSÍ S’AFFRONTA LA SFIDA

La Santelli: guardare al territorio se si vuole sviluppo

Tre sono le parole chiave che la Presidente ritiene essenziali: fiducia, reputazione, sfida. E proprio su queste Jole Santelli ha costruito la sua relazione di 65 pagine col programma di governo illustrato ieri in Consiglio regionale.

Santelli ha iniziato il suo intervento ricordando i mesi dell’emergenza coronavirus. «L’esperienza del Covid 19 – ha detto – ci ha lasciato un grande senso di comunità. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio di esperienza, che deve rimanerci scolpito nella pelle».

La presidente della Regione ha messo al centro del suo programma la salute, «non in quanto organizzazione della sanità, ma in quanto diritto di ogni cittadino. In questi mesi – ha detto – abbiamo toccato con mano la precarietà delle strutture sanitarie calabresi, ma anche la grande capacità dei singoli e della rete di esserci e di fare resistenza. Siamo andati bene: ci siamo collocati tra le ultime regioni in fatto di contagi, anche grazie alle rigide prescrizioni incluse nelle ordinanze della Regione e alla capacità dei cittadini di rispettare le regole».

Sulla polemica dei tamponi “fantasma”, la presidente Jole è stata pungente: «Non facevamo i tamponi per nascondere i dati? Facciamo più di mille tamponi al giorno, riportati da un bollettino ufficiale. Abbiamo effettuato oltre 60mila tamponi singoli, un test ogni 33 abitanti, una delle medie più alte tra le regioni meno colpite dal virus. Voglio rassicurare i cittadini: continueremo a farli».

Per quanto riguarda i ritardi registrati nei giorni del terzo esodo verso la Calabria, la Santelli è netta: «In tutta Italia solo la Calabria, unendo le forze dei dipartimenti di prevenzione, del 118 e delle forze di polizia, ha fatto controlli a tappeto nelle stazioni, negli aeroporti e sulle autostrade. In quelle settimane abbiamo effettuato più di 6mila tamponi e dovevamo smaltirli. In quei momenti abbiamo avuto dei ritardi e per questo ci siamo fatti aiutare dalla Campania, tra l’altro utilizzando una struttura che la Calabria contribuisce a pagare. Con i controlli abbiamo insomma fatto più di qualsiasi altra regione. I dati finali sono confortanti».

Ora, secondo la Santelli, è importante capire come gestire anche la fase economica. «Al momento – ha affermato – siamo nelle condizioni di dire sì alla possibilità che il governo apra alla mobilità regionale. Allo stesso modo, se il 15 giugno ripartirà il traffico interno europeo, noi ci saremo. Useremo i tanti sacrifici fatti dai calabresi per evitare il tracollo economico e affrontare la stagione turistica in arrivo».

Sulla questione sanitaria, nello specifico la Santelli ha chiarito che «parlare di salute significa mettere al centro i cittadini e i suoi bisogni, non le strutture sanitarie in quanto tali. È stato detto mille volte: la politica deve fare mille passi indietro privilegiando competenze e meritocrazia. Dobbiamo mettere mano al piano sanitario, che va in parte rivisto. Bisognerà innanzitutto discutere dell’attuale struttura organizzativa: non è possibile che gli ospedali spoke sia sconnessi dagli hub. Dovremo poi lavorare su un concetto di salute nuovo e non “ospedalocentrico”, favorendo la medicina territoriale e di prossimità. Alla politica chiedo lo sforzo di evitare campanilismi nell’ottica di una strategia del territorio».

Altro tema delicato è quello dell’edilizia sanitaria, «su cui è necessario – ha evidenziato ancora – un dibattito serio. Sulla partita degli ospedali ci giochiamo tantissimo. Mi auguro che il governo, nel decreto Semplificazione, inserirà una norma “Morandi”, che significherà andare in deroga e permettere l’accelerazione della spesa dei lavori pubblici per mettere in moto l’economia reale e dare risposte serie ai cittadini. Una delle parole chiave è sfida: se possiamo avere l’eccellenza, perché accontentarci della mediocrità?».

Un altro grande impegno riguarderà la programmazione nazionale ed europea: «Lo dice anche la Commissione europea: la sfida non sarà sulla spesa, ma verremo valutati, finalmente, sul raggiungimento degli obiettivi. Per farlo, dobbiamo immaginare una nuova governance dei fondi europei, che sia fatta da un livello politico, da una commissione tecnica con i direttori generali e con il partenariato istituzionale, sociale ed economico. È un processo ineluttabile, una sfida stimolante, perché significherà dare un’anima alla programmazione europea».

La presidente Santelli ha poi ricordato i diversi provvedimenti per il welfare approvati in pochi mesi: dai contributi per le spese sostenute dagli universitari fuori sede ai 25 milioni destinati ai Comuni per far fronte alle esigenze farmaceutiche e alimentari dei cittadini, dai 5 milioni per i tirocinanti («di cui il governo si è dimenticato») fino agli stanziamenti per il Banco alimentare.

«Un’azione di governo – ha spiegato ancora la governatrice – non può non misurarsi sulla qualità della vita. La nuova sfida, nel prossimo autunno, sarà capire davanti a cosa ci troveremo in termini sociali. Dovremo cioè capire le conseguenze della pandemia sulla vita reale. Ci sono dei punti fermi che dovremo tenere: uno è l’attenzione massima alla persona, anche intesa come famiglia».

«Il tema dei temi è quello dei trasporti e delle infrastrutture». La presidente della Regione ha ribadito la necessità di accelerare l’iter per il collegamento tra aeroporto e stazione di Lamezia Terme e per la realizzazione del gateway di Gioia Tauro.

Un preciso riferimento è stato dedicato anche all’aeroporto di Reggio Calabria: «Al momento – ha detto la Santelli – è prenotabile un solo volo. Dobbiamo muoverci per ottenere un trattamento diverso, perché il “Minniti” è uno degli scali principali della regione».

Il Porto di Gioia Tauro – secondo la presidente – «è un’infrastruttura strategica per la Calabria e l’Italia. Si sta facendo un buon lavoro di rilancio, ma è necessario un salto di qualità per recuperare le aree retroportuali e rendere lo scalo veramente appetibile, con giovamento per tutto il sistema dei porti calabres».

Grande attenzione è stata dedicata all’ambiente. «La Calabria – ha aggiunto la Santelli – ha 255mila ettari di aree protette, l’8% delle aree nazionali. Il Parco nazionale dello Stelvio crea un effetto di oltre 30mila euro pro capite, mentre i parchi d’Aspromonte e Sila superano di poco i 5mila. È il segno di quanto poco sfruttiamo le grandi risorse che abbiamo. Dovremo mettere in atto una nuova politica che le trasformi in opportunità».

Sul nuovo corso rispetto alla gestione dei rifiuti, Santelli è stata chiara: «So che ci sono stati disagi, e mi dispiace, ma bisognava invertire la rotta. L’obiettivo è creare un vero ciclo di rifiuti che ci porti in Europa con un nuovo sistema integrato, ad economia sostenibile e a discariche zero. Si può fare. Gli impianti di nuova generazione non solo sono realizzabili, ma costano la metà di quelli di adesso. Alla fine avremo due impianti per il trattamento dell’indifferenziata più gli altri impianti specialistici per creare un’economia circolare. La sfida va lanciata seriamente. Se teniamo conto dell’interesse dei tanti piuttosto che dell’interesse dei pochi, la soluzione non è lontana. Mi auguro che la politica scelga la seconda via».

Ampi passaggi sono stati dedicati al governo del territorio («serve un’inversione di tendenza e un serio confronto finalizzato a una pianificazione unitaria») e all’agricoltura. Su quest’ultimo tema, Santelli ha ribadito la volontà di «valorizzare i marchi riconosciuti ma anche tutte le altre produzioni regionali. Siamo orgogliosi delle nostre diversità, ma attualmente non facciamo una promozione adeguata.

Una delle sfide più importanti riguarda poi la realizzazione, in un arco di due o tre anni, del Ruci, il Registro unico dei controlli ispettivi, che permetterà una grande sburocratizzazione del sistema».

La presidente Santelli, in merito allo sviluppo economico, ha messo in evidenza l’importanza del piano “Riparti Calabria”, che ha stanziato 150 milioni di euro, e delle sue misure “Riapri Calabria” e “Lavora Calabria”, che hanno permesso alla Regione di affrontare al meglio le fase dell’emergenza e della ripartenza. Nell’immediato futuro la Regione dovrà adottare un «nuovo sistema di internazionalizzazione, in grado di far espandere le aziende calabresi e di importarne altre».

Un altro punto decisivo, per la Santelli, è quello che riguarda le imprese: «Credo nella capacità dei territori che hanno una vocazione e cercano di strutturarsi di conseguenza. La Regione ha il compito di favorire lo sviluppo di progetti strutturati».

Nel corso del suo intervento, Santelli ha dato anche conto dei provvedimenti approvati ieri in giunta per il turismo. Si tratta di un investimento superiore ai 50 milioni di euro. Di questi, 15 saranno stanziati direttamente per le famiglie, al fine di consentire soggiorni di tre notti in Calabria. «È il progetto “Scopri Calabria”, paghiamo direttamente gli alberghi per una liquidità reale», ha chiarito la Santelli. Altri 15 milioni sono stati destinati ai giovani dai 18 ai 25 anni, con doti finanziarie da 200 euro a testa da spendere in Calabria per turismo e cultura. Il terzo progetto, da 25 milioni, riguarda gli alberghi e, in base a un algoritmo che incrocerà la qualità del servizio con le presenze certificate al 2018, ciascuna struttura riceverà le provvidenze adeguate.

La Santelli ha dedicato una parte del suo intervento al lavoro, che «è sempre una conseguenza di una serie di politiche. Ecco perché ci concentreremo sui giovani e sull’istruzione, in un rapporto sinergico con il mondo delle università, che hanno il dovere di contribuire a scrivere quelle che sono le professionalità prodotte dalla Calabria. Dovremo ripensare tutti gli asset, dal lavoro alla formazione, e abbattere la dittatura degli enti di formazione».

Particolare attenzione è stata dedicata alla cultura. «È il serbatoio della Calabria» – ha detto – convinta che oggi serva puntare sul turismo esperenziale: «Il patrimonio della Calabria non ce l’ha nessuno, ecco perché dobbiamo sforzarci di realizzare una politica delle aree interne».

L’altra sfida da vincere riguarda il digitale. «In questi anni – ha concluso la Santelli – abbiamo speso fondi impossibili. Dovremmo avere la regione più digitalizzata d’Italia, invece non abbiamo niente. Non è solo una questione di modernità, ma anche di trasparenza dell’azione amministrativa. L’impegno sarà quello di far sì che la digitalizzazione diventi un servizio per i cittadini, che devono diventare amici della Regione Calabria. La ‘ndrangheta e la corruzione non si combattono con i programmi elettorali, ma con la trasparenza e la legalità”. (rcz)

Una nuova Commissione in Consiglio regionale
Per l’opposizione si buttano via 500mila euro

Sarà un Consiglio regionale “rovente” quello di domani a Reggio, non tanto per la presentazione del programma di Governo da parte della Presidente Jole Santelli, quanto per il voto dell’aula sulla modifiche al regolamento. Per intenderci si dovrà decidere se istituire una nuova Commissione cui affidare un bel po’ di materie (Agricoltura e foreste, Consorzi di Bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili) o rinunciare. L’opposizione sta facendo ferro e fuoco contro tale scelta, motivando il proprio dissenso sulla spesa eventuale che andrebbe affrontata per i cinque anni di consiliatura: 500mila euro. Una cifra considerevole, senza dubbio, ma neanche tanto “eccezionale”: un importo che rispetto al bilancio della Regione diventa microscopico e potrebbe anche trovare una giustificazione se le argomentazioni dei consiglieri Minasi, Pietropaolo e Arruzzolo risulteranno convincenti.

A guidare la fronda anti-Commissione è il leader dell’opposizione, a capo di Io resto in Calabria, Pippo Callipo, che suggerisce, con un emendamento, di non far crescere i costi della politica. «Creare una nuova Commissione in Consiglio regionale, in un momento del genere, – dichiara Pippo Callipo, affiancato da dai consiglieri Graziano di Natale e Marcello Anastasi  – significa dare un pessimo segnale ai calabresi, che invece chiedono alla politica sobrietà e risposte concrete. Ci auguriamo che il centrodestra abbandoni questo intento e voti l’emendamento da noi presentato, che consentirebbe di assegnare a una specifica Commissione le materie che la maggioranza ha indicato nella sua proposta, cioè “Agricoltura e foreste, Consorzi di Bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili”, senza però aumentare i costi a carico delle casse pubbliche». Per questo motivo è stato presentato «un emendamento alla proposta avanzata dai capigruppo di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, prevista all’ordine del giorno della seduta di domani 26 maggio, che ha lo scopo di modificare il Regolamento del Consiglio per istituire una nuova Commissione che costerebbe circa 500mila euro in più nell’arco di cinque anni».
«L’obiettivo dell’emendamento – spiegano i consiglieri regionali di IRIC – è di mantenere invariato il numero delle Commissioni consiliari per non aggravare inutilmente gli oneri a carico del bilancio regionale. Si tratta, in sostanza, di aggiungere la materia “Riforme” alla I Commissione lasciando così libera la “casella” della V Commissione, a cui si potrebbero dunque assegnare le nuove materie indicate dalla maggioranza. Un’operazione che rispetterebbe la volontà politica dei proponenti del centrodestra ma sarebbe a costo zero».
«Esaminando i lavori delle Commissioni nelle ultime legislature, appare evidente – fanno notare Callipo, Di Natale e Anastasi – che la V Commissione “Riforme” ha prodotto esigui risultati in termini di attività e produzione legislativa, essendosi riunita solo 22 volte negli ultimi 5 anni (quindi in media circa 4 volte all’anno), ma avendo ugualmente costi notevoli per le casse pubbliche. La materia oggi affidata alla Commissione “Riforme”, per analogia ed omogeneità, si potrebbe accorpare alla I Commissione “Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale”. Così, seppure disomogenee e non appartenenti allo stesso ambito di intervento, si potrebbero attribuire alla V Commissione, rimasta libera, le materie indicate nella proposta dei capigruppo di FI, FdI e Lega».
«Accogliendo questo emendamento – concludono Callipo, Di Natale e Anastasi – i consiglieri di maggioranza hanno l’occasione di dimostrare che non vogliono creare una nuova poltrona ma far sì che ci si occupi di questi temi in un’apposita Commissione. Altrimenti il centrodestra si assumerà la responsabilità davanti ai calabresi di aumentare i costi della politica in un momento in cui tanta gente non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena».

I consiglieri Tilde Minasi, Filippo Pietropaolo e Giovanni Arruzzolo (capigruppo in Regione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) hanno motivato la necessità dell’istituzione di una nuova Commissione «meglio organizzare e ottimizzare il lavoro delle commissioni consiliari, cuore pulsante dell’attività legislativa della Regione Calabria». La proposta di riforma del regolamento che andrà ai voti domani per consentire l’istituzione della nuova Commissione fa riferimento al «tessuto sociale ed economico della Regione, caratterizzata per larghi tratti da un’economia basata sullo sfruttamento delle risorse agricole, sull’uso, la tutela e l’impiego delle importanti risorse naturali, sulla valorizzazione dei luoghi turistico oltre che sul commercio retto da decine di realtà industriali medio/piccole che costituiscono l’ossatura produttiva e sociale dei nostri territori, necessita di una forte azione di rilancio». L’obiettivo – affermano la Minasi, Pietropaolo e Arruzzolo – «è quello di dotare la massima assise calabrese di una commissione consiliare che tratti peculiarmente le problematiche di questi settori vitali dell’economia regionale».

In Consiglio regionale sono presenti cinque commissioni permanenti attuali, tutte riconfermate: Affari istituzionali e generali, Bilancio, Programmazione economica e Attività produttive, Affari dell’Ue, Sanità e Attività sociali, culturali e formative, Assetto e utilizzazione del territorio e Protezione dell’ambiente, Riforme. L’eventuale sesta commissione – richiesta dal centro-destra – si dovrebbe occupare di Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili. L’istituzione di questa nuova commissione era stata al centro dei lavori della conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale del 15 maggio e inserita dal Presidente Mimmo Tallini nell’ordine del giorno dell’Assemblea convocata per domani. In quella sede, il centrosinistra aveva manifestato la totale contrarietà.

Ai consiglieri era stata inviata già lo scorso 26 aprile una relazione illustrativa sulla proposta di istituzione della Sesta commissione, previa modifica del Regolamento. «L’intervento di modifica – si legge nel documento a suo tempo trasmesso all’assemblea – si rende necessario, al fine di meglio organizzare ed ottimizzare il lavoro delle Commissione consiliari, cuore pulsante dell’attività legislativa della Regione Calabria. Nello specifico, si osserva che il contesto politico istituzionale attuale prevede una sempre più incisiva partecipazione delle Regioni alla fase ascendente di formazione e partecipazione alle politiche comunitarie. Tale partecipazione deve necessariamente essere rafforzata nel contesto istituzionale che ci vede protagonisti e per questo si ritiene indispensabile che l’Assemblea legislativa regionale calabrese, proprio al fine di elevare ulteriormente il livello di partecipazione a tali processi ed allinearsi alle altre Assemblee legislative italiane, che nei propri regolamenti interni, prevedono espressamente una specifica commissione degli Affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero, debba procedere all’istituzione di tale consesso consiliare».

Sembra una schermaglia di poco conto che, pur essendo al terzo punto dell’ordine del giorno di Palazzo Campanella, in realtà potrebbe persino mettere in secondo piano l’esposizione del programma di Governo della presidente Santelli, che dovrà anche riferire sulle attività e le iniziative relative alla cosiddetta Fase 2. Sarà una prima prova di forza tra maggioranza e opposizione: staremo a vedere. (s)

 

E la Regione trascura i calabresi nel mondo
Nel bilancio ha cancellato la voce “Consulta”

di SANTO STRATI

L’approvazione frettolosa del Bilancio regionale per il periodo 2020-2022 lo scorso 27 aprile a Palazzo Campanella ha giocato un brutto tiro ai calabresi nel mondo. Non alla fantomatica quanto discutibile omonima Fondazione che il presidente Oliverio sciolse in fretta a metà dello scorso anno per liberarsi di uno scomodo fardello divenuto incontrollabile. No, di quella parleremo più avanti, ci riferiamo, invece, proprio ai “calabresi” che vivono al di fuori della Calabria, in Italia (500mila solo a Roma) e in ogni parte del mondo. Una cifra considerevole, vicina ai 4 milioni, tra prime e ultime generazioni, che nessun dato del Ministero degli Affari Esteri o l’Aire anagrafe degli italiani residenti all’estero, è mai riuscito a censire in modo specifico. Lo hanno fatto centinaia di associazioni, quasi tutte spontanee nate per l’orgoglio dell’appartenenza, nella segreta speranza di essere almeno virtualmente vicini alla propria terra, raccogliendo soci e, sostenitori e amici, in nome della Calabria. A tutti questi calabresi la Regione ha offerto un non-simbolico “arrangiatevi”. Una cosa inaudita e intollerabile, perché se è vero che in passato ci sono state ruberie e interessi personali su cui deciderà la magistratura (il 17 luglio saranno a processo l’on. Antonio Galati e l’intero staff della Fondazione per uso improprio di fondi), occorre però considerare che il legame con la Calabria è autentico, sincero e va alimentato, sostenuto, promosso.

Non che ci fosse da scialare negli ultimi anni: a qualche associazione oltre oceano che voleva organizzare qualche evento di grande respiro, la Giunta regionale di Oliverio offriva al massimo un rimborso di appena 1500/2000 euro, buoni neanche a pagare un biglietto d’andata e ritorno per l’Argentina o l’Australia. Ecco, se prima c’è stata una grande dispersione di fondi (su cui qualche giudice prima o poi farà la dovuta chiarezza)  dopo il 2018, con la nuova legge che mandava in soffitta quella del 2012, i fondi si sono assottigliati sempre di più, a vantaggio dei soliti noti, con viaggi del Presidente e della sua corte a celebrare la calabresità oltreoceano, senza arrecare un minimo di utilità alle comunità interessate. Sia in ogni angolo del mondo, ma anche in Calabria. Perché, intendiamoci, il discorso calabresi nel mondo non può essere inteso soltanto in maniera unidirezionale: se da un lato ci sono ormai naturalizzati extra Calabria che hanno in comune la voglia di vedere la terra dei padri o dei nonni, dall’altro c’è la gente di Calabria che vive in Calabria che vuole conoscere, sapere, incontrare i conterranei che vivono all’estero. Come vivono, cosa fanno (molti sono ricchi e famosi o occupano posizioni di rilievo nella società civile, nelle imprese, nelle istituzioni, negli affari), come si potrebbe consolidare questo senso di appartenenza che tutti gli altri italiani ci invidiano. Calabrese non è un’espressione geografica – scriveva il grande Leonida Repaci – ma categoria morale: « Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel soffiar dei venti».

Ma torniamo al bilancio che ha cancellato la Consulta dei calabresi nel mondo. Una mail, datata 5 maggio, ha avvisato tutte le associazioni che «l’Ufficio Emigrazione non ha più risorse sufficienti, per finanziare i progetti, che non erano rientrati nella graduatoria dei progetti prioritari 2019 e che si sarebbero dovuti finanziare nel 2020. Nel caso in cui desideriate, comunque, portare avanti l’attività già programmata, dovrete contare esclusivamente sulle vostre risorse». In poche parole, come disse Totò nell’omonimo film del 1959: «Arrangiatevi!».

Su questa inaudita “dimenticanza” del Consiglio regionale e della Giunta Santelli Calabria.Live ha sentito il presidente della federazione Italiana dei Circoli Calabresi, Salvatore Tolomeo, già consultore “esperto”, uno dei più attivi nella promozione della calabresità nel mondo.

– Presidente Tolomeo, cosa significa questo taglio improvviso e improvvido nel bilancio?

« In Italia e nel Mondo sono attive 211 Associazioni di Calabresi rappresentate dalla Consulta Emigrazione disciplinata dalla più recente legge regionale n.8 del 2018. Essa viene nominata entro 30 giorni dopo l’insediamento del Presidente della Giunta che lo è anche della Consulta stessa. Ovviamente il buon senso di ognuno di noi non pretende che si debba pensare ora a questo passaggio istituzionale, però preoccupa che nel nuovo Organigramma regionale non ha trovato posto la parola Consulta Emigrazione. È una non voluta dimenticanza o una intenzione ben precisa di abrogarla? Stando alle risultanze del Bilancio regionale pubblicato sul BURC n.40 del 40 aprile 2020 viene da propendere per la seconda ipotesi».

– La regione non aveva già messo in calendario diverse iniziative?

«Erano programmati e stanziati per l’anno 2020, con delibera della precedente Giunta del 25 ottobre 2019, 300 mila euro per il funzionamento della Consulta, per l’esecuzione di 9 progetti validi per la valorizzazione della cultura e dei prodotti agroalimentari in Australia, Americhe del Nord e Sud, Italia. Il nuovo esecutivo ha azzerato ogni iniziativa per il 2020 e ridotto le risorse finanziarie per il 2021 e 2022 a soli euro 100 mila. Praticamente eliminando ogni iniziativa della Calabresità nel Mondo.

– Le associazioni dei calabresi nel mondo sono sostenute economicamente dalla regione?

« Bisogna tener presente che la Regione contribuisce solo in minima parte alle spese delle Associazioni fortemente legate al valore delle origini e che contribuiscono ad alimentare in modo notevole il turismo di ritorno, il consumo dei prodotti enogastronomici, il mantenimento delle tradizioni storiche e culturali della Calabria in Italia e all’Estero.

In passato la Regione dava grande importanza a questa realtà per il ritorno economico e commerciale che si realizzava. Venivano pubblicate 2 riviste bimestrali: una del Consiglio Regionale e una della Giunta: Calabria e Calabresi nel Mondo, inviate in migliaia di copie alle Associazioni all’estero. Si auspica un recupero della comunicazione adeguandosi alle nuove tecnologie consentite dal web».

– La presidente Santelli, durante la campagna elettorale aveva dato molto risalto alla reputazione e ai calabresi nel mondo come tratto distintivo del futuro governo…

«Ora la Giunta Regionale sta dimostrando che queste Comunità Calabresi non sono più di interesse né politicamente né istituzionalmente. Non serve l’enfasi quando un calabrese eccelle ovunque si trovi fuori Regione. Così si riduce tutto quell’orgoglio di appartenenza che ogni Calabrese mantiene nel tempo e ovunque sia stato costretto a emigrare.

– Come reagiscono i rappresentanti delle associazioni dei calabresi sparsi in ogni angolo della terra?

«La delusione profonda non è solo questa: in campagna elettorale la Presidente Santelli ci aveva trasmesso entusiasmo e voglia di collaborare in modo concreto e operativo alla partecipazione della Regione fuori della Calabria mettendo a disposizione esperienze e conoscenze del territorio. Aveva ipotizzato se non un Assessorato almeno un Dipartimento dedicato per un ambizioso processo di crescita all’estero. Ciò non è avvenuto per il momento ma il fossato di relazioni che al momento è evidente, non lascia sperare alcunché di positivo.

«Sono stati invece stanziati 3 milioni di euro per sostegno alle spese in favore degli studenti fuori sede, che invece per la gran parte sono rientrati in famiglia. Un preventivo coinvolgimento dei Consultori avrebbe suggerito una migliore destinazione di questi fondi e magari incentivando il rientro con treni dedicati e controlli in loco prima del viaggio come da oltre un mese avevamo segnalato inascoltati.

C’è ancora poco tempo per rimediare prima che subentri la rassegnazione che ci ha esortato lo scrittore Gioacchino Criaco: cari calabresi fuori Regione, la Calabria terra nostra vi aspetta sempre, ma la politica non vi vuole!».

Amarezza e delusione sono sentimenti abituali nel forte temperamento dei calabresi. In questo caso si aggiunge l’indignazione, legittima, di tutti coloro che appassionatamente hanno dedicato e continuano a dedicare, gratuitamente e senza secondi fini, il loro tempo per riunire i calabresi, farli sentire comunque vicini, in un comune senso di comunità che non può esser ignorato e cancellato da una dimenticanza in bilancio. Si può ancora provvedere? La politica è l’arte del possibile, lo sappiamo tutti: è stata dunque una imperdonabile dimenticanza, un errore formale l’eliminazione della relativa voce di bilancio, signori della Giunta, Presidente Santelli, provvedete subito a sanare questo sciocco scivolone. Dimostrate che non solo la Calabria ama i calabresi, ovunque essi si trovino, ma anche la politica, qualche volta… (s)

Tallini replica al Pd: «Non sono in guerra contro il Governo per difendere la Santelli»

Sullo scontro ormai avviato tra Governo e Regione Calabria (il ministro Boccia ha confermato il ricorso al Tar dopo la formale diffida contro l’ordinanza della Santelli che data facoltà ai locali pubblici di aprire – in presenza di determinate misure di sicurezza) s’innesta un altro filone di polemiche. Il commissario regionale del Pd in Calabria, on. Stefano Graziano in un’intervista si è scagliato contro il sen. Maurizio Gasparri a proposito delle iniziative della Regione: «L’unica cosa inaccettabile di questi ultimi giorni è l’ordinanza Santelli che mette a rischio la salute dei calabresi. Dal territorio arrivano tante segnalazioni video di mancato rispetto delle prescrizioni per cui l’unica cosa sensata sarebbe evitare il braccio di ferro con il Governo». Graziano inoltre auspica una rapida convocazione del Consiglio regionale: «A fronte dell’irresponsabilità del centrodestra e della sua governatrice l’opposizione unita ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio regionale che mi auguro sia accordata nel più breve tempo possibile».

Il presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini ha replicato immediatamente anche al capogruppo Pd in Consiglio Mimmo Bevacqua: «Sono molto attento – ha detto Tallini –  al ruolo di terzietà e alle delicate  funzioni in capo alla carica che ho l’onore di esercitare, perciò escludo in assoluto di avere compiuto scivoloni istituzionali. Certo, non me la sento di rassicurare il capogruppo del Pd. Non sarò un Presidente del Consiglio che si limiterà a chiamare l’appello in Aula, né avallerò mai, come accaduto nella scorsa legislatura, palesi violazioni dei diritti dei consiglieri (in particolare delle minoranze), impedendo persino l’iscrizione al Gruppo dove si era stati eletti dopo la proclamazione della Corte D’Appello. E neanche consentirò le pesanti interferenze della maggioranza durante le votazioni per le Commissioni e per l’Ufficio di Presidenze, volte a dividere ed indebolire l’opposizione, che si sono verificate nella X legislatura. Difendere le prerogative costituzionali della Regione in materia sanitaria e in riferimento alla ‘fase 2’ nella polemica col Governo, a proposito delle ordinanze della presidente Santelli, tutto mi pare tranne che un atto di parte. Il dibattito sulla potestà legislativa concorrente come disciplinata dalla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 e che nell’emergenza pandemica ha generato molteplici e vistose incomprensioni,  è d’altronde di stringente attualità non solo fra costituzionalisti ma anche tra le forze politiche, come dovrebbero sapere i due esponenti del Pd. Contrariamente a quanto sostengono il commissario e il capogruppo del Pd, non ho minacciato alcuna ‘guerra’ contro il Governo per difendere un atto dell’Esecutivo. Si rileggano le mie dichiarazioni sull’argomento con la dovuta attenzione e magari senza vena polemica. Se ho deciso di prendere posizione l’ho fatto non per difendere l’Esecutivo, che tra l’altro sa difendersi da sé, ma esclusivamente perché preoccupato per il disorientamento che le contrapposizioni fra Istituzioni pubbliche producono sui cittadini. Avevo suggerito al Governo di limitarsi alla diffida e di evitare l’impugnativa al Tar che, a me pare, ha tutta l’aria di una prova di forza con l’obiettivo di far prevalere una sorta di clausola di supremazia. E, ancora adesso – puntualizza il presidente Tallini -, se i due esponenti del Pd consentono al Presidente del Consiglio regionale di esprimere liberamente la propria opinione, ribadisco la necessità che, soprattutto in questo grave frangente per il Paese, si evitino strappi e, anzi, si riesca ad intavolare fra Istituzioni centrali e periferiche un proficuo rapporto di collaborazione». Tallini, senzarinunciare a un filo d’ironia, pur nella gravità delle insinuazioni ha concluso sarcastico: «Circa le allusioni sulla legge ‘Interventi di manutenzione normativa’ approvata in Consiglio su mia proposta, non avrò alcuna difficoltà a rispondere, ma per poterlo fare, essendo francamente incomprensibile il linguaggio del capogruppo del Pd, sarà necessario che mi si fornisca un’interpretazione autentica del messaggio». (rp)

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Approvato il bilancio, con qualche bagarre in Consiglio regionale

Una lunga seduta, portata avanti fino a tarda sera, per l’approvazione del bilancio con decine di emendamenti. Alla fine il documento 2020-2022 è stato approvato a maggioranza.

«La maggioranza ci ha presentato un bilancio e un Documento economico e finanziario senz’anima, senza coraggio e senza alcun indirizzo politico – ha detto il consigliere Domenico Bevacqua (Pd)  –. Un bilancio che, per la prima volta, oltre a non essere passato dal vaglio di una commissione consiliare, non ha visto nessuna interlocuzione preliminare con le forze sociali e imprenditoriali. Il risultato è sconfortante: solo tagli lineari, inferti  con criteri esclusivamente ragionieristici. Non c’è una sola riga di prospettiva sulla emergenza Covid.19: quasi che la Calabria fosse un’isola felice e non dovesse tenere conto, per quest’anno e per i prossimi, di un fattore che sta stravolgendo le agende pubbliche del mondo intero. Non sappiamo cosa questa maggioranza voglia fare su sanità, turismo, agricoltura, aree interne, tematiche sociali».

Sostiene Bevacqua: «Noi vogliamo una battaglia comune per la fine del commissariamento e l’abolizione del ‘Decreto Calabria’. Vogliamo una sanità pubblica e centralizzata – ha sottolineato –  con la partenza dei nuovi ospedali già finanziati e l’avvio di un modello organizzativo che guardi ai territori (Aggregazioni Funzionali Territoriali e Unità Complesse di Cure Primarie), unitamente a servizi di assistenza domiciliare integrati. Proponiamo, un Centro Unico di Spesa per le Asp territoriali e le Aziende ospedaliere, insieme alla riattivazione della Stazione unica Appaltante, ferma da un anno. Siamo preoccupati per il disinteresse della maggioranza per gli aspetti connessi al trasporto pubblico locale, così come per la salvaguardia e rivalutazione delle nostre aree interne”. Ancora il capogruppo del Pd: “La stessa Legge di Stabilità non fa altro che confermare quest’analisi: i reboanti annunci che l’assessore Talarico ha usato nel presentarla alla stampa, poggiano su friabile sabbia. I 200 milioni da anticipare agli enti del servizio sanitario regionale per pagare qualche debito, sono una possibilità offerta dalla normativa nazionale e non sono altro che ulteriori debiti che la Regione si accolla e che deve restituire entro dicembre. Anche la sospensione dei mutui già contratti dalla Regione, è già disposta dal ‘Decreto Cura Italia’ e noi proponiamo che una parte di queste somme sia destinata agli operatori sanitari in prima linea nell’emergenza Covid. Quello di cui avremmo dovuto parlare oggi sono i 2,8 miliardi di fondi europei disponibili. Avevamo chiesto una seduta ad hoc per discutere la rimodulazione e riprogrammazione di questi fondi, per destinarli ai danni provocati ai calabresi dall’emergenza Covid: una situazione socio-economica che sta diventando esplosiva”.  Ha concluso Bevacqua: “Le nostre proposte sono pubbliche. Ne riepilogo alcune:  integrazione dei redditi familiari più bassi; bonus per microimprese e lavoratori autonomi; contributo per le spese di locazione degli immobili commerciali; fondo speciale per il comparto del turismo; contributo finalizzato alle spese di alloggio per gli studenti fuori sede. Anche su questo siamo disponibili al più ampio confronto per realizzare un fronte comune, per evitare che neanche un euro di ciò che è destinato al Sud possa prendere altre strade. A noi interessano la concretezza e l’immediatezza: le imprese calabresi hanno bisogno del fuoco che vada ad alimentare le loro attività, non certo del fumo che nulla risolve. Perciò diciamo alla maggioranza: assumiamoci ognuno le nostre responsabilità, ma non presentateci scatole vuote”.

(rp)

«Vogliamo rientrare al più presto in Calabria»
Studenti e lavoratori lontani chiedono aiuto

di SANTO STRATI –

È un appello che rischia di diventare un urlo disperato quello che si leva da migliaia di studenti universitari fuorisede e lavoratori precari calabresi che sono rimasti, per scelta responsabile, lontano dalla Calabria.

Un sacrificio fatto con coerenza, per limitare il contagio e per preservare familiari, amici, conoscenti, data la provenienza da zone ad alto rischio. Solo che non ce la fanno più né loro né i loro familiari su cui pesano affitti, spese maggiorate, problemi di sopravvivenza quotidiana.

Da un lato sono svariate migliaia gli universitari fuori sede che ormai da due mesi si ritrovano “chiusi” in pochi metri quadrati a seguire lezioni online senza ricevere gli “indispensabili” pacchi della mamma o della nonna, con prelibatezze e viveri della propria terra. Spesso un grande, grandissimo, aiuto per ridurre al minimo la spesa quotidiana, oltre che un conforto per lo spirito (e la gola).

Ben più grave la situazione di quanti lavoratori calabresi con contratti precari e sistemazioni di fortuna si sono improvvisamente trovati senza lavoro e, qualche volta, persino senza alloggio (quando era fornito dai datori di lavoro). Una situazione insostenibile di cui deve farsi carico la Regione, pur con le opportune e necessarie cautele anticontagio: il rientro dovrà avvenire nel rispetto della quarantena obbligatoria per tutti, ma questo ulteriore sacrificio dovrà essere accompagnato da un aiuto economico che permetta di mantenere un livello dignitoso di vita.

Molti ricorderanno la grande fuga, impazzita, dalle città del Nord, dopo l’incauto annuncio del Governo della chiusura. Incoscienti e irresponsabili quanti sono scappati, portando il contagio (ed è cosa provata) in Calabria, mettendo a rischio la salute di nonni e genitori, i familiari più esposti alla pandemia. Tantissimi altri, studenti e lavoratori, hanno con grande senso di responsabilità accolto l’invito di fermarsi e aspettare, pur con tutte le problematiche che questa scelta avrebbe comportato. Adesso che s’intravede un piccolo spiraglio nell’emergenza sanitaria, è il momento di pensare a questi calabresi che meritano la dovuta attenzione, la giusta assistenza per rientrare in famiglia, nella propria terra.

Di questi disagi, ormai davvero non più sostenibili, si sono fatti portavoce in Consiglio regionale sia maggioranza che opposizione.

Una mozione di Giuseppe Aieta, capogruppo di Democratici e Progressisti ha chiesto alla Giunta e alla Presidente Santelli di voler «disporre misure necessarie e urgenti al fine di consentire, nel rispetto di tutti gli obblighi di sicurezza e di prevenzione, l’immediato rientro di tutti i cittadini calabresi rimasti bloccati nelle regioni del Nord». Aieta ricorda l’ordinanza del 22 marzo con cui si vietava ogni spostamento «al fine di evitare rientri “scellerati e non autorizzati”», e fa presente che sono almeno 30mila i calabresi che ad oggi non possono rientrare a causa della misura restrittriva vigente.

Secondo Aieta «L’impossibilità di rientrare sta causando gravissimi disagi e problemi, soprattutto agli studenti fuori sede che si trovano con entrate pari a zero nella situazione di non poter adempiere ai contratti di locazione e al sostentamento, e con gravi ripercussioni anche psicologiche derivanti dalla certezza di non farcela». Senza contare il disagio per tutte quelle famiglie che si trovano nell’impossibilità di poterli aiutare.

Per la maggioranza, Tilde Minasi della Lega afferma che la Regione sta già lavorando a questo proposito, ma al momento non risultano adottati provvedimenti di aiuto e sostegno per i fuori sede che vogliono (giustamente) rientrare.

«Non passano certo inosservati – ha dichiarato la Minasi – gli appelli di nostri numerosi corregionali che chiedono di poter rientrare in Calabria poiché, a causa di diversi motivi, si trovano a dover affrontare, in altre regioni, il periodo di quarantena imposto in tutta Italia senza poter avere, però, i mezzi per sostentarsi in questa fase di stallo particolarmente gravosa soprattutto per lavoratori precari, stagionali, o in attesa di ammortizzatori sociali. Un piano, tra l’altro, quello della gestione e del coordinamento dei cittadini calabresi domiciliati nelle regioni più colpite dal Covid, che la Lega – dice la Minasi – aveva già approntato quasi un mese addietro e pensato proprio per evitare l’esodo indiscriminato da un lato, e non abbandonare i calabresi dall’altro, gestendo in maniera ordinata i singoli casi. Il problema non è assolutamente sottovalutato dagli uffici regionali e dalla politica, dal momento che il dibattito sulla questione è vivo, così come il confronto, affinché si trovino soluzioni e si riesca a dare la giusta attenzione ai fuorisede».

Secondo l’esponente leghista «Il dramma dell’emergenza sanitaria ha avuto un iter veloce, inaspettato e ha riguardato persone ed attività, motivo per il quale si sono dovute approntare azioni mirate a tutto tondo, in modo da non tralasciare le esigenze di ampissime fette di popolazione. La Regione sta lavorando, quindi, anche nei confronti di chi chiede, legittimamente, di poter rientrare in Calabria perché ormai allo stremo, in particolare dal punto di vista economico.  La presidente Santelli, che ha gestito sino ad oggi con piglio deciso il contenimento del contagio da Covid, non è insensibile alle richieste di aiuto che si sono fatte più insistenti negli ultimi giorni, anche in considerazione del fatto che tanti di coloro che si stanno rivolgendo alle istituzioni regionali, hanno mantenuto saldo il principio di non allontanarsi dai luoghi dove si trovavano per non far viaggiare, insieme alle necessità espresse, il pericolo di una trasmissione verso i loro cari, come invece è accaduto con le ormai note fughe dei primi week end di marzo. Ma, anche a fronte di un comportamento irreprensibile e attento al bene comune, settimane senza lavoro o senza una remunerazione costante stanno minando ogni certezza».

Il capogruppo DP Aieta sottolinea che «è compito della politica intervenire, attraverso canali di soccorso» e che «occorre porre rimedio alla lacuna normativa, di fatto esistente, sia a livello nazionale che regionale, autorizzando rientri soprattutto in favore degli studenti fuori sede».

Il rientro – ha osservato la Minasi  – «dovrà essere gestito nella massima sicurezza, con direttive precise, sia per i diretti interessati sia per le comunità che li accoglieranno, e sono sicura che la governatrice non si sottrarrà (come ha fatto d’altronde negli ultimi mesi lavorando su tutti i fronti di questa imponente emergenza sanitaria) nel rispondere, in modo esaustivo, ai bisogni di chi necessita aiuto a migliaia di chilometri da casa, favorendo i ricongiungimenti familiari che, in questo caso, non si configurano solo come una questione affettiva, bensì di sopravvivenza».

Cosa e come fare dunque? Una ottimistica stima basata su opinabili proiezioni individua nel 1° maggio la data di zero contagi per la Calabria. Al di là delle valutazioni che spettano esclusivamente ha chi ha la responsabilità della salute pubblica (in questo caso la Presidente Santelli) sarebbe il caso di avviare immediatamente a Germaneto un tavolo di consultazione per studiare la soluzione più funzionale che consenta, nel più breve tempo possibile, di far rientrare in piena sicurezza, per loro e per i residenti, i calabresi sparsi in Italia (e parecchi anche all’estero). Non dimentichiamoci che con Erasmus sono centinaia gli universitari calabresi attualmente impegnati in studi all’estero. In questo caso, probabilmente, non si pone il problema del rientro – salvo specifiche richieste dei singoli studenti – quanto offrire loro un’assistenza e un conforto per superare la difficile e complicata situazione che il coronavirus ha creato ormai in tutto il mondo.

Il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli ha detto che continua a ricevere numerose richieste d’aiuto di parte di genitori, ragazzi e lavoratori rimasti al Nord: «Basta leggere alcuni di questi dignitosi messaggi per capire la loro sofferenza e, in alcuni casi, il loro dramma. È giusto e doveroso farli rientrare subito».

La prima cosa da fare sarebbe allestire un database per raccogliere le richieste di aiuto di studenti e lavoratori: un form, diffuso anche attraverso i social, che permetta in tempi rapidissimi di valutare l’ampiezza del problema. Un questionario semplice che sottintenda un intervento di sostegno e sia il primo passo per organizzare il viaggio di rientro. Non può, né deve essere, una fuga di massa: guai a provocare ulteriori focolai di contagio sui treni o aerei (anche se in atto funziona soltanto l’aeroporto di Lamezia), ma una ordinata e coordinata fila di partenze scaglionate che consentano un flusso controllato di partenze e arrivi. Italia Viva chiede di creare “un corridoio” programmando il rientro  previo test sierologici alla partenza: in un documento si fa presente che sono «tanti anche i giovani lavoratori rimasti senza lavoro e senza cassa integrazione, costretti a vivere con le poche risorse mandate da casa. Sono rimasti nelle loro piccole stanze, perché corretti e rispettosi delle regole che il Governo e la Regione hanno decretato, ma ora in troppi si trovano in grande difficoltà. Non stiamo parlando di “mammoni”, ma di lavoratori e studenti che si trovano da oltre 50 giorni fuori sede, senza poter svolgere la loro funzione naturale, per la maggior parte condividendo stanze con più persone ed adattandosi al meglio in un periodo dove gli spostamenti sono limitati allo stretto necessario. Molti di loro non hanno più risorse, figli di genitori che vivono con apprensione e con pochi mezzi questo distacco. L’appello lanciato in questi giorni da tanti, non può essere sottovalutato diamo una soluzione ai nostri conterranei. Diamo loro modo di tornare con buon senso, ma non aspettiamo che passi l’emergenza per ricordarci di questi ragazzi corretti, ragazzi che non hanno deciso di scappare al sud ma che vogliono sentirsi al sicuro in Calabria nelle loro case e con le loro famiglie».

È un diritto poter tornare a casa propria e ci sono troppe situazioni diventate davvero esplosive. Basti per tutte la storia dell’insegnante di sostegno calabrese, che vive a Milano col suo compagno musicista (ora disoccupato) in un monolocale di 40 mq che costa 900 euro al mese. Claudia, via social, ha lanciato il suo disperato appello alla Santelli: «Non abbiamo più la possibilità di mantenere un affitto qui e viviamo  da 54 giorni in una situazione di disagio, soprattutto a livello psicologico. Ci hanno detto espressamente che questo non è un motivo valido per rientrare a casa, in Calabria il 3 maggio. Qual è allora – chiede alla Presidente della Regione – la motivazione giusta per non incorrere in blocchi e sanzioni?».

Merita pure la massima attenzione la petizione, lanciata via web, dallo studente Antonio Iaconianni diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

«Sono ancora tanti  – si legge nella petizione che si può firmare on line – i giovani meridionali rimasti bloccati al centro nord a causa dei lockdown che si sono susseguiti per l’emergenza sanitaria tesa al contenimento del contagio del Covid-19. Chiediamo che vengano disposte misure urgenti ed indifferibili  per consentire il rientro immediato a casa di tutti gli studenti e di tutti i lavoratori, gli uni rimasti con le Università chiuse e gli altri rimasti senza lavoro, realizzando dei corridoi di sicurezza, con tutte le misure che le attuali norme prevedono, a salvaguardia della tutela di tutti. La richiesta ha carattere di urgenza ed indifferibilità in quanto la tenuta psicologia di questi ragazzi inizia a dare segnali di preoccupazione anche a causa di vere emergenze economiche».

Un altro appello è venuto, in questo senso, dal consigliere comunale di Catanzaro Giuseppe Pisano che fa un’annotazione decisamente interessante: «Un’analisi del Messaggero – ha detto Pisano – ha riflettuto sul fatto che, nel bene o nel male, il coronavirus è riuscito dove i numerosi provvedimenti sul rientro dei cervelli in fuga avevano fallito: riportare in Italia gran parte di quei 250mila giovani che negli ultimi dieci anni sono andati all’estero. Nel Paese più vecchio del mondo, questo straordinario esercito di giovani tornato a casa di fronte all’emergenza potrebbe dare un contributo fondamentale alla ripartenza. Presidente Santelli, valuti bene: questa analisi deve riguardare ancora di più i circa 30mila studenti calabresi fuori sede che non possiamo abbandonare e che devono rappresentare un patrimonio prezioso per la “fase 2”. L’auspicio è che questo impegno venga recepito quale atto di indirizzo in vista dell’approvazione del bilancio della Regione prevedendo uno stanziamento di risorse per le famiglie degli studenti e per chi ha perso il lavoro durante la permanenza lontano dalla Calabria»

Anche il sen. Ernesto Magorno (di Italia Viva), sindaco di Diamante, ha posto il problema: “Spero che la Presidente della Regione, Santelli, si attivi prontamente per organizzare il rientro dei tanti calabresi che si trovano fuori regione. Si tratta di persone che hanno compiuto un atto di amore e responsabilità – dichiara Magorno – rinunciando a passare la Pasqua vicino alle loro famiglie pur di proteggere il nostro territorio».

La parola adesso passa a Jole Santelli. La Presidente continua a sorprendere i calabresi con il efficace pragmatismo e la determinazione con cui affronta i problemi. Gli appelli ci sono, la realtà dei fuori sede è drammaticamente sotto gli occhi di tutti, Presidente li faccia tornare tutti a casa, subito e senza indecisioni.

(s)